Archivi categoria: Poesia

Due poesie sull’Iraq e non soltanto – di Tiziano Fratus

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[Pubblico qui due poesie in anticipazione di Tiziano Fratus che credo siano oggi come non mai attuali. FK]

PICTA I
[58193 e 4142]

interpretare cifre dici
per penetrare qualcosa che non è mai penetrato a fondo nella tua vita
dici che qua la gente non conosce
si occupa di schemi delle partite di basket
di come risparmiare sul tragitto per andare al lavoro
di come pagare il mutuo della casa nuova a tre piani
di votare contro l’aborto e l’unione in matrimonio degli omosessuali
di portare i figli a disneyland e alla fiera annuale
di mettere la mano sul petto ogni volta che in televisione c’è un accenno di inno nazionale Continua a leggere→

Purgatoriale – di Maria Pia QUINTAVALLA

         Purgatoriale

     Stamane, mi sono svegliata già stanca e un po’ agitata come da un sonno duro e senza pace, e avrei voluto parlare con te, madre: mi sento così strana senza il nostro telefono senza fili che quei fili ho cercato amorosi nel buio, per un po’ senza trovarli.  
Intanto risentivo la tua bella voce sensuosa avvolgermi, un po’ solare, ma l’aria pareva potesse smarrire quei tesori se non li afferravo presto, come quel tuo ondeggiare lieve.
Eravamo sole, e questa immagine mi ha dato la carica nervosa, senza parole ancora, che per giorni mi avrebbe lasciata in tormento.
Allora ho sentito che non ci sarebbe stata un’altra possibilità, se non ti avessi presa così di forza, e con la mia attenzione costretta a sedere qui, a portata di orecchio.

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Gli uomini dell’avvenire

Auguro buon anno con questa poesia di Attila Jozsef

Gli uomini dell’avvenire

Essi saranno la mitezza e la forza.
Strapperanno la maschera di ferro
del sapere, perché sul volto l’anima
si veda. Baceranno il pane, il latte:
carezzeranno il capo dei bambini
ed estrarranno con le stesse mani
ferro ed altri metalli dalle pietre.
Formeranno città dalle montagne
ed i loro polmoni quieti e immensi
assorbiranno tempeste, uragani;
si placherà ogni oceano. Saranno
sempre in attesa d’ospite imprevisto:
anche per lui prepareranno il desco
e gli apriranno il cuore.

Siate simili ad essi, perché i vostri
piccoli, che han di giglio i piedi, il mare
di sangue che dinanzi a loro giace,
possano da innocenti attraversare.

Aspettando un’alba nuova

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Perché nascere ancora? –
sembra si rivolti il giorno –

a illuminare che scempio
oppure che tripudio
nell’eterna
universale alternanza?

Perché? – quasi s’incorna,
giorno recalcitrante
alla dura norma…

Rompe la fedeltà
a quell’alto tedio –
non c ‘è precorrimento
di canto nella smania degli uccelli,
non c’è acume vigilante
nei pensieri degli insonni

ma sale, giorno nuovo,
giorno prima mai visto
sulla cresta del tempo
al lavoro necessario.

(M.Luzi) Continua a leggere→

FINE DEL 2008

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FINE DEL ‘68

Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.

Tra poche ore sarà notte e l’anno
finirà tra esplosioni di spumanti
e di petardi. Forse di bombe o peggio,
ma non qui dove sto. Se uno muore
non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.

 
Eugenio Montale (da Satura)

Kostas Kariotakis

Primavera

Stasera nel giardino mi parla una malinconia
nuova. Un mandorlo annega il suo sorriso in fiore
nella palude torbida. La memoria di gioventù
scuote l’acacia inferma in modo così triste…

S’è risvegliato un freddo soffio nella serra in frantumi
dove le rose sono morte e ogni vaso è un sarcofago.
Il copresso, infinito come un tormento, leva
verso gli astri il suo lutto, ed è assetato d’aria.

Vanno, come un corteo funebre, nel filare
gli alti alberi del pepe, trascinando i verdi capelli.
Nella disperazione entrambe le latanie hanno alzato
le braccia. Ed è il nostro giardino giardino di malinconia.

(da Il dolore dell’uomo e delle cose, 1919) Continua a leggere→

Cristina Campo

La tigre assenza

da Passo d’addio

For last year’s words belong to last years language
and next year’s words await another voice.


*
Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra e ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii. Continua a leggere→

E’ un assalto la mia vita

è un assalto la mia vita
al niente in cui siamo
al niente in cui respiriamo.
ogni cosa è deposta nella sua cesta
oggi come ieri
e corre dentro un fiume
che non arriva da nessuna parte
un fiume di polvere
che mette insieme
pietre labbra e buchi neri

Sette poesie di Rosalba de Filippis

ciliegia

La ciliegia più rossa           

 

Dov’eri ?
Qui dentro lo so
perché il vento non fa del mistero
una foglia nel nulla
ma il ciliegio più vero.
Percorrendo i tuoi passi
che torno a portare all’approdo
io mi arrangio negli anni.
Volessi ascoltarmi!
La tua mano che sferra dolcezza.
io  cullo nel  braccio perdoni
(dov’eri?)
e nessuna carezza.
Tu padre potessi
nel palmo lasciarmi.
La ciliegia più rossa.

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Colomba di Pasquale, Il resto a voce.

restovoce

di Sebastiano Adernò

Esistono scansioni di cui scegliamo i parametri, anche per quelle dell’anima. Per questo rivolgersi al proprio io con la scusa dell’amato rientra tra le nostre facoltà. Basta non dimenticare che l’amore è un’opportunità di crescita e che per fortuna o purtroppo, vivendolo, ci regola nel tempo. Ma di un tempo che sa scardinarsi da ogni lancetta, che avanza e ritorna,supera e si blocca. Un tempo, come ci svela l’autrice, capace di sublimarsi nelle “istantanee / che arrestano
le maree”.
Prendiamo così consapevolezza che esistono epifanie, “episodi di luce”, capaci di fermare il moto e da
ciò nasce in noi, l’esigenza di saperle cogliere. L’amore come il mare ne sono un deposito. Continua a leggere→

Lettura di “Livorno” di Mauro Germani

LA PATRIA DELLE OMBRE

Lettura di Livorno di Mauro Germani (L’Arcolaio, 2008)
di Fabio Botto
Livorno, fin dai primi componimenti, si offre come una “città invisibile”, che in quanto tale non si lascia mai di fatto incontrare nella scrittura di Mauro Germani. Livorno ci viene offerta più come un non-luogo, la traccia di un’assenza o dell’assentarsi di ciò che, per inerzia fruitoria, ci si potrebbe attendere di incontrare in una raccolta di poesie che porta il nome di una città. Per esempio, qualcosa come il “ terreno delle radici”, le “ reliquie di una memoria”, la “genesi di un’identità a venire”… Continua a leggere→

Marina Pizzi: L’inchino del predone, 2008-

 

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L’inchino del predone

ho un sesto senso che mi fa rapace

pace già panica e forse già logica.

non basto al mondo non ribasso

il prezzo che non incasso. ho una

lapide vermiglia intorno alla gola.

qui mi meraviglio di essere la viva

vedetta di me che già guarda

dormire gl’indici e le vette.

padre conserto madre senza latte

le verità ataviche del palmo.

(adieu) etc.

(adieu)

E’ disincanto del rintocco, campanario

squarta l’asciutto espianto della lingua –

dentro un paesaggio che lo pasce e nega.

Il debito che non s’estingue, la pingue

larva della catena – una coperta

che la terra tesse.

***

(l’ordine)

“degli anni e dei mondi” – per una convenzione

fissi al tempo, ad un’ostensione della macchia,

sia fuoco d’artificio castellario e, dietro, notte

vuoto  mestiere e mistero dell’inganno,

ché sia la detta materia della fuga.

“Poesia e Spiritualità” n. 2

Giovedì 11 dicembre alle ore 21 presso lo Spazio Tadini, in via Jommelli 24 a Milano, sarà presentato il secondo numero della rivista Poesia e Spiritualità (Viennepierre edizioni). Saranno presenti per la rivista Donatella Bisutti, Sandro Boccardi, Alberto Casiraghi, Paola Lagazzi, Carlo Maria Marinoni, Daniela Muti, Giancarlo Pontiggia, Luciano Ragozzino. Con la partecipazione di Guido Oldani e Mario Santagostini. Letture di Livia Candiani, Franco Loi e Cesare Viviani. Seguirà proiezione e reading.

Ringraziando per la gentile concessione, presentiamo le poesie inedite di Livia Candiani presenti nel presente numero della rivista.

Livia Candiani, da Versi d’asino

Mio rifugio
mia rondine senza capo né coda
puro volo; Continua a leggere→