E così gli irlandesi hanno votato per il loro nuovo presidente: e hanno scelto Michael Higgins, un poeta! Sembra incredibile, soprattutto perché gli altri candidati avevano curriculum seducenti, uno era una star televisiva, un altro era un ex-combattente dell’Ira, il terzo un militante del movimento gay, tutta gente che per un verso o per l’altro poteva raccogliere i voti necessari. E invece, a sopresa, ha vinto un poeta di settant’anni, decisamente un outsider, un settantenne che qui in Italia sarebbe stato deriso, ignorato, accantonato. Continua a leggere
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“Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”.
Come non condividere le considerazioni e le proposte contenute in questo recente documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, pur consapevoli delle contraddizioni delle gerarchie ecclesiastiche nella gestione dell’enorme patrimonio della Chiesa. Non si può che auspicare, infatti, la creazione di autorità internazionali capaci di regolare l’economia globale orientandola verso una redistribuzione della ricchezza, ponendo fine o, per lo meno, contenendo la scandalosa povertà sofferta ormai dalla maggior parte della popolazione del pianeta. Un impegno in questa direzione è “una prerogativa e un dovere per tutti”, singoli o soggetti pubblici, a prescindere dal sentimento religioso. Le coalizioni politiche che ambiranno a governarci, in questo e negli altri Paesi, dopo le esperienze drammatiche di questi anni, dovranno necessariamente confrontarsi con tali istanze, da cui dipenderà la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. gn
[…]La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. […]I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Continua a leggere
Stato di necessità
Sì, ci dichiariamo democratici e contro la violenza, ma se giungesse la notizia che il premier e i suoi ministri sono usciti dalla scena in malo modo, quanti si strapperebbero i capelli per il dispiacere? Qual è il sentimento e il desiderio autentico degli italiani? Perché quelli contano, più che le dichiarazioni opportune, più dell’ipocrisia o della pacatezza normalizzante dei tigì che rendono ovvio l’inaccettabile. Il punto è questo: non vi è rappresentanza senza comunanza di intenti tra rappresentato e rappresentante. Continua a leggere
15 agosto 2011
Continuiamo pure a scrivere
i nostri versi le nostre storie
ogni nostro pensiero
e di corsa a diffonderli su carta
e sulla rete.
Saranno altri per noi
ad arginare la melma
che ci sommerge
a chiedere indietro
la ricchezza accumulata
in eccesso
a ripulire il paesaggio
da un bestiario mai visto. Continua a leggere
Flora RESTIVO – “DUDICI (DODICI) – Racconti in siciliano”
Flora Restivo, siciliana di Trapani, è poeta dialettale autrice delle raccolte poetiche Ciatu (Sfamemi, 2004) e Po Essiri (Samperi Editore, 2008). Non deve sorprendere questo suo primo libro di racconti che richiama qualità importanti già presenti nella sua poesia: l’essenzialità del dettato, lo sguardo acuminato ed ironico sul mondo e una forte sensibilità. La misura del racconto breve riesce dunque a riproporle, dette qualità, con nuovo equilibrio e tensione narrativa. Proprio riguardo all’essenzialità del dettato, scrive Marco Scalabrino nel suo saggio introduttivo (Flora Restivo – Dda notti chi spariu la luna & autri cunti): “Edgar Allan Poe ha individuato nella short story gli elementi della essenzialità, della densità, della unicità; Henry James ha affermato che il racconto bisognerebbe “farlo tremendamente conciso, con la più stringata scelta di particolari”; Evelyn Waugh ha sostenuto che “lo stile non è un attraente ornamento applicato, ma parte dell’essenza stessa”. Continua a leggere
Vivalascuola. La scuola, le maestre, l’8 marzo

La scuola elementare e le maestre – i cui visi ricorrono in tanti testi a loro dedicati, poesie, documenti, fotografie, riproduzioni di manoscritti dalle sapienti e ordinate calligrafie – sono state lo strumento più prezioso per incanalare il cambiamento in binari di civiltà e di crescita etica e civile. Restituire alla memoria le storie private delle donne, delle maestre che hanno accompagnato il mutamento del nostro Paese significa intrecciare con gratitudine la piccola con la grande storia. (Marina Boscaino)
Non posso dimenticare il giorno
di Maria Grazia Calandrone
Convinta come sono che la scuola formi un’area decisiva della personalità dei futuri cittadini, ho accettato contenta di sciorinare una mezza paginetta di ricordi miei propri di allieva e di estemporanea portatrice di versi tra i banchi. Gli occupanti dei banchi, quando non volontari, sono annoiati preadolescenti che si presentano all’appuntamento con il pregiudizio che i poeti siano dei gobbi e lagrimosi individui macerati da lutto e da dolore. Continua a leggere
La parola e lo spessore
Dice bene Lucini parlando di durata, di opere che restano perché continuano a provocare una reazione non solo estetica, ma anche esistenziale. Cosa ti ho dato di buono / Non lo so: la grandezza della poesia è nell’incoscienza di un dono inestimabile, non quantificabile, capace di cambiare il corso della storia personale e universale. Sono così le poesie di Fortini, Betocchi, Pasolini; così le tue, tracce invisibili che scavano nel cuore, lasciando questioni in sospeso che perdurano in un loro lavorio sommerso: Vita non è solo quella che vedi, Ce n’è un’altra nascosta; uno spessore, appunto, attingibile solo da chi ha una vocazione da speleologo, umile e pronto a un eroismo non riconosciuto né rimunerato. Continua a leggere
“La casa viola” di Marco SCALABRINO
Marco Scalabrino è poeta e studioso del dialetto siciliano e della poesia siciliana, nonché traduttore in siciliano e in italiano di autori stranieri contemporanei. Attività che svolge da anni con serietà e dedizione ammirevoli, come testimoniano i numerosi saggi pubblicati su riviste cartacee e in rete. Scegliere di scrivere in un dialetto che, come tutti i dialetti, e non solo, è sempre più confinato dalla lingua italiana e da quelle straniere, attesta un forte sentimento di appartenenza etnica e culturale che, in tempi di fagocitante globalizzazione, è atto di resistenza. Continua a leggere
Giovanni Nuscis, La parola data

Una recensione di Flora Restivo e 5 poesie
La scrittura di Giovanni Nuscis, complessa, scabra e, talvolta quasi ostica, trova il suo adeguato e congeniale svolgimento in una misura poematica non colloquiale, in un codice linguistico ed espressivo, teso a superare il concetto di poesia come momento consolatorio e aggregante, per diventare strumento demistificatorio inserito in una realtà storica, che inquieta e deforma i concetti e il sentire, inserendo i suoi tentacoli anche nel privato. Continua a leggere
Festival LP: una tavola rotonda sui blog letterari
La parola data, di Giovanni Nuscis


prefazione di Roberto Rossi Testa
Dei cinquanta/sessantenni che trenta/quarant’anni fa coltivavano ancora la beata speranza di cambiare il mondo alcuni erano poeti, anzi fra essi la percentuale dei poeti era forse più alta della media storica, sembrando in quei tempi la poesia una delle vie maestre per raggiungere l’obiettivo in questione. Ma nessun altro oggetto del desiderio si comportò mai in modo altrettanto simile a quello dei pomi del povero Tantalo: cambiare il mondo era una faccenda davvero seria, se non disperata, o perlomeno richiedeva di essere accostata in ben altre maniere. Continua a leggere
Vivalascuola. Cosa vogliono i genitori

“Preoccupa… il disegno di legge presentato dall’on. Valentina Aprea, che prevede un generale ridimensionamento della presenza dei genitori all’interno degli Organi collegiali della scuola. La sostanziale abolizione dei rappresentanti di classe la dice lunga sul disinteresse nei confronti della componente genitoriale. In questo contesto parlare di Patto educativo di corresponsabilità diventa puramente formale”.
(Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana, qui)
Cosa vuole dalla scuola un genitore…
di Giovanni Nuscis
Pensando a cosa vorrei per i miei figli dalla scuola so che mi porterò appresso, in questa riflessione, la mia esperienza di studente, ma anche quella di lavoratore e di cittadino; al pari, credo, di qualunque altro genitore. Continua a leggere
Il tredicesimo invitato – di Fernanda ROMAGNOLI
Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato (1980) Libri Scheiwiller, 2003 (I ediz., Milano, Garzanti, 1980).
Testi
Ritratto
Certo che lo conosco:
sul libro, in frontespizio, bianco-e-nero
viso tutto concesso all’allegria,
che in un’ombra comincia a intimorirsi
del suo solstizio. Continua a leggere
Quattro poesie inedite

Erbe divorano corpi ormai ciechi
chinati commossi carnosi nei prati
i nuovi coi vecchi.
Non c’è aria che non sia stata respirata
anguria dai molti semi che credevamo di sputare
noi i loro ignari locatari.
Continua a leggere
“Poesia non poesia” di Alfonso BERARDINELLI
I poeti impossibili
Come si può parlare criticamente, usando il linguaggio della critica letteraria, voglio dire, con il suo carico di cognizioni storiche e tecniche, occupandosi di tanti nuovi poeti? Me lo chiedo da tre decenni, ma ogni volta è come se fosse la prima volta. La produttività poetica dilaga. Negli ultimi due tre anni devo essermi distratto (me ne accorgo ora) perché apprendo che sono nate nuove scuole, nuove tendenze, di tonalità prevalentemente sadico-ilare o depresso-sadica. Continua a leggere
“Il sogno della vita” di Giulio MARCHETTI
Oltre questi anni la tua pelle riposa
e concede lo sforzo del sole
a qualcuno che ne possa godere
più a lungo di te che sei luce.
E allora tendere le dita
pressate dagli sguardi senza tempo
e memoria, perché nulla in quel momento
è visibile agli occhi più della bellezza.
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“Il sorriso di Dio” di Luigi DI RUSCIO
1
mi accorgevo sempre di più
di parlare di me stesso
come se parlassi di un estraneo
non riuscivo a capire dove si fosse cacciata
l’identità sottoscritta
che sia annegata
in una pozzanghera di gioia?
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“L’esperienza della pioggia” di Stefano LOREFICE.
Prendi i pochi prezzi rimasti
dove il corpo subisce lo scatto rabbioso del sangue
con le vertebre dure
schiacciate
ma comunque lì, a sopportarne il peso
è un corpo che si rende conto
di chi siamo noi
indietreggia
ritira
s’accorge del disordine
e che si può morire
scorticati
scavati dal sole
come pochi pezzi di pane
è nella mancanza il nostro andare incerto
è alla fermata degl’autobus
ch’è un raduno di gente senza criterio
nello scompiglio
precipitata via
in un viaggio che non si sa per dove
mascherato da un ridere sotto, nel basso delle facce
e dalla cortesia
di chi il ritardo lo sconta addosso
con una dignità che difende, ch’espone
che preme e se ne sta lì
come noi
attaccati a quel che si può
*
“Sposa del vento” di Roberto ROSSI TESTA
“Sposa del vento” è la quarta raccolta poetica di Roberto Rossi Testa – traduttore e saggista nato a Torino nel 1956 – dopo Stanze della mia sposa (1987), Poca luce (2002) e Eunoè (2005). L’elegante volume, edito da Nino Aragno Editore, raccoglie i componimenti scritti tra 1984 e il 2004 suddivisi in due parti; la seconda, più ampia, contiene i testi più recenti. Continua a leggere
David Maria TUROLDO – Poesie
Da: Mia Apocalisse
Tempo verrà
Tempo verrà che non avrete un metro
di spazio per ciascuno:
lo spazio di un metro
che sia per voi. Tutti
vi dovrete rannicchiare:
nemmeno coricati!
Se pure non sarete
accatastati uno sull’altro.
Allora uno resterà soffocato
dal ribrezzo dell’altro.
Non avrà spazio
neppure il pensiero
e tutto sarà nel Panottico:













