Archivio mensile:Settembre 2007

Poesia e Asilo 6 # Federico García Lorca, Poesie erotiche, a cura di Piero Menarini, Guanda 1997

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INTERIOR

Ni quiero ser poeta,
ni galante.
¡Sábanas blancas donde te desmayes!

No conoces el sueño
ni el resplandor del día.
Como los calamares,
ciegas desnuda en tinta de perfume.
Carmen.

INTERNO

Non voglio essere poeta
e neppure rubacuori.
Lenzuola bianche su cui svanire!

Non conosci il sonno
e neppure il chiarore del giorno.
Come le seppie,
acciechi nuda con inchiostro di profumo.
Carmen.

Fidarsi della vita perché Dio la vive con noi. Ricordo di Alfred Delp

delp1.jpgA proposito di un film sulla vita di Claus Schenk Graf von Stauffenberg, l’uomo che tentò di uccidere Hitler il 20.7. 1944, in Germania si è riacceso nell’ultimo periodo un dibattito sulla resistenza tedesca contro il nazismo.
Pochi sono, in generale, i nomi che si ricordano – e purtroppo sempre gli stessi. Infatti si parla dei fratelli Hans e Sophie Scholl che facevano parte della Rosa bianca, un gruppo di studenti che erano attivi a Monaco e del cosidetto Kreisauer Kreis a cui apparteneva appunto Stauffenberg.
Ma non solo lui. Continua a leggere→

Copyleft Festival ad Arezzo (14-16 settembre)

Un invito per tutti i lettori di La poesia e lo spirito di passaggio ad Arezzo.

Da venerdì 14 a domenica 16 settembre sarò presente al Copyleft Festival nello stand di Vibrisselibri.

Venerdì 14 settembre alle ore 18 ci sarà, presente l’autore e il sottoscritto, una chiacchierata intorno ad Appuntamento con il notaio / Paura della notte di Alessio Paša.

f.s.

Il programma della manifestazione. Continua a leggere→

Reclusioni #12 – di Marina Pizzi

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aggiungimi al soqquadro del rigagnolo
nelle storie dei grilli non presi
sulle pallottole che sparano coriandoli
su dove avviene l’indice al veleno
che svende la gincana all’agonia

nel ladro che cintura la mia strage

(Settembre 2007)

Per brindare a # 1

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per chi c’era e per chi non c’era

Ponzano Superiore, Lerici, Sarzana; la letteratura noir che non è noir ma un po’ anche sì e in ogni caso tèl lì il Binaghi che, come fosse còtica, parla del Deus sive natura o di Mt 12,39; Franz Krauspenhaar che civetta per finta con la glaucopide Gaja, lussureggiante nel suo nero iper-snob,  e sul serio imita uguale Corrado Mantoni e Sandro Ciotti e non si sa quanti altri; e il Valerio Varesi, cronista d’altri tempi, intimidito incuriosito infreddolito a presentare Le imperfezioni davanti a 3 tavolate di Vermentino Colli di Luni d’etichette raffinatissime, degne cioè del Roberto “Che” Pepe Coggiola. E il Michelangelo Merisi, squisito bandleader, frontman, capobanda. Continua a leggere→

Luciano Bianciardi su Bruno Tasso: «Tradurre è un mestiere micidiale».

bianciardi.jpg«Vedi, forse tu non sai chi fosse Bruno Tasso. Era un mio amico, faceva lo stesso mio mestiere, il traduttore, e si ammazzò poco tempo dopo l’uscita de La vita agra».
«Perché?»
«Qualcuno dice che si ammazzò perché era alcolizzato o perché non andava d’accordo con la moglie o perché Garzanti l’aveva licenziato, ma non basta questo a spiegare le cose. La ragione vera è che faceva quel mestiere e ne era ossessionato fino al punto di decidere di farla finita. Perché, vedi, non tutti se ne rendono conto, ma tradurre è un mestiere micidiale che ti costringe ore e ore attaccato alla macchina da scrivere a cercare parole che poi tu presti ad altri. E spesso sono parole prestate a persone e a libri inutili e questo a poco a poco logora e uccide».

Questo stralcio di intervista a Luciano Bianciardi è andato in onda all’interno della puntata di Blob di venerdì 31 agosto 2007.
Non mi pare ci sia altro da aggiungere, se non che quando ho visto questo filmato ho sentito il classico nodo in gola e nessuna voglia di parlare. Credo che la verità, talvolta, tolga le parole. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 32

Il naufrago, attaccato alla sua tavola, sfiduciato, sfinito in tutte le membra, sta per lasciarsi andare.
A un tratto quattro braccia, appena meno sfinite delle sue, lo afferrano, lo tirano a bordo di una scialuppa.
Sulla scialuppa una dozzina di naufraghi come lui, anche se di un altro naufragio; anche loro agli stremi; alcuni remano con gesti lenti e grotteschi da ubriachi, o da figure di sogno; altri con gesti analoghi, usando i loro berretti, vuotano fuori bordo acqua: perché la scialuppa è danneggiata, e gravemente: chissà per quanto tempo potrà ancora procedere senza affondare.
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L’eredità di Franco Fortini

fortini.jpgDa “Il Manifesto” (http://www.ilmanifesto.it/), 8 settembre 2007, p.12.

La passione per il mondo di un ospite ingrato

Sono trascorsi ormai tredici anni dalla morte del poeta e saggista Franco Fortini, ma l’eredità del suo magistero di intellettuale complessivo, esponente di punta del marxismo critico europeo del secondo dopoguerra, continua a interrogare quanti rifiutano quel sistema di rapporti fra uomini mediato da cose che definiamo capitalismo.

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DIARIO DELL’ULTIMO GIORNO DI AGOSTO

La nudità fa sentire ancora più soli perché non c’è più niente da scoprire. C’è da ricominciare da un linguaggio semplice.

***

Uno crede che la solitudine, una volta che venga accettata, sia la condizione per un sano distacco dalle cose, un modo per stare meglio. Non è così: perché la solitudine si porta con sé tutto: il bagaglio della vita che, seduto accanto a noi, conversa. Nella solitudine l’anima non esegue un monologo, ma cerca un dialogo. E chissà se, a un certo punto, non appare Dio.
E pensare che scrivo queste cose in mezzo alla gente. Solo corpi, senza parole. Solo sguardi rivolti verso il mare.

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Poesia e Asilo #5 – Marco Giovenale

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Il mattino della sete è il primo
giorno mariano, di pliche bianche
dove, come in solarizzazioni
di un solo profilo, vetro della donna,
a lasciare solo calco
negativo le vesti, i fotogrammi,
si versano e scambiano, es luz
– torce così, voce che rileva
pietrisco, dal nero del fondale.

Continua a mancare una madre nella parte
d’acqua della storia. Vero
è che da un lato è
l’ombra la prima a essere
stata fonte per l’iridescenza

da Shelter, in Poesia contemporanea: nono quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni. Marcos y Marcos 2007

Un uomo interrotto, di Lisa Sammarco.

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Accadeva in febbraio di solito. La cucina si trasformava in una specie di retrobottega di un mattatoio. Il maiale veniva portato lì dopo che l’ultima goccia di sangue fosse stillata dal suo corpo e, diviso in due adagiato sul tavolo di legno dopo essere stato anche scuoiato con cura.
Il liquido era raccolto in una bacinella. Era scuro, incredibilmente vivo, e rosso, come può essere rosso scuro e vivo il sangue a vederne tanto da riempire il recipiente fin quasi all’orlo. Era lì in un angolo, ancora caldo e schiumoso, in quelle stesse tinozze di plastica che ero abituato a vedere sulle terrazze colme del bucato in attesa di essere steso.

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“I vini dolci non li vuol più nessuno” (Montale, “Satura”)

Sulla presentazione di Album feriale di Maria Pia Quintavalla da parte del critico Luigi Metropoli (7, 9, 2007)
di Giorgio Morale

A conclusione di tutto, Luigi Metropoli confessa:
“E’ stato un caos!”.
“Ma no,” faccio io “nel momento in cui si rappresenta, il caos diventa cosmos”.
Solo dopo avrei capito l’inconsapevole preveggenza contenuta in questa affermazione, il richiamo a La nascita della tragedia di Nietzsche e alla dicotomia apollineo-dionisiaco, che si sarebbe riproposta più volte durante la serata. Continua a leggere→