Saranno dunque i miti a possedere la terra
coloro che diranno: ” non facciamo più armi
non lavoreremo oltre il necessario,
vogliamo il nostro tempo per capire il donde e il dove
vogliamo la dignità, non la ricchezza
non vogliamo sciupare nulla ma prendere in prestito soltanto
chiedendo il permesso alla natura
per l’attimo che dura la nostra scintilla
nella magnifica notte dell’immensità
senza sogni da vendere o sogni da comprare
vivi fino all’ultimo, eretti
con dignità davanti alla morte
salutando gli amici ”
Così canteranno i miti
portando covoni di grano.
Canteranno i loro poemi
quando tornerà la bellezza dagli occhi ridenti
alla fine d’ogni parola
al tramonto d’ogni ragione.
[Con gli auguri per il nuovo anno di Annamaria Ferramosca]











