Archivi autore: giorgiomorale

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 11

di Giorgio Morale

Domenica mattina. Sesso fiacco. Veloce. Torno dal bagno svuotato. Io chiedo scusa, Elle sorride. Io continuo a dire “Mi spiace” e lei che non importa.

Trasalisco per un rumore. E’ Elle che tamburella sul muro.

Disteso, immobile. Il caldo impedisce di dormire. Crollo per la stanchezza, ma dopo mezzora mi sveglio sudato. L’unica nota fresca è un cinguettio. Elle non è dello stesso avviso. “Questi uccelli” fa. “Il caldo rende isterici anche loro”.

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Estate

di Giorgio Morale

La vera estate cominciava quando scoppiava il canto delle cicale e vinceva ogni cosa. Per tutta la stagione esse seguivano chi andava per il paese, dalle campagne della periferia ai cortili, dai giardini pubblici alle piazze. Ovunque c’erano alberi, le fronde risuonavano, enormi sonagli agitati dalla campagna al cielo per un invito a una festa. Quel ritmo, uniforme, assordante, conteneva ogni musica. Il cielo rispondeva mescolandovi i suoi raggi, scroscianti, abbaglianti. Continua a leggere→

Elogio del dialogo

La democrazia è discussione, ragionare insieme. E’, per ricorrere a un’espressione socratica, filologia non misologia. Chi, come coloro che si ritengono superiori agli altri, odia i discorsi e il confronto delle idee alla persuasione preferisce la sopraffazione…

… maestro insuperabile dell’arte del dialogo, cioè della filologia, è certamente Socrate, a cui si deve la denuncia di due opposti pericoli. Vi sono – dice – “persone affatto incolte”, che “amano spuntarla a ogni costo”, anche a costo di persistere nell’errore e di trascinare altri con sé. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 10

di Giorgio Morale

Domenica. Luce di giugno e codazzi di passeri e rondini, a cui il silenzio è cassa di risonanza.

I pensieri zampillano uno alla volta, si disperdono, si rarefanno.

Un grappolo di scampanii. Una radio trasmette la messa ad alto volume.

Poi pentole e piatti. Odori sfarzosi costruiscono da una finestra all’altra una tavola imbandita. I fumi delle cotture s’alzano al cielo, il grasso delle carni attraversa le pareti. Continua a leggere→

Leopardi: Gran parte degli scrittori non legge

Pensieri su letteratura e poetica dallo Zibaldone

N. N. legge di rado libri moderni; perchè, dice, io veggo che gli antichi a fare un libro mettevano dieci, venti, trent’anni; e i moderni, un mese o due. Ma per leggere, tanto tempo ci vuole a quel libro ch’è opera di trent’anni, quanto a quello ch’è opera di trenta giorni. E la vita, da altra parte, è cortissima alla quantità di libri che si trovano. Onde ec. (17 Gennaio 1829). Continua a leggere→

Appello per Leopardi

Il 14 maggio è apparso su Il primo amore un appello per favorire la traduzione dello Zibaldone di Leopardi in inglese.

Lo ripropongo, perché mi sembra una occasione che dovrebbe mobilitare la cultura italiana.

Come dice Franco D’Intino, “Leopardi è un genio del calibro di Goethe e di altri autori universalmente conosciuti, ma non è entrato nel canone internazionale dei fondatori della modernità. Continua a leggere→

Chandra Livia Candiani: “una devozione leggera e costante”

“Tutti abbiamo una porta, non sappiamo cosa c’è dietro”
(Chandra Livia Candiani, La porta, la Biblioteca di Vivarium 2006)

Da La Porta

La porta.
Era.
Di ferro.
Certe volte di ghiaccio.
Perfino
di umano
costato,
allora il suono
del bussare
si faceva sordo
impossibile da ascoltare.

*

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“I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano”

di Giorgio Morale

Ho letto I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano in cinque giorni, inchiodato al libro ogni volta che me lo permettevano gli impegni di famiglia e lavoro. Incazzandomi e scongiurando che non fosse vero quello che andavo leggendo, ma sapendo che “pezzi di realtà” ci sono, in questa storia “inventata”, lo dicono i media e me lo dice la mia vita, di insegnante come quella dell’autore Valter Binaghi, affacciata su quella vetrina che è la scuola, che permette di registrare le evoluzioni delle giovani generazioni. Continua a leggere→

Oh che bel castello

Considerazioni su web libro lettori a partire dall’esperienza di vibrisselibri

di Giorgio Morale

In seguito a una idea bombetta lanciata da Giulio Mozzi su vibrissebollettino, la casa editrice on line vibrisselibri propone due nuovi titoli, scaricabili gratuitamente dal suo sito.

Uno è Nenio, romanzo-verità di Eugenio De Medio, architetto abruzzese che si occupa anche di tecniche artistiche. Nenio, si legge nella presentazione, è il percorso esistenziale di un uomo che nell’infanzia vive una storia di violenza in famiglia. Tragedia che si consuma in un’Italia che applaude l’arrivo di quella scatola magica che è la televisione, dei bambini a letto dopo Carosello, dei silenzi, delle frasi non dette, delle verità inconfessabili che si annidano nelle famiglie medio-borghesi. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 9

di Giorgio Morale

Mi piacciono i primi caldi.

Per un attimo mi attirano i colori brillanti di un insetto. Il gesto spavaldo di una ragazza che, quando la moto parte, allarga le braccia come per un volo. Lo sguardo che chiede comprensione di una signora in auto che fa una manovra azzardata.

Un ticchettio per strada. Un operaio sospende il lavoro e costruisce un triangolo di sguardi tra lui, me e una ragazza.
“Noi uomini siamo così. Sentiamo un rumore di tacchi e ci voltiamo”. Continua a leggere→

Chin P’ing Mei: Che è l’uomo, che è mai il potere?

di Giorgio Morale

“… racconti che si incrociano lasciando all’alternanza libera di gesti, di azioni e di accoppiamenti, il compito di rivelare il segreto di ogni avvicinamento sessuale. Un diario erotico che ricostruisce il profilo di una passione erotica e sentimentale, senza caricarla di troppi significati sottintesi, ma anzi lasciando che la fisicità pura prenda lentamente il sopravvento, celebrando la gioia della carnalità al femminile, la bellezza del corpo maschile, la magia dell’avvicinamento e della seduzione”.
Così una nota casa editrice italiana presenta una raccolta di racconti erotici inserita nel proprio catalogo. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 8

di Giorgio Morale

“Vado a letto con calze e camicia da notte e gelo lo stesso” dice Elle. “Mi sembra di essere vestita come di giorno”.

Giriamo per casa ripetendo “Che freddo”, una sola volta non basta per dire la persistenza della sensazione.

Il freddo stimola la produzione di orina e l’appetito. Soddisfo l’una e l’altro per evitare di stringermi sempre di più in me stesso. Alimento così gli scambi con l’esterno e produco quel calore che mi permette di rilassare i pori. Continua a leggere→

Ibn Ata Allah: “Dove c’è stata l’illuminazione, là giunge il dire”

Il segno che tu confidi nell’opera è che, quando cadi, la tua speranza viene meno.

Varie sono le opere perché diverse sono le illuminazioni degli stati.

Seppellisciti nella terra dell’oscurità. Quello che nasce da ciò che non è stato sepolto è immaturo.

Niente giova al cuore come una solitudine che gli permette di entrare nel campo della meditazione. Continua a leggere→

L’atto di origine dell’8 Marzo

Oggi è l’8 marzo, “giornata della donna”. Perché non sia solo una ritualità, ma occasione di memoria, propongo un articolo di qualche anno fa che ne chiarisce l’origine.

di Gian Antonio Stella

Negli occhi di tutti, scrisse atterrito il cronista del New York Times, restò l’immagine di una ragazza che, lanciatasi nel vuoto nella speranza di aggrapparsi all’edificio accanto, restò impigliata per alcuni interminabili secondi finché le fiamme le divorarono il vestito lasciandola precipitare. Forse era russa, tedesca, finlandese… Ma non è improbabile che quella poveretta fosse italiana. Come italiane erano almeno 39 (molti corpi erano irriconoscibili) delle 146 donne morte in quello spaventoso incendio in una fabbrica di camicie dimenticato dall’Italia e ricordato invece, per un equivoco storico, come l’atto di origine dell’8 Marzo. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 6

di Giorgio Morale

Grandi feste, grandi prove.

“Vuol dire che passeremo un Natale semplice ma felice”.
Erin ha realizzato che, causa un’infezione volatale in gola, non trascorrerà le feste dai parenti, in un paese di montagna dove non manca mai la neve e l’aria, l’acqua, il pane hanno il buon odore della legna bruciata.
“Un Natale semplice ma felice” diventa il nostro motto. E la piccola annuisce, come una sibilla. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 5

di Giorgio Morale

Telefono a mia madre.
“Come stai?”.
“Come vuoi che stia?”.
“Qualcosa va male?”.
“Qualcosa? I denti vanno male, le spalle vanno male, il braccio va male, la testa va male”.
“Non c’è niente che vada bene?”.
“Niente. Ho le artriti, lo stomaco non digerisce, mi cadono i capelli”.
“Sono mali che non guariscono”.
“Lo so, una medicina per me non esiste”. Continua a leggere→

“Il desiderio ardente di un’epoca di pace”

 Capodanno cinese con Tu Fu

di Giorgio Morale

Mi fa piacere partecipare virtualmente alle celebrazioni del capodanno cinese con un omaggio a Tu Fu e al suo “ardente desiderio di un’epoca di pace”, che si può leggere nella Bottega di Lettura. Non è una recensione, ma un insieme di suggestioni e divagazioni a partire da questo grandissimo poeta.
La lettura fa parte di una serie dedicata a Maestri dell’altro mondo. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 4

di Giorgio Morale

Erin è nell’età in cui farebbe di tutto per compiacere i genitori. Se dico che qualcosa andrebbe fatto, raccoglie le mie parole senza darlo a vedere. Me ne accorgo e mi riprometto di darle un segno della mia riconoscenza. Poi me ne dimentico, o me ne manca il tempo, e il suo gesto passa sotto silenzio.

Quando è in casa Simone invece sono io che gli vado dietro, raccogliendo e mettendo in ordine ciò che lui sparge in giro. Continua a leggere→