di Alfonso Nannariello
Il capricorno sfondò per me la porta di un’alba di gennaio. Mamma nel contraccolpo gli cedette. Sparpagliando intorno un grido mi sgravò.
Nacqui un martedì, un giorno dedicato a un dio in guerra. La sera prima, però, il 17, quando si ruppero le acque, era iniziato il carnevale, un tempo che sterra la terra e la rivolta mettendo tutto sottosopra. È in quel momento che i morti ritornano tra i vivi.
Tra l’altro io fui concepito nel mese di aprile, «il più crudele dei mesi», perché «genera lillà da terra morta». Continua a leggere



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