C’è stato un tempo in cui ci si metteva di fronte allo specchio, si valutavano disarmonie e imperfezioni e si decideva magari di ricorrete al sarto per mitigarle almeno alla vista, in un gesto di civiltà verso gli altri e di carità verso se stessi (la vanità, per favore, è un’altra cosa). E ciò comportava una sequela infinita di atti faticosi e dispendiosi in termini di denaro e di tempo: prima le molteplici prove, poi le continue attenzioni, la costanza nella manutenzione ordinaria e in quella straordinaria.
Continua a leggere
Ancora tu
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=btyhpyJTyXg]
da qui
Venire qui soltanto con un groppo
alla gola, col pianto trattenuto
dei bambini, la fame del tuo volto,
dei tuoi passi sul bianco lastricato
del santuario, sicuro di donarmi
la pace, un’altra volta. Da quest’ombra
ti chiamo come allora, ti domando
un segno di presenza, l’ammissione
che proprio questo è il nodo, solo questo
il ripido passaggio che mi aspetta,
la fitta lancinante di un’assenza.
Vivalascuola. Ciao, Daniela, e grazie!

Questa puntata di vivalascuola è un saluto grato e commosso a Daniela Bertocchi, che ci ha lasciati il 28 novembre 2014. Con Daniela Bertocchi salutiamo una maestra che non ha mai smesso di essere una di noi. Daniela Bertocchi ha dedicato alla scuola gran parte della sua vita. Pensare a lei è pensare a quella che si definisce una persona di scuola, aliena dal “pensiero unico” , sempre vicina agli altri e aperta al dialogo e alla condivisione per inclinazione personale e per scelta umana e professionale. E ricordarla è ricordare una merce oggi molto rara: la centralità della didattica e della formazione. Grande è la gratitudine per Daniela, per le qualità della persona, per i suoi libri e i suoi corsi e, per noi, per la sua preziosa collaborazione a vivalascuola. La rubrica è nata il 15 settembre 2008 come spazio di opposizione alla “riforma” Gelmini e già il 24 novembre 2008 Daniela firmava il primo di una serie di articoli. Per quelli che l’hanno conosciuta, Daniela Bertocchi rimane un esempio di rigore, coerenza e disponibilità alla sperimentazione e alla discussione. Ciao, Daniela, e grazie!
MARAKE: segni forme e con/sequenze della parola
Tutto guadagno e nessun rischio ( Francesco Rosi, 1922 – 2015)
46. Il piacere
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=oQ6edTtnpoM]
da qui
Se lo spirito è assente, si ha bisogno di riempirsi di qualunque cosa, di stordirsi con forti – e a volte violente – sensazioni. Continua a leggere
Il Grande Etrusco, di Anna Belardinelli
È frequente che la pittura e la scultura illustrino parole e storie, ma può accadere anche che attraverso la poesia e la prosa si raccontino dipinti o manufatti architettonici. Si parla in questo caso di èkphrasis, una figura che i dizionari definiscono con l’espressione “descrivere con eleganza”, quasi a voler mettere in evidenza il fatto che la parola scritta gareggia con la cosa descritta. Continua a leggere
Potere Futurista, nelle librerie digitali
VINCENZO CELANO, “L’ANIMALE A SEI ZAMPE” – UN ESTRATTO
Vincenzo Celano, L’animale a sei zampe, Edigrafema, 2013, pp. 184
Cap. 1
Quando fu vicina al punto più alto dell’impietrata sconnessa di Ciaracalle, la giumenta sollevò di scatto la testa e cominciò a orecchiare chiaramente in apprensione rallentando il passo. Alla fine s’impuntò e non volle andare avanti.
Il Capitano, che le era sul basto, la spronò più volte con il tallone. L’animle fece due passi e si piantò di nuovo. Fu in quel momento che una nuvola, mossa da un fiato di vento, si scostò e sotto i riflessi della luna calante i muri del camposanto emersero improvvisi dalla terra a mostrarsi come un’immensa carcassa bianca.
Le orecchie della cavalla si erano fatte più mobili. Ne mandava avanti ora una ora l’altra allargando le froge e sollevando la testa come a sincerarsi di quel che sentiva. Continua a leggere
Anime Baltiche
Durante queste feste sono inciampato in un libro, Anime baltiche, che pochi mesi fa, alla sua uscita avevo colpevolmente ignorato. Un libro potente, di quelli che chiamano altri libri e letture, in una rincorsa infinita ed inesausta; sono ormai questi i miei preferiti: Danubio di Claudio Magris e Buddha sorride di Cesare Brandi per intenderci. Continua a leggere
Compilatore automatico di storie
Scrivo storie su ordinazione. I miei clienti mi portano le loro idee (ad esempio, vogliono scrivere la storia di loro padre, vogliono scrivere la biografia del nonno, vogliono scrivere il romanzo del loro primo amore …) e io trasformo le loro parole in narrazione. Non ho mai fatto altro nella mia vita. Quando ho un po’ di tempo libero penso a quando finalmente potrò scrivere la mia storia. Ho cominciato cinque autobiografie, fino a questo momento, ma non ce n’è una che mi faccia esclamare: ecco, questa è la storia della mia vita! Forse perché ogni volta che incomincio a scriverne una le storie degli altri si intrecciano alla mia. Lo so, è un rischio che si corre quando si fa un mestiere così. Ma stavolta, ho deciso che la storia che inizio sarà interamente mia. Continua a leggere
Sclerocardia

