Un appello su Vibrisse.
Archivio mensile:Dicembre 2007
Al bivio – di Giovanni Nuscis & Franz Krauspenhaar
Ci sono sentieri dove andare,
basta conoscerli, cifrarli
mettere la combinazione in moto
in una testa appassita, stanca
giungere le mani anche a caso
non è una vergogna trovarsi
nudi all’appuntamento. Continua a leggere
“L’ordine bisbetico del caos” di Gabriele PEPE
Lucy
1.
Vigilia in luce etiopica
adorna mondi per commedia d’uomini
ricurvi su un proscenio informe della vita: Continua a leggere
Quando ancora
Se non ricordo male è stato durante le mie settime vacanze natalizie, quando ancora avevo i miei bei riccioli biondi, che ho trovato una lunga ciocca di capelli neri sul mio cuscino. Che i miei non sapevano dove sbattere la testa a capire di chi fosse e chi l’avesse messa sul mio letto.
Narrazione araba e i pupi
Quando una favola araba incontra la Sicilia
Breve intervento di Fabrizio Corselli
L’accostamento della narrazione orale araba e quella siciliana nella diretta figura del contastorie, potrebbe far storcere, a primo acchito, il naso a molti; tale approccio ha invece il pregio di avvicinare due ambiti apparentemente diversi ma che parimenti condividono la stessa tradizione.
Non è importante essere felice, ma compiere il proprio destino. Ricordo di Gertrud Kolmar
Gertrud Kolmar ( 10.12. 1894 – marzo 1943) cresce a Berlino in una famiglia della borghesia ebrea. Come tanti altri ebrei assimilati, scopre la sua fede e l’appartenenza al suo popolo proprio nel momento in cui cominciano le persecuzioni razziali.
Il raggio della sua vita, già volutamente ristretto, diminuisce sempre di più, mentre, nella stessa misura in cui le viene negato il mondo esteriore, Kolmar trova dentro di sé tutta la pienezza: un ampio universo del reale e del surreale, del tragico e del barocco, una fonte inesauribile di vita e di forti sentimenti. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 42
Cocca Birba è una gallinella bianca, filosofa itinerante. È convinta d’essere apprezzata per le idee che espone con fervore e non per le uova né per le carni, che in un giono non lontano allieteranno una mensa festiva. In questo assomiglia molto alla sua amica Elle, che in cambio di nulla le dà un riparo e la nutre. Anche Elle è convinta d’essere stata ambita non per la sua eleganza e avvenenza, ma per la sua intelligenza e facondia. Naturalmente sbaglia, come le fa notare Erre, l’unico che invece di telefonarle di tanto in tanto le sta vicino sempre, innamorato dei suoi ricordi struggenti e del suo forte carattere.
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VARIE SPECIE D’AMORE di Valter Binaghi

Amore dell’altura
Amor di lontananza
spinge la bestia ignara
Fino alla mattanza
Amore dell’anfratto
Amore del profondo
Nutrito dalla notte
Nel silenzio del mondo
Amor di cose piccole
Formiche e lumachine
Schiacciate dalle suole
D’incolpevoli bambine
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La fantasia tolkieniana e i paesaggi d’Irlanda
La fantasia tolkieniana e i paesaggi d’Irlanda
di Giovanni Agnoloni
(articolo pubblicato su “Minas Tirith”, rivista ufficiale della Società Tolkieniana Italiana – n°.14, anno 2005)
Fin dal mio primo approccio a Tolkien ho avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte ad un autore che, oltre ad offrire un raro esempio di archetipo letterario (Tolkien è il fantasy), dava la possibilità di iniziare una serie potenzialmente interminabile di raffronti con altri scrittori, anche appartenenti ad epoche e generi molto diversi dal suo. Il proseguimento e l’approfondimento della conoscenza delle tematiche sviluppate nelle sue opere hanno confermato queste sensazioni iniziali: le creazioni letterarie del Professore di Oxford, in effetti, offrono dei modelli assoluti, in termini sia di stati percettivo-emotivi, sia di valori etico-concettuali, tali da rendere possibili accostamenti anche con opere che non hanno un diretto rapporto di derivazione o di somiglianza formale con i suoi libri. Continua a leggere
Scontatamente
RACCONTO DI NATALE
Aveva seguito la strada che conduceva fuori dall’abitato mentre il sole invernale calava sulla scogliera come faceva spesso.
Ora il vento freddo che spazzava l’altopiano irlandese lo spinse ad entrare nel cottage.
L’aveva notato avvicinandosi, pensandolo abbandonato. Invece, non appena la luce del giorno era svanita, il bagliore dall’interno delle finestre era divenuto un invito gradito.
Spinse la porta e scrutò l’interno: legno ovunque, panche addossate alle pareti, tavoli desolati e un bancone dove tutto era scuro, anche le cromature dei rubinetti da cui veniva spillata la birra, luci accese ma nessuno in giro.
Fece per uscire quando sentì alle sue spalle una voce. Continua a leggere
Francesco Tomada
Da “L’infanzia vista da qui”
Iceberg
(a Lucia, quanta fatica
per raccontarsi)
O forse il lenzuolo dell’anima
si annoda in fondo alla gola
dove si fermano i gesti di affetto
inespressi lì dove il flauto
imperfetto del corpo si stringe
al suo fiato per farne voce
Rosaria Lo Russo
Questo dolore che non dà piacere rifinisce in incubo.
Rifinisce un incubo in cui cucito su un catafalco ti rimpalmano
alle dure convenienze, con convolvoli di convenevoli
cucinati agli astanti, convolando a nozze astemie.
Muschio
Morbido, Milud infila una mano nella busta e trova il morbido.
-Cosa avete rubato?- gli chiede lo sguardo del medico, mentre riduce la frattura di Clodi. Continua a leggere
Ennio Morricone – di Franz Krauspenhaar
Da trombettista, giovane,
nei night, gli occhiali su
suonava la musica del tempo
di mattonelle e twist. Continua a leggere
METROMORFOSI – 2007dicembreNOVE
2007dicembreNOVE di METROMORFOSI
rivista di infocritica a distribuzione gratuita
musica cinema teatro arte scrittura tic a Roma e dintorni
In questo numero di dicembre:
Brahem-Holland-Surman, Ufomammut, Meet in town, Terry Gilliam, Vetrina Italiana, Le cinque rose di Jennifer, Mark Rothko, Around, Cristina Babino, Carie…
Preludio al sonetto
di Antonio Sparzani
il nonsense è una tappa essenziale nella ricerca della forma. E inoltre, nel nonsense si può scavare.
Non cosmo un tazio, non defello un stocco,
non respetto una ghidia impastroccata,
quando pollano i gari del malocco
e sciamano le scuffie all’impazzata;
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Daniel Pennac – Chagrin d’école
di Antonio Consoli
Daniel Pennac ha vinto con Chagrin d’école, edito da Gallimard, il Prix Renaudot 2007, romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua adolescenza, o meglio i suoi anni d’“adolescent installé dans la conviction de sa nullité”.
Daniel Pennacchioni (vero nome dell’autore), nasce a Casablanca, Marocco, nel 1944. Afflitto da una disortografia cronica e da un’incapacità assoluta di apprendere le regole della matematica e dell’inglese, nel piccolo Daniel si fa largo la certezza di essere senza futuro. Scrive, in Chagrin d’école, che quei disturbi adolescenziali continueranno a perseguitarlo per molto tempo, manifestandosi nell’angoscia della pagina bianca e in una certa dose di ipocondria. Continua a leggere
Poesia e Asilo # 9 – Milo De Angelis
Telegramma
La finestra è rimasta come prima. Il freddo
ripete quell’essenza idiota di roccia
proprio mentre tremano le lettere di ogni parola.
Con un mezzo sorriso indichi
una via d’uscita, una scala qualunque.
Nemmeno adesso hai simboli per chi muore.
Ti parlavo del mare, ma il mare è pochi metri quadrati,
un trapano, appena fuori. Era anche, per noi,
l’intuito di una figlia che respira
nei primi attimi di una cosa. Carta per dire
brodo e riso, mesi per dire cuscino. Gli azzurri mi chiamano
congelato in una stella fissa.
[da Distante un padre, Mondadori, 1989]
Del buio e del silenzio
di Mauro Baldrati
In questi giorni ho in lettura lenta Pessimi Segnali di Enzo Fileno Carabba (Marsilio black 2004), una scoperta piacevolissima nel mondo, per me un po’ misterioso, della scrittura italiana. Notevole per ritmo, ironia, coraggio. Il narratore lavora come obiettore di coscienza nella sede della Croce Rossa di un paese della Valdarno, un luogo surreale popolato di persone-mostri, quasi dei rettili alieni (in realtà non vi è nulla di soprannaturale – per ora – tutto viene giocato sottolineando certi aspetti grotteschi o violenti delle personalità, tutto dipende dalla visione). Un ragazzino, Augusto, per uno stupido incidente ha perso la vista, l’udito e l’uso della parola. Il narratore è impressionato e attratto da lui, lo porta in giro, si perde in fantasie sulla sua capacità di controllare le piene del fiume ecc.
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Attenzione Uscita Operai
di Savio Loquace
Mai nome di collana fu più azzeccato di quello che da alcuni anni contraddistingue la principale peculiarità della casa editrice milanese NoReply. Parliamo della collana “Contagi”, nella quale musica e letteratura si sposano spesso alla perfezione, qualche volta in maniere più insolite, sempre all’insegna di un messaggio: il libro è morto, viva il libro.
Che gli amanti della carta stampata stiano però calmi: nessun funerale è stato ancora annunciato. Molti alberi continueranno a cadere, molte librerie continueranno a lavorare.
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