Archivi categoria: Interviste

Guido Michelone intervista Silvia Colasanti

colasanti silvia foto
Silvia Colasanti, classe 1975, è tra le rare musiciste italiane e in assoluto fra i migliori talenti nella composizione classica contemporanea: formatasi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti, e in seguito perfezionatasi con maestri del calibro di Fabio Vacchi, Wolfgang Rihm, Pascal Dusapin e Azio Corghi (presso l’Accademia Musicale Chigiana e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano il prestigioso Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata in composizione. Continua a leggere

La Via XX Settembre di Simonetta Agnello Hornby

di Massimo Maugeri

Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo. Proprio in questa via, nel 1958, lasciata Agrigento, la giovane Simonetta Agnello Hornby (all’epoca tredicenne), viene a vivere con tutta la famiglia. La storia di questi suoi anni, a partire da quel 1958, fino al momento in cui Simonetta decide di trasferirsi in Inghilterra, è raccontata tra le pagine di un volume – pubblicato di recente da Feltrinelli – che ha per titolo lo stesso nome della via citata.
“Un libro che”, rivela l’autrice, “nasce dal desiderio di onorare la memoria di mia madre e di mia zia Teresa, e di raccontare ai miei nipotini come era diversa la vita di un ragazza nella Palermo degli anni ’60. E dall’amore per Palermo”. Continua a leggere

GAETANO VARI, PITTORE DELL’INFORMALE FABULISTICO

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli

Gaetano Vari, pittore dell’informale fabulistico

Nato a Manziana, in provincia di Roma, nel 1959, Gaetano Vari è un pittore estremamente originale, che con la sua arte fuoriesce dagli schemi consueti. Ha esposto in tutto il mondo. Oggi ci ha gentilmente concesso un’intervista, insieme alle immagini di alcuni suoi dipinti.

Gaetano Vari. 2009-2011. "Sogni". Cm 100x150, olio e acrilico su tela

Gaetano Vari. 2009-2011. “Sogni”. Cm 100×150, olio e acrilico su tela

1. Come si è manifestata in lei la vocazione artistica e quali fasi ha seguito?

La mia vocazione, posso dire che è nata con me, o meglio, è nata molto presto! Fin dalla scuola materna facevo lavori di ogni genere con matite colorate, pongo, argilla. Le maestre della scuola elementare affidavano a me il compito di illustrare i racconti, le favole, i brani di storia con disegni e cartelloni vari, e i miei disegni venivano esposti sulle pareti della classe. Alcuni se li portavano a casa le insegnanti.

Ricordo che rimanevo incantato, all’età di sette-otto anni, a guardare i pittori che venivano a Manziana per la Festa della Primavera: una festa che vedeva la partecipazione di artisti per lo più romani. Rimanevo ore in silenzio a osservare come il pennello, sotto le agili mani degli artisti, tirasse fuori dal nulla forme, colori… La natura veniva riprodotta sulla tela con maestria e magia, diversa con lo stile di ognuno. Queste osservazioni mi trasmettevano uno stimolo, così andavo a casa e provavo, disegnavo, osservavo. Continua a leggere

ROBERTO VIGEVANI, INTERVISTA TRA LETTERATURA E VITA

di Giovanni Agnoloni

Roberto VigevaniRoberto Vigevani, scrittore e pittore fiorentino nato nel 1939, è un autore di grande interesse, che la critica italiana – che pure, negli Anni Settanta, l’aveva scoperto grazie alla pubblicazione del suo primo libro, la raccolta di racconti Dalla pancia di un orso bianco (Adelphi, 1970 e poi, in riedizione accresciuta, 1992) – ha progressivamente dimenticato, lasciando in secondo piano quella che era ed è una voce di assoluto spessore nel panorama letterario italiano.

Inizialmente scoperto da Giorgio Manganelli, che lo segnalò alla casa editrice Adelphi con una sua lettera che sottolineava l’alto pregio della sua scrittura, Vigevani, nella sua prima opera, offre un campionario di situazioni, personaggi e stili grotteschi e paradossali, percorso e motivato da un’esigenza intima di ricerca nelle e tra le contraddizioni dell’esistere. Si sente gravare leggera – mi sia consentito l’ossimoro – sul suo stile la grande tradizione mitteleuropea e russa, che – come Raoul Bruni ha ben sottolineato in una recensione dell’unico saggio dedicato allo scrittore fiorentino (Paradossi e ironia nella narrativa di Roberto Vigevani, di Ivano Pierantozzi, edito da Nicomp nel 2010) – Vigevani ha assorbito attraverso la lettura approfondita di autori come Franz Kafka, Robert Walser, Fedor Dostoevskij e Nikolaj Gogol, solo per citarne alcuni. Continua a leggere

A CASA DI ARRIGO LORA TOTINO

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di Max Ponte

Sabato 1 febbraio io e Bruno Rullo siamo stati ricevuti da Arrigo Lora Totino e la sua famiglia. Una visita che desideravamo fare da tempo al poeta e artista nostro concittadino. Arrigo Lora Totino è considerato uno dei padri viventi della poesia sonora e visiva italiana. Continua a leggere

CIPANGO CIPANGO! Un’intervista a Riccardo Ferrazzi a cura di Marino Magliani

Riccardo Ferrazzi, Cipango Riccardo Ferrazzi, Cipango! Editore Leone, 2013, pp.407, € 14,00

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di Marino Magliani

Magliani: Ne Il Milione, Cipango, o Zipangu, dovrebbe essere il Giappone. Marco Polo, pur non essendoci mai stato, sostiene che sia un’isola di dimensioni grandi e letteralmente piena d’oro. Cipango diventa il sogno di tanti avventurieri, viaggiatori come Cristoforo Colombo. Come nasce il sogno di Cipango per uno scrittore del Novecento?

Ferrazzi: Per essere precisi, Marco Polo parla di un’isola a 1500 miglia di distanza, cioè a quasi 30 gradi di longitudine. Non può trattarsi del Giappone, che è molto più vicino al Celeste Impero (e dove di oro non ce n’è). Secondo me, Cipango era la California (dove l’oro c’era, eccome). Marco Polo ebbe notizia di Cipango intorno al 1280, dunque la navigazione oceanica doveva essere stata praticata dai cinesi nel Tredicesimo secolo e forse anche prima.

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Guido Michelone intervista Carlo Alessandro Landini

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Carlo Alessandro Landini (1954) è oggi tra i maggiori autori di musica colta: diplomatosi nel 1978, a pieni voti, in Composizione e Pianoforte al Conservatorio di Milano, si perfeziona in Composizione a Parigi, quale allievo della classe di Ivo Malec nel prestigioso Conservatoire National Supérieur de Musique, conseguendovi nel 1981 il rinomato Premier Prix “à l’unanimité de jury”. Frequenta corsi a Siena con Franco Donatoni (Accademia Chigiana), poi con György Ligety, Iannis Xenakis, Witold Lutoslavsky. Nel 1981 il Dipartimento per l’Educazione degli Stati Uniti d’America gli assegna il famoso “Fullbright Award”, grazie al quale trascorre due anni (1981-1983) negli Stati Uniti, studiando ed insegnando nella University of California a San Diego. Da allora si divide tra compositore, saggista e docente. Continua a leggere

Intervista a Erri De Luca, di Giuseppe Granieri

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De Luca, se fosse un ragazzo di 25 anni, con la sua prima raccolta di racconti, o con il primo romanzo finito, quindi alla sua prima esperienza editoriale, pubblicherebbe con un editore a pagamento o con uno dei servizi online di self-publishing?

“Sconsiglio editori a pagamento che promettono inesistenti distribuzioni in librerie e promozione stampa. Pubblicarsi in rete è un modo per lanciare il proprio sassolino nello stagno, un modo per comprare un biglietto della lotteria, dunque se fossi un esordiente di oggi punterei sulla divulgazione in rete, evitando le incresciose attese di risposta da una casa editrice”. Continua a leggere

“LA CUCINA DELL’ANIMA”, DI GIUSEPPE CONTE E MARIA ROSA TEODORI

Recensione di Marino Magliani, intervista di Giovanni Agnoloni

La cucina dell’anima. 99 ricette sapienziali, di Giuseppe Conte e Maria Rosa Teodori (ed. Ponte alle Grazie)

Giuseppe ConteTrovare solo la Liguria quando si leggono certe pagine liguri di Giuseppe Conte è impossibile, per lui è sempre il mondo intero, anche lungo una mulattiera polverosa di sbarbariana memoria. Pure, si può provare a sostenere il contrario: non c’è un verso di Giuseppe Conte, una prosa che canta il mare e l’universo, e i popoli, e persino nella cucina (come nel saggio-prefazione a questo ottimo La cucina dell’anima. 99 ricette sapienziali, uscito da non molto per Ponte alle Grazie) e persino nelle pagine di amicizia, non c’è luce e profumo in cui non si trovi il vento che frasca nelle fronde dei pini liguri, e il tramonto che polverizza ogni cosa e la fa vibrare ancora un istante, e il salino che incrosta le ringhiere e i grumi ferrosi sul mare ligure, e le ardesie unte d’umido.

A Conte non interessa mostrare la Liguria o nasconderla, per quelli come lui funziona alla perfezione la grande lezione di Miguel Torga e il suo contrario: cos’è l’universale se non il locale senza i muri? L’introduzione a questo libro inizia con i ricordi dell’infanzia, le fettine di vitello del dopoguerra, le merende liguri, e la cura con cui le mamme preparavano le cose, cui segue il distacco, la cucina della libertà, gli studi, il mondo, e infine, assieme a tutto questo, l’amore. Continua a leggere

“Quartiere non è quartiere”. Un’intervista a Luciano Curreri a cura di Marino Magliani

Luciano Curreri, Quartiere non è un quartiereQuartiere non è quartiere. Luciano Curreri, Quartiere non è un quartiere. Racconto con foto quasi immaginarie, Venezia-Mestre, Amos, “Calibano”, 2013, pp. 120, 12 euro

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di Marino Magliani

 

Quando si prende in mano Quartiere non è un quartiere di Luciano Curreri – uscito per Amos edizioni, nel novembre del 2013 – l’impressione è di avere a che fare con una ristampa, perché sulla quarta di copertina appaiono alcuni commenti che sembrano tratti da diverse recensioni ma che di fatto veicolano una specie di “quarta collettiva”, che “mixa” le opinioni di ben sei autori diversi. L’idea mi sembra geniale, e non sto a dirvi chi firma gli “strilli”, non è importante, anche se son davvero bei nomi, tutti, e alcuni addirittura grandi.

Un’altra cosa del libro, da dire, subito, guardandolo da fuori, appoggiandolo sulla scrivania o rigirandolo tra le mani, è che è curatissimo. Ma questa, a dir il vero, non è una novità: i libri di Amos sono ben riconoscibili per sobrietà e eleganza, caratteristiche (oggi non troppo diffuse) con cui Michele Toniolo ha dato vita a collane dove trovano posto pagine selezionate di letteratura italiana e straniera e autori e artisti – talora in doppia veste, talora in tandem compositivo, fra scrittura e materiali iconografici – come James Baldwin, Roberto Ferrucci, Vladimir Kantor, Tiziano Scarpa, Jean-Philippe Toussaint, Kenneth White, Julio Llamazares.

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Intervista alla scultrice Carla Crosio

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di Guido Michelone

Così, a bruciapelo chi è Carla Crosio?

Nessuno! Credimi, in questo mondo fatto di protagonismo, di ipocrisia che sembra ormai permeare tutti noi umani, di comunicazione del niente, di trame, di confusione.
No, non so chi sono, o meglio, conosco benissimo il mio dentro ma non voglio raccontartelo proprio tutto.
Un pentolone pieno zeppo di ingredienti che uso per concretizzare “ricette” che invento. Continua a leggere

BEATRICE MONROY si racconta “Oltre il vasto oceano”

http://www.avaglianoeditore.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/Oltre-il-vasto-oceano.pngINTERVISTA A BEATRICE MONROY (su “Oltre il vasto oceano” edito da Avagliano)

Qui, alcune pagine del libro

di Massimo Maugeri

Sono palermitana, cresciuta in giro per il mondo. Con questa frase, Beatrice Monroy (narratrice, drammaturga, autrice di testi radiofonici per RadioRai) dà inizio al suo nuovo libro Oltre il vasto oceano” pubblicato da Avagliano: libro della memoria e libro di viaggio (fuori e dentro di sé); racconto dell’epopea di una famiglia aristocratica, narrato dal punto di vista di una delle figlie. Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Beatrice, partiamo dall’inizio. Come nasce “Oltre il vasto oceano”? Cosa ti ha spinto a raccontare la “tua storia” intrecciata con la “grande storia” della Sicilia? E perché hai deciso di farlo proprio adesso, in questa fase della tua vita?
Oltre il vasto oceano nasce moltissimi anni fa quando , alla morte di mia madre, per l’appunto dieci anni fa, io e le mie sorelle trovammo l’archivio di mio padre morto nell’85 e che mia madre aveva in qualche modo nascosto. Mio padre è stato uno scienziato molto noto , cosa che ha permesso a me e le mie sorelle di vivere una bizzarra vita in giro per il mondo. Quando abbiamo trovato l’archivio, ho pensato che era arrivato il momento di raccontare la sua e la nostra vita, in un momento in cui la città in cui in fondo ci siamo sempre riconosciuti, sprofondava sempre più in un baratro di criminalità e incultura. Mi è sembrato pieno di senso raccontare l’altra città, quella che poi è sempre esistita, la città colta e intelligente. Per questo mettendo mano alle carte dell’archivio ho subito pensato che la storia di mio padre, e poi della mia famiglia, una famiglia aristocratica che ha molto influenzato la storia di Palermo, poteva essere raccontata solo narrando la storia più in generale.
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La Lucania di Nunzio Festa

di Marino Magliani

BasilicataL’ultima volta che ho dialogato col poeta e scrittore Nunzio Festa, figlio della Basilicata di Scotellaro ed erede di una tradizione che incontra la paesologia di Arminio e la beat anti-yankee, (sempre su questo blog), era appena stato pubblicato per le edizioni Senzapatria il suo romanzo breve Farina di sole. Invece adesso è uscito il suo Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida narrata coi luoghi e il resto, presso le edizioni Golena/Malatempora, già egregiamente presentato tra l’altro dalla nostra Rosa Salvia.

MM: Solitamente nella tua prosa e nella tua poesia, il luogo d’origine, lo spazio di resistenza ed esistenza ha un ruolo molto importante. Ma adesso hai scelto di entrarci pienamente per descriverli. Anche se lo fai spostandoti rapidamente da un punto all’altro della carta geografica lucana, come vedremo. Perché hai sentito quest’esigenza?

NF: Innanzitutto per un estremo atto d’amore per la madre originaria. Sostenuto dal racconto per immagini e giudizi, passami il termine, su pezzettini fascinosi della Basilicata. Pezzi di terra e bellezze già attraversati da artisti e intellettuali, spesso descritte, perfino, e adesso pronte al turismo di massa, oltre che a quello di qualità oppure, diciamo, non invasivo in quanto molto più rispettoso dei posti. Però allo stesso tempo so e “dimostro” che si tratta di pezzi di terra e bellezze, naturali e artistiche, oggetto e soggetto di speculazione, e a volte speculazione rapace. Bellezze che si fanno tavola tante volte imbandita, insomma, per interessi soltanto particolari. Continua a leggere

L’AFRICA DI ROBERTA LEPRI

LIBRO

di Max Ponte

Roberta Lepri, nata in Umbria, vive a Grosseto. “Io ero l’Africa” (Avagliano Editore) è il suo ultimo libro che si distingue per l’impegno civile e l’attenzione a questioni sociali sempre attuali, come conferma l’intervista. “Io ero l’Africa” è a mio avviso il miglior romanzo della Lepri, attiva anche in ambito editoriale e fondatrice del blog letterario “Tutta colpa della maestra”. Continua a leggere

Jasmin Efte, blogger iraniana, poesia ed impegno civile nella lingua di Dante

 jasmine

di Max Ponte

Qualche giorno fa ho ricevuto su Facebook la richiesta di amicizia di una blogger, complici contatti comuni e un interesse per il poetry slam. Leggendo la sua biografia mi sono accorto che scriveva dall’Iran, e che le sue poesie erano in italiano. La cosa mi ha incuriosito subito, le poesie, nonostante alcune piccole imprecisioni linguistiche, mi sono sembrate promettenti. Allora mi sono chiesto: chi è Jasmin Efte? E poi mi son detto: perché non chiederlo a lei?

Raccontaci di te, dove abiti? che fai nella vita? Dove hai appreso l’italiano?

Sono nata nel 1985 da genitori musulmani della minoranza etnica Lor. Sono cresciuta a Isfahan dove vivo attualmente, una città centrale dell’Iran, conosciuta anche come “Il Mezzo Mondo”.

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La Sicilia esoterica di Marinella Fiume

di Massimo Maugeri

Nata a Noto, Marinella Fiume, risiede a Fiumefreddo di Sicilia, cittadina di cui è stata sindaco per un decennio. Laureata in Lettere classiche presso l’Università di Catania, ha insegnato Italiano e Latino e ha svolto la funzione di supervisore di tirocinio presso la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario dell’Università di Catania. Studiosa di antropologia e medicina popolare, ha pubblicato vari saggi di settore; ha scritto alcune voci per il dizionario Italiane, progetto del dipartimento per le Pari Opportunità; ha curato il dizionario biografico illustrato Siciliane. Ha pubblicato romanzi e ha collaborato al libro a più mani Un lenzuolo contro la mafia – Sono vent’anni e sembra domani a cura di Roberto Alajmo.
Ha appena pubblicato il volume Sicilia esoterica. Alla scoperta dei miti e dei riti arcaici dell’isola del sole (Newton Compton).
Ne ho discusso con l’autrice… Continua a leggere

Guido Michelone intervista Neja

Neja cantante
Così, a bruciapelo chi è Neja?
Una cantautrice inquieta (restless), autoironica e sempre in ricerca…

Cosa mi dici del tuo nuovo cd Neja Vu?
È un disco raffinato, elegante, un po’ frizzante e un po’ intimo… erano anni che volevo lavorare con Nerio Poggi, dopo aver ascoltato i suoi progetti Papik ed Ely Bruna, sapevo che era il producer giusto per me. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Ennio Rega

Rega
Il premio George Brassens del Festival di Poesia Civile va quest’anno al cantautore e scrittore Ennio Rega, sessant’anni, da Roccadaspide, autore di quattro dischi – Due passi nell’anima del sorcio (1994), Concerie (2004), Lo scatto tattile (2007), Arrivederci Italia (2011) – tra musica e letteratura. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Alessandro Barbaglia

Barbaglia in notte bianca a borgomanero
Alessandro Barbaglia è un giovane scrittore novarese, che a trentatré anni pubblica ora la sesta edizione del suo secondo libro dal titolo provocatorio (Testicoli) con una nuova casa editrice (la prestigiosa Mercurio, che ha stampato un altro Alessandro, quasi omonimo, il prof. Alessandro Barbero di Torino che, da storico medievista, ha antologizzato alcune divertenti storielle boccaccesche. Il libretto di Barbaglia, ascrivibile al genere ‘poesia comica’ o anche ‘diario autoironico in forma di versi’ è andato a ruba in Piemonte al punto da raggiungere, con Mercurio, la sesta edizione.
barbaglia alessandro

Così, a bruciapelo chi è Alessandro Barbaglia?

A Bruciapelo? Così a bruciapelo direi che sono uno sta cercando un cerotto e che sente una gran puzza di pollo scottato. Continua a leggere