
Milòn
T’ó cunussüda
frégia fregìscia
cunt i gòmb che sprufundaven
in di muntògn ribaltâ di Dòge. Continua a leggere

Milòn
T’ó cunussüda
frégia fregìscia
cunt i gòmb che sprufundaven
in di muntògn ribaltâ di Dòge. Continua a leggere

di Giorgio Morale
“Brama, desio, spasimo, struggimento,
tutta illusione! A che serve il cimento?”
Il sogno della camera rossa è considerato il più grande romanzo cinese. 700 pagine fitte nella traduzione italiana, in cui si affollano 448 personaggi, dicono alcuni che li hanno contati (qualcun altro dice 700), tutti ben individualizzati e legati da relazioni ricostruite minuziosamente.
Lu Hsun ne parla come di “una gemma della letteratura cinese”. E dice che “La più grande virtù del suo autore è che egli osa descrivere realisticamente la vita, senza usar sotterfugi. Ogni persona del libro è reale ed il romanzo determina una svolta nell’arte della narrativa in Cina”. Continua a leggere

da Odissea
… ma questo è un infelice che giunse qui errando,
e ora ha bisogno di ogni nostra cura.
Gli stranieri come i mendicanti vengono da Zeus
e anche un piccolo dono è da essi gradito.
Offrite, dunque cibo e bevanda allo straniero,
e fate che si bagni nel fiume a riparo dal vento…
(Omero) Continua a leggere
Ospite che verrai
Ospite che verrai
non rubare quel volto,
la polvere del vento
non spostarla lontano –
quando sarò sospesa nel silenzio
e i fiori alla finestra
vivranno d’altro sogno. Continua a leggere
Lo spatriato
Lo hanno portato via
dal luogo della sua lingua.
Lo hanno scaricato male
in una terra straniera.
Ora, non sa dove sia
la sua tribù. È perduto.
Chiede. Brancola. Urla.
Peggio che se fosse muto.
(Giorgio Caproni) Continua a leggere

di Giorgio Morale
Era la soglia dell’anno 1960 e Paolo aveva ormai dimenticato l’America, quando nel suo universo fece l’ingresso un altro corpo celeste: la Germania. I pionieri ne tornavano già, portati dal caldo estivo, ed erano d’esempio ad altri. Con qualche parola straniera che s’inseriva nei discorsi rendendoli più convincenti, narravano di grandi fabbriche e miniere dove i soldi si scavavano insieme al carbone. Appena tornati, gettavano le fondamenta di case che avrebbero completato nei successivi ritorni. Continua a leggere

di Giorgio Morale
Si festeggia il centenario della fondazione di Nea Anchialos. Ecco cos’erano quelle prove di danze che vedevamo nei giorni scorsi. Centinaia di persone assistono alle celebrazioni nei giardini pubblici, sedute a semicerchio attorno a un palco come nel teatro antico. Prima parla un oratore, poi uno spettacolo ripercorre la storia, alternando proiezioni, scene e letture, canzoni e balli. Demetrio traduce e sintetizza per noi. Poi il sindaco invita a continuare la festa altrove e augura buon divertimento. Continua a leggere

di Giorgio Morale
Quanto conta che un monte si chiami Olimpo; una valle, Tempe; un fiume, Peneo; una terra lontana, Eubea?
Per un mese – essere pietra, essere acqua.
Il senso dell’ora viene meno. Guardiamo un tratto di mare e cielo, e potremmo essere in qualsiasi luogo. Continua a leggere

di Ignazio Buttitta
Era unu di chiddi, e sunnu tanti,
i canuscemu di facci e di pirsuna;
ca partinu ca sorti d’emigranti
ncerca di pani e ncerca di furtuna;
e c’è cu i chiama zingari e cu i chiama
genti du Sud parenti da fami. Continua a leggere