Alla fine del giorno, ho capito una cosa: non è la religione, non è l’etnia, non è l’ideologia che conta. C’è qualcosa che rende uomini e donne, fa essere se stessi e permette di essere felici. C’è altro che invece c’indurisce e ci nasconde dietro le maschere dell’aggressività e della paura. Sto guardando un bambino Gesù un po’ fuori dal comune, che si lancia verso me, per abbracciarmi. Mi pare la risposta più sensata al modello “cuore di pietra”, a ogni tipo di sovrastruttura che fa credere migliori o peggiori degli altri, mentre la verità è che io, senza l’altro, sono nulla, né posso sperare d’essere felice. Voglio lanciarmi come quel bambino, perché l’altro capisca che la durezza di cuore è l’unico modo per fallire, per dare e ricevere morte, per rendere inutile la vita.
Alessandra Palombo, Mestieri

Alessandra Palombo, Mestieri, (Giuliano Ladolfi Editore, 2014)
di Claudio Damiani
Alessandra Palombo ha la capacità di ingabbiare cose e farle apparire. E’ una magia perché l’oggetto prima è invisibile, poi esce fuori dal cappello come una colomba. Nella poesia le parole sono sempre “costrette”, nel verso, nella forma, nella metrica. Alessandra le costringe ancor più, come quando scrive tautogrammi, ossia testi in cui le parole sono costrette a cominciare tutte con una stessa lettera. Sembra un gioco ma per lei non è un gioco. Il tautogramma gli era servito ad esempio, in un prezioso libretto intitolato Tautogrammi d’amore e d’amarore (Liberodiscrivere, 2005), a parlare della costrizione amorosa, “i lacci d’Amor” petrarcheschi, quella condizione di impotenza e superpotenza insieme, d’essere prigioniero e libero nello stesso tempo (“e ardo e sono un ghiaccio; / e volo sopra ‘l cielo, e giaccio in terra; / e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio”, diceva Petrarca). Continua a leggere
Il Punto di Giulietto Chiesa: Parigi, trappola sanguinosa. | Pandora TV
Fu chiaro appena oltre lo zenith. Il romanzo “filosofale” di Paolo Fiore
Non sorprende un romanzo storico. Sorprende un romanzo dedicato a Giordano Bruno. Viviamo infatti in un’epoca che attende ancora la propria Rivoluzione Copernicana, che continua a credere nella centralità dei sensi umani e s’illude che tutto ruoti intorno a ciò che l’uomo percepisce. E viviamo in un’epoca in cui la massima libertà materiale ha accettato il dominio di questo pensiero unico umanista e allo stesso tempo disumano. Forse non è un caso che Paolo Fiore, l’autore di questo insolito romanzo “filosofale” sia un medico. Nella società del “corpo”, nella quale il medico più che uno scienziato è un sacerdote che dispensa cure con la stessa elezione di un oracolo, egli propone la propria rivoluzione culturale, affidandosi ad un filosofo, al filosofo più misterioso e irriducibile.
Ultime dalla Geenna
[youtube=https://m.youtube.com/watch?v=8bTD0lJ5Tv4]
da qui
Non so più che ora fosse di preciso
a quel giornale. Nel nostro emisfero
occidentale la ruota girava.
Da noi, il Divino Amore tributava
l’addio a Pino Daniele: Je so’ pazzo,
cantava, come fosse inconsapevole
e postumo profeta
di quello che accadeva al Charlie Hebdo.
I magnifici sette Beatles

Guido Michelone commenta i nuovi libri sul gruppo inglese
Il 2014 appena trascorso ha visto in Italia la pubblicazione di parecchi libri sui Beatles; dato l’interesse di cui gode ancora il Quartetto di Liverpool, che di fatto inventa la musica giovanile lungo gli anni Sessanta, con canzoni ancor oggi amatissime da parecchie generazioni, tra bambini, adulti, anziani