Archivi categoria: Poesia

Molokh

di Angelo Petrelli

1.

– sei ipotesi di un male maggiore,
più grande, sei qualcosa di morto, e devi
essere felice, credo, per esprimere, visto che sorridi,
e devi fottere il più possibile, potendo;
tu che sei lo spettro, l’idea malata di te, questo
che mi spinge e riprende: il tuo volto come mi piace
dipingere – ed io invece che sono luce, anche se in forma
dimessa; sono l’epico dramma di un sogno,
l’eroe di quanti costretti a vagare cadono per candore,
tesi nella profonda neve, così sommersi; Continua a leggere→

Le cose come stanno / La misura della soglia – di effekappa & effemme

(Maria Amalia Cangiano, Sensazioni, 1997)

Da: Franz Krauspenhaar, Le cose come stanno, Milano, Baldini & Castoldi, 2003.

[…]

     Ho ripreso a scrivere che è notte quasi avanzata: mi sto trasformando in uno scrittore di memorie scandite al tempo presente. Pensavo di poter dipingere, un giorno: ma me ne manca la forza, mi manca la benedetta forza di afferrare le mie budella e schiantarle, così come si trovano, contro la tela. Solo così potrei dipingere, ora. Continua a leggere→

da “Plettro di compieta”, 2008 di Marina Pizzi

Plettro di compieta

2008-

1.

stagioni al pane

critica e memoria

dove la casa in estro di giostrina

secca le stanze che si stanno atee.

in meno di un marsupio

il nodo della corsa

per rivedere il sasso

che mi portò sott’acqua

dalla canoa più sciatta

alla novellina tanica di fuoco. Continua a leggere→

Dopo e verso l’esplosione

di Emanuele Kraushaar

Di queste residenze invernali
non  c’è più niente, solo un minuscolo
battito di muscolo
e una mosca che appiccica
le sue ali sporche sui vetri
appannati.
Poi l’ombra immensa
di aerei che rinsecchiano paure.
E il proverbio:
cani lunghi e bianchi
accavallano zampe,
sono magri come le saggezze
fragili e ammuffite
di questo tempo
.

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Giancarlo Majorino, Viaggio nella presenza del tempo

Giovedi 19 giugno ore 21

La Casa della poesia di Milano
Palazzina Liberty, L.go Marinai d’Italia 1

In occasione della pubblicazione di Viaggio nella presenza del tempo di Giancarlo Majorino (Oscar Mondadori 2008)

Cinque poeti – Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Biagio Cepollaro, Andrea Inglese, Stefano Raimondi – leggeranno dei passi del poema di Giancarlo Majorino, commentandoli e discutendoli con l’autore.

Pasquale Indulgenza

L’ ora opportuna, Canti del cerchio ermetico, Il Filo editore

Introduzione
di Giuseppe Conte

Che cosa è la poesia? Quale definizione cauta, dubitante ma non meno necessaria possiamo cercarne? Ogni vero libro di poesia contiene una definizione dellapoesia stessa, implicita o esplicita che sia. È percorso intellettuale, coscienza critica,travaglio etico. È viaggio nei territori nudi della mente oltre che attraverso i motidel cuore. Pasquale Indulgenza, in questo suo L’ora opportuna, che porta un sottotitolo molto significativo come Canti del cerchio ermetico, non si sottraea questa aurea regola. Continua a leggere→

Così uguale – di Silvia MONTI


(Silvia Monti, Così uguale, postfazione di Mary Barbara Tolusso, Milano, Lampi di Stampa, Collana “Festival”, 2008)

         Parole e opere (mini auto-antologia religiosa)

Dalla sezione love songs – prima parte

(ora vomita tutto senza fare rumore.
vomita.
i colori i ricordi i suoi baci, anche il sole
vomita
i polmoni, lo stomaco, gli occhi
e per ultimo il cuore.
e poi muore)
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Doni de l’adìo – (Doni dell’addio)

di Fabio Franzin

in memoria di T. C. (dandole del Lei, come ho sempre fatto)

(Nel dialetto Veneto-Trevigiano dell’Opitergino-Mottense)

Chel gaso

Chel gaso de fil bianco pontà
a far misura te ‘na balzana
de braghe scure, in fresco
de lana, braghe da sposo…

Chel gaso che no’ se savéa
nianca se ‘a ‘vesse fat ora
de cùser, cara, che se ‘ven
incòrt sol che ‘sta sera, a ‘na

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Muti dialoghi

di Emanuele Kraushaar

Sono preso di assalto
roba di sirene e rostri
“Non occupartene,
è come se non fosse niente”.

Un telefono sospetto squilla.
“Intende di donne e mobili,
poi anche ombrelli”.

Ragazze con gli occhi di luce.
“Devo parlare dell’acconciatura dei loro capelli,
lasciami studiare”.

Persone che non mi conoscono
indovinano la mia faccia.
“Ma senza certezze,
ogni tanto quasi per svago”.

Leggende familiari di poco conto.
“Nessuno crede più a certe storie”.

La lepre cede il passo all’oro – di Francesca SALLUSTI


(L’immagine di copertina è uno still dal video Voyager, a journey through time and water (2005-2008), di Marco Mazzi.)

[Francesca Sallusti, La lepre cede il passo all’oro, prefazione di Jacopo Ricciardi, postfazione di Stelvio Di Spigno, Forlì, Editrice L’Arcolaio, “I Germogli”, 2008.]

Dalla prefazione (“Nell’universo nessuna cosa può mentire“) di Jacopo Ricciardi

     La sincerità è incanto. Si deve parlare di poesia quando questa è portata con tanta sincerità e quando la sincerità è tanto particolare da porgere un incanto; un incanto particolarissimo e ricco come è quello femminile nel momento unico e privato di una donna che mette al mondo un figlio: questa poesia sembra possedere tutte le doti emotive e propulsive di un animo femminile còlto nel momento di maggiore sensibilità, come è quello, per una donna, della rivelazione di una nascita che si prepara. Continua a leggere→

IL PAESE

il paese è quel luogo
dove tutti i giorni
chi aspetta di raccogliere qualcosa
resta a mani vuote.
la colpa è di chi
ci ha bucato le mani
e sciupato la voce
noi poveri cristi
senza croce.

Puema sicilianu (di Santo Calì)

Quannu jù moru vènicci a Schisò
nta na notti d’austu comu a chista,
ca li schiggi allimati di l’ojetra
a la luna cci perciunu lu cori.

Lu mari agghica di luntanu e sbroma
rèpiti longhi d’amanti ammucciati
sutta linzoli d’àlichi di sita
e mentri l’ascutamu, ahiahi,
lu pedi
s’affunna nta la rina
e non putemu
cchiù fujiri e pir chistu
n’abbrazzamu,
ni strincemu, mpazzuti, ni mplicamu,
stanchi ni pircantamu nta la ribba
a ‘scutari la storia di lu mari. Continua a leggere→

La ronda del numero zero (Marina Pizzi)

la ronda del numero zero

nel sonno finalmente l’ora vuota

la somma indagine della daga

devota alla sfinge di non nascita.

dove ti avventi ignudo è solo un fosso

sommato alle ronde delle mani

che smossero le terre per il crollo

perfezione della macina più forte

avvento dello zero il nome vero.

[da Plettro di compieta, 2008]

(immagine di Francis Bacon)

L’itinerario di una ‘extravagante’ ungarettiana

di Luigi Paglia

È stata recentemente data comunicazione, attraverso Internet, (LPELS ne aveva parlato qui) di un testo ungarettiano non compreso in Tutte le poesie[1] (e, quindi, neppure nelle Poesie disperse), [2] conservato nella biblioteca privata della famiglia Casalena di Vigevano. La storia del ritrovamento è gustosa e interessante. L´ufficiale Giuseppe Casalena conobbe Ungaretti in trincea, durante la prima guerra mondiale, e ne divenne amico. Continua a leggere→

Vicino Celan – di Elio Grasso

Vicino Celan

Prima di tutto mi chiedo se Marina Pizzi provi interesse per la propria poesia, almeno quanto Francis Bacon abbia amato i propri quadri. Penso che entrambi si siano, in certo momenti della loro vita, riempiti d’amore e di forza barbara per scrivere poesie e dipingere quadri. Continua a leggere→