di Giorgio Morale
Semplicemente andare, e guardare attorno.
La strada apre due braccia infinite e mi chiama avanti.
I tralicci, giganti con le braccia tese, allineati nella pianura. Continua a leggere
A Milano: una settimana per conoscere meglio un popolo così lontano ma così vicino
LUNEDI’ 15
ore 21: introduzione alla settimana con proiezioni, a seguire intervento di Moni Ovadia
MARTEDI’ 16
ore 21: concerto dei Rapsodija Trio e jam session di musicisti rom Continua a leggere

di Richard Linton
Il nostro cittadino americano si sveglia in un letto costruito secondo il modello originario del Medio Oriente, ma che fu modificato nell’Europa settentrionale prima di essere trasferito in America. Egli scosta da sé la coperta di cotone, che era usata in India, o di lino, adoperata in Medio Oriente, oppure di lana di pecora, che è pure allevata e usata nel Medio Oriente, o persino di seta, il cui uso è stato scoperto in Cina. Continua a leggere

di Giorgio Morale
E’ la mancanza d’immaginazione a spingerci
nei luoghi immaginati anziché restare a casa?
E se Pascal sbagliasse sullo starsene
seduti buoni buoni nella propria stanza?
(Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione)
Arriva l’estate, la grande stagione, e ci disperde. Ci riprende la nostalgia, per il nomadismo, per il mare. Continua a leggere
Il 5 e 6 ottobre il 2° seminario per giornalisti Redattore Sociale Milano
Sulla scorta del dibattito di Capodarco 2006, dedicato al coraggio, la seconda edizione milanese del seminario per giornalisti organizzato da Anffas Milano, Cnca Lombardia e Agenzia Redattore Sociale, in collaborazione con Terre di Mezzo e Affaritaliani.it, porta ancora più avanti la sua “audacia”, per affrontare il tema della responsabilità del giornalista.
Redattore Sociale Milano 2007 lancia la suggestione che i giornalisti possano essere “Miglioratori del peggio” (un verso della canzone di Jovanotti Coraggio) e che possano persino considerare la “responsabilità di raccontare (anche) la speranza”. Continua a leggere

Sono più miti le mattine
Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(Emily Dickinson) Continua a leggere

di Giorgio Morale
Al mondo
Io sono una tua creatura.
La mia natura
l’ho intuita in te al primo sguardo
e da quando ti ho riconosciuto
ho iniziato a vivere. Continua a leggere

di Giorgio Morale
Parecchi romanzi pubblicati negli ultimi anni parlano del bisogno di scrittura. In alcuni appaiono personaggi, spesso alter ego degli autori, per i quali scrivere è una sorta di imperativo.
“… Scrivere solo quando se ne prova il bisogno; il lavoro è allora come la luce del sole, che s’irradia da una fonte di infinita chiarezza, e non come la scintilla che sprizza dal ferro e la pietra. Questo soltanto è vera arte, e solo chi scrive in questo modo è un vero artista…” dice Lu Hsun (Una famiglia felice). Continua a leggere
Sulla presentazione di Album feriale di Maria Pia Quintavalla da parte del critico Luigi Metropoli (7, 9, 2007)
di Giorgio Morale
A conclusione di tutto, Luigi Metropoli confessa:
“E’ stato un caos!”.
“Ma no,” faccio io “nel momento in cui si rappresenta, il caos diventa cosmos”.
Solo dopo avrei capito l’inconsapevole preveggenza contenuta in questa affermazione, il richiamo a La nascita della tragedia di Nietzsche e alla dicotomia apollineo-dionisiaco, che si sarebbe riproposta più volte durante la serata. Continua a leggere

Luce tu
Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.
E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere

di Giorgio Morale
Prima attesa, sguardi che indugiano, parole pronte. Dopo silenzio, parole a scatti, sguardi che si studiano.
Si scivola nello stesso spazio senza incontrarsi.
La convivenza dà pubblicità a ogni gesto.
Lascio che le sue parole siano assorbite dal silenzio, che non reclamino una risposta. Continua a leggere