a F.K. ( 3 luglio 1883 – 3 giugno 1924)

di Stefanie Golisch

a F.K. (3.7.1883- 3.6.1924)

Nudo in mezzo alla gente vestita, così
si ricordava Milena Jesenská di Kafka,
era ancora inverno a Vienna e non ancora
primavera a Merano e lui aveva sempre
freddo, non era capace di essere non se
stesso e quasi se ne vergognava, ogni
mattina faceva ginnastica alla finestra
aperta per diventare un uomo come gli
altri, ai bambini del quartiere si diceva
di non fare da Kafka quando questi
chiedevano cose impossibili

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Giuliano Belloni, Illustrazioni di: Scescio, Omero detto l’Alighiero. Anteprima

a cura di Alberto Fraccacreta

2)
Mi chiedo
quanto pesa la farfalla sulla margherita
il moscerino sul gelsomino
l’ape sul fico?
Ogni fiore lo sa.

3)
Nel Parco Nazionale del Silenzio è compito
delle foglie avere idee
i semi prendono le decisioni
i rami sono le regole. Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. XIII Domenica T.O.


XIII Domenica 

Mt 10, 37-42

Agape e Filìa sembrano confrontarsi in questo passo del Vangelo di Matteo. “chi ama ( filìa) ….più di me non è degno di me”. Padre, madre, figlio, figlia, suocera etc… sono rapporti di consanguineità, dati da una affinità non elettiva ma precedente la volontà dei soggetti coinvolti nei rapporti. Non abbiamo scelto di chi essere padre o madre o figlio. Questa affinità genetica può determinare un serio ostacolo all’opzione fondamentale della propria esistenza. I rapporti familiari ripropongono continuamente lo schema di appartenenza che, in sostanza, risulta escludente, definendo confini coincidenti con gli ambiti di appartenenza familiare, etnica, tribale. Questi confini risultano potenzialmente degli ostacoli importanti a uno sviluppo di una più ampia visione della propria relazionalità. Continua a leggere

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La parola ai poeti. Rosa Pierno

La poesia in prosa di Rosa Pierno

Gli antichi greci avevano due concetti di poesia, il primo era che la poesia fosse frutto dell’ispirazione divina, mentre il secondo definiva poetica solo quella forma che fosse scritta in versi. Tuttavia, che non fosse solo una questione di struttura metrica lo si evince constatando che se si fosse trattato esclusivamente di una scrittura in versi la si sarebbe potuta considerare equivalente alle arti (produzione di cose), il che, per loro, non era. Aristotele, infatti, specifica: “Il poeta è tale più in virtù del contenuto delle opere che della loro forma metrica”, giacché un trattato medico può essere scritto in versi, ma non diviene per questo poesia. In La metrica italiana, Beltrami scrive che la poesia non coincide con la scrittura in versi: «‘versificazione’ è infatti un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre ‘poesia’ è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale». Continua a leggere

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Stazioni


Dio ci ama, non fatica come noi, chiamati ad accettare innanzitutto noi stessi, come premessa dell’amare gli altri. Dio ci ama, ed è precisamente questo amore a permetterci di scalare i gradini, di percorrere fino all’ultima stazione il viaggio che si conclude in cielo.

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La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Aurora Luque

Tiberiade-Galilea-Israele. A destra la poetessa spagnola Aurora Luque, al centro la poetessa russa Anna Arkatova, a sinistra Annelisa Addolorato (poetessa).

di Annelisa Addolorato

Per giugno salutiamo la primavera ed entriamo in estate incontrando la poetessa spagnola Aurora Luque, nata negli anni sessanta ad Almería (in Andalusia).

Aurora Luque ammanta da sempre la sua poesia con un velo di classicità notevole. Con classicità intendo quella inerente composite culture dell’antica Grecia e dell’antica Roma, quindi anche con echi orientaleggianti e con menzioni ad autori e autrici celebri, con allusioni ad atmosfere e luoghi geografici, mitici, letterari e filosofici, molto spesso connessi a tale contesto. Come si deduce da vari eserghi e citazioni che presenta nei suoi libri – di Hölderlin, tra gli altri – e come ha evidenziato già anche R. Virtanen, il suo approccio alla classicità ha probabilmente origine in buona parte dal filtro poetico del romanticismo tedesco e inglese, ma direi anche da un certo neoclassicismo. È anche traduttrice di poesia, anche classica. Non mancano menzioni palesi a poeti greci contemporanei (il popolare Kavafis, il Nobel 1963 Seferis, …), o italiani (Montale) e molti altri riferimenti poetici, letterari, artistici, musicali, anche scientifici (S. Hawking), che la poetessa fornisce in modo trasparente e delicato e chiaro, tra le pagine dei suoi libri. Ecco i riferimenti bibliografici di alcune delle sue opere poetiche: Carpe noctem, Hiperiónida, Camaradas de Ícaro. Si sono occupati della sua opera anche nomi della poesia spagnola quali M.Vitoria Atencia e Jaime Siles: a loro volta di ispirazione alla nostra, infatti Luque stessa li cita entrambi, nelle sue composizioni. Già da vari titoli delle sue sillogi, tra cui anche quelli che qui innanzitutto menziono, e cioè Carpe amorem (Renacimiento, 2007) e La siesta de Epicuro (Madrid 2008, premio Internazionale di Poesia della Generazione del 27), respiriamo l’aria splendente di questa aura poetica, filtrata e rimodellata nell’oggi da questa autrice andalusa. Freschi echi classici, dunque, pervadono e formano la sua poesia. Ecco altri titoli della autrice, vincitrice di vari e prestigiosi premi letterari, tra cui il X Premio Internacional de Poesía Generación del 27 e recentemente anche il Premio Nacional de Poesía 2022, con la sua opera Un numero finito de veranos. Continua a leggere

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Racconti incantevoli di Tommaso Braccini dall’antichità ad oggi


di Sabatina Napolitano 

Molti racconti nei libri di Tommaso Braccini sono incantevoli ma altri no, parlo di alcune storie che fanno riferimento allautostoppista fantasma, alla morta innamorata e altre leggende a noi contemporanee che parlano di ragazze morte o presunte morte o spose giovani morte poco prima di consumare il matrimonio. Lo studio delle urban legends è affrontato nel libro Miti vaganti. Leggende metropolitane tra gli antichi e noi(Il mulino, 2021).

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Incontri XIV

Ancora ci sei

di Rose Ausländer (1901-1988)

Butta la tua paura
nell’aria
Presto
il tuo tempo finirà
presto
il cielo
crescerà
sotto l’erba
cadranno i tuoi sogni
nel nulla
Ancora profuma
il garofano
canta il tordo
ancora puoi amare
regalare parole
ancora ci sei
Sii ciò che sei
Dai ciò che hai

Self-portrait

di Stefanie Golisch (Germania 1961)

Nel mio oggi di carne di pietra di
primavera sono la vita che nasce,
la vita che muore, la vita sorpresa
tra un respiro e l’altro, sono la parola
che mi tace, il tempo che scorre
per e contro di me, la risposta alla
domanda chi sono è un corpo
pesante di ossa, acque e altro che
non si sa, sono la bocca che dice
sì e no, la voglia di essere e di non
essere, il ricordo del pomeriggio
d’infanzia più lungo, sono l’attesa,
le ore, l’ora, ora Continua a leggere

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Benvenute e benvenuti nel fantastico mondo di Lpels


Quando, nel 2006, nacque il blog “La poesia e lo spirito” non avrei potuto immaginare il suo futuro. Pensavo di farne un contenitore di pensieri, un canale di scorrimento del mio amore per la poesia e la narrativa. Poi è accaduto l’impensabile: un pubblico sempre crescente si è affacciato in queste pagine elettroniche, un concerto di voci che ha fatto, di un blog personale, una delle piazze maggiormente frequentate della rete in campo letterario. Un frutto genuino che non si è mai apparentato con forme pubblicitarie o commerciali. Il segreto? La seconda parola del titolo: lo spirito, ossia l’improgrammabile, il sempre e solo nuovo, tutto ciò che non può essere rinchiuso in griglie predisposte, in schemi che si scoprono invariabilmente superati. La cifra di Lpels potrebbe essere l’ordine impartito da Dio a un Abramo già avanti negli anni: lech lecha, va’ verso te stesso. Ci si ritrova mettendosi in viaggio, rinunciando alle certezze private, alle comodità del già noto, alla scontata riuscita del già fatto. Tutto ciò ha significato libertà: dai determinismi del mondo, dai meccanismi oliati del potere, dai facili giudizi su di sé e sugli altri. Questo blog è stato e vuole essere l’approdo che implica un continuo ripartire. Il fantastico mondo di Lpels, con tutti i redattori antichi e nuovi, è l’impensabile, che a volte sembra ingenuo perché ha smesso i panni dei sapienti mondani, rivelando la nudità del cuore, l’invisibile in cui si nasconde, ancora e sempre, l’essenziale.

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La parola ai poeti. Marco Furia


Dieci
prose poetiche di Marco Furia


Chicchi dintegrale riso

Chicchi dintegrale riso essendo stati con generosità offerti, addomesticata tortora non tardò a posarsi su esterno davanzale.

Prepotente (grosso) piccione, in probabile arrivo, sarebbe stato validamente fronteggiato?

Giovane signora, assidua dispensatrice di granaglie, avrebbe rivolto contro aggressivo intruso più duno spruzzo dacqua? Continua a leggere