Archivi categoria: Oltre la letteratura

Del buio e del silenzio

di Mauro Baldrati

nero.jpgIn questi giorni ho in lettura lenta Pessimi Segnali di Enzo Fileno Carabba (Marsilio black 2004), una scoperta piacevolissima nel mondo, per me un po’ misterioso, della scrittura italiana. Notevole per ritmo, ironia, coraggio. Il narratore lavora come obiettore di coscienza nella sede della Croce Rossa di un paese della Valdarno, un luogo surreale popolato di persone-mostri, quasi dei rettili alieni (in realtà non vi è nulla di soprannaturale – per ora – tutto viene giocato sottolineando certi aspetti grotteschi o violenti delle personalità, tutto dipende dalla visione). Un ragazzino, Augusto, per uno stupido incidente ha perso la vista, l’udito e l’uso della parola. Il narratore è impressionato e attratto da lui, lo porta in giro, si perde in fantasie sulla sua capacità di controllare le piene del fiume ecc.
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BASSO OSTINATO

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Cos’altro può esserci oltre questo, questo guardare e non capire perché è così ostinato il male, così ostinato come una vendetta? Il corpo che non produce abbastanza morfina, che chiede, e io non posso dare, non posso dare la salvezza, i secondi per respirare.

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Chi scappa non è un vigliacco. E’ spaventato. Chiede di esserci in un tempo più piccolo, ciò che rimane del tempo, un secondo prima. Come una cuccia, una tana.
Andremo tra i fiori, te lo giuro. Senza la carne. Spirituali. Continua a leggere→

Lo Spirito e la poesia

“Dove lo Spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco. Dove ha inizio l’infanzia del popolo, io amo”. (René Char)
La poesia davvero odierna, che esprime cioè l’adesso fatale che viviamo, sgorga lì dove lo Spirito ha smesso di distruggere, perché in un certo senso tutto è già stato distrutto. Dove il silenzio si è fatto molto più abissale della caduta dei nostri ultimi detriti mentali. Dove io non ho proprio più parole, neppure di disperazione.
Lì qualcosa come un inverosimile sollievo sembra scendere su di noi, e rispondere. Continua a leggere→

La Guggenheim secondo Krauspenhaar

di Guido Michelone

Lo scrittore in vista alla mostra vercellese

Mi ero riproposto di non scrivere nulla sull’Arca nell’ex chiesa di
San Marco a Vercelli e nemmeno sulla bella mostra ‘Peggy Guggenheim e
l’immaginario surreale’ che la suddetta Arca ospita sino a marzo, per
due valide ragioni; prima ragione: io personalmente ne stavo già
parlando da mesi (metaforicamente da anni, se si considera il fatto
che, con un gruppo di intellettuali, andavo suggerendo l’utilizzo per
eventi culturali dei grandi spazi vuoti nelle piccole città italiane); Continua a leggere→

Altre opinioni sul ’68

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Riccardo Chiaberge, Domenica 24 ore, 21 Ottobre 2007

Com’eravamo prima del Sessantotto? Felici, o almeno illusi di esserlo. Tra boom economico, apertura ai socialisti, Autostrada del Sole, Bob Dylan e Rolling Stones, l’Italia sembrava finalmente aver ingranato la marcia verso la modernità e guardava con ottimismo al futuro. Un decennio breve, gli anni Sessanta, secondo Edmondo Berselli, proprio come il Novecento di Hobsbawm. Breve perchè bruscamente interrotto, all’ottavo anno, dall’arrivo di “certi tipi…con un’aria di palese superiorità” che pretendevano di indottrinarci, criticavano il nozionismo e contestavano l’autoritarismo, proponevano di destrutturare la famiglia e descolarizzare la società. In nome del movimento. Continua a leggere→

Puro al 100 per 100

di Richard Linton

Il nostro cittadino americano si sveglia in un letto costruito secondo il modello originario del Medio Oriente, ma che fu modificato nell’Europa settentrionale prima di essere trasferito in America. Egli scosta da sé la coperta di cotone, che era usata in India, o di lino, adoperata in Medio Oriente, oppure di lana di pecora, che è pure allevata e usata nel Medio Oriente, o persino di seta, il cui uso è stato scoperto in Cina. Continua a leggere→

Roberta e il dolore innocente, di Valter Binaghi

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Roberta torna da una giornata sull’handicap, lei è insegnante e nella sua scuola fa da referente per le programmazioni individuali mirate ai disabili.
Roberta è madre, è la madre dei miei figli. E’ andata di là, lui studiava sul divano, lei a chattare al computer. Li vedi come un dono immeritato, una grazia tolta ad altri.
E’ venuta sul terrazzo, dove io fumo una sigaretta. Vecchia abitudine, fumarne una insieme: lei ha smesso. Si è appoggiata alla balaustra e si è messa a piangere. Continua a leggere→

Cosa fareste se domani vi ritrovaste senza il dio di questo mondo in tasca?

 

Il denaro si è trasformato in qualcosa di più di un simbolo del valore della merce o di un mediatore nelle relazioni di baratto. Avendo acquisito caratteristiche di feticcio il denaro è il nuovo idolo venerato – custodito solennemente nel sancta sanctorum del sistema bancario – in onore del quale vengono sacrificati valori come l’etica, il rispetto delle leggi e perfino le vite umane.

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Impariamo le nostre lingue # 1 L’occitano

Dominique Bosquier, una star occitana

de Maurizio Dematteis da Nòvas d’Occitània, n.49 Desembre 2006

Una de las 18 fremas celebraas dins lo libre de Andrée Bertino e Fredo Valla “Menú d’Occitània, dediats a 18 fremas famosas de l’estòria occitana”, e que venerè premiaa a Coni l’8 de desembre dins la cerimònia “Fremas d’Occitània con Gran Galà”.
Fraisse: comuna de montanha de la mesana Val Varacha (746 m slm) en Província de Coni. Aqueste pichòt païset de 350 abitants es una de las 120 comunas de lenga e de cultura occitana dal Piemont. Continua a leggere→

Come comportarci?

       

Il primo piccolo nucleo di fedeli della “nuova poi unica e vera religione” nata alla Mecca era costituito dalla moglie del Profeta, Khadigia, dal suo domestico Zaid e dal cugino undicenne Ali. In seguito vi si unirono l’onesto mercante Abu Bekr, la mano di ferro d’Arabia, Omar il giusto, il riservato uomo d’affari Othman, il coraggioso zio del Profeta, Hamza, e lo schiavo nero Bilal. Semplicemente essi furono conquistati dalla magica SPADA dell’umile Profeta d’Arabia. La piccola comunità di fedeli fu presto esiliata dalla Mecca, e costretta a riparare a Yathrib, che da lì in poi si sarebbe chiamata, semplicemente, Medinat-al-Nabi, città del Profeta, o Medina. Gli emigranti della Mecca portarono la SPADA con loro. La forza magnetica di questa continuò ad attrarre uomini e donne, fino a che l’intera Arabia si riconobbe nella nuova poi unica e vera fede. Paragonata alla popolazione mondiale, quella dell’Arabia costituiva una piccola minoranza. Una frazione di questa minoranza decise di portare la SPADA dal deserto arabico ai potenti stati del Mediterraneo, fino alle isole delle Indie Orientali. Un popolo dopo l’altro si arrendeva a questa SPADA e si univa alla Fede. Noi sappiamo che la lama di questa SPADA era affilata: essa conquistava i cuori; i corpi partecipavano automaticamente. Essa era la SPADA della Verità, la cui brillantezza elimina la falsità così come la luce spazza via le tenebre. Questa SPADA è oggi scomparsa? No di certo. Ancora oggi essa continua a conquistare i cuori di innumerevoli uomini e donne – a dispetto dello sforzo indomito di coloro che hanno interesse a far prevalere le tenebre e a far disperdere il bene che è in ogni uomo. (da uno dei tanti siti in italiano per la diffusione della Parola Islamica)

Vito Mancuso, Sul Cantico dei Cantici.

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Erotismo e amore
Sul Cantico dei cantici

Intervento nella Sinagoga di Casale, 3 giugno 2007, accanto ad Amos Luzzatto

Vorrei dire innanzitutto che mi sento due volte ospite. Sono ospite perché sono qui in sinagoga, in questo luogo di culto ebraico, io che non sono ebreo; e sono ospite in quanto lettore del Cantico dei cantici, un libro della Bibbia ebraica. Quand’ero bambino la Bibbia ebraica veniva chiamata Vecchio Testamento, poi crescendo mi è stato detto che era meglio dire Antico Testamento, oggi qualcuno usa l’espressione Primo Testamento. Continua a leggere→

DIARIO DELL’ULTIMO GIORNO DI AGOSTO

La nudità fa sentire ancora più soli perché non c’è più niente da scoprire. C’è da ricominciare da un linguaggio semplice.

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Uno crede che la solitudine, una volta che venga accettata, sia la condizione per un sano distacco dalle cose, un modo per stare meglio. Non è così: perché la solitudine si porta con sé tutto: il bagaglio della vita che, seduto accanto a noi, conversa. Nella solitudine l’anima non esegue un monologo, ma cerca un dialogo. E chissà se, a un certo punto, non appare Dio.
E pensare che scrivo queste cose in mezzo alla gente. Solo corpi, senza parole. Solo sguardi rivolti verso il mare.

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ASCOLTANDO LA NEVE

neve.jpgDare forma di sé; immagine – in qualche forma del mondo – della propria sostanza. Non di ciò che si perde ma di ciò che chiede di essere conservato. Questo può avvenire nella forma dell’arte, che è quella che più sintetizza, che più conserva.

Rappresentarsi. Specchiarsi in qualcuno, in qualcosa. Specchiarsi è parlare, riportare l’immagine e fermarla. Qualunque cosa essa sia. Lo chiedono gli spiriti buoni e quelli cattivi. Vedo adesso degli occhi che già conosco. Accanto a questa donna c’è una bambina down. Le immagini che passano dal finestrino non si fissano ma lo chiedono. Continua a leggere→

LETTERA A FRANCESCO

Caro Francesco,
“ritorno nel luogo che da sempre mi compete: l’ombra”. Così dicevi prima di questa estate, se non ricordo male. Ti scrivo da una spiaggia, l’ultimo giorno di vacanza. Tutta l’estate mi sono battuto con questo pensiero pesante dell’ombra, del tornarci per necessità. Gli avvenimenti di questa estate mi hanno tentato parecchio. Scrivo nella piena luce e intanto sul mare si formano le ombre della sera. Non sono aggressive, c’è una levità in questo trascolorare, la stessa che ai viandanti intenerisce il core, certo. E’ l’ombra naturale che ogni cosa possiede, il suo essere doppio: questo sei tu, ombra rifranta, luce inappagata scrivevo in una poesia che ti dedico di seguito a questa. Continua a leggere→

14 uomini (La madre al figlio & La giostra)

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Oggi 15 agosto : ritrovamento al largo di Lampedusa, in acque maltesi. Sarebbero 14 i corpi individuati da un aereo Atlantic della Marina Militare. Sei i corpi già recuperati.

PALERMO – Una motovedetta della Guardia di Finanza ha recuperato sei cadaveri in mare a 50 miglia a sud di Lampedusa. Fanno parte del gruppo di 14 corpi di clandestini individuati da un aereo Atlantic della Marina militare in una zona di ricerca e soccorso (Sar) di competenza maltese. Nello specchio d’acqua dell’avvistamento si sono diretti anche la corvetta Chimera della Marina militare e un pattugliatore della Guardia Costiera. Al momento dell’avvistamento, i clandestini indossavano i giubbotti salvagente. Solo in un secondo momento l’equipaggio sull’aereo Atlantic ha capito che si trattava di cadaveri. A raccogliere l’allarme sono state la Guardia Costiera e la Finanza, che hanno dirottato nella zona una motovedetta e un guardacoste.

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Breve storia di Israele ad usum ignorantis – di Andrea B.Nardi

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(pubblicato da Radio Radicale)
http://fainotizia.radioradicale.it

Premetto che non sono né Israeliano né Ebreo (e mi spiace quasi). Scrivo questi appunti non esaustivi per fornire un po’ di chiarezza a coloro che sparlano di argomenti vitali senza nemmeno prendersi la briga di informarsi. Ho sentito negli anni affermare che Israele sarebbe uno Stato grande come l’Italia, e che gli Ebrei hanno cacciato via dalla Palestina popolazioni indigene per stabilirvisi negli anni ’40.
Dunque, partiamo dall’inizio. Continua a leggere→