
di Giorgio Morale
E’ difficile pescare un giorno, un’ora, una sensazione che sia unica: una scoperta. Eppure! Non siamo sempre in formazione?
Due o tre, forse dieci ricordi si sono fissati come fotogrammi fissi, via via sempre più esili. Risalgono ai primi anni di vita. In pochi credono che siano autentici e molti hanno ipotizzato trattarsi di quadri da me composti sulla base di racconti ascoltati sin dalla più tenera età. E’ successo diversamente: sono ricordi a cui sono tornato e tornato, facendoli sempre riemergere. Alla fine, di qualcuno rimane l’immagine e si smorza il sentimento. Continua a leggere


Il mondo visto dallo spioncino. E’ un gioco di specchi convessi, di lenti deformanti. Un universo livido e grottesco. Ridicolo e inquietante. Un mondo guardato da un oblò senza oceano né mare, ma affacciato sulla tromba delle scale di un condominio qualsiasi, in una città qualsiasi. Un’umanità che vista da questa “lente rimpicciolente” – un po’ come le maschere che James Ensor dipingeva tra i passanti per le strade di Bruxelles – appare caricaturale, storpia, istintivamente infida. Appare, quindi è. 


La Pensione Magnolia resiste al tempo, guardiana del Lago. Pieno di pesci, come i laghi. Pesci che vivono un universo parallelo, fatto di vuoto riempito d’acqua, di silenzi irreali e apparente sospensione del dolore. Anestesia dell’esistenza.