In diretta dall’Infernuccio

diavolo-contrastato1.jpg

di Mauro Baldrati

Non proprio dall’Inferno, non dal Grande Salone, non vuoi gloriarti, però dall’anticamera, dall’Infernuccio forse sì. Non vi sono i grandi fasti della Sala del Regno, non vi sono i Papi e gli Imperatori, ma un anfitrione c’è, un plenipotenziario, e non scherza.

E’ Il Nero.

Continua a leggere→

Sylvia Plath (di Francesca Matteoni)

L’OSSO DELLA LUNA
Morte e rinascita in Sylvia Plath

di Francesca Matteoni

“Entrerò in una lunga oscurità”
Three Women, SYLVIA PLATH

La poetessa americana Sylvia Plath (1932-1963) ha lasciato ad un pubblico sempre crescente un vasto corpo di testi tra prose e poesie, che la proiettano ben oltre la sua breve e tragica parabola vitale (morì suicida a Londra nell’appartamento che fu del poeta irlandese William Butler Yeats), testimoniando una costante ricerca e abnegazione alla scrittura. Un talento immaginifico e doloroso, che, sviluppatosi in pochi anni, ci ha regalato una voce a tratti esasperata/esasperante, ma unica e incisiva, capace d’incarnare in sé l’energia necessaria del fare poetico, quando esso diventa rivelazione dell’io e del mondo.
Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 2

  Conosco persone  che continuano per anni a servirsi  del  medesimo ristorante,  del quale,  chiariamolo fin dal principio, non sono affatto contente.  Lo eleggono,  dapprima, per qualche motivo particolare, o per nessun motivo particolare;  e seguitano poi a frequentarlo anche quando, in genere assai presto,  ne scoprono i gravi difetti. 

Continua a leggere→

Mio figlio

di Emanuele Kraushaar

io_scogli_w.jpg

Mio figlio,
che non esiste,
è un rivolo di vento
rubato all’aria,
è una moto
che ondeggia per la città.
Tutta Cola di Rienzo fa
su una sola ruota
e respira l’odore
di alberi fioriti,
non come gli altri il fumo
delle sigarette.
Impazza nei mercati rionali,
sfibra le ossa
e mi chiede: “Padre mio posso
chiederti una cosa?”. Poi sparisce
ogni volta, lontano
e vicino al contempo.

SCRITTURE #3 FLAVIO ERMINI

“sono occhi le parole a cui il cielo è sottoposto”
…
“…sguardo interiore di chi, pur nell’inquietudine, è ancora a caccia di orizzonti” (1)

anterem_revue.jpg

FLAVIO ERMINI
(Verona, 1947)

Poeta, narratore e saggista, ha pubblicato per la poesia e la narrativa: Roseti e Cantiere (1980), Epitaphium Blesillae (1982), Thaide (1983), Idalium (1986), Segnitz (1987), Delosea (1989), Hamsund (1991), Antlitz (1994), Karlsár (1998), Poema n. 10. Tra pensiero (2001); per la saggistica: Il moto apparente del sole (2006), Antiterra (2006).

Dirige la rivista di ricerca letteraria “Anterem”, fondata nel 1976 con Silvano Martini. Fa parte del comitato scientifico della rivista di studi filosofici “Panoptikon” e della rivista di critica letteraria “Testuale”. Per Moretti&Vitali dirige la collana di saggistica narrativa “Narrazioni della conoscenza” e, con Stefano Baratta, i quaderni di psicoanalisi e filosofia “Convergenze”. Fa parte del comitato scientifico delle riviste “Osiris”, “Panoptikon” e “Testuale”.

Continua a leggere→

Due

rondine.jpg

di Franz Krauspenhaar 

VORREI DIRTI ( con l’innesto di “In qualche parte del mondo”, di Luigi Tenco).

vorrei dirti che tu
sei aria alla quale un cielo
ha regalato
una rondine
sulla mano
di un bambino.

  Continua a leggere→

Sta nella vita breve

soffione

Sta nella vita breve

un piccolo respiro.

Come una piuma lieve

come una bolla, neve.

L’odore della sposa

la luce di zaffìro

sugli occhi si posa

che tremano, la rosa.

Poi, tu lo sai che viene

come l’ignota runa

dopo la sera bruna

la notte senza luna.
 

Dolore della casa

Sebastiano Aglieco – Dolore della casa – Il Ponte del Sale Rovigo 2006

di Marco Molinari

a

La morte di una persona cara è sempre stato un impulso potente per la scrittura poetica. Gli esempi sono numerosissimi e pertanto mi sento esonerato dal farne. In quei momenti il dolore tocca il punto del non ritorno, l’estremo limite della forza. Tutto il corpo ne è scosso, l’anima e lo spirito risalgono in superficie come pesci a cui manca l’ossigeno nell’acqua. Morte, anima del morente, anima dolorante si pongono sul palcoscenico della vita come “dramatis personae”. Anche Sebastiano Aglieco, poeta dei delicati chiaroscuri, come non potrebbe non essere per un siciliano innestato nelle brume della Brianza, anche per questo poeta è giunta purtroppo questa chiamata. La sua risposta è un libro di liriche dense e asciutte, dal titolo Dolore della casa edito da Il Ponte del Sale di Rovigo.

Continua a leggere→

Leonardo Sinisgalli (1908-1981)

di Luca Ariano

s

Posto una breve scelta antologica di poesie di Leonardo Sinisgalli che seguono il breve saggio uscito sul Foglio Clandestino e poi ripreso nella versione precedente del blog nella rubrica “I poeti obliati”. Con l’avvicinarsi del centenario della nascita (2008) ci auguriamo si possano finalmente trovare tra gli scaffali le poesie di Sinisgalli che mancano ormai da oltre vent’anni.

Continua a leggere→

??? ??

 

Una premessa (in forma di lettera scritta)

 

Cara Anita,

da giorni lavoro in traduzione ad alcune poesie di Nika Turbina, una plaquette che vuole essere dono di bellezza attraverso la parola. Non si tratta di un incarico editoriale, né di meno sono esercizi di stile o di lingua. È necessaria per questo una ri-traduzione che sia al contempo fedele e completa re-invenzione: tra le parole dei segni a tutti nascosti, in solitudine.
Mi fermo con te qui a pensare alla sera di ieri: la più sofferta da quando ti scrivo. Mi pare che tutto sia come da sogno alla vita. Sono rimasto indeciso per ore su alcuni dei versi tradotti, assorto di fronte al suo sguardo. Ora, con responsabilità, informo me stesso mentre ti scrivo che questo lavoro va ultimato. Non è un tentativo. Continua a leggere→

LO SPEZIALE – Paolo FICHERA

di Francesco Marotta

speziale

Il luogo delle tracce.

Note per una traversata de “Lo speziale” di Paolo Fichera.

L’arte dello speziale è scienza di terra, germogli e giorni, vita che si cerca e si rivela in altre forme, sapienza di un artigianato arcaico che affonda le sue radici nel “poiein” originario: dove la creazione (l’atto della rimembranza e della nominazione) prende corpo e si definisce nell’accostamento degli elementi primari che sostanziano il reale nella sua fisicità. La dialettica tra “alto” e “basso”, tra ansia di trascendenza e ricerca/inveramento dell’assoluto tra i segni del reale (“fare di carta cenere e spezia/l’abbraccio fertile dei morti”) è un divenire del senso in geografie di un altrove remoto, una vita che la pupilla accosta nel suo distendersi tra due polarità che si allontanano nell’istante della loro maggiore vicinanza: mano e segno, lingua e forma si rincorrono, si riflettono e si guardano negli specchi mutanti che la parola “seme” contiene: nella consapevolezza (sentita, prima ancora che pensata) che solo l’unione della mano e del segno permette l’affiorare (e il fiorire) della coscienza.
Continua a leggere→

TAGLI

Di A. Padua

tagli

Per preparare una poesia, si prende “un piccolo fatto vero” (possibilmente
fresco di giornata): c’è una ricetta simile in Stendhal, lo so, ma infine
ha un suo sapore assai diverso: (e dovrei perderci un’ora almeno adesso,
qui, a cercare le opportune citazioni: e francamente non ne ho voglia);

Edoardo Sanguineti, Postkarten, 1978

Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 1

di Giorgio Morale

Come ridere?
Come abbandonarsi alla gioia
se il mondo è in fiamme?
Perché sei avvolto nel buio
non dovresti cercare la luce?
(Dhammapada)

Una tv ad alto volume, una moto, una macchina; una fila di finestre illuminate permette di seguire le volute di una rampa di scale; una fila verticale di finestre piccole, come una feritoia: quelle del bagno; un rimestare, un tintinnio di posate, un cassetto che si chiude. Seguendo il chiarore del cielo arrivo a scoprire la luna.

A volte mi sembra di aprire ogni giorno di più gli occhi sulle cose di sempre. A volte mi sembra di disimparare, giorno per giorno, antiche evidenze. Continua a leggere→

Se pure le sere

Se pure le sere fossero misere
come quelle di questo mese
sempre saranno sere serene
senza urla senza sirene
senza balene bianche
senza Ulisse senza
frasi prolisse
se tu mi vulisse
bene veramente
non mi chiederesti
se ho letto Melville
ma mi lasceresti inebetire in riva al mare
nell’ineluttabile inettitudine della salsedine.

da I Canti di Onan, 1999.

Filologia di una morte. Su “Philologia Pauli” di Massimo Sannelli

La morte di Pasolini è un lascito fragoroso, ancora a distanza di decenni, un’eredità pesante e gravida, un avvenimento che tuttora scuote intellettuali, storici, giornalisti, e divide quell’informe invenzione mediatica che s’usa definire opinione pubblica. Un Pasticciaccio brutto, un crimine maturato nei bassi fondi di borgata e nella depravazione – secondo la versione ufficiale tramandataci dai tg in bianco e nero e dalle colonne ormai ingiallite dei giornali dell’epoca.

Continua a leggere→

Seconda risposta di Vito Mancuso

Devo una risposta ai tre bellissimi e profondi commenti al mio pezzo e voglio dire la mia sul pezzo di Francesca concernente l’eutanasia. Quanto all’eutanasia io forse me la cavo in modo troppo semplice, ma mi sembra elementare dover distinguere tra piano civile e sfera religiosa (perché poi nella mia mente si sono associate queste due figure geometriche, il piano e la sfera, rispettivamente alla dimensione politica e alla dimensione religiosa, spiega perché dopo il liceo ho scelto di studiare teologia).

Continua a leggere→

Il Poeta e L’Alchimista

alchemy19.jpg

Il linguaggio ermetico, così caro ai poeti e agli alchimisti, vive della medesima radice sensibile, ma potremmo dire, senza alcun dubbio, che la radice è rovesciata. Il poeta, infatti, cattura un principio lirico indecifrabile – lo coordina, lo spoglia, lo riveste, e crea – ex novo – una confezione glotto-fonetica che evoca l’assoluto, la maestà del creato, la povertà e il riscatto del primo uomo. Continua a leggere→

Un anno di poesia

Mauro Ferrari

UN ANNO DI POESIA

I LIBRI DEL 2006

Alfredo de Palchi, Paradigma, Hebenon, Burolo

Carlo Molinaro, La parola rinvenuta, Genesi, Torino

Sebastiano Aglieco, Dolore della casa, Il ponte del sale, Rovigo

Antonio Alleva, La tana e il microfono, Joker, Novi Ligure

Tolmino Baldassarri, Canutir, Raffaelli, Rimini

Giuseppe Bevilacqua, Un pennino di stagno, Il ponte del sale, Rovigo

Alberto Bertoni, Ho visto perdere Varenne, Manni, lecce

Alberto Cappi, Le copie della luna, Tre lune edizioni, Mantova

Giuseppe Conte, ferite e rifioriture, Mondadori, Milano

Claudio Damiani, Attorno al fuoco, Avagliano, Roma

Pasquale Di Palmo, Marine e altri sortilegi, Il ponte del sale, Rovigo

Annamaria Ferramosca, Curve di livello, Marsilio, Venezia

Lucetta Frisa, Se fossimo immortali, Joker, Novi Ligure

Stefano Massari, Il libro dei vivi, Book, Castel Maggiore

Sandro Montalto, Esequie del tempo, Manni, Lecce
Continua a leggere→