Archivi autore: fabrizio centofanti

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Intervista a Ezio Settembri

di Luca Pizzolitto

1) La primissima domanda che ti faccio, prima di entrare, più nello specifico, nella tua raccolta è la cosa che, fin da subito, mi ha incuriosito: questo è il tuo esordio poetico, a 40 anni; ma ti sei, da sempre forse, occupato di poesia. Questa tua attività di studio verso la poesia è sempre stata accompagnata dalla scrittura, o la scrittura poetica è un qualcosa che è venuto dopo, negli ultimi anni? Continua a leggere→

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

a cura di Alberto Fraccacreta

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

 

Ti rendo grazie, Signore,

di questo mio corpo,

 

instancabile servitore,

irradiato di Spirito Santo.

 

*

 

Servirti è bere

in un roseto

il tuo amore

su un calice di corolle.

 

* Continua a leggere→

La parola ai poeti. Maria Pia Quintavalla

Parlerò di Estranea (canzone), ultimo libro, ristampa riveduta e ampliata, con Puntoacapo, settembre 2022. Perché l’ho scritto e lo ripubblico, oggi.

In un istante “cominciò la  mia terza età”,  dice di sè Teresina di Lisieux, accennando alla nascita della coscienza.

Io lo avvertii, nel passaggio dal novecento al secondo millennio, che mi trovavo “nel mezzo del cammino” più profondo della mia esistenza, e che, dopo avere rischiato di perdere la mia vita una volta, avrei tentato di rinascere. La mia trasformazione di donna non derivava soltanto da fatti della realtà, quale mi era data di vivere. ma da uno status simbolico in bilico, universale, anche in poesia; in cambio avrei ricostruito una visione del mondo, e dato voce ai sogni. Continua a leggere→

Talent scout. Daniele Benzi


di Alberto Fraccacreta

Daniele Benzi, Una mente piena

«Un’analisi globale dell’interiorità […], lo studio del proprio essere»

*

Barriere

[…]

Edifichiamo barriere attorno a noi di continuo, certe volte senza nemmeno rendercene conto. Ostacoli costituiti da apprensioni che ci affliggono e che si fanno sentire quando è il momento di partire per un viaggio. 

Siamo consapevoli di essere limitati data la nostra natura umana. In essa sono insiti, infatti, dei limiti invalicabili. Per esempio sappiamo bene che, rovesciandoci addosso dell’acqua bollente, provocheremmo al nostro corpo dei danni potenzialmente irreparabili. La nostra resistenza fisica, per quanto elevata possa essere, non ci permetterebbe di uscire del tutto illesi da un evento simile. Si tratta appunto di barriere legate a ciò che siamo, le quali ci accomunano tutti.  Continua a leggere→

Liberi


Cosa ci impedisce di donarci a Cristo? Ne abbiamo paura? È l’unico che ci ama totalmente. Temiamo di perdere qualcosa?  Solo da Lui arriva quello che cerchiamo. Preferiamo altro? Siamo liberi di rovinarci la vita: ma chi ce lo fa fare?

Colore


Che cos’è l’uomo, perché te ne curi, il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero? Il salmo 8 ci ricorda chi siamo, quale e quanta fragilità dimori in noi. Eppure il cielo si posa su questa povertà, la magia del suo colore ci trasforma.

Assiomi kitchen sulla poesia e altro a cura di Giorgio Linguaglossa

La poesia è fare il giro del giorno in ottanta mondi

(Anonimo romano)

 

La poesia è una maschera riuscita per non far scorgere il volto dell’autore

(Maria Rosaria Madonna)

 

È difficile per me dare un giudizio sui miei testi; forse li definirei delle tragicommedie

(Petr Štengl) Continua a leggere→

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Presentazione al tempio


Festa della Presentazione di Gesù al Tempio

Festa dell’Incontro

(2 febbraio)

Libere riflessioni su   Lc 2,22-40

La Legge di Mosè prevedeva (Levitico 12,2-4,8; Es. 13,2,11) che il primogenito di ogni coppia appartenesse al Signore e a Lui dovesse essere offerto, con una offerta rituale.

La coppia, poi, avrebbe potuto “riscattare” il figlio con l’offerta di animali, in proporzione al proprio stato sociale. Per la condizione di Giuseppe e Maria era prevista l’offerta di due tortore, in “riscatto” per il figlio. Continua a leggere→

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Prima o poi


Gesù è presente in noi: questo è il senso del vivere. Finché non ne prendiamo coscienza, ci agitiamo sul palcoscenico del mondo accumulando delusioni, anche nei maggiori successi. Pensiamo di aver bisogno d’altro, ma prima o poi c’imbattiamo in Chi cerchiamo davvero.

La parola ai poeti. Giovanni Nuscis

Ho iniziato a scrivere intorno ai vent’anni.  Poesie e racconti. Ero soprattutto lettore appassionato di narrativa (in particolare di quella tedesca, russa e francese). A quel periodo risale la lettura di Rimbaud, Verlaine, Baudelaire, Majakovskij, Pasternak; e di Goethe, di cui mi incuriosiva anche la grandezza di genio eclettico, la sua lunga e produttiva esistenza monumentale. 

Intorno ai quarant’anni la scrittura di poesie è diventata invece preminente, iniziando anche a collaborare con note di lettura con riviste soprattutto on line (prima tra tutte Italia Libri).  Continua a leggere→

Da ora


Siamo peccatori, davanti a Gesù: lasciamo che il Suo Sangue cada su di noi e compia l’opera che solo a Lui è possibile: salvarci. Lo capiremo di là, probabilmente, ma è importante presentirlo già da ora.

La parola ai poeti. Flavio Ferraro

Percepire è riconoscere ciò che soltanto ha valore, ciò che soltanto esiste veramente. E che altro veramente esiste in questo mondo se non ciò che non è di questo mondo?

                                                                                                          Cristina Campo

 

Noi viviamo in un mondo dove l’incessante proliferazione di immagini impedisce la visione. Lo spazio è divenuto un mero aggregato di segni irrelati, di significanti senza significato: una sorta di schermo opaco, un buco nero nel quale corpi ed oggetti collassano. L’individuo postmoderno è colui che guarda per non vedere: per non vedere, in definitiva, quel nulla che lo circonda e che la società del simulacro – dove la simulazione sostituisce la realtà fino a divenire più reale di ciò che imita – tenta in ogni modo di nascondere. Ebbene la poesia, oggi più che mai, deve opporsi a tutto questo, e deve restituire alla parola (e all’immagine, perché il poeta pensa per immagini) la capacità di creare delle fenditure in questa cappa di insignificanza che ci opprime. Continua a leggere→