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Ts’ao Hsueh-Ch’in, Il sogno della camera rossa

di Giorgio Morale

“Brama, desio, spasimo, struggimento,
tutta illusione! A che serve il cimento?”

Il sogno della camera rossa è considerato il più grande romanzo cinese. 700 pagine fitte nella traduzione italiana, in cui si affollano 448 personaggi, dicono alcuni che li hanno contati (qualcun altro dice 700), tutti ben individualizzati e legati da relazioni ricostruite minuziosamente.

Lu Hsun ne parla come di “una gemma della letteratura cinese”. E dice che “La più grande virtù del suo autore è che egli osa descrivere realisticamente la vita, senza usar sotterfugi. Ogni persona del libro è reale ed il romanzo determina una svolta nell’arte della narrativa in Cina”. Continua a leggere→

La partenza

di Giorgio Morale

Era la soglia dell’anno 1960 e Paolo aveva ormai dimenticato l’America, quando nel suo universo fece l’ingresso un altro corpo celeste: la Germania. I pionieri ne tornavano già, portati dal caldo estivo, ed erano d’esempio ad altri. Con qualche parola straniera che s’inseriva nei discorsi rendendoli più convincenti, narravano di grandi fabbriche e miniere dove i soldi si scavavano insieme al carbone. Appena tornati, gettavano le fondamenta di case che avrebbero completato nei successivi ritorni. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 4

di Giorgio Morale

Si festeggia il centenario della fondazione di Nea Anchialos. Ecco cos’erano quelle prove di danze che vedevamo nei giorni scorsi. Centinaia di persone assistono alle celebrazioni nei giardini pubblici, sedute a semicerchio attorno a un palco come nel teatro antico. Prima parla un oratore, poi uno spettacolo ripercorre la storia, alternando proiezioni, scene e letture, canzoni e balli. Demetrio traduce e sintetizza per noi. Poi il sindaco invita a continuare la festa altrove e augura buon divertimento. Continua a leggere→

Puro al 100 per 100

di Richard Linton

Il nostro cittadino americano si sveglia in un letto costruito secondo il modello originario del Medio Oriente, ma che fu modificato nell’Europa settentrionale prima di essere trasferito in America. Egli scosta da sé la coperta di cotone, che era usata in India, o di lino, adoperata in Medio Oriente, oppure di lana di pecora, che è pure allevata e usata nel Medio Oriente, o persino di seta, il cui uso è stato scoperto in Cina. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 1

di Giorgio Morale


E’ la mancanza d’immaginazione a spingerci
nei luoghi immaginati anziché restare a casa?
E se Pascal sbagliasse sullo starsene
seduti buoni buoni nella propria stanza?

(Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione)

Arriva l’estate, la grande stagione, e ci disperde. Ci riprende la nostalgia, per il nomadismo, per il mare. Continua a leggere→

“Miglioratori del peggio”

Il 5 e 6 ottobre il 2° seminario per giornalisti Redattore Sociale Milano

Sulla scorta del dibattito di Capodarco 2006, dedicato al coraggio, la seconda edizione milanese del seminario per giornalisti organizzato da Anffas Milano, Cnca Lombardia e Agenzia Redattore Sociale, in collaborazione con Terre di Mezzo e Affaritaliani.it, porta ancora più avanti la sua “audacia”, per affrontare il tema della responsabilità del giornalista.

Redattore Sociale Milano 2007 lancia la suggestione che i giornalisti possano essere “Miglioratori del peggio” (un verso della canzone di Jovanotti Coraggio) e che possano persino considerare la “responsabilità di raccontare (anche) la speranza”. Continua a leggere→

Alfabeti, A come Autunno

Sono più miti le mattine

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(Emily Dickinson) Continua a leggere→

Lu Hsun: “Le strade si formano quando gli uomini percorrono insieme lo stesso cammino”

Lu Hsun

di Giorgio Morale

Parecchi romanzi pubblicati negli ultimi anni parlano del bisogno di scrittura. In alcuni appaiono personaggi, spesso alter ego degli autori, per i quali scrivere è una sorta di imperativo.

“… Scrivere solo quando se ne prova il bisogno; il lavoro è allora come la luce del sole, che s’irradia da una fonte di infinita chiarezza, e non come la scintilla che sprizza dal ferro e la pietra. Questo soltanto è vera arte, e solo chi scrive in questo modo è un vero artista…” dice Lu Hsun (Una famiglia felice). Continua a leggere→

“I vini dolci non li vuol più nessuno” (Montale, “Satura”)

Sulla presentazione di Album feriale di Maria Pia Quintavalla da parte del critico Luigi Metropoli (7, 9, 2007)
di Giorgio Morale

A conclusione di tutto, Luigi Metropoli confessa:
“E’ stato un caos!”.
“Ma no,” faccio io “nel momento in cui si rappresenta, il caos diventa cosmos”.
Solo dopo avrei capito l’inconsapevole preveggenza contenuta in questa affermazione, il richiamo a La nascita della tragedia di Nietzsche e alla dicotomia apollineo-dionisiaco, che si sarebbe riproposta più volte durante la serata. Continua a leggere→

Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere→