Archivi autore: fabrizio centofanti

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La voce degli ultimi. La storia


Vorrei proporre nei prossimi interventi alcuni passaggi del libro “Perciò”, uscito pochi mesi fa.
All’inizio del libro sottolineo che “questo libro scaturisce da una storia e da una poesia. Da entrambe dipende e di entrambe è debitore”.

La storia

La storia proviene dagli ultimi del mondo, proviene cioè dal mondo dei dimenticati, da quelli che mai hanno avuto uno storiografo che ne raccontasse la dura vita, la debolezza fisica, mentale e sociale nelle quali sono avviluppati, le ingiustizie strutturali che li opprimono, le sofferenze subite, le morti assurde, lente per fame e miseria o rapide per violenza brutale. Sempre nel silenzio e nell’abbandono: il silenzio e l’abbandono sono gli eterni, tristissimi, compagni di vita e di morte dei poveri. Continua a leggere→

Poetry Kitchen Antologia di Poesia contemporanea

Nota di lettura di Gino Rago

Giorgio Linguaglossa (a cura di)
AA. VV. Poetry Kitchen Antologia di Poesia contemporanea
Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2022, pp.277, 18 euro
Nel postscriptum della risposta a una domanda di Roberto Bertoldo sulla natura della Poetry kitchen, a proposito della recentissima Antologia di poesia contemporanea, Giorgio Linguaglossa scrive: «Il fatto è che oggi parlare di «autenticità», di centricità dell’io, di «identità», di «soggetto», di «riconoscibilità» della scrittura poetica implica porre al centro dell’attenzione critica la questione di un’altra «rappresentazione», di un «nuovo paradigma». Il discorso poetico della poetry kitchen passa necessariamente attraverso la cruna dell’ago della lateralizzazione dell’io, della presa di distanza dal parametro maggioritario del tardo Novecento incentrato sulla metastasi dell’io egolalico e su una «forma-poesia riconoscibile». Il capitalismo cognitivo in crisi di identità e di accumulazione genera ovunque normologia e riconoscibilità, quello che occorre è l’«irriconoscibilità», una poiesis che abbia una forma-poesia irriconoscibile, infungibile, intrattabile, refrattaria a qualsiasi utilizzazione normologica». Continua a leggere→

Cristo Re


quando ti ho visto con la faccia grigia

amico

mi sono chiesto tutto in una volta

mi sono fatto tutte le domande

ho sognato di morire

da sveglio

di risorgere in un mondo

dove non bruciano la gente

paradiso dove l’odio si stempera

e l’ira e la follia sono ricordi sbiaditi

come vecchi film

né posso dire che mi manchi

perché sei qui più di tante persone

morte prima del tempo

sei diventato voce

suono

vento di novembre

Spirito Santo delle ore più comuni

Padre Elia Spezzano. Una poesia


Ferite, Stelle, Spina, Pesci

Tu sei la mia ferita più profonda,

La spina più acuta che ho dentro;

Ferita aperta dentro l’anima,

Spina viva nel cuore sanguinante.

Ed insieme sei stella luminosa

Nel mio cielo, e pesce più lucente

Nel mare sopra cui sto navigando,

Che nuota libero nelle sue acque.

E metterò un’esca su un amo,

Getterò una rete per pescarti,

E quando salirai sulla mia barca,

Scioglieremo le vele per andare

Spinti dal vento, in mare aperto

Verso terre alla fine del mondo.

E vivo nel dolore di amarti, di tenere vivo il tuo ricordo;

Nella gioia di renderti presente

Sapendoti ogni giorno lontana.

Un’altra cosa


Il nostro compito? Far crescere l’amore. È possibile facendo memoria dell’amore ricevuto. Il flusso della vita ha bisogno di espandersi, di riempire l’universo. All’inizio della Sua predicazione, Gesù non disse “il tempo è compiuto”, ma “il tempo è riempito”, che è tutta un’altra cosa.

David Maria Turoldo. Maniaco di Dio

di Alida Airaghi

Vent’anni fa l’editore Rizzoli ha dedicato alla figura di Padre David Maria Turoldo un prezioso volumetto, Nel lucido buio, ormai recuperabile solo tra i Remainders o negli outlet di qualche libreria online. Vi sono raccolte brevi prose liriche e i versi scritti dal frate poeta pochi mesi prima della morte, avvenuta a Milano il 6 febbraio del 1972 per un tumore al pancreas. Continua a leggere→

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente”

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica)” (2018)

1) È scomparsa la critica militante?
2)È ancora valida la linea dicotomica tracciata da Gianfranco Contini: la «Linea innica» e la «Linea elegiaca» del Novecento?
3) La Nuova Ontologia Estetica?
4) Il Grande Progetto

Domanda: Ho letto il tuo libro, Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica (Progetto Cultura, 2018 pp. 512 € 21), un lavoro monumentale di indagine ermeneutica sulla poesia italiana e sui nuovi orientamenti della «nuova ontologia estetica». Perché quel titolo? Continua a leggere→

Ogni istante


È la compagnia di Gesù che ci fa santi. Il santo è se stesso, ha trovato il fine e la radice, ma soprattutto ha scoperto come vivere il presente: unito a Cristo, Alfa e Omega, senso profondo di ogni singolo istante.

Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, recensione di Giannino Piana.

Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, peQuod, Ancona 2022, pp, 75.

       La poesia, anche quando affronta temi consueti che si riferiscono a situazioni umane e naturali comuni, non cessa di proporre una varietà di approcci che rivelano la pluralità e la ricchezza dei sentimenti e delle emozioni proprie dello spirito umano. In essa si concentrano, colte nella loro forza sorgiva visioni del mondo e della vita scolpite nel vivo della coscienza e proposte senza bisogno di pletoriche argomentazioni. Questa immediatezza, che ha nella freschezza del linguaggio evocativo (non dimostrativo) la propria “cifra”, è ciò che anzitutto emerge accostando le liriche di grande eleganza che Annalisa Ciampalini ci propone con questo prezioso volumetto. Continua a leggere→

Giorgio Stella. Da “L’arco del cerchio”


L’arco del cerchio

L’infinito asse formato

Orizzonte appeso

Al verticale

Nulla della rosa

La radice di tutto

Il niente

Dell’oracolo

Divide uno nello zero –

 

Colma distesa

L’ombra, niente

Ci segue –

Ora non ora

Il carnevale circense


Aspetta l’arco del cerchio;

Siamo in pochi

Nel nulla di tutto

E nessuno sarà molto

Di più dello zero nell’uno

Nel valore dell’addio muore