Ogni mattina alle sei Marjam è all’hotel Palace, a riordinare la cucina e a preparare le colazioni. Quando i clienti lasciano l’albergo sparge del trattamento antiacaro sulla moquette della hall, quindi pulisce e riassetta le camere. Lavora otto ore di seguito senza fermarsi mai. La retribuzione è a forfait, non ha diritto a contributi e prevenzione sanitaria.
Appena finisce va a salutare il signore e a chiedergli se la vuole. Se il signore ha voglia la prende nel suo ufficio, una stanza con armadi bianchi e belle piante grasse dai fiori rossi. Lui può chiederle di tutto, lei deve fare tutto. Se è brava può portare a casa del latte e un po’ di carne, che Marjam avvolge in un foglio di carta stagnola e nasconde nella borsa. Dopodiché esce a passo svelto, senza guardarsi intorno, perché fuori ha come l’impressione che tutti la osservino, e che ogni sguardo sia un raggio di fuoco in grado di incenerirla. Continua a leggere




Quella che segue è una querela culturale (no, non una querelle, proprio una querela). Io desidero qui e ora querelare il Sig. Franchini Antonio per diffamazione a mezzo stampa, in ordine all’articolo pubblicato in data 21 dicembre 2008 sul supplemento Domenicale del Sole 24 Ore.
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