6. Riconciliando

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Ho riflettuto spesso su quale fosse l’eredità spirituale ricevuta da don Mario. Non fui mai attiva nel Centro per i giovani da lui fondato, quindi sono poco esperta dei dettagli del carisma. So com’era con me: delicato e tenero nei nostri colloqui personali, esigente e fermo nelle confessioni, addirittura rigoroso, soprattutto di fronte al mio resistere alla volontà di Dio: vuoi deciderti a morire? mi diceva, e quando tornavamo a vederci ripeteva: sei ancora viva? Continua a leggere→

PITTURE NERE n.2: Il volo del colibrì. Marino Magliani, “Quattro giorni per non morire”

Marino Magliani, Quattro giorni per non morireIl volo del colibrì. Marino Magliani, Quattro giorni per non morire, Sironi editore, 2006, pp.156, € 12,90
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di Lorenzo Muratore

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Ci sono uomini che cercano di comprarsi un’ora di vita; e si sforzano di negare la propria leggenda; ma è come se quella leggenda li precedesse, e fosse già scritta nel cielo.

Un progetto, quasi un manifesto di tutto ciò, viene accennato nel frontespizio di “Quattro giorni per non morire”.

Sappiamo che anticamente un giovinetto veniva scelto per via della bellezza e della grazia; lo riverivano, lo adoravano (ma era come prigioniero, perché non fuggisse), suonava un piccolo flauto, ed attendeva…

S’imbarcava poi su una canoa: le strade verso Dio sono rovine, e abissi di nera foresta, massiccia giogaia sospesa a picco.

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Le Città in Comune: obbediamo alla Costituzione e disobbediamo al Patto di Stabilità

Le “Città in Comune” – la rete che riunisce le liste di cittadinanza della sinistra contraria a austerità e larghe intese – lanciano una campagna per obbedire al dovere della tutela del territorio e disobbedire al Patto di Stabilità, portando una delibera comune alle giunte di Ancona, Brescia, Brindisi, Feltre, Firenze, Gioiosa Ionica, Imperia, l’Aquila, Livorno, Lucca, Messina, Pisa, Roma, Siena.
Nella delibera per l’obbedienza alla Costituzione, l’Amministrazione si impegna ad attuare un piano straordinario di interventi per la difesa del suolo, la messa in sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio comunale, e per la messa a norma di tutte le scuole comunali. Continua a leggere→

Le lezioni di comicità di Matteo Andreone

lezioni di comicvità COPERTINA
di Guido Michelone

Incontro con l’attore, regista, drammaturgo, della risata
Il suo nuovo libro a Roma il 19 dicembre

Così, a bruciapelo chi è Matteo Andreone?
Sono un formatore d’azienda con un passato recente (che ogni tanto ritorna) di attore, autore, regista e docente di teatro. Ho iniziato a studiare teatro alla fine degli anni ‘80, frequentando il Centro Teatro Attivo di Milano poi, negli anni successivi, ho lavorato per diverse compagnie teatrali italiane prendendo parte, come autore, attore e regista, a svariate produzioni. Dal 1996 mi sono avvicinato al mondo del cabaret e della stand-up comedy. Nel 2001 sono tra i fondatori dell’Accademia Nazionale del Comico, per la quale ho diretto la sede di Milano fino al 2013. In Accademia ho avuto la fortuna di collaborare con la maggior parte degli attori e autori comici italiani e contribuito a formare decine di giovani leve, oggi diventati molto popolari.

Lei è anche molto noto come didatta
Dal 2005 mi occupo di formazione e sviluppo delle risorse umane, utilizzando l’umorismo applicato alle relazioni sociali e alle dinamiche professionali. Continua a leggere→

PITTURE NERE n.1: Marino Magliani, “L’ estate dopo Marengo”

Marino Magliani, L'estate dopo MarengoMarino Magliani, L’ estate dopo Marengo, Philobiblon Editore, 2003, pp.142, € 10
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di Lorenzo Muratore

Alla vigilia di muovere verso l’Italia, il Primo Console venne informato d’un alto tasso di diserzioni tra i soldati: sulle cause dell’insolito scoraggiamento fu costituita una Commissione d’inchiesta. Perché, ad esempio, quei due granatieri dalle barbe lunghe, le pupille ardenti, se ne stanno sdraiati e immobili? Queste donne color dell’ombra… Questo cielo di sabbia.

C’è chi sospetta che certi semi gettati sopra le pietre roventi emanino un vapore, inebriati dal quale diventano ebbri respirando fumo; oppure che una bevanda li immerga in un sonno di visioni paradisiache. E così imprigionato nel suo grembo, il soldato cessi di combattere, e preso da queste libertà di navigar per l’aere, diserti.

La guerra è stata imposta alla Rivoluzione; e dalla funesta dialettica di quelle gloriose spedizioni lontane; ? che serbano in sé il rumore della Rivoluzione, senza più mettere al primo posto la libertà ? nacque un vuoto, nel cuore dei francesi.

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Francesco Accattoli, Lunga un anno

accattoli

di Alessio Alessandrini

La raccolta Lunga un anno, Sigismundus editore, di Francesco Accattoli, colpisce già per la realizzazione estetica del prodotto, si tratta infatti di un fascicolo di cartoline, 19 per l’esattezza, dove i testi del poeta e le illustrazioni della pittrice Linda Carrara si alternano e donano all’intera raccolta un’aura particolare, preziosa e pregevole. Davvero un lavoro ben fatto. Ovviamente l’involucro sarebbe poca cosa se non avesse lo stesso pregio e la stessa consistenza del contenuto che il lettore attento troverà davvero delizioso in molte sue parti. Con questa plaquette, la terza del nostro, Accattoli dimostra, in primo luogo, che la buona poesia non ha bisogno di canzonieri lunghi, che una ventina di testi possono creare un unicum perfett Continua a leggere→

4. Nulla è a caso

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da qui

Appena sveglia, ho annotato tutto sul primo foglio che ho avuto sottomano: era di colore rosa; il colore della gioia, ho pensato, ricordando i paramenti che i preti indossano nella domenica Gaudete.
Don Mario, la mia guida spirituale, accoglieva sempre con naturalezza ciò che raccontavo, mi incoraggiava a fidarmi del Signore, ad attendere e lasciarlo fare, senza porre ostacoli. Ero innamorata della sua essenzialità, tutto, con lui, diventava lineare: come sei complicata! mi diceva, Dio è semplice!
A dir la verità, così semplice non mi sembrava affatto. Sperimentavo la sua presenza forte, ma al tempo stesso l’imprevedibilità, le luci seguite dal buio pesto, e mi dibattevo cercando di comprendere qualcosa della sua volontà, del suo disegno.
Chi più di don Mario poteva guidarmi in questo discernimento, lui che nel suo
Atto di Fede chiedeva: fa che possa conoscere, accogliere e realizzare il disegno che hai su di me? Credevo fermamente che nulla fosse a caso e che, se davvero lo vogliamo, Lui fa capire cos’ha in serbo per ognuno di noi.

IL TERZO SGUARDO n.48: Vent’anni di attesa. Aa. Vv. “L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico”, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poeticheVent’anni di attesa. Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Napoli, Kairós Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella*

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Scrive Ninnj Di Stefano Busà nella sua Introduzione alla voluminosa antologia che lo vede curatore insieme ad Antonio Spagnuolo:

«Diciamolo subito che non esistono due linguaggi: uno per la Poesia surreale, magico, ermetico, inaccessibile ai molti, e uno feriale, per i comuni mortali. La poesia può vibrare ovunque in maniera naturale, anche nelle lasse di un’espressione lontana dall’ipertrofia delle metafore o dalle ambiguità emergenti dall’inconscio, dagli assurdi e dagli arbitrii delle avanguardie a ogni costo. E “per ogni costo” s’intenda anche quello di inquinare il linguaggio, impoverirlo e strumentalizzarlo in modo deleterio e anarcoide. D’altra parte bisogna riconoscere che il linguaggio comune non è certo meno efficace di quello colto, o immaginifico, che, anzi, il suo fondo realistico-logico, sentimentale può essere ben compreso, ma notevolmente più apprezzato, ammettiamolo, sarà il linguaggio ricco di ambivalenze, di metafore, di tensioni allusive proprie di una discorsività che ha varianti emozionali ricercate e volutamente sensazionali, »[1].

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Provocazione in forma d’apologo 257

E. era un giovane ufficiale di carriera non proprio monarchico e certo non fascista. Quando venne l’8 settembre si sputò sulle mani e da buon piemontese si disse: “È ora”. Ma subito il diavolo ci mise la coda. Nella primissima azione – ma già quest’espressione è eccessiva, meglio diremo nella prima uscita di trasferimento – si trovò di fronte ad una situazione davvero particolare, con appena un secondo per decidere il da farsi. Lui decise senza sparare e far morti, e adoperandosi poi affinché l’episodio si chiudesse senza danni; eppure da quella decisione scaturì una rappresaglia che si ricorda ancor oggi, come a volte è stato ricordato lui, spesso senza nominarlo, come la testa calda che era caduta nella trappola, che aveva creato il pretesto per quel terribile gesto dimostrativo.
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Jasmin Efte, blogger iraniana, poesia ed impegno civile nella lingua di Dante

 jasmine

di Max Ponte

Qualche giorno fa ho ricevuto su Facebook la richiesta di amicizia di una blogger, complici contatti comuni e un interesse per il poetry slam. Leggendo la sua biografia mi sono accorto che scriveva dall’Iran, e che le sue poesie erano in italiano. La cosa mi ha incuriosito subito, le poesie, nonostante alcune piccole imprecisioni linguistiche, mi sono sembrate promettenti. Allora mi sono chiesto: chi è Jasmin Efte? E poi mi son detto: perché non chiederlo a lei?

Raccontaci di te, dove abiti? che fai nella vita? Dove hai appreso l’italiano?

Sono nata nel 1985 da genitori musulmani della minoranza etnica Lor. Sono cresciuta a Isfahan dove vivo attualmente, una città centrale dell’Iran, conosciuta anche come “Il Mezzo Mondo”.

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Il Baluardo

varenna

di Stefanie Golisch

Il Baluardo è un belvedere sopra il lago di Como: da lì si vede esattamente quel punto, il culmine di Bellagio, in cui i due bracci del lago si uniscono per formarne uno solo. Mr. Reginald Simpson aveva scoperto qualche mese prima il Belvedere, per puro caso, nessuno in quel paesino, Varenna, gliene aveva fatto cenno, qui non c’era l’uso, fra pescatori, piccoli artigiani e donne di servizio, di andare a passeggio. Non si aveva il tempo e tanto meno il desiderio, di scoprire le bellezze paesaggistiche dei dintorni e immedesimarsi in esse.
Ma proprio il tremore e la devozione di fronte ad una natura incommensurabile per l’uomo e l’affascinante idea di perdervisi totalmente, rappresentavano la ragione profonda per la quale Mr. Simpson, un uomo possente alla fine dei cinquanta, con i capelli completamente bianchi e la tendenza, sfortunatamente presente gia’ dalla piu’ tenera giovinezza, alla mancanza di respiro, si era ritirato a Varenna. Continua a leggere→

3. Cristo Re

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da qui

Oggi va meglio. Ho imparato un po’ alla volta a digerire gli alti e i bassi, come fosse risuonata dentro, anche nei momenti disperati, la formula dell’amore sponsale: prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia; come se Dio cominciasse a predispormi a un’avventura, a un cambio continuo di scenari, un balenare di luci subito seguito dalle tenebre più fitte, perché gira e rigira la vita è un vorticare incessante sulle montagne russe degli eventi. Continua a leggere→

Vivalascuola. Sì alla scuola dell’infanzia statale!

A volte i principi s’incontrano con i bisogni concreti e non possono essere elusi. Succede oggi nel caso della scuola dell’infanzia. I principi dell’art. 33 della Costituzione s’incontrano con i bisogni reali delle famiglie. La crisi economica rende più difficile sostenere le quote richieste dalle scuole private, che in alcune città godono una situazione di monopolio, allora si fa pressante la richiesta della istituzione di scuole dell’infanzia statali. Questo ci dicono l’esito del referendum di Bologna e varie iniziative in corso in varie città d’Italia. In questa puntata di vivalascuola Silvia Bodoardo, Francesco Cappelli, Antonia Guerra, Bruno Moretto, Carlo Salmaso, Antonia Sani, Sergio Tamborrino ci parlano della situazione a Torino, Milano, Bari, Bologna, Padova, Roma, Firenze. Continua a leggere→

Sussurri e grida, di Lorenzo Poggi

Lorenzo Poggi

La Biblioteca del Centro di formazione giovanile
Madonna di Loreto – Casa della Pace

presenta
Sussurri e Grida di Lorenzo Poggi
Presentazione in forma di recital
Scritta e diretta da Augusto Benemeglio
Interventi:
Maria Moretti, responsabile della Biblioteca
Paolo Migani, cantautore, che eseguirà alcune sue composizioni.
Piero Girardi, Valeria Vezzil, Margherita Lo Sardo e Marcello Sardella ( lettori)

A seguire: dibattito, con la presenza del poeta Lorenzo Poggi.

GIOVEDI’, 19 DICEMBRE 2013 – ORE 17.00
SALA GRANDE DEL CENTRO
VIA MACCHIA SAPONARA, 106.

Azzurra D’Agostino, Canti di un luogo abbandonato

canti azzurra

Nadia Agustoni

Un canto, in cinquanta poesie, che restituisce i luoghi, con le crepe dentro e la biacca di muri rimasti su nonostante l’abbandono. E’ così che ascoltiamo semplicemente delle storie che nascono in frammenti, versi portati a chi sa o crede di sapere, mentre la verità è forse ferma a metà crinale perché certi posti sono sempre fuori mano e in una loro vita segreta.

Azzurra D’Agostino con Canti di un luogo abbandonato ci narra un Appennino austero, con l’odore e i colori dei luoghi in cui una sparuta umanità si aggira, magari solo per perdersi in una solitudine di sassi, ciottoli, erbe, via crucis di vivi e morti, di voce e ricordo che si incontrano, si perdono e lasciano un minimo segno di materia che la natura circonda e trasforma.

Il libro, vero e proprio oggetto d’arte, è stato pubblicato in 300 copie numerate, che includono una cartolina d’arte con un estratto stampato a caratteri mobili, una cartolina diversa per ciascuna copia. Il progetto è una autoproduzione dell’autrice ed è leggibile in PDF anche a questo indirizzo:

 http://azzurradagostino.wix.com/abitare

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diventare Fabrizio

fabrizio centofanti
di Antonio Sparzani

Voglio parlare di Diventare se stessi di Fabrizio Centofanti (Effatà editrice, 2013, 173 pagine, € 12), perché è un libro che mi ha preso per mano e mi ha condotto alla fine senza permettermi di distrarmi e nello stesso tempo senza mai darmi un punto fermo, a cui attaccarmi; sì, qualche frase isolata buttata lì senza parere, ma che dice molto più di quel che sembra, e invece un continuo inseguimento di sé, mai davvero raggiunto. Continua a leggere→

2. Un Progetto

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da qui

Era una notte come tante altre, nel mese di novembre.
Un’ ansia sottile cominciava a serpeggiare in tutto il corpo, fino a stringere la gola, sempre più.
Era una notte d’angoscia, come le chiamava lui, il prete che di recente avevo scelto come guida per dipanare la matassa aggrovigliata di cui non ritrovavo il bandolo.
Mi giravo e rigiravo dentro il letto: credo fosse un sogno.
Una voce chiara mi disse:
non temere, ho un Progetto su di te, a cui tengo tantissimo; nulla di quel che ti capita è casuale.
Mi chiedeva di offrire qualunque sofferenza per la sua riuscita.
Mentre parlava, il nodo alla gola si scioglieva, l’ansia si allentava, ero serena.

Yolanda Castaño, Sette poesie e un inedito

Yolanda Castaño
Yolanda Castaño è nata a Santiago de Compostela nel 1977. Poetessa e videomaker è collaboratrice di vari giornali e riviste della Galizia ed è co-conduttrice di un quiz culturale giornaliero nella televisione galiziana. È stata segretaria generale dell’Associazione di scrittori in lingua galiziana, direttrice della Galleria Sargadelos di La Coruña e fondatrice di una casa editrice di poesia per autori emergenti. Ha gestito laboratori di poesia e partecipato a numerose antologie poetiche galiziane e spagnole, incontri e festival di poesia a livello nazionale ed internazionale. Ha dato luogo a diverse esperienze di fusione tra poesia e mezzi plastici, audiovisivi e musicali. Ha pubblicato Elevar as pálpebras (1995), Delicia (1998, seconda edizione: 2006), Vivimos no ciclo das Erofanías (1998, più un’edizione bilingue gallego/castigliano nel 2000. Premio della Critica Spagnola 1999), Edénica (2000), O libro da egoísta (2003, seconda edizione: 2004), Libro de la egoísta (edizione bilingue g./c., Visor, 2006), Profundidade de campo (2007. XV Premio Espiral Maior) e Profundidad de campo (edizione bilingue g./c. Visor, 2009, Premio Ojo Critico de Poesia 2009).

Traduzioni di Fabrizio Dall’Aglio e Valerio Nardoni Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.61: Il cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, “L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius”

Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigreIl cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius, presentazione di Gianfranco De Turris, Chieti, Solfanelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Su Julius Evola, sulla sua esistenza di “esule in patria”, sulla sua attività artistica e teorico-filosofica, esistono ormai innumerevoli testimonianze[1] e una fitta letteratura di ricostruzione e di recupero delle sue posizioni teoriche ed etico-politiche. Dell’uomo e della sua opera è stato detto e scritto tutto e (praticamente) il contrario di tutto. Ma il denso e contenuto libretto di Alberto Henriet ha il pregio di puntare, finalmente, in direzioni altre rispetto alla polemica politica e all’esaltazione di determinati aspetti di una tradizione culturale cui Evola appartenne certamente (ma con molti distinguo). Henriet si è provato a drammatizzare visivamente la vasta e articolata opera dell’autore di Il cammino del cinabro trasformandola in una serie di quadri vasti e significativi sui quali riuscire a dipingere con le parole le sue affermazioni più provocatorie e le sue proposte teoriche più suggestive, scegliendo per farlo le sue opere più note e più adattabili ai propri fini narrativi.

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