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Torcicollo esistenziale – di Franz Krauspenhaar

Io credo che sto male
di torcicollo esistenziale
di stanziale fermoimmagine
su foto antiche, gialle
come cinesi in gita.
Io credo che basale
sia Basaglia, la cento
ottantaglia, mi pare
di star bene, fino al crollo.
Un male porco cane.
Un male ahia, come il pollo
industriale, i colli a beccare
mangime innaturale.
Io credo che sto male
di torcicollo esistenziale
ho preso freddo al cuore
al tono dell’umore, è prima
vera, svegliatevi latrine.

[Immagine: FK – Franzache.]

Gordiano Lupi recensisce “La passione del calcio” per Lankelot.

Arrembaggi, la collana diretta da Antonio Paolacci, aggiunge un nuovo titolo di valore dopo Niente da capire di Luigi Bernardi. La passione del calcio non è un romanzo autobiografico come recita il sottotitolo, ma un contenitore di sensazioni e ricordi legati al mondo del calcio e a una passione che – come tutte le passioni – finisce per sfiorire. Franz Krauspenhaar è scrittore navigato, nato nel 1960, ha pubblicato Era mio padre (Fazi), scrive poesia (si sente dallo stile elegiaco della sua prosa), ma ha il dono non comune di un periodare sciolto che riesce a coinvolgere. I ricordi del calcio servono per compiere un viaggio a ritroso nella memoria, nei sogni in bianco e nero, per un tuffo nell’infanzia di una generazione che pensava di restare eternamente bambina. Negli anni Settanta non eravamo consapevoli che saremmo dovuti diventare grandi, capitava di pensare al futuro solo quando guardavamo i Pronipoti alla televisione e in ogni caso il futuro erano i nostri genitori. Il presente, invece, era un pallone SuperTele da rincorrere in un piazzale sterrato, sognando i nostri eroi della domenica in un campo di calcio. Continua a leggere→

Spighe #1 e #2 di Franz Krauspenhaar

#1

la finlandia è un deserto. la vita un duracell fino a un certo punto.la grecia è un insieme di filosofia dei colonnelli, che magari vogliamo. la destra italiana è la sinistra del diavolo. la sinistra è la destra di un monco, professione reporter. sono bellissimo, sono un sex symbol in uganda, negli zoo di berlino, tutti, tra gli scimpanzè. le donne antipatiche e gli uomini odiosi. le balie senza ovaie. il passato di verdura, scordiamocelo, siamo di napoli, milionaria. il calcio è uno sport per scommettitori, è l’ippica degli umani, i cavalli a due zampe. sorrentino è antipatico, garrone è simpatico, pupi avati è triste e gianluigi rondi sta per superare l’età di tutankamen, ovviamente da morto e imbalsamato. sta per uscire il mio ennesimo libro, sul calcio. ditelo con i fiori. ditelo con le mani. ditelo con la mail. se magari vi avanzano due minuti ditelo a parole. ogni volta che un uomo tira una sberla a una donna vorrebbe darla contemporaneamente a se stesso, ma come fare? storace è il leader della destra estrema. starace era il fesso del regime mussoliniano. cambia una vocale ma la personalità è la stessa. chiamparino appoggia marchionne. torino capitale del gianduia, come sempre. milano è da bere. solo nei bar. gli happy hours sono una cerimonia funebre a 6 o 7 euro, più economici della impresa funebre san siro. quando lessi Le foglie di san siro di alberto vigevani avevo 35 anni e non avevo ancora scritto una cosa seria. anche adesso, ma solo perchè nulla è serio. Continua a leggere→

Valentino G. Colapinto intervista FK per Liberidiscrivere.

Franz Krauspenhaar (Milano, 1960) ha pubblicato “Avanzi di balera” (Addictions Libri, 2000), “Le cose come stanno” (Baldini Castoldi Dalai, 2003), “Cattivo sangue” (Baldini Castoldi Dalai, 2005), “Era mio padre” (Fazi, 2008), “L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009), “Un viaggio con Francis Bacon” (Zona, 2010). Ha partecipato a numerose antologie di racconti e, per quanto riguarda la poesia, ha pubblicato fra le altre la silloge poetica “Champagne” (Feaci Poesia E-dizioni, 2006), il poemetto “Monoscopio segreto” (Feaci Poesia E-dizioni, 2007) e la silloge “Cocktail K” (Feaci Poesia E-dizioni, 2008). È stato redattore dal dicembre 2004 all’agosto 2008 del blog collettivo “Nazione Indiana”, e ha fondato, assieme a Fabrizio Centofanti, il blog collettivo “La poesia e lo spirito” nel gennaio 2007. Collabora con giornali e riviste scrivendo di letteratura e di costume. È tra i fondatori del nuovo magazine “Torno giovedì”.

La prima domanda è ovvia ma inevitabile: quanto c’è di realmente autobiografico nel tuo romanzo e quanto invece appartiene piuttosto all’autofiction, un genere ultimamente molto di moda?

È un romanzo autobiografico, ma è raccontato come una storia di fantasia. L’autofiction non mi interessa, almeno per ora. In “Era mio padre”, di due anni fa, ho raccontato la verità ma con un tono più lirico e grave. Per raccontare un solo anno della mia vita ho preferito fare qualche disegno a colori sul nero del fondo. D’altronde i grandi dolori non erano ancora arrivati, anche se una noia devastante, dovuta anche ai quei tempi, già m’incappucciava, rapendomi. Continua a leggere→

Codice 127ghp25 – di Franz Krauspenhaar

127ghp25

era un codice bancario, londonderry, nel fischiare inesatto delle bombe.

no, solo per dire che la banca è africana, è boliviana mentre il Che spara

e poi muore, è vietnamita mentre gli americani lanciano Corn Flakes

mortali. E’ tutto banca. BANCA. dinero santo. responsabile e subisce

inflazioni senza problemi evidenti. Banca mia banca mia godevole

troia banca, ti amo perchè sei sadica e io masochista così mi giri il culo

verso occidente, ecco, sai, l’amore è una strana combinazione di vita

e morte. traballante. sincera. cosmica nel farsi prodotto interno, (lordo.)

la banca amore. l’amore banca. ogni bancario amore. ogni amore al saldo.

anche i bancari hanno un’algida. amore verde dollaro, amore copeco, da due soldi, amore euro, impoverito

l’amore fregatura, la patacca, la svendita TOTALE. Continua a leggere→

Bouvet et Pécuchard recensisce “1975”

Brutta bestia, l’adolescenza.

Brutto periodo, i ‘70.

Un anno nella vita di Franz Krauspenhaar, ragazzino biondo e minuto, intelligente ma che non si applica. Un anno che si dipana tra noia e paranoia declinando tifo calcistico e politica vissuta come ribellione al rassegnato conformismo borghese, nemico in comune con gli esecrati avversari. Continua a leggere→

Grosse Fuge – di Valentina Barbieri

Adultera quella notte
che vaga in mutande.
Due bocche con la frode
alle spalle e quelle cosce
in calze bucate…

Lontana la strada e i suoi semafori
rossi, la moneta calda della vedova
sotto al velluto.

Non condannare a morte il Piacere:
è più tiranno di un ventre a digiuno
o di un bicchiere a terra. Continua a leggere→

Valentino G. Colapinto recensisce “1975” su Liberidiscrivere.

di Valentino G. Colapinto.

1975. Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne” Franz Krauspenhaar: 120 pp. rilegato, prezzo di copertina €12 [Caratteri Mobili 2010].

Caratteri Mobili è una casa editrice barese appena nata, che ha posto tra i suoi obiettivi quello di pubblicare letteratura sperimentale o comunque non ovvia e di qualità. Una mosca bianca, quindi, nel panorama editoriale pugliese e non solo, cui indirizziamo i nostri migliori auguri per il coraggio dimostrato in tempi di crisi come questa.

“1975” di Franz Krauspenhaar è il titolo che inaugura la collana Molecole, dedicata per l’appunto ad “aggregazioni narrative poliatomiche, legami letterari covalenti, meccanica quantistica della materia scrittoria (…); avendo sempre come punto di partenza la letteratura, far collidere mondi narrativi tra i più disparati, intersecando gli orizzonti del racconto con i multiformi linguaggi dell’arte e dell’espressione umana.”

Franz Krauspenhaar (Milano, 1960) è uno scrittore con molte pubblicazioni alle spalle in dieci anni circa di attività ed è ben noto a chiunque frequenti i blog letterari italiani più importanti. Per anni redattore del lit-blog Nazione Indiana, è stato poi tra i fondatori de La poesia e lo spirito e della neonata rivista letteraria online Torno Giovedì. Continua a leggere→

Vetri – di Clelia Pierangela Pieri

Dalle mescolanze armoniche che nelle mani sostano
dai tuoi dire e i miei seguire in clamori e soluzioni
passa un tempo che gioca a farsi serio e più non serve.
S’incanta il trapano del vicino ai timpani già offesi
poi la musica che – questa sì che è musica –
e io vinta muoio o solo rimango a ridere sguaiata
resto, che forse è sgomento. Resto a guardare i suoni
e non si può, tu dici. Non si deve, penso.
Non posso consegnare ancora a questa tregua
trilli attorcigliati al malumore guasto di un respiro. Continua a leggere→

Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. # 16 FRANCO BUFFONI

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?
Me lo fa fare la voglia di non fare le altre cose. Resta la scrittura.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.
Gli amori li coltivo: da quelli più antichi – Lucrezio, Marsilio da Padova, Lorenzo Valla, Leopardi, Keats, Auden, Sereni – a quelli più recenti: “La ragazza col turbante” (il racconto) di Morazzoni, le prime 60 pagine del Seminario di Busi, il racconto “I palloni del sig. Kurtz” di Mari, e molto recentemente le prime 50 pp di Riportando tutto a casa del mio amico Nicola La Gioia. Sulle antipatie defunte – da Virgilio a Dante a Manzoni a T.S. Eliot (pur ammirandone l’estrema bravura) a Luzi (che possiede comunque il miglior enjambement del Novecento italiano: supera Montale) – ho già scritto molto. I viventi che non mi piacciono? Li apro e richiudo subito. Che bisogno avrei di odiare?

Quanto pensi di valere? Per favore rispondi non in scala da 1 a 10 ma con un discorso articolato.
Non mi sono mai fatto molte illusioni sulle mie capacità: sono della scuola “dei miei soli mezzi” della lettera di Sereni a Char. Però sono anche un anceschiano prima maniera: credo fermamente nei concetti di “poetica” e di “progetto”. So di avere davvero qualcosa da dire. Lavoro molto sul frammento. La mia scrittura in versi consiste di frammenti poetici che continuo a produrre. Come un flusso di lava più o meno forte, ma costante. Poi i frammenti si compongono divenendo le tessere di un mosaico, e io stesso stento a capacitarmi della precisione con cui esse finiscono col combaciare. Col tempo mi sono convinto che il collante misterioso – la forza unificante – che mi permette di inanellare i frammenti (o gli intermezzi, come li definiva Schumann) e quindi di scrivere dei libri in poesia – è la mia “poetica”. Come diceva Pasolini del film montato e finito: solo allora quella storia diventa morale. Solo quando i frammenti naturalmente si compongono mi rendo conto dell’estrema pertinenza per me della definizione anceschiana di poetica (“la riflessione che gli artisti e i poeti compiono sul loro fare, indicandone i sistemi tecnici, le norme operative, le moralità e gli ideali”) e dell’importanza del concetto anceschiano di “progetto”. Continua a leggere→

Poche note su “Sangue di cane” di Veronica Tomassini

di Franz Krauspenhaar

Da anni ormai non recensisco nemmeno la pastasciutta (che come sanno ormai tutti ha preso il posto del libro nella cultura letteraria italiana.) E dunque non lo faccio nemmeno adesso, o perlomeno non ufficialmente. Mi piace invece scrivere pochi pensieri su un libro che mi ha toccato, che mi ha dato delle emozioni forti, “Sangue di cane” di Veronica Tomassini, appunto. Edito dalla nuova casa editrice Laurana di Milano. Ci sono arrivato per caso, leggendone un paragrafo su Facebook. Il vecchio lupo sa distinguere il grano duro da quello bagnato dalla pioggia torrenziale in pochi tocchi. Quella prosa forte mi ha preso subito. Continua a leggere→

READING “INSUPERABILE” di Tiziano Fratus e Franz Krauspenhaar. A Milano.

?Stasera giovedì 21 all’ARCITURRO, via Rovetta 14 Milano (MM TURRO) reading “insuperabile”- come il tonno – di Tiziano Fratus e Franz Krauspenhaar. Reciteremo cose nuove, antiche, forse mai nemmeno pensate… Alle ore 21. Potete cenare al circolo con piatti tipici della cucina milanese e italiana.(Ovviamente prima – o dopo.) Numerosi e motivatissimi!

Pro/vocazioni. Interviste a scrittori e poeti. A breve la ripresa della rubrica.

Mi scuso tramite queste righe con i lettori di “Pro/vocazioni”, la rubrica di interviste a scrittori e poeti che a quanto pare riscuote un certo successo.

Negli ultimi mesi sono stato impagnatissimo nello scrivere due libri: uno dovrebbe intitolarsi “La passione del calcio” e uscirà in primavera con la Perdisa di Luigi Bernardi. L’altro l’ho dovuto scrivere a tempo di record (un mese) perchè esce per questo novembre. Inaugura una collana di narrativa “spuria” per la casa editrice barese Caratterimobili. Titolo del mio romanzo “1975”, bollentemente autobiografico. FK a quattordici anni, nella Milano delle Molotov e soprattutto dei giovani mandati al macello – come da “buona, secolare tradizione”.  Sono arrivato a fine stesura con la lingua di fuori, senza aver fatto nemmeno mezza giornata di vacanza, e con un sacco di arretrati, soprattutto le interviste – a cui  tengo molto – di “Pro/vocazioni”, una creatura di Fabrizio Centofanti e mia che mi riempie d’orgoglio, benchè certi soloni qui presenti abbiano paragonato le mie domande a quelle di Marzullo. Beh, meglio Marzullo di uno che quando scrive di un desaparecido come Antonio Pizzuto ti rende la lettura ancora più ostica. Magari non nelle scene di sesso: lì, per farcela un pò più chiara – si fa per dire- avrebbe usato – invece di “fottere una fica”, l’elegante e tranviaria espressione “obliterare una fessura a stampa d’estasi.” Cosa crede questa gente, che qui si dorma, che si legga l’Almanacco di Topolino?  La cultura contemporanea è fatta di alti e bassi, di pop e di Anton Webern. No di certo di un Luigi Nono, che ebbe solo il gran culo di sposare la figlia del genio Schoenberg. La letteratura noi la facciamo nel 2010, con sangue dolore – malore- e lacrime, questo dev’essere chiaro; e per quanto è vero Iddio, e come dice la Philips, “siamo fatti per durare.” Ma si sa, se qualcuno ha voglia di polemizzare la mia porta è sempre aperta. Anzi, spalancata. Non pretendo di convincere nessuno del mio valore: mi accontento di confonderlo.

Per finire (in Unità Coronarica) un bell’infarto. Colpa anche di una vita sregolata.

A breve dunque riprendo la pubblicazione delle interviste, più grintoso di prima; alcune sono assolutamente da non perdere. Devo stabilire le date, comunque riparto col grande Franco Buffoni e raddoppio col mio amico personale – e poeta senza se e senza ma – Martino Baldi.

A presto.

Franz Krauspenhaar

Il ritorno – di Franz Krauspenhaar

Sono ricco
Ho consumato il mio sangue
sperperandolo
Gregory Corso – da “Alba”.]

Sono nel reparto salvezza.
Sull’ambulanza m’ero dato
buone chances, come al calcio.

Oh vita ripresa dentro le dita
di un bambino, io sono sabbia
della spiaggia, entro agli occhi,
e un’onda non arriva al padre mio.

Tu leone marino della mia vita.
Stavo per farti il sorriso dolce
che ti attendo da sempre.
Ma se Dio non c’è non rideremo.
Se però c’è, rideremo di tutta questa
inutile disperazione, che batte
soprattutto nel petto dei migliori.

Dopo due settimane e un cuore
che pompa come un cazzo umido,
accarezzato dalla fica tua, io muoio
di energia, amore. Fermatevi, carogne, stronzi.

Sono tornato per bere il mio sangue.

[Foto: FK – “Era mio padre- la foto austriaca.]