Con serenità ma anche con determinazione i medici del gruppo della Medicina di Segnale (735 iscritti all’AMPAS, la nostra associazione, di cui tanti impegnati in prima linea), preoccupati per le possibili derive autoritarie in atto, desiderano fare chiarezza circa la possibilità che siano lesi dei diritti costituzionalmente garantiti per i cittadini.
Gesù ci tiene alla lode: dal momento che è amore, vuol dire che lodarlo è un beneficio per noi. Se si capisce questo, si è capito tutto. È allora che comincia il paradiso.
Ci sono come delle lame affilate che squarciano il cielo. E c’è una luce che cammina sempre innanzi agli occhi. Una luce che intravedi, molto davanti a te. Le corri dietro. Ma forse nemmeno corri. Cammini, guidi, passeggi. Lei è sempre un passo davanti a te. Non scappa, non fugge, ma non si fa nemmeno afferrare.
Non è un grido. Non si tratta di una sera e nemmeno di un’alba.
Ascolto questa canzone che si chiama Padre della notte e mi rendo conto che racconta di un percorso di rivelazione, di epifania nei pochi minuti del canto.
Per Gesù ogni anima è unica. Se lo abbandonassi, si sentirebbe solo. È il paradosso dell’amore: le ragioni del cuore, come si dice ormai proverbialmente. Solo se entriamo in questa intimità possiamo scoprire come è Dio.
Il Cristo dice alla Bossis di tener vivo il desiderio. Sarà Lui a rinfocolarlo, ma noi dobbiamo alzare gli occhi al cielo, pensare alle cose di lassù, come san Paolo ci ricorda. Ciò consola Gesù di tante amnesie e di tanta ingratitudine.
Nel diciannovesimo secolo è esista una potente Loggia massonica chiamata “Alta Vendita”, il ramo più elevato della Carboneria, costituita da quaranta membri di alto lignaggio, in cui tutti usavano pseudonimi. Era diretta da un nobile che si faceva chiamare Nubius, e lo scopo che si ponevano era quello di conquistare i vertici ecclesiastici. Ma conquistarli a cosa? Al pensiero gnostico, che avrebbe dovuto sostituirsi, gradualmente, a quello cattolico.
Gesù raccomanda a Gabrielle di farsi introdurre al Suo cospetto, nell’ora santa, da Sua Madre, da san Giuseppe e dagli angeli: è come un bambino che entra in un salotto di persone adulte, che lo presentano e parlano per lui. E poi comincia un lungo discorso sul fatto di confidare totalmente, di chiedere anche l’impossibile, perché nessuna richiesta è troppo grande. Certo, bisogna riconoscere che con Dio non ci si annoia.
Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male? è la nota affermazione di Giobbe. Che entra in crisi quando questo male si prolunga oltremisura, in una vera e spietata persecuzione, di cui – non ne dubita – è Dio stesso la causa ultima. Tu sei un duro avversario verso di me, e con la forza delle tue mani mi perseguiti; e ancora: Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda!
Gesù ha abbracciato con gioia la Sua croce. A Gabrielle chiede di unirsi a Lui con lo stesso slancio con cui ha voluto salvarci e aderire alla volontà del Padre. Insieme con Lui, anche le fatiche più improbe e le grandi sofferenze sono dolci. Le ricorda l’importanza del grazie: il suo lo ripagherà dell’indifferenza degli ingrati.
Ogni giorno è come la vita, dice Gesù a Gabrielle: il risveglio, la messa, le azioni quotidiane, il sonno; la prima comunione, gioie e dolori, la morte. Vivere tutto con Lui, che ci segue a ogni passo, e rinascere fino al momento in cui tutto sarà eterno.
Gesù soffre quando gli uomini rifiutano di andare in paradiso: sa bene cosa si perdono, come un padrone di casa che mette a disposizione di tutti una splendida villa sopra un monte. Tanti invitati respingono l’offerta, per non sobbarcarsi la fatica di salire. Spetta a noi convincerli: è la missione che ci affida ogni giorno, ogni momento.
Gabrielle chiede a Gesù come mai non ci ha insegnato, nel Pater, a chiedere l’amore. Lui risponde che, in quella preghiera, tutto è amore: il Tu di Dio, il nutrimento quotidiano, l’amore per il prossimo, la liberazione, appunto, da ciò che non è amore. E l’amen, alla fine, suggella l’unione radicale.
Se pensiamo che Gesù è con noi, non possiamo non cambiare. Abituiamoci a questa presenza personale, continua, allo sguardo premuroso che sempre ci segue, e interpella il nostro cuore. Se la vita è relazione, la consapevolezza che è sempre con noi ci salva fin da qui.
Gesù dice a Gabrielle di offrirlo al Padre sanguinante sulla croce: come potrebbe, il Padre, restare indifferente? Domanda, domanda, aggiunge, perché la preghiera ha risonanze che neanche possiamo immaginare.
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