Salut d’amour

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da qui

Eppur si muove, qualcosa, nel mare
che da questa terrazza di Sirolo
è una coppa di vino tutto azzurro:
il sangue del Signore, misto a cielo.
Da quanti anni manchi da quassù,
con la tua voce lenta come il vento,
che è il solo a regalarmi una carezza
in questa fine d’agosto. Sul ferro
arroventato della balaustra
si specchia la paura di un bambino,
la domanda d’amore che tu solo
sapevi soddisfare, ad ogni costo.

Questo gol

Napoli
[In vita mia, ho pubblicato persino due articoli sul calcio: tra l’altro, su un sito prestigioso della mia città natale. Agosto mi sembra il mese giusto per rendervene conto. Qui di seguito, il primo. Domani toccherà al secondo.]

Col Napoli non bisogna esagerare: è una squadra di calcio. Se fosse una fede, sarebbe un pericolo mortale: potrebbe rivelarsi un idolo, muto e sordo come gli idoli, un dio che non ti può salvare e che anzi ti procura più dolori che gioie. Continua a leggere→

Un no

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da qui

Mai funerale mi ha fatto più male. La Chiesa usata per una manifestazione famigliare e sociale di potenza, l’arroganza che schiaccia ogni logica giuridica, morale, religiosa. Scomunicati: termine che oggi manda un’eco sinistra, l’indifferenza cinica di chi la fa in barba a ogni potere. Perché? Ci si chiede. Perché il male ha una tale garanzia d’impunità? Perché in circostanze simili non risuona un no liberatorio, che permetta di credere in qualcosa, in questa vita difficile? La risposta, amico, soffia nel vento. La risposta soffia nel vento.

Alie Nazioni

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da qui

In questi giorni, gli articoli di Stefano Feltri, innescano polemiche infinite che non accennano a smorzarsi. Si può ragionare per secoli o millenni sull’utilità effettiva di una laurea, sulle possibilità di occupazione attuali, sulla convenienza relativa alla scelta dell’una o dell’altra facoltà universitaria. Io, la mia idea, non la cambio facilmente: se uno ha dei talenti, è chiamato a render conto di quelli, e non di altri. Se scelgo medicina perché promette un lavoro e uno stipendio più sicuri, non sarò mai un buon medico, e a rimetterci saranno i miei pazienti. Se opto per la facoltà d’ingegneria perché garantisce più assunzioni rispetto alle materie letterarie, un ponte, prima o poi, crollerà per colpa mia. Una società che non consenta a una persona di far ciò per cui è tagliata dalla nascita, è una trappola mortale, una fabbrica di esseri infelici. La rivoluzione comincia anche da qui: dal dire chi sono e cosa voglio, dal proporre al mondo le mie vere competenze, dal dare ciò che ho, e non ciò che sono costretto a fingere di avere.
Non volevo ingolfare la questione con l’ennesimo parere. Ma se seguiamo il branco in faccende come queste, la speranza salperà per altri lidi.

Sade in drogheria e altri racconti, di Roberto Barbolini

Barbolini FOTO
Brevi riflessioni attorno a un romanziere ‘sperimentale’

di Guido Michelone

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, il divin marchese, ovvero Donatien-Alphonse-François de Sade, si trova a Modena – correva l’anno 1775 – alla ricerca, come sempre, di emozioni forti, benché il festino nel retro bottega del caffè-drogheria Giusti non lo soddisfi sufficientemente. Le gesta erotiche del filosofo-libertino sono tuttavia il pretesto per una metafora sulla violenza, con l’autore che crea un immaginario dialogo fra un tale Benelli e la coppia di sociologi francofortesi Horkheimer e Adorno. Continua a leggere→

FRANCO MICHIELI, “LA VOCAZIONE DI PERDERSI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Franco Michieli
La vocazione di perdersi
Ediciclo Editore, 2015

Questo libro di Franco Micheli l’ho visto praticamente nascere. Mi spiego meglio: l’amico e collega Davide Sapienza mi aveva parlato di un viaggio a piedi in Lapponia in programma insieme all’autore e a un terzo escursionista, Davide Ferro. Poi un’intempestiva tendinite l’avrebbe costretto a dare forfait, per cui sarebbero rimasti in due, per quella che si prospettava come una marcia senza il supporto di mappe, bussole, GPS o altri ausili tecnici per l’orientamento; solo le stelle, il sole e la conformazione del territorio.
prod_1377_MichieliLa sfida, estremamente affascinante, sarebbe poi diventata questo prezioso volumetto edito da Ediciclo, il cui titolo (La vocazione di perdersi) e sottotitolo (Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti) disegnano un arco ideale all’interno del quale sta racchiusa tutta la filosofia di viaggio di Franco Michieli (“Piccola filosofia di viaggio” è, appunto, il titolo della collana che lo ospita). Perdersi significa infatti mollare qualunque riferimento che possa venire da strumenti cartacei o tecnologici e affidarsi al paesaggio, lasciando che siano le sue linee, unite alla volta celeste di notte e al percorso apparente del sole di giorno, a orientare i passi. Così facendo, si apre uno scenario in cui sono le vie a venire incontro ai viaggiatori – va da sé, non del tutto impreparati sull’orografia del territorio che attraversavano né sprovveduti in materia di costellazioni e natura in genere. Inoltre, ogni strada imboccata o panorama scorto avrà il sapore di un’epifania, a sua volta capace di suggerire nuovi spunti. Continua a leggere→

Wolfgang Pauli, uomo a molte dimensioni

di Antonio Sparzani
Pauli a tavola
Wolfgang Pauli (Vienna 1900 – Zurigo 1958) è stato uno dei grandi fisici del Novecento. Su queste pagine l’avevo nominato qui nel post su Helgoland, l’isoletta dove Heisenberg andò a farsi ispirare dal vento del nord l’invenzione della nuova meccanica.
Ma Pauli, cui pure è dovuta buona parte della fondazione della nuova teoria, e che venne unanimemente indicato con l’appellativo di das Gewissen der Physik (la coscienza della fisica), era anche altro, era cioè, a differenza di tanti colleghi, un uomo a tutto tondo, uno che voleva capire l’uomo da tutti i punti vista, non solo da quello scientifico-razionale. Continua a leggere→

Lettera da Berlino

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di Stefanie Golisch

Hakuna Matata.
Altra borsa.

Il mio vicino di casa berlinese si chiama Herr Meister. Ha 76 anni ed è scapolo. Non si alza mai prima di mezzogiorno ed in estate può capitare che questo omone, grande e grosso, si presenti alla porta d’ingresso con addosso solo un paio di mutande. Nei molti anni che ha trascorso nella sua tana solitaria è riuscito a trasformarla in una vera e propria discarica. Herr Meister soffre di sue sindromi personali: 1. La procrastinazione 2. L’incapacità totale di buttare via qualsiasi cosa. Ovviamente le due patologie sono complementari e, insieme, fatali. Continua a leggere→

Le voci del Pretorio. Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano. La quinta lettera.

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Quinta lettera

Caro Giovanni,
Fa attenzione, te lo ripeto. Evitala, tutto è diventato pericoloso. Lo so… Non giudicarmi anche tu.
“Ti amo Daniele. Perché sei scappato?! Credi che abbia perso la ragione? Che non mi renda conto della situazione nella quale ci siamo gettati. Tu ed io. Lo abbiamo voluto. Lo sapevamo. Sei un vigliacco Daniele!” Così mi ha scritto. Ma , in realtà, ha voluto ristabilire un contatto. “Rivediamoci. Ti prego.”

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Il piccolo felino di Hiraide Takashi. Brevi riflessioni su “Il gatto venuto dal cielo”

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di Guido Michelone

Credo che, quando un libro possegga il dono della naturalezza e della semplicità, dell’amore e del coinvolgimento, sia sempre difficile parlarne, soprattutto se tali qualità si rivelano un ingrediente decisivo della sua bellezza letteraria (che la traduttrice, Laura Testaverde, restituisce nell’arduo passaggio all’italiano da una lingua ideogrammatica come il giapponese). Continua a leggere→

Libri per ferragosto

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Dieci titoli per intense giornate culturali

di Guido Michelone

Nella speranza che ciascuno di noi trovi spazio e tempo per la lettura, durante le brevi vacanze ferragostane, è sempre divertente, a mio parere, provare a ragionare su quali testi mettere in valigia: certo, l’e-Book risolverebbe il problema più rapidamente, ma il gusto di ‘appesantire’ i bagagli con qualche tomo cartaceo lo considero impagabile. Continua a leggere→

Quando un bambino piangeva. Rapide considerazioni sul nuovo romanzo di Aldo Nove

Aldo Nove
di Guido Michelone

Un bambino piangeva, il nuovo romanzo di Aldo Nove è, come spesso gli accade, di natura autobiografica, poiché tratta le vicende dell’autore bambino, inframmezzate da antiche mitologie sarde, esemplificabili, a loro volta, nella figura di un altro fanciullo di nome Saltaro. Continua a leggere→

Klaus Martens : Tre poesie

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Ich durfte lesen

Ich durfte lesen, während
ich langsam älter wurde
in gemieteten Zimmern,
teils unterirdisch, im Keller,
teils unterm heißen Dach,
aber allein gelassen mit mir,
Musik und neuen Büchern,
in unerreichbaren Zeiten ?
höchstens mal ein Brief,
zutiefst bewegt von Trakl,
in Regenwanderungen Stadt
und Land erobernd, lesend
aneignend, an Ostern mit
dem Text in der Hand vor
dem Tor, voll innerer Musik
und gesungenen Zeilen,
die eigene Hitze erzeugend
bei äußerlicher Kälte, wie
eine Kompassnadel in jede
Richtung tastend, fahrend ?
es war eine erlesene Jugend.

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La scienza divulgata. Brevi riflessioni attorno a due successi editoriali

Rovelli
di Guido Michelone

Come avevo annunciato in un intervento sui dieci ‘miei’ libri estivi, ho fra le mani, in contemporanea, il breve testo di Rovelli e quello – lungo il quadruplo – di Odifreddi, che presentano entrambi lo stesso argomento: la divulgazione scientifica. Continua a leggere→

Lettera da Berlino

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di Stefanie Golisch

Who killed Bambi?
Pornografie or romance?

Sono degli slogan, scritti su delle borse di stoffa colorate che ondeggiano ai colli della gente in metropolitana. Mi propongo una maggiore attenzione a questo particolare. La città, descritta dal punto di vista di questi messaggi-punti interrogativi. Continua a leggere→

Da “Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio”, di don Paolo Ricciardi

foto
Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio

(Siracide 36,27)

Un Percorso attraverso lo Sguardo di alcune Donne della Storia Sacra

Poesie di d. Paolo Ricciardi

Eva, la Madre
Genesi 3

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.
Genesi 3,20-21

Da secoli porto il peso della sfiducia originale:
credere nell’Io invece che in Dio.
Da quando mi scoprii nella nudità,
ora non cerco che esser da Lui rivestita.

Eppure, nell’Origine di così tanto Male,
Egli ha seminato ancora e,
nel dolore d’ogni parto, Gen 3,16
ci (mi) ha dato la grazia di procreare.

Ora, ogni volta che un Grembo
si apre,
mi sento “complice” di così straordinario Evento.
E quando, dalla mia stirpe,
una Donna nuova donerà il Figlio,
sarò finalmente libera da ogni peso.

La serpe sarà sotto il suo piede immacolato Gen 3,15
e Lei, per tutti Madre,
per me sarà Sorella.

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