
Il civettino
Non porta male una che sbatacchiando
le ali precipita in casa
dalla finestra di cucina un giorno,
alberi erano intorno, d’estate o di primavera.

Il civettino
Non porta male una che sbatacchiando
le ali precipita in casa
dalla finestra di cucina un giorno,
alberi erano intorno, d’estate o di primavera.

La seconda riflessione estiva riguarda Silvano del Monte Athos. Il mistico russo sosteneva che trova la pace solo chi, per grazia, ama i nemici. Niente di più vero. Se coltiviamo l’inimicizia, viviamo di diffidenza e di sospetti: mi sarà favorevole o contrario? Parlerà bene o male? Mi avverserà o soccorrerà? In questo modo, la pace diventa un’utopia. Ma se, per grazia, amo i nemici, nulla potrà turbarmi, avrò trovato la pace che non passa. Questo è il segreto.

Il tempo estivo favorisce le riflessioni estemporanee. Oggi vi propongo questa. La qualità di una relazione non dipende dalla sua facilità, ma dalla capacità di superare gli ostacoli che si frappongono. I matrimoni più riusciti sono quelli in cui i coniugi coltivano l’arte difficile della conoscenza di sé e dell’altro. I problemi cominciano quando si vorrebbe che la riuscita fosse spontanea: nella vita umana, i risultati che contano sono frutto di un duro lavoro. Il cuore ha bisogno di artisti che confezionino pazientemente il capolavoro necessario.

di Stefanie Golisch
Nel paese delle pere mature gli uomini
si chiamavano Fritz e Heini, le donne tutte
Elsie. I cani li chiamavano gatto e i gatti
cane, non si sapeva perché, ma era sempre
stato così. Quando bevevano, facevano bere
gli animali insieme a loro e alla fine, nessuno
si ricordava più di nulla. Si moriva piuttosto
giovani, ma sereni. La vita era stata tanto
leggera, perché la morte avrebbe dovuto
essere diversamente?

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso con il penultimo post dedicato a questa formidabile e sopraffina intellettuale. Questa volta si tratta di un saggio sull’opera complessiva di Edith Bruck che venne pubblicato su “Avanguardia”, a. XII, n.34, 2007. Il titolo è Il dolore morale e la scrittura: il caso Edith Bruck e potete scaricare qui il pdf: 09 edith bruck.
Buona lettura!

Un uccelletto
Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;
gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.
Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.
E qualcosa non va, qualcosa manca
in chi vuol far tacere uno che canta.