L’unica formula

Dimenticarsi di sé stessi e aderire al Signore: questo è il criterio. L’amore nuziale si realizza così. Il Cantico dei cantici esprime l’esigenza di perdersi nell’altro, accogliere il suo dono, ritrovando se stessi nell’abbraccio. Jung la chiamava unione degli opposti, la formula vincente nella chimica del Tutto.

Breve storia di noi

di Stefanie Golisch

Questa storia è di tutti, delle badanti russe con i denti
d’oro e gli stivaletti rossi che fanno colazione nei
giardinetti, dell’uomo con il gatto a macchie di iena che
abita davanti alla figliale di Zara, di chi sa dove andare
e di chi non lo sa, dei ragazzi che si fanno nella piazza
deserta, di chi cammina come se volesse chiedere scusa
per essere nato e di chi riempie il palco da protagonista
subito, della donna che di casa non esce mai e di chi
conta il tempo per non perderlo, di chi ha una storia da
raccontare e di chi si accontenta del solito gelato, davanti
alla stazione dimorano gli indecisi, uno è appena arrivato
e l’altro non vede l’ora di partire, c’è chi dorme e c’è chi
canta e c’è chi predica la fine del mondo da sempre, c’è
l’uomo sul ponte che ride a più non posso e in fondo alla
via che porta non si sa dove c’è il bambino mendicante,
ci guarda come se volesse chiedere qualcosa, ma non sa
come e ad ogni modo, noi non sapremmo rispondere,
facciamo finta di niente come al solito, ma lui c’è, non
molla, non ha paura di noi

Il quadro è di Ernesto Treccani: Il popolo dei volti

Sete

Gesù, sulla croce, dice: ho sete. È sete di salvezza per l’umanità, un desiderio di riscattare dalla morte del peccato. La nostra occupazione principale dovrebbe essere questa: dissetarlo.

Il bello

L’amore resta per sempre. Gabrielle ringrazia Gesù per tutte le Ostie ricevute. Lui le dice: tu le hai sempre, perché un’Ostia ricevuta è data eternamente. È il bello di essere Dio: un Suo regalo non si può più perdere.

Soli

A volte ci sentiamo soli: ne soffriamo, ci crogioliamo, in questo stato d’animo. Gesù dice a Gabrielle: non bisogna lasciarmi solo! Ecco come si supera la nostra solitudine: consolando la solitudine di Dio.

L’altra riva

A volte il nostro modo d’amare è narcisistico, è un compiacersi di certe parole o certi atteggiamenti. Gesù dice a Gabrielle: non essere amabile per amore dell’amabilità. Sii amabile per farmi piacere.
Il criterio è sempre l’altro: bisogna passare all’altra riva.

Lui e io

A volte ci scoraggiamo per i nostri difetti, pensiamo di non venirne fuori. Sono i vicoli ciechi a cui la Provvidenza ci indirizza, per convincerci che da soli non possiamo nulla. Lui e io, questa è la formula, come aveva compreso Gabrielle, innamorata di Gesù.

Abbandono

La forza di Dio è la gioia. È qualcosa che il mondo sperimenta raramente. Per questo bisogna affidarsi, compiere il gesto di lasciarsi andare. L’errore è voler fare da soli, la pretesa testarda dell’autosufficienza. Ma la gioia sta dalla parte opposta, nell’abbandono fiducioso.

Alla ricerca dell’anima

di Sabrina Trane


Ciò di cui cerchi di sbarazzarti gettandolo fuori dalla coscienza rientra, per così dire, dalla finestra dell’inconscio. L’uomo occidentale ha fatto scomparire Dio dal palcoscenico della propria vita, dichiarandolo morto, e si è ritrovato stretto nella morsa di uno scientismo arido, e di un iper-attivismo volto ad affondare nel buio dell’oblio la sua profonda angoscia esistenziale. 

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I migliori

Abbiamo bisogno di ribalta, di occupare i primi posti, non fosse altro che alla mensa di casa o al tavolo del bar. Gesù dice a Gabrielle: quando puoi, non apparire, nasconditi in me, amami in modi sempre nuovi. I consigli di un Dio sono i migliori.