Gesù confida a Gabrielle tutta la Sua gioia nel sentirsi dire Ti amo. La esorta a raccontargli quando e come è cominciato questo amore, e tutto ciò che farebbe per Lui, perché ogni volta la storia si rinnovi. Vale per ognuno di noi, beneficiari della luce profonda che è la nostra relazione con il Cristo.
Il Cristo consiglia alla Bossis questa preghiera: Signore, liberami dalle cose di poco conto”. Dio è tutto per noi, e di là ci stupiremo di quanto abbiamo potuto trascurarlo. Lui sta alla porta, in piedi, perché sa che lo possiamo minacciare: qui non entrerai! Ma se qualcuno gli apre, scoprirà la vera dolcezza della vita, la possibilità di gioire anche soffrendo.
Il sospetto, il dubbio, la convinzione che quell’esercizio svolto in modo pressoché perfetto sia frutto del lavoro degli altri, sia farina del sacco altrui, di un genitore, di un fratello maggiore, di Google è un pensiero ricorrente di molti colleghi alle prese con la didattica a distanza. Un’osservazione e, quindi, una valutazione pienamente legittima, suffragata spesso da evidenti discrepanze tra le competenze dell’alunno pre-Covid e la qualità degli elaborati e dei compiti consegnati ora dallo stesso alunno in modalità virtuale. Alessio aveva difficoltà a distinguere il predicato verbale da quello nominale e ora nell’esercizio sul predicativo del soggetto non ne sbaglia una; Marzia non azzeccava neanche un minimo comune denominatore e adesso svolge espressioni con frazioni, potenze, parentesi tonde, quadre e fratte; Lorenzo all’improvviso consegna in una manciata di giorni disegni di Arte simili ai paesaggi di Monet.
L’amore è emanato da ogni nostro atto in modo invisibile. Così come il male, anche il bene si contagia. Quando un pensiero triste si affaccia nel cuore, dobbiamo chiedere a Gesù che lo trasformi in gioia, perché siamo canali di un amore che c’è, ma non si vede.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, trent’anni fa, annunciava come imminente la scomparsa delle epidemie grazie al progetto Salute per tutti entro l’anno 2000. Rientrava in un piano dell’OMS, il quale manifestava la speranza che gli inizi del XXI secolo non avrebbero più visto epidemie tra gli abitanti della terra. Oggi la stessa organizzazione registra una pandemia con più di un milione di contagiati.
In questi tempi, più che dalla scienza, è dalla letteratura che giungono parole significative. Queste sono quelle della scrittrice polacca Olga Tokarczuk, premio Nobel nel 2018:
Il Cristo dice alla Bossis di prestargli la sua intelligenza e il suo corpo, in modo che nel cielo possederà la sua essenza. Mi sembra una chiave decisiva: aprire il corpo, la psiche e lo spirito a Gesù, per renderli esposti al cambiamento. Per diventare luce, sul monte di Dio.
Il segreto dei segreti è che tu sei più di ciò che pensano gli altri, e più di quello che pensi di essere tu stesso. Al di là di ogni cosa, tu sei. Arriva un momento, nella vita, in cui te ne accorgi, fosse pure all’inferno. Ma lì non c’è possibilità di rimediare. Se lo scopri prima, però, è il momento più bello in assoluto: può crollare il mondo, possono metterti al bando nel sistema solare, o in tutto l’universo, ma tu sei. Se lo sapessi, non ti faresti problemi, non proveresti angosce, ansie, paure, e una sola cosa ti starebbe a cuore: Dio, perché tu sei per Lui. Allora ameresti, perché non cercheresti gli altri per desiderio o per paura, ma perché essi sono, come te.
Quando sei morta stavamo in una casa vecchia. L’ascensore non c’era. C’era spazio da vendere per pianerottoli e scale. Dunque non t’è toccato di passare di spalla in spalla per angoli e fessure, d’essere calcolata a spanne, raddrizzata nel senso degli stipiti. Sparire era più lento e facile quando tu sei sparita. Parecchie volte, dopo, mi è sembrata una bella fortuna. Eppure, se ci pensi, in poche cose c’è meno dignità che nella morte, meno bellezza. Scendi a pianterreno come ti pare, porta o tubo, infìlati dove capita, scatola di scarpe o cassa d’imballaggio, orizzontale o verticale, sola o in compagnia, liberaci dall’estetica e così sia.
Giovanni Raboni, Amen, da “Cadenza d’inganno” (1957-74). Parti di requiem, in Nell’ora della cenere, Milano, Corriere della Sera, 2008, p. 53.
La scuola italiana, chiusa per l’emergenza sanitaria, ha attivato ove possibile la didattica a distanza. 6,7 milioni di studenti ne sono raggiunti, mentre 1,6 milioni non ne possono usufruire. Ricorriamo a tutti i mezzi a disposizione per non interrompere la relazione educativa con i nostri allievi. Ma adesso che la stiamo praticando lo possiamo dire per esperienza: la didattica a distanza non è scuola, la scuola richiede prossimità. Diciamolo chiaramente per sconfiggere, dopo il coronavirus, il virus dell’ignoranza e della diseducazione. Sul tema vivalascuola propone una riflessione di Giovanna Lo Presti e, tra i numerosi materiali disponibili in rete, le riflessioni-esperienze di Paolo Piccolella e Flavia Franco. Qui testimonianze da scuola primaria, secondaria, corsi serali. Continua a leggere→
Gesù vuole che lo sentiamo vicino ogni momento, che lo consoliamo con il nostro amore. Un Dio da consolare? È straordinaria questa intimità, la reciprocità che non ci fa sentire soli, perché Lui è con noi, e noi siamo con Lui. Desideriamolo, e Lui verrà; invochiamolo, e Lui ci sarà. Quanto poco conosciamo il nostro Dio!
Mi interessa il cuore. Oggi, la mente che governa il mondo fa di tutto per nasconderlo alla vista. Perché scendere nella verità del proprio cuore è la rivoluzione più insidiosa. Affoghiamo in un mare di immaginette, cuoricini, abbraccini, nella melassa che rende tutti uguali, tutti innocui. Se arriva uno che parla dal profondo, le chat ammutoliscono: è uno scandalo pensare, un’offesa al diktat della mente al potere. Non cederò mai più al linguaggio degli schiavi. Spezzerò per primo le catene. Noi siamo di Cristo, la Parola. Non saremo mai sudditi ubbidienti dell’impero della Grande Idiozia. Ce ne sono abbastanza.
Nella foto: il centro abitato di Casalvecchio Siculo (ME), nella Valle dell’Agrò.
__________
Continua a disporre la notte
Di corpi inenarrati, tronchi,
Con la fine, nel sonno, d’una peste,
Pioggia che cala festante alle finestre.
(21 marzo 2020)
Si pensano si covano dipingono i quadri
Troppo estesi della lancinazione,
Corpi immortali di memoria muoiono nei ladri
Massacri del mondo, fuor di ragione.
(21 marzo 2020)
Mi son detto che in fondo vivo dentro
Un appartamento con paesaggio interno,
Mi ci affaccio, con mio padre al centro
Le case le chiese lo Stretto. Ci assaggio l’eterno.
(22 marzo 2020)
Tra freddo e caldo, giorno e notte
All’intrasalto ci accade tutto, Continua a leggere→
Il lunedi: vivi nell’amore dello Spirito Santo domandandogli l’amore. È Lui che rende possibile la santità. Il martedì: con la Regina degli angeli e con gli angeli. Per riparare le tue offese e le offese. Il mercoledì: con san Giuseppe: prendi a prestito da lui la vita interiore. Il giovedì: sii piccola ostia con Me. Sii un’ostia che canta. Come un avaro, cerca le occasioni per piccoli sacrifici che ti rinnoveranno nell’essere ostia. Il venerdì: tutta per il Mio cuore. Il venerdì che fu per Me una grande sofferenza, sia per te una grande dolcezza. Il sabato non sei sola; Mia Madre ti accompagna. Risveglia in te il Suo amore. La domenica: ama al cuore della santa Trinità, come un piccolo grano d’incenso in spirito di pura lode. Fai così, piccola anima.
La nottata che ha da passare non sarà breve. Anzi, si prevede lunga, tra periodi di tregua e di possibile recrudescenza dei contagi. Potremo riprendere fiato -secondo gli esperti- solo quando sarà possibile una vaccinazione efficace e diffusa. E non sarà questione di settimane, ma di mesi. Continua a leggere→
Di questi tempi ce lo sentiamo dire da tante parte: dobbiamo stare a casa; allora è bello riscoprire, o in molti casi ‘scoprire’ il piacere della lettura, il gusto di incominciare un libro, avventurarcisi dentro e magari divorarlo tutto d’un fiato sino alla fine, come accade con altre differenti esperienze (un film, per esempio).
La fedeltà, per Gesù, è lavorare bene quando si lavora, sbrigare bene le faccende se si è impegnati in questo, pregare bene, senza distrazioni, nell’ora in cui si prega: è il momento dell’amore, che nulla può e deve disturbare.
Forse non ricorderai questo fatto, ma nel dicembre del 2013, in uno scambio privato, ti avevo chiesto: “Quali sono i pensieri che ti piace seguire? E quali sono quelli che aprono capillari d’irrequietezza?” Mi avevi risposto: “Direi che la maggior parte dei pensieri mi portano in genere verso l’inquietudine, che è poi l’energia che mi spinge a scrivere. Il che non vuol dire che non ci siano momenti distensivi e perfino di pace, che nella mia esperienza si legano quasi sempre alla pratica del vuoto consigliata dal taoismo…” Oggi vorrei che tu tornassi su queste due parole: inquietudine e vuoto. Cosa rappresentano nella tua vita e nella tua scrittura?
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.