[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=so0JTYCi9Gg]
da qui
Giovanni Agnoloni e Giuseppe Panella a La Penna del Magnifico.
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Giovanni Agnoloni e Giuseppe Panella a La Penna del Magnifico.
Non soltanto un singolare caso letterario (chi lo trova oggi un autore che ci mette quindici anni a rivedere le bozze di un romanzo già sotto contratto?), non solo un nostos, di cui prende grosso modo la struttura, Horcynus Orca è stato l’ultimo tentativo in Italia di scrivere il “romanzo-mondo”. Ecco le peripezie dell’eroe tra mare e terra, in un paesaggio di cacce, morte e dolore (e il saliscendi mascolino di nfunfù nfunfù), attraverso la catastrofe del settembre ’43, il periodo cruciale della storia d’Italia.
È stata all’apparire occasione di imbarazzo per critici e studiosi: un’opera grande che, come poche altre, costruisce da sé la sua vera prima materia e nel procedere forma il proprio linguaggio, che è invenzione continua e scavo, come per Gadda e quell’altro lombardo che stava sulle centomila. E poi il mare, la Sicilia, lo scorrere di molteplici fiumane di oralità, gli elementi le piante gli animali, anime (letterarie e genius loci) tutte ferine.
Il tempo è stato galantuomo con questo romanzo. A trentatre anni dall’uscita, l’orca offre intatta a una nuova generazione di lettori tutta la sua ricchezza. Offrirebbe, se solo fosse reperibile in catalogo. Bisognerebbe organizzare reading pubblici, che vanno oggi di gran moda, ché il periodare il lessico le assonanze del gran bestione sembrano fatti, come epica, per letture collettive, a voce alta.
(pagine 87-88 dell’edizione 1975 Mondadori)
Gli pareva di chiedergli, a ognuno, dove vendevano i confetti.
Questo era fatto che gli era successo con Duardo Cacciola, quando aveva sette anni lui, e sei e mezzo il suo amico del cuore. Con quattro soldi stretti nel pugno e l’acquolina in bocca, cercavano fra le case del Faro la dolceria dove vendevano i confetti. Era d’estate, e forse quei quattro soldi avevano a che fare con la passa dello spada; ed era lo scatto di sole, le due o le tre: ed era domenica, perché quel giorno sua madre gli aveva spuntato i capelli, che se non era cosa di tutte le domeniche, era cosa forzatamente della domenica. Continua a leggere
Callimaco, 310 ca. a.C.
“O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
“Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”
Continua a leggere
Dal 3 al 7 settembre. Queste le date dell’edizione 2008 del Festival della Letteratura di Mantova.
Quest’anno si darà spazio al genere fantasy,con la partecipazione di Licia Troisi, autrice de “Le cronache del mondo emerso” e “Le guerre del mondo emerso”, e Shimon Adaf, scrittore israeliano autore del romanzo “Il cuore sepolto”.
Tra i tanti autori presenti all’evento: Alda Merini, Daniel Pennac, Hans Magnus Enzensberger, Gianrico Carofiglio, Michele Serra, Corrado Augias, Carlo Lucarelli, Alessandro Baricco, Mircea Cartarescu, Cristina Ubah Ali Farah, Paolo Villaggio. E ancora… Continua a leggere
Giocano a carte i due padroni con gli ori e le coppe le spade e i bastoni
e come dei pazzi con i loro lazzi fanno sfiorire i gerani ai terrazzi:
“io sono padrone tanto di più”, fa il primo dei due con voce all’ingiù,
“tu non sei molto, sei solo un ladrone”, tuona il primo dei primi con grosse parole. Continua a leggere
Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni
Giovanni De Matteo è l’autore del romanzo connettivista “Sezione ?²”, Premio Urania 2006, che, dopo l’edizione cartacea Mondadori, sta per essere nuovamente pubblicato sul sito www.fantascienza.com (lo troverete lì intorno alla metà di settembre). Oggi vi propongo un’intervista all’autore, che è anche intervenuto alla manifestazione letteraria fiorentina LA PENNA DEL MAGNIFICO, per l’appuntamento del 14 giugno, dedicato a “Letteratura e Internet”. Continua a leggere
Maggiori informazioni qui.
Programma
mercoledì 3 settembre
ore 18.00 – Inaugurazione: corteo musicale dal Presidio Permanente al Festival con Fanfara No Dal Molin, taglio del Nastro e Aperitivo
ore 21.00 – Teatro: Dario Fo, Storie della zebra e della tigre. Franca Rame, Lo stupro
ore 22.30 – Proiezione del documentario: La ragione dei vinti. Storie di uomini invisibili. Vicenza e Aviano due casi ancora aperti. Introduce il regista Cesare Semovigo Continua a leggere
La città dove conobbi Judy ha un nome che significa “collina della primavera”, ma la collina chissà dov’è. È una città in riva al mare, ma non è un porto. Anche le strade ce la mettono tutta per incrociarsi ad angolo retto, ma finiscono sempre per confluire in qualche piazza sbilenca. In Medio Oriente le cose non sono mai come sembrano.
La prima volta ci andai per lavoro. Negli uffici dove ero atteso, un usciere arcigno e poliglotta mi sbarrò la strada. Ci voleva il passi. Ci voleva una foto formato tessera. Ero già in ritardo e dovetti fare tutto di corsa. A due isolati di distanza entrai nel negozio di un fotografo, un uomo di mezza età, piccolo e stempiato, che aspettava clienti in giacca e cravatta nonostante il caldo infernale. Aveva una pronuncia blesa da vecchia checca e dovetti fare uno sforzo per non ridergli in faccia.
Disse che, certo, mi avrebbe fatto quattro foto per venti scellini. Senza discutere, misi i soldi sul banco e lui mi guardò con occhi pieni di sorpresa. Continua a leggere
“Quidquid tentabat dicere, versus erat”
“Qualsiasi cosa provassi a dire, mi veniva fuori sotto forma di versi”
(Publio Ovidio Nasone)
1. Ma la poesia è poi così noiosa?
A prima vista, sembrerebbe proprio così…
Sia Hans Magnus Enzensberger che Alfonso Berardinelli ce la mettono tutta per dimostrare in un loro interessante manuale di poesia ad uso di chi non vorrebbe leggerne (gli studenti, delle scuole medie e delle Università, i professori di ogni ordine e grado, le persone che una volta venivano definite “colte” anche perché compravano libri, ecc. ecc.) che la poesia non allieta più l’esistenza a chi la legge. Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati è il titolo italiano di un libro uscito per i tipi di Einaudi nel maggio 2006 (e che così traduce il Lyrik nervt ! dell’originale tedesco pubblicato da Carl Hanser Verlag di Monaco nel 2004). Ben lungi dal voler disincentivare i (probabilmente sempre troppo pochi) lettori di poesia questo volume (tradotto da Enrico Ganni e Alfonso Berardinelli nella prima parte; opera originale di Berardinelli stesso nella seconda) si propone, in realtà, di insegnare loro a scriverne.
Una donna e un viaggio attraverso il dolore: questo il tema che accompagna il nuovo romanzo di Dacia Maraini: “Il treno dell’ultima notte” (Rizzoli, pagg. 430, € 21). Una storia che affronta gli abissi dei totalitarismi del Novecento, collegando la tragedia della Shoah a quella della rivoluzione di Budapest del ‘56. La protagonista del libro, Amara Sironi, giovane giornalista inviata nell’Est europeo come corrispondente, inizia un viaggio in treno che la porterà da Auschwitz a Cracovia, da Vienna a Budapest (nel bel mezzo della rivolta popolare contro l’oppressione sovietica). Ma il suo è anche un personale “viaggio della speranza” per ritrovare un amico d’infanzia di cui conserva le preziose lettere: Emanuele, figlio di un ebreo austriaco trapiantato a Firenze, deportato nel campo di Lodz e poi scomparso.
Ne abbiamo discusso con l’autrice.
“Il treno dell’ultima notte” viaggia tra le tragedie del Novecento: dalla Shoah alla rivoluzione di Budapest del ’56. Quando ha pensato per la prima volta di voler scrivere questo libro? E perché?
Ci penso da anni. Prima ancora di cominciare il penultimo romanzo, “Colomba”, covavo l’idea di questo libro. Appena ho finito di scrivere l’altro, ho cominciato subito questo. Ci ho messo quattro anni, ma infine ci sono riuscita. Viveva sotto la cenere da tempo. Continua a leggere
E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, rivista gratuita di infocritica su musica, cinema, teatro, arte e scrittura a Roma e dintorni.
In questo numero: Nuovi Spazi Musicali, Santasangre , Ban on a Can, Sebastian Tellier, Burt Bacharach, Piji Septet, Marco Bechis, Eric Bogosian, Carnet de Notes 2008, Carlo Vincenti, Francesco Guerrieri, David Foster Wallace…
L’associazione Culturale “Le Belle Bandiere”
promuove il primo
“F E S T A R E A D I N G C O L L E T T I V O”
Hai una poesia?
Hai un racconto (massimo una cartella)?
QUALCOSA DA ESPRIMERE?
Invia entro il 10 ottobre 2008 il tuo materiale a
“Le Belle Bandiere”, via Carlo Forlanini, 27 – 20133 Milano
oppure a [email protected] Continua a leggere
102.
impegno di focaccia
per discapito la rotta
questa smodata corsa
di scalini biologici
dati in pasto alle redini
del boia all’aguzzino del palio
in grado di girandola
dolo del vitto il dondolio
del coma. a manciate di marette
il tuo ristagno, il far di marionetta
il rio del sangue la guerra senza
enfasi di fato. tu del cielo
dove sei a far angolo? Continua a leggere