Archivio mensile:Dicembre 2007

Viva la revoluciòn!

Dividere la Storia in periodi è un esercizio temerario: basta un minimo di sguardo critico per accorgersi che gli avvenimenti ai quali assegnamo la funzione di spartiacque sono pressocché privi di significato. È poi così importante la deposizione di Romolo Augustolo? Il viaggio di Cristoforo Colombo, che pure ha portato caffè, cacao, patate, tabacco e pomodori, ha cambiato la civiltà? E la stessa Storia, nasce con l’invenzione della scrittura?
Se proprio non si vuol fare a meno di individuare dei periodi, bisognerebbe almeno scegliere avvenimenti che hanno influenzato i secoli successivi. Continua a leggere

Boomerang – di Marino Magliani & Franz Krauspenhaar

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boomerang, ecco, ti dicessero cosa sei, ti dicessero te ne vai e lascia un oggetto, diresti un boomerang, nato per tornare, tornavi da prima di essere, essere in una continua curva che tornavi, e tornavi per ripartire, per dirti no, non mi terrete qui, torneró fino alla fine e oltre, torneró per sempre, non so se torneró da dove mi metterete, ma sulla strada del ritorno sí, sarai boomerang, questo sarai, Continua a leggere

La Compagnia del Libro

libri.jpgLa Compagnia del Libro, il nuovo programma culturale di Sat2000, è
finalmente on line con tutte le sue risorse. E ovviamente torna Premier
Book, il gioco lanciato nella trasmissione Al Top e che continuerà a
dispensare premi in buoni-libro anche quest’anno. Da oggi è possibile
iscriversi andando sul sito www.lacompagniadellibro.tv. e cliccando sullo
spazio “PremierBook”.

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Staffarda – di Dario De Albertis

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Attraversate dalla luce,
le geometrie perfette di una vetrata
riflesse sullo scuro intonaco della parete adiacente
perdono contorni e consistenza materica,
Ma finestra e riflesso ci appaiono ora un tutt’uno,
come uniti da cardini
e sembrano alludere
ad una porta che solo nella penombra
si rivela.

UNA SCOPERTA, SALVATORE MATINA

TECNICA RASCHIATA SU TELA

Ho iniziato a dipingere nel 1993 da autodidatta, utilizzando la tecnica degli oli. Con il tempo e tanta passione, ho acquistato una discreta preparazione. Dopo una serie di esperimenti, sono riuscito a “sperimentare” una mia “tecnica”, un modo personale di concepire e “creare Arte”. Lavorando di “carta vetrata e punte d’acciaio”, ho iniziato ad esportare a “grattare” il colore monocromatico per fare emergere l’immagine e “scolpire la materia sulla tela”.
Salvatore Matina

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MULIER DOLOROSA di Valter Binaghi

donna alla finestra

“Dio conta le lacrime delle donne”
(Detto tradizionale ebraico)

E’ perchè
Conosci l’affanno
E i muscoli spezzati dalla corsa
E’ perchè vivi ovunque
E in nessun luogo
E’ perchè uno solo davvero ti ha avuta
Ma la carezza svelava l’artiglio
E l’antico amante a cui sfuggivi
Scatenava dietro di te
I cani del rimorso
E’ perchè i tuoi sonni sono brevi
E le tue attese senza volto
Che io busserò alla tua porta
Stasera (vieni ad aprire!)
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L’infinito nel finito (appunti)

Di Letterio Cassata

1. Il titolo
Assai significativo, nel titolo, il passaggio – non documentato dalle edizioni critiche – dall’iniziale maiuscola («L’Infinito») negli autografi (quello conservato a Napoli, AN, e quello conservato a Visso, AV) e nella prima pubblicazione a stampa, nel periodico milanese «Il Nuovo Ricoglitore» (NR25) e nell’indice dell’edizione bolognese dei Versi del 1826 (B26i) – attraverso il tutto maiuscolo («L’INFINITO») di B26, dell’edizione fiorentina dei Canti del 1831 (F) e di quella napoletana del 1835 (N) – alla minuscola («L’infinito») negl’indici di F (Fi) e N (Ni); analogamente in Ni, per XIV, da «Alla Luna» (Fi) ad «Alla luna», per XVIII da «Alla sua Donna» ad «Alla sua donna» e per XIX da «Al Conte Carlo Pepoli» ad «Al conte Carlo Pepoli» (come già negli autografi). L’iniziale maiuscola, con la sua funzione ipostatizzante, implicava, nominalmente, l’assolutezza trascendentale dell’idea astratta; la minuscola ne dichiara l’immanenza, la relatività. Continua a leggere

Francesco Dalessandro

APRILE E GLI ANNI

*

Sì, è vero, accadde. In un giorno già lontano:

quella data segnò il tempo e divise la storia.

Era aprile era un giorno di sole dopo il freddo

e la pioggia. In un luogo ben vivo nel tempo:

i suoi piedi toccavano il suolo lo stesso che tutti

tocchiamo indossava un vestito simile ad altri

vestiti di altre donne lo sguardo pungeva

e i capelli cadevano al vento: il tempo sfogliava

calendari non scordava un minuto camminava

nel tempo era il tempo concesso alla mia ansia

era un verdetto di chiare di semplici parole.

Quel che disse che lei disse, oh in una lingua

con grammatica e storia, era vero ma sembrò

menzogna se ancora non ci credo non ci credo…

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Ti amo, tu legge la più soave

rilke.jpgRainer Maria Rilke

Ich liebe dich, du sanftestes Gesetz

Ich liebe dich, du sanftestes Gesetz,
an dem wir reiften, da wir mit ihm rangen;
du großes Heimweh, das wir nicht bezwangen,
du Wald, aus dem wir nie hinausgegangen,
du Lied, das wir mit jedem Schweigen sangen,
du dunkles Netz,
darin sich flüchtend die Gefühle fangen. Continua a leggere

Un contributo letterario tra Alessandria e il Mediterraneo

Cari amici,

Vi propongo oggi degli estratti dei libri di viaggio di Marco Grassano, scrittore alessandrino nato nel 1961, specializzato in Lingua e Letteratura Spagnola e grande conoscitore della letteratura portoghese.

Appassionato degli autori della classicità e grande amante della buona tradizione letteraria italiana, Marco trova nel tema della natura e del paesaggio il filo conduttore della sua creatività, ispirata anche al modello di lirismo ambientale di Francesco Biamonti, che ha avuto il privilegio di conoscere. Continua a leggere

Al lettore. Per una seconda “scuola di poesia”, di Massimo Sannelli

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Se tu mi leggi, ora, è perché sei un lettore di blog. Quindi sei un mio simile mio fratello lettore *ipocrita* – noi ci conosciamo, bene, da tempo; forse non personalmente, ma forse sì. Siamo pochi. Forse appartieni ad un establishment (forse hai seguìto gli ultimi passi in vita di Siciliano… forse chiami De Angelis per nome…); ma non credo; in ogni caso, un membro dell’establishment non commenta un blog (cogli l’ironia, però – almeno; caro Satana, una pupilla meno irritata!). Ma se non sei parte dell’establishment; se sei un autore più o meno autoprodotto, e autopromosso; e io mi rivolgo a te; tu mi chiedi di ricominciare la «scuola di poesia». Va bene. Ma io devo chiederti: che cosa sei disposto a sentire? e a perdere? Per esempio: un nome; il tuo nome; non urlato [mio simile, lo sai: il tuo nome sei tu: non hai quasi altro, in questo giro stretto; sei un cercatore di visibilità, legittima; ma non capisci che il tuo corpo, il tuo accento, la tua dizione, il tuo abbigliamento, le tue azioni e *i tuoi testi* sono invendibili. Che cosa accadrebbe, se ti dicessi: hai ventotto anni, trenta, trentacinque – e per te è *già* finita? Risponderesti: chi credi di essere? Ma io ti chiedo: chi sono io, *per te*? tu puoi rinfacciarmi molte cose, a ragione; ma non l’assenza di una storia] Continua a leggere

Scrittura Creativa Lezione n 2

Nella prima lezione abbiamo affermato che il primo lettore di un libro è l’autore stesso, il primo interlocutore è colui che si accinge a dirci qualcosa. Abbiamo anche detto che in un certo senso l’autore deve imparare ad uscire da se stesso per affrontare la scrittura. Uscire da se è in qualche modo una necessità che permette di ampliare la comunicazione profonda con la moltitudine che noi siamo, con i mondi che possiamo generare. E’ l’atteggiamento creativo per eccellenza. Quest’atteggiamento, che potremmo definire esplorativo, si pone con forza soprattutto nel discorso narrativo, dove l’uscire da sè prende una forma estremamente precisa: voce che parla e occhio che guarda. Narrare presuppone la presenza di un narratore, ovvero un medium, potremmo dire anche uno strumento, un personaggio che si rivolge al lettore. Ma quali mezzi ha il narratore per rivolgersi al lettore?

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Delitti di carta

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Esce il numero 7/8 di Delitti di carta, la prestigiosa rivista dedicata al giallo e al noir diretta da Renzo Cremante e Loriano Macchiavelli. Questo il sommario:

Racconti: Bartolo Aglani, Arthur. Cuore di Mamma; Gianni Rigamonti, Di lui non importava niente a nessuno; Mauro Baldrati, Operazione Barracuda; Susanna Daniele e Antonio Gaita, Pennello di Dio; Lucia Bruni, Per amor di patria. Radiodramma: Roberto Benatti e Franco Foschi, Io l’altra e me. Studi: Stefano Rocchi, Gialli storici ambientati a Pompei; Bruno Brunetti, Laboratorio “giallo”. L’esperienza “teatrale” di A. De Angelis, le scritture giudiziarie di G. De Cataldo e G. Carofiglio. Note: La detection degli storici, Conversazione di Nicoletta Leone con Alberto Cavaglion; Loris Rambelli e Marco Vichi, Riflessioni sulla scrittura. Procedure: Simona Mammano, Procedure; Robweiler, La golf bianca; Andrea Testa, A fior di labbra. Archivi: Roberto Pirani, Giallisti italiani della Belle Epoque. Il Luigi Sorbi, alias Ugo Melpit. Bibliomysteries: Rino Pensato, Bibliografia e delitto. Schede.

Ricordo di Antonia Pozzi

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Tempo
Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.

La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.

Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei larici
e le nubi.
II

Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.
E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.

28 maggio 1935

Il 3.12.1938 morì a Milano in seguito ad un tentato suicidio la poetessa Antonia Pozzi all’età di 26 anni.

And yet

larkinbown460.jpgPhilip Larkin ( GB, 9.8.1922 – 2.12.1985)

“And yet”

And yet – – but after death there’s no “and yet”.
Now we have seen you die; and had you burned,
I cannot aphorise “ what I have learned”
As neatly as I sort your desk, and set
The calendar for days you will not see.
“ Death doesn’t do you harm”, you chanced to say
One morning on the lawn, and straightway
Fear, young and furtive, took its roots in me
Which in these empty days now comes of age.
And yet – – because in life there is “ and yet” – –
What can I hope, except that you were right? Continua a leggere

Double face

La donna che parlava con i morti

Esoterismo, noir e letteratura nel nuovo romanzo di Remo Bassini
Di Guido Michelone

Anna la bella libraria inquieta; Fabrizio l’ispettore parimenti angosciato; Attilio l’anziano onesto carabiniere; e poi ancora Marta, Nunzia, Roberto, Mario, Viviana, Antonio e tanti altri. I primi tre cercano una verità, anche se l’azione del romanzo si concentra soprattutto attorno ai primi due, i quali vivono una love story particolarissima. Anna a giugno viene all’improvviso lasciata da Fabrizio, dopo appena un mese di fidanzamento non consumato. L’ispettore scompare per mesi senza lasciare tracce e la libraia, con l’aiuto del fido carabiniere, decide di improvvisarsi investigatrice e di scoprire dov’è l’amato e cosa si nasconde dietro. Scoprirà una torva vicenda di esoterismo (appunto la donna che parla con i morti) che, quando meno il lettore se l’aspetta, si consumerà tragicamente. Continua a leggere