È ormai passato più di un mese dalla chiusura delle scuole, un periodo che in qualche maniera ha cambiato il modo di vivere di tutte le persone e che continuerà a farlo per le settimane a venire.
Ci siamo ritrovati di colpo chiusi nelle nostre case, vivendo quello che sarebbe stato un sogno nella normalità: niente lezioni, niente compiti, niente interrogazioni o pressioni, possibilità di riposarsi e fare quello che si vuole.
Le prime settimane sono state viste da tutti gli studenti come qualcosa di incredibile, ma non ci è voluto molto tempo per capire che in realtà sotto tutto questo si nascondeva qualcosa di inaspettato e cioè la consapevolezza dell’importanza della scuola.
Non pensavo l’avrei mai detto e invece mi trovo a ripeterlo ogni volta che qualcuno mi chiede cosa ne penso di questa situazione.
Ho passato i primi dieci giorni nel letto, alzandomi solo per mangiare e lavarmi e mi sono accorto di star sprecando il mio tempo. Tempo che per un ragazzo di 18 anni può sembrare infinito, ma che in realtà non lo è, ed è in occasioni come questa che triplica la sua velocità e tutto quello che si vive passa in un batter d’occhio. Continua a leggere
Sul monte

Gesù soffre quando gli uomini rifiutano di andare in paradiso: sa bene cosa si perdono, come un padrone di casa che mette a disposizione di tutti una splendida villa sopra un monte. Tanti invitati respingono l’offerta, per non sobbarcarsi la fatica di salire. Spetta a noi convincerli: è la missione che ci affida ogni giorno, ogni momento.
Frammenti di Cinema # 26

In pieno lockdown a causa del covid-19 non sarebbe stato sbagliato dedicare un frammento di cinema alla produzione, per altro molto ricca, di film su virus e pandemie varie. Ho pensato, invece, di spostare lo sguardo su uno dei sentimenti che animano questo triste periodo di reclusione sociale. Ecco, in questi giorni abbiamo imparato a convivere con la paura. Dunque, ci occuperemo di film cha (mi) hanno fatto paura. E pare, che in questo modo, si riesca ad esorcizzarla, se non a scacciare. Esorcizzare, sì. Cominciamo subito. La mia più grande paura è di non riuscire più a controllare il corpo. Da qualche parte, credo, esistano energie e forze che non sappiamo ancora spiegare razionalmente ma che potrebbero essere rilevate avendo strumenti tecnologici adeguati. Queste energie, niente di paranormale, comunque, per esempio, esistenti nella mente, giacciono sopite e guai a scatenarle. Sarà questo il motivo per cui L’esorcista (1973) di William Friedkin mi ha letteralmente terrorizzato. Ed è l’unico film che non rivedrei una seconda volta.
Luigi Maria Corsanico legge Guillaume Apollinaire
L’amore e il Pater

Gabrielle chiede a Gesù come mai non ci ha insegnato, nel Pater, a chiedere l’amore. Lui risponde che, in quella preghiera, tutto è amore: il Tu di Dio, il nutrimento quotidiano, l’amore per il prossimo, la liberazione, appunto, da ciò che non è amore. E l’amen, alla fine, suggella l’unione radicale.
Eresie. Sergio Calzone

1.
La quasi recente fortuna di Charles Bukowski, pur in assenza (diciamolo, infine!) di un’autentica qualità letteraria, mi sembra apparentarlo a Jack Kerouac, cioè a un genere di scrittori che illustrano il “momento”, cioè interpretano, coscientemente o meno, un desiderio, quasi sempre giovanile, di disordine, non necessariamente violento ma proprio della violenza, assai borderline, per quanto c’è di potenziale, di a stento trattenuto, e che non può non interessare una nuova generazione o anche una “vecchia”, come in parte è avvenuto proprio con Bukowski, nostalgica dei “tempi di Kerouac”, divenuti mitici soprattutto per chi, all’epoca, non vi ha partecipato davvero (ed è quindi sopravvissuto!).
Salvezza
Poesie del lontano amor – di Max Ponte

I.
Di quando dormivamo assieme [2020]
Di quando dormivamo assieme
ricordo sempre che tenevamo
una lampada accesa per
restare aggrappati alla luce
per attraversare – abbandonati
come in un quadro di Casorati
II.
Morsi evidenti sulle labbra [2019]
Scriverò una poesia per
ogni giorno della tua
assenza assolderò le
migliori prefiche sarà
pianto e processione
scorrimento tragico
del tempo ricoperto
di scuse candite
e granella di pistacchi
La tua assenza si farà
sempre più forte ed
invadente fino a
diventare prima
presenza e poi
immanenza morsi
evidenti sulle labbra
III.
Ho provato a star senza di te ma poi mi appassivo [2013/2014]
Ho provato a star senza di te ma poi mi appassivo
il cielo diventava plumbeo plumcake plastico
i giorni non sterzavano più in curva
anche il mio rapporto con i gatti diventava difficile
mi pareva che tutto mancasse di sostegno
gli alberi si afflosciassero e anche le auto
le auto se ne andassero in giro stancamente
Ho provato a star senza di te ma poi mi appassivo
non capivo la funzione della ghiaia e continuavo
continuavo a pensarci senza motivo
In copertina la torre di Villanova d’Asti detta “della Bissoca”, resto della fortezza cinquecentesca, in uno scatto dell’autore al tramonto
Il blog personale di Max Ponte è: http://maxponte.blogspot.com/
La poesia della settimana. Iosif Brodskij

[Immagina, col fiammifero acceso, quella sera, la grotta]
Immagina, col fiammifero acceso, quella sera, la grotta,
e per sentire freddo ricorri alle fessure del piancito,
bastano le stoviglie per provare la fame,
quanto al deserto, è ovunque, in ogni dove.
Immagina, col fiammifero acceso, la grotta
a mezzanotte, il falò, silhouette di oggetti
e di animali, e, il viso nelle pieghe di un telo stazzonato,
anche Maria, Giuseppe e il Bimbo infagottato.
Immagina tre re, le carovane prossime alla grotta,
anzi tre raggi diretti su una stella,
cigolìo di carriaggi, sonagli tintinnanti
(quel bimbo non si è ancora guadagnato
rintocchi di campane nel turchino addensato).
Immagina che per la prima volta, di là dal buio
di uno spazio infinito, Dio ravvisi se stesso nel Figlio
fatto Uomo: un senzatetto in un altro negletto.
Iosif Brodskij, La forma del tempo, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 183.
Domanda
La vita ritornerà di Yasmin Khadra ( Italia 2002)
A volte ci si prova ad adattarsi, abituarsi al presente ma il passato spesso fa troppo rumore in confronto e ti ritrovi a piangere più spesso di quanto non immaginavi. Spesso succede che hai voglia solo di addormentarti e non svegliarti mai più perché la realtà non ha più niente di bello da offrire e i sogni sono l’unica cosa ancora in grado di illuderti.
Ci sono vuoti che non puoi riempire in nessun modo. Tu ci provi, ci riprovi e straprovi ma l’oblio è solo temporaneo. Come una fitta dolorosa, il ricordo verrà sempre a trovarti anche nei momenti meno opportuni. E l’unica cosa che potrai fare è accoglierlo e subirne le conseguenze.
Ci hanno insegnato che i mostri si nascondono nel buio, nell’oscurità, nel dubbio. Eppure con gli anni ho scoperto che ognuno ha del mostro in sé, c’è chi lo nasconde con arguta precisione e c’è chi invece lo mostra, spavaldo. E fa paura. Continua a leggere
… o felix culpa…
da qui
da piccolo al Sabato Santo sera mi piaceva molto il canto dell'”Exultet”: lo cantava il nostro arciprete di Desenzano del Garda, che, diciamo così, non era un tenore di prima forza, ma ci metteva entusiasmo e convinzione e io lo ricordo con molto affetto. Buona Pasqua di Resurrezione a tutte e tutti.
Beati
Buona Pasqua

Che a ognuno di voi giunga un pensiero di pace, perché possa sbocciare stanotte, senza far rumore. In questo tempo di paura, vi auguro di trovare la via che conduce alla missione personale, all’unica cosa per cui siamo fatti veramente, e che nessuno può fare al posto nostro. Solo toccando con mano l’unicità della storia che viviamo è possibile dire la parola che i cuori si aspettano, al di là dei divieti, degli isolamenti e dei permessi. Se sono me stesso, non ho bisogno di autorizzazioni per essere libero, per essere felice. Buona Pasqua a chi crede di poter rinascere, anche adesso.
Covid-Lettera ai Governanti
Lettera ai Governanti.
Ho ricevuto questa lettera ai Governanti il cui contenuto condivido appieno. Anche nel mezzo dell’emergenza occorre dire certe cose, per cui la ripropongo come se fosse mia e chiedo a chi la condivide di farla circolare. Continua a leggere
Andrea legge nel tubo: “La Veglia di Venere”.
Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.
Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Qui di seguito vi proponiamo una sua video-lettura de La Veglia di Venere (Pervigilium Veneris) che, in tempi di quarantena da Coronavirus, ha sostituito il consueto appuntamento nelle biblioteche.
Buon ascolto!
Levate la pietra
Il valore delle azioni
Mi chiedi perché Dio sia così
Fabio Pini e le sue creature

Le creature di Fabio Pini ci competono. Sono competenti. E dunque contemporanee. Ci costringono a fare i conti con nuove categorie del tempo e dello spirito.
Perché sono anche figlie di una qualche pandemia, di una qualche guerra. Di una antica e smemoranda peste.
Non pagano la loro colpa. Non galleggiano nel mare. Almeno non ora, non più.
Si sono allontanate dal loro habitat naturale e sono sbarcate dalle nostre parti.
E infatti non lontano da casa le ho incontrate.
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