a cura di Giorgio Stella
Archivi autore: fabrizio centofanti
Lo stato dell’arte. Daniele Ricci

“La scrittura è un atto di necessità”. “Ciò che si scrive è”. “Sono fermamente convinto che la scrittura fissi la verità di alcuni momenti della nostra vita”. Non posso non partire da queste parole del poeta Francesco Scarabicchi (in Aa.Vv., Poesia e tempo, Ancona, Il Lavoro editoriale, 1988, p.105), in cui mi ritrovo interamente, per rispondere ai quesiti che mi sono stati posti.
La poesia è nata con l’umanità: la sua origine coincide con quella del linguaggio, che è di per sé poetico, creativo. La funzione primaria della parola, infatti, è dare significato alle immagini e alle percezioni della mente, proiettandole all’esterno e rendendole concrete attraverso la relazione sociale: il linguaggio, si dice, organizza il pensiero e il mondo. Continua a leggere
Una formula
Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 15
La parola ai poeti. Gianni Marcantoni

“Con quale vigore della mia anima solitaria ho scritto le mie esiliate pagine, vivendo sillaba per sillaba la falsa magia di ciò che credevo di scrivere e non di ciò che effettivamente stavo scrivendo! Con quale incantesimo di un’ironica stregoneria ho creduto di essere il poeta della mia prosa, nell’aureo momento in cui essa nasceva in me, più veloce della penna, come una riparazione fallace agli insulti della vita! E alla fine, oggi, rileggendo, vedo i miei pupazzi che si rompono, vedo la paglia che esce dai loro strappi. Ed essi si svuotano senza essere esistiti….“
Questi versi meravigliosi di Fernando Pessoa (tratti da “Il libro dell’inquietudine“) risultano centrali ed essenziali, per indicare cosa possa essere la poesia, per descrivere quale sia la sensazione da cui si viene attraversati dopo averli scritti. Quale, e quanta strada, i versi, possano compiere, dopo essere usciti da quegli strappi. Continua a leggere
Chiamarlo
La parola ai poeti. Antonella Monti
Poesia, tu sei
“Terra liquida di mare
nessuno può trattenerti
nessuno traccia il confine
solo l’eco delle onde ti parla.
Terra liquida di mare
misteriosa e segreta.”
Antonella Monti
Sono sempre stata irrequieta, conscia che qualcosa di potente stava agitando il mio animo, una forza misteriosa che, nel tempo, scavava un varco al suo interno. Come in un vulcano in eruzione, la parola poetica diveniva lava temeraria, piena, libera da paure. Realizzai allora che la poesia richiedeva un animo variegato, follemente malinconico, un animo in cui mi sono ritrovata e che ho capito essere il mio “piccolo” talento. Continua a leggere
Calcoli
Giuliano Mesa
II. piromanzia. le bambole di Bangkok
fumo, nugoli, sciami di gusci neri.
bruciano le mandorle degli occhi, le falene,
le dita piccole e incallite, le mani stanche, stanche.
bruciano, scarnite, a levigare guance,
i gusci gonfi delle palpebre
che si richiuderanno.
fumo portato via, che trascolora,
che porta via le guance, paffute, delle bambole,
le anche dondolanti, a fare il movimento di ripetere,
in altalena, in bilico di piede, che lenisce,
gioco che non finisce, mai,
che non arriva, mai,
tempo di ricordare, dopo,
di ritornare dove si era stati.
a fare il gioco del silenzio,
nel preparare doni, meraviglie, a milioni,
passate per le mani una ad una,
per farli scintillare, gli occhi stanchi,
tenerli aperti, sempre,
e quando arriva il fuoco, che sfavilla,
ecco, giocare a correr via,
gridando, ad occhi chiusi.
tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno.
Cambiare
Giovanni Giovi Gulino
In questo mondo
c’è chi canta chi scrive
e chi parla d’amore.
Bella è la vita
compagna di mille avventure
che con l’amore
aiuta a superare ostacoli che sembrano
insuperabili e tutte le paure.
Bella è la vita
per chi la ama,
per chi sa affrontare
i problemi e non li allontana.
Bella è la vita
per chi la rispetta
e sa aspettare con bontà
tutto quello che da essa desidera,
senza aver mai fretta.
Bella è la vita
quando si trova il tempo
di ridere e scherzare
e un amico su cui contare.
Bella è la vita quando
si trova il tempo
di essere amici.
Bella è la vita
quando si è amati e rispettati,
per non sentirsi abbandonati. Continua a leggere
Viaggi
Lo stato dell’arte. Mirko Boncaldo
Premetto di non dilungarmi molto, spiegare qualcosa che meglio si esprime nel suo esperirsi è un esercizio che sento ridondante, come una eco logora, e non credo nell’efficacia dei toni didascalici o nelle appropriazioni, bisognerebbe perdersi prima nei meandri del testo. Quindi un po’ per personale fatica nelle ripetizioni, nei giochi di ruolo e verso le autorità, un po’ perché vi è un senso di unità con la cui sostanza si è sincroni, come con un segreto d’estasi, un po’ per reticenza, non vorrei tediare qualcuno con quello che diverrebbe un parlarsi addosso e un perdersi di spezzettamenti. Lo diceva, in un altro modo, bene Bene. Non so, credo nella partecipazione attiva del lettore, domando un processo di democratizzazione della scrittura, non la sua resa aristocratica. Chiedo venia. Continua a leggere
Lorenzo Calogero
Abiti, svolazzanti cappelli
Abiti, svolazzanti cappelli
e guanti portano e l’alito
di una canzone che batte in fronte
e il mesto bagliore degli occhi
trattiene; e se i venti
sono senza confine, ecco,
sulle tegole rosse, appaiono leggere le muse; e cime
e città fantastica stanno con gioia,
ora che olio versa
da una vana lucerna una vana fanciulla
e paesi persi del tempo
in una luce che li smorza gemono
in una vana rincorsa.
Le corde
Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. La Giustizia. 1
La Giustizia 1. Per tutti e per ciascuno
Sembra facile. Sembra una differenza quasi scontata, un’opposizione naturale che comporta una presa di posizione altrettanto naturale: il giusto e l’ingiusto. Ma non è proprio così. “Come nel caso di molte parole, di molte idee, di molte nozioni, per adoperare un termine più colto, o – per adoperare un termine ancora più colto, che utilizzano i filosofi – di molti concetti, abbiamo una conoscenza che potremmo chiamare intuitiva, spontanea, della parola ‘giusto’. Sappiamo bene di cosa si tratta, ma dobbiamo ancora esplicitare l’idea, il concetto, e forse esplicitandola ci renderemo conto che questa parola, che credevamo di conoscere, apre la strada verso problemi e domande difficili, che non sospettavamo nemmeno. È proprio quel che cercheremo di vedere insieme”. Continua a leggere














