Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

68. Ti chiama

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Quindi: rivali e compagni di strada, nello stesso tempo.
La scena iniziale: case diroccate, un negozio con la saracinesca chiusa e una tenda logora, piena di rattoppi.
Di che colore è la rivolta? Hai mai pensato di dare un timbro, una forma, una bandiera – un segnalino, un segnalibro – a quello che ti accade intorno?
Lui viaggiò molto, come me: cercò alleati contro quello che chiamava l’unico nemico: l’imperialismo americano.
Sulla sinistra, un ombrellone: un residuo del bar, un posto per fumare e chiacchierare, dimenticando per un attimo la vita? Continua a leggere→

67. Di te

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Procreazione, un bel problema.
La vita, a volte, è una piazza deserta dove volano fogli che non riesci a leggere e rombano motori che non sai per dove partano.
Sì, ma la vita è anche uno sguardo che viene da lontano, che intercetta la tua storia, ti fissa nel momento in cui sei aperto, disponibile a cambiare.
A che serve il matrimonio? A procreare? Come rimedio alla concupiscenza?
Ti senti prigioniero, come ti avessero chiuso in una stanza, gelosi del futuro, custodi minacciosi del presente.
Sì, ma esistono ali traslucide, membrane leggerissime che lasciano intuire il cielo in trasparenza, che puoi prendere anche tra due dita. Continua a leggere→

66. Il casco giallo

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Un destino legava indissolubilmente la storia di Malcolm e quella mia.
Aspettiamo le parole del nostro pastore.
Forse hai sognato, un giorno, che le frasi fossero mattoni, scale, il casco giallo che hai usato tante volte.
Aveva sei anni, quando uccisero il padre; non si seppe mai chi fossero i colpevoli.
Salutiamolo con un caloroso applauso. Continua a leggere→

65. Passeggiava nel giardino

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Si chiamava padre Turoldo e aveva capito molte cose.
Ci sono momenti in cui ti pare che Dio passeggi ancora nel giardino: quando il sole appare all’improvviso tra le foglie e le nuvole sono batuffoli posati sui comodini azzurri, in ospedale – perché ti viene da piangere, quando pensi all’ospedale?
Forse perché hai paura di restare solo? Perché gli amici ti seguono finché le tue parole si scandiscono nell’aria come gridi di rondini, annunciando una felicità che nessuno immaginava? Continua a leggere→

Cara

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Cara, lo sai che stamattina sono
incerto se venire o meno. Voglio
che non siano le solite parole
di quando s’intraprende una salita
impegnativa: si presenta un foglio
pieno di consigli, rimbomba il suono,
la retorica vuota di chi vuole
consolare, ma invece della vita
porta la morte della sua coscienza
a posto. Ma del suo sentirsi buono
non sappiamo che farcene, di dita
che contano, onde siccome suole,
amica, sai, possiamo fare senza.
Invece voglio chiederti perdono
se verrò allegro come sempre, sole
in minore rispetto all’infinita
felicità di Dio,
ridicolo di fronte alla Presenza.

64. Il bambino uccello

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Lo avrete capito, c’è sempre chi non è d’accordo.
Fantasmi, ti sembrano fantasmi gli odii tra bianchi e neri, non ti pare possibile, eppure sono lì, come il fulmine che ti coglie impreparato, la ferita che ti infliggi radendoti la barba, il mal di testa che ti assedia e strappa via il sorriso dalle labbra.
Eppure sogno, sogno un mondo in cui i bambini siedano allo stesso tavolo, con le penne in mano, gli occhi che guardano l’altro stupiti e pieni di fiducia. Continua a leggere→

63. Che ti salva

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La vera battaglia fu quella sui poteri della Curia.
La cava di pietra è bruciata dal sole, gli operai sono catene umane impolverate e mezzo intossicate dai residui dei crolli.
I vescovi, stavolta, erano determinati a far sentire le ragioni di fuori, quelle dei dimenticati e degli esclusi.
Qualcuno, ogni tanto, si ferma, per trangugiare acqua, ma riprende alla svelta, per timore di essere punito. Continua a leggere→

62. Una favola

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Selma, dicevo, ancora Selma. Fu Johnson a cambiare musica, come se a un certo punto cominciasse un concerto finalmente armonico, vogliamo dire Mozart?
Mi sentivo felice – ti è mai capitato? Sai, quando ti prende dentro, ti lasci invadere da qualcosa di più grande: vogliamo usare il termine miracolo?
C’è chi lustra le scarpe agli altri, per tirare avanti. Hai mai conosciuto un lustrascarpe? Persino il suo mestiere si può fare con il cuore.
Parlò contro la violenza, a favore della democrazia e dell’uguaglianza. Continua a leggere→

61. Lontana e sola

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Cosa pensavano i sovietici, il mondo comunista, la sinistra mondiale dell’evento che teneva tutti col fiato sospeso? (Tutti: chi aveva il tempo di pensare, di leggere, d’interrogarsi).
Il nome di Cuba risuona anche sui campi di altri paesi del mondo che lottano per la propria libertà, con un solo significato.
Ricordo che sembrava vivo: gli occhi aperti, i capelli arruffati; la barba incorniciava il viso solo un po’ sbiancato.
Era una svolta, indubbiamente, rispetto alla chiusura, al muro impenetrabile che era stato alzato. Continua a leggere→

60. Sullo stesso ponte

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Selma, Selma e ancora Selma.
La città è un ammasso di asfalto e ferro, le auto e gli autobus sono pesci che nuotano alla cieca, ognuno rinchiuso nel suo sogno – sognano i pesci? O siamo noi a sognare loro?
Fu la prima volta che il pensiero di morire mi attraversò il cervello: non l’avrei passata sempre liscia. Continua a leggere→

Luna

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Ricordi quella volta che partimmo
per cercare un disgraziato di cui
conoscevamo il nome di battesimo
soltanto, ma bastava
per te che ti aggrappavi ad un appiglio
qualsiasi quando si trattava, ormai,
di salvare qualcuno dall’abisso
e quella volta Antonio
lo avrebbero ammazzato gli usurai. Continua a leggere→

59. Il muretto

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Una cosa mi sembró importante, forse, più di altre: i vescovi dissero la loro.
Promuovere la collegialità tra i vescovi e il grado di comunione e di intesa con i sacerdoti e i religiosi.
Era il ventiquattro marzo quando Oscar Romero venne ucciso con un colpo al cuore, durante l’offertorio. Continua a leggere→

58. Rosso – sangue

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Decisi di non partecipare alla marcia di Selma, era la scelta strategica consueta per non decapitare il movimento nei passi iniziali di un’impresa.
San Pietro, al tramonto, fa uno strano effetto: è una tiara che resiste nel mezzo di un incendio, le nubi sono mani callose che vorrebbero ghermirla.
I cavalieri alzano le spade per incitare i destrieri. E se stessi, soprattutto.
Non avrei mai immaginato che potesse scatenarsi l’inferno. Continua a leggere→

Francesco Dalessandro, L’Osservatorio

 

di Claudio Damiani

L’osservatorio è un poema, o un “romanzo in versi” come ci suggerisce Domenico Adriano nella bandella, composto di quattro sezioni: la prima, la seconda e la quarta sono costituite, ognuna, di dodici poemetti (da ricordare che la prima sezione era già uscita, in plaquette, nel 1989, con lo stesso titolo), mentre la terza sezione è una lettera. Cominciando a leggere colpiscono soprattutto i paesaggi, le vedute. Sono vedute romane, piuttosto periferiche: viene da pensare a Pasolini, ma anche alla vedutistica romana del sei-settecento. Continua a leggere→

57. Puzza di bruciato

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E quello che successe quando la Parola di Dio fu all’ordine del giorno?
Non esiste una copia originale del vangelo (Gesù non scrisse nulla) e abbiamo smarrito anche i primi documenti.
Poi, tra mondo protestante e mondo cattolico, non si sa chi ne abbia combinate di più grosse.
Il primo schema era quello dei conservatori, che misero tutti i puntini sulle i.
Allo stesso modo, non c’è uniformità tra le Chiese primitive; così, se si volesse definire il cristianesimo con una formula unitaria che ne mettesse insieme le esperienze, si arriverebbe a una resa senza condizioni.
Volete i nomi? Vi ricordano qualcosa Michele Serveto e Giordano Bruno?
Si appellarono al mio consenso precedente, ma era noto che intendevo far discutere gli schemi predisposti, dai quali si poteva dissentire, io per primo.
Se cercassimo due manoscritti con lo stesso testo, cercheremmo invano per i secoli dei secoli. Ma i pochi preti che lo dicono vengono bollati di eresia o di modernismo.
Che poi, se passassimo in rassegna le tesi degli eretici, vi troveremmo dati confermati più tardi dalla scienza. Hai presente De l’universo infinito et mondi? Quanta legna sprecata!
Fu lì che si accesero gli animi e volarono gli insulti: falsi e bugiardi! Uno spettacolo poco edificante, a conferma che una linea unica lascia fuori almeno la metà delle opinioni.
Sì, il prete che si azzarda a sostenere che le parabole subiscono una trasformazione da una comunità meno ottimista del messia di Nazaret, rischia il linciaggio morale e a volte quello fisico.
Michele Serveto aveva il torto di discendere da ebrei, perseguitati dappertutto in quanto deicidi o per altre ragioni meno nobili.
Si fa presto a prendere il papa come mentore; in nome dell’autorità si consumano i delitti più orrendi, la storia, in certi casi, non insegna nulla.
Insomma, una giungla, che ha il difetto di essere caotica, ma è notoriamente il deposito delle ricchezze naturali più preziose, la farmacia a cielo aperto di quasi tutti i mali, la casa accogliente della più grande quantità di esseri viventi che si possa concentrare sulla terra.
Le sue idee originali sulla Trinità disturbavano tutti, ma ci pensarono i calvinisti a eliminarlo.
Da parte mia, credevo fosse giunto il momento di restituire ai cattolici la Bibbia, di cui avevano proibito la lettura per evitare complicità coi luterani.
Nella giungla si trova di tutto: dai pipistrelli ai colibrì, dai rettili agli anfibi: devi fare attenzione a dove metti i piedi, perché potrebbe sbucare un pappagallo, ma anche la mandibola fatale del giaguaro.
Non è facile comporre opere che non piacciono a nessuno, soprattutto se il mancato gradimento ti porta dritto al palo circondato da fascine che vengono condotte a combustione rapida o lenta, con effetti differenti.
I progressisti reagirono, dando prova di coraggio e soprattutto di sana indipendenza intellettuale.
Anche la Bibbia è fatta a strati: ci trovi il suolo della parola originaria, logorato tra piogge e inondazioni, gli arbusti della parola tramandata di bocca in bocca, ricevuta da orecchi attenti e meno attenti, i tronchi dei primi manoscritti, distinti per misura e robustezza, le foglie intricate delle copie, delle varianti infinite di un brano, di una frase, fino al segno più insignificante.
Alla fine, le tigri lo sbranarono, le aquile gli strapparono gli occhi dalle orbite, il gorilla gli fracassò le costole, i serpenti lo morsero e il fuoco lo ridusse in cenere.
Ritirai lo schema, i progressisti esultarono, i conservatori piansero, ma stavano già preparando la vendetta, accatastavano legna per le menti libere che ancora non erano apparse sulla piazza della storia, ma già sentivano puzza di bruciato.

56. Buchi neri

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La lotta era entrata nel vivo, mi arrestarono per l’ennesima volta.
Fu allora che accadde qualcosa che ognuno interpretò secondo la propria prospettiva. Parlo di Malcolm.
La piazza era gremita, come sempre, il colonnato era la casa dei fantasmi, da cui uscivano ombre mute che curiosavano nei pensieri della gente.
Quando piombò a Selma, qualcuno pensò che infliggesse il colpo di grazia del partito radicale.
Era imprevedibile, sapeva accendere le folle con l’eloquenza incalzante del violento, di chi trascina in azioni di forza anche i più restii. Continua a leggere→

Eppure era ancora primavera

di Elisabetta Bordieri

“…..Lisa stava correndo a perdifiato da più di un’ora. Come se scappasse. La sensazione era quella, tanto era lo sfinimento. Non si voltò indietro mai. Ormai non sentiva più nemmeno il dolore alle gambe. Voleva solo sbrigarsi. La testa le martellava dentro. Ma tra poco sarebbe arrivata. Ancora poco e ce l’avrebbe fatta. Continuava a correre senza tregua. Ormai sapeva che le rimanevano poche forze. E soprattutto poco tempo. Corri Lisa. Corri. Non ti voltare. Corri. Guarda solo davanti a te. E corri. La notte sembrava non finire mai. Si dibatteva così tra un surreale sudore e le bianche lenzuola. Tra un sogno e la realtà. Come se le gambe sbattessero penosamente sullo spigolo del letto. Come se le braccia si dimenassero a tenere il ritmo costante di una sfrenata corsa. Come se la testa sembrasse una trottola senza carica. Ma non era così. Ogni parte del suo corpo giaceva nell’immobilità della stanza. E Lisa era persa dentro il divenire del suo sogno….. ” La sala d’attesa era deprimente, in realtà era un corridoio alle cui pareti, di un colore bianco spento, erano appesi dei manifesti posticci tenuti su da un adesivo poco efficace, le sedie, di un metallo freddo, erano lì una in fila all’altra, stanche e vuote e così sarebbero rimaste. Nemmeno i due tipi pensarono di sedersi. Erano lì da più da più di due ore e aspettavano. “…..per quanto ancora avrebbe dovuto correre Lisa non lo sapeva. Sapeva però che non doveva mancare poi molto. Sentiva che nell’aria c’era qualcosa di impalpabile, un sapore buono che le diceva che c’era quasi. Ed infatti poco dopo arrivò. Si fermò di scatto. Ogni sensazione di stanchezza svanì all’improvviso. Il suo intero corpo riacquistò le forze che sembrava non aver mai perso. Continua a leggere→

55. Eleazar

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Si cominciò dalla riforma della liturgia, pensando di affrontare un tema meno problematico.
Paramenti e paraventi, altari e altarini, camici, calici e salici piangenti, profferte e offertori, canti e manti, organo (del partito comunista?).
E invece esplosero le polemiche più dure, le fazioni opposte dichiararono guerra e guerra fu.
Monache e tonache, chierichetti e mortaretti, alcove e baldacchini, finestroni e minestroni, cupole e padrini, ceri e neri, pala e mala.
Se ne sarebbe mai venuti a capo? Dovettero pregare per interventi brevi – forse prendevano tempo, cercavano di sfiancare l’avversario con lungaggini verbali? Continua a leggere→

Beatles oggi. Due CD, un DVD e due libri

di Guido Michelone

I Beatles – il quartetto di Liverpool (1961-1970) da molti giustamente ritenuto il miglior esempio di rock band di tutta la storia – sono da sempre un fenomeno legato anche all’editoria: basti pensare che, già nel 1964, circa un anno dopo il grandissimo conseguito ottenuto planetariamente, John Lennon (assieme a Paul McCartney il leader del gruppo, senza nulla togliere al carisma di George Harrison o Ringo Starr) dà alle stampe il suo primo libro di racconti, prontamente tradotto in Italia da Longanesi con il titolo Vivendo cantando. Sempre nel nostro Paese è del 1966 la prima biografia, edita ancora da Longanesi nell’allora fortunatissima collana tascabile “Chi è? Gente famosa”: laconico il titolo del libro: I Beatles. L’unica biografia autorizzata, scritta da Munter Davies. Da allora a oggi non passa anno che le iniziative editoriali attorno ai Fab Four (i cosiddetti quattro Scarafaggi) presentino costanti succose novità, spesso di riporto (ossia importate o tradotte soprattutto dall’inglese), talvolta pure con lodevoli iniziative locali. Del resto i Beatles sono ancor oggi una immensa risorsa per la londinese EMI, casa discografica che li rappresenta. Ad eccezione dell’anno scorso, puntualmente, prima delle vacanze natalizie, vengono messe in vendita riedizioni discografiche con o senza inediti (sovente raschiando dal barile, ovvero senza nulla di autenticamente interessante) in sontuosi cofanetti che fanno la gioia dei fans sparsi in tutto il mondo.

Già da fine estate 2011, in Italia, invece arrivano nei negozi alcune proposte anche molto serie e complesse a livello artistico-culturale a cominciare da due dischi lontani dalla banalità delle cosiddette cover band che, nell’imitare maniacalmente gli originali, sfiorano spesso il ridicolo. Qui, al contrario – nei CD Rewires The Beatles (Kml) di B For Bang e Across The Road(Halidon) di Mama’s Gan, entrambi ottetti con folta o sola presenza femminile (spesso composta da ospiti illustri) – la musica dei Beatles è presa in maniera creativa, profonda, fantasiosa per arrivare persino a insospettabili variazioni di sapore jazzistico su canzoni arcinote.

Lodevole è anche l’iniziativa di offrire direttamente in DVD, anche in edicola, il recente lungometraggio Nowhere Boy di Sam Taylor-Wood, mai uscito in sala, nonostante l’alto livello qualitativo: si tratta della storia famigliare del giovane John Lennon (l’attore Aaron Johnson) negli anni della scoperta della musica e del decisivo incontro con Paul McCartney, anche se il film preferisce incentrarsi sulla vita domestica con il ragazzo conteso dalla zia (Kristin Scott-Thomas) e dalla madre (Anne-Marie Duff) per dargli un’educazione e una serenità che forse non riuscirà mai a trovare.
di Guido Michelone

Se nel film aleggiano molti lutti, in un recente libro, tutto italiano, sull’altro grande beatle, la morte è addirittura protagonista: Il codice McCartney: la verità sulla morte di Paul di Fabio Andriola e Alessandra Gigante per Rizzoli: come si sa è dal 1966, sulla base di segni enigmatici, che alcuni giornalisti sostengono che il beatle risulti defunto e che al suo posto vi sia un sosia: in rapporto a tali dicerie, divenute autentiche leggende metropolitane, come già accaduto, in senso opposto, per altri giovani rock – Kurt Cobain, Elvis Presley, Jim Morrison, morti per davvero, ma creduti vivi – i due reporter presentano argomentazioni pro e contro, senza con questo nulla aggiungere o togliere al valore della musica dei Beatles. Continua a leggere→

54. Tutto il resto

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Una serie di eventi dimostrò come la prospettiva cambia tutto.
In certe situazioni si comprende come le beatitudini evangeliche siano collegate strettamente.
Il Time mi nominò uomo dell’anno, la considerai una soddisfazione personale e un riconoscimento all’organizzazione.
Come, per esempio, gli operatori di pace coincidano coi perseguitati.
Ma la presentazione della storia era imbottita di riserve sulle mie capacità,.
I miti con gli afflitti, i puri di cuore con i poveri, gli affamati e gli assetati. Continua a leggere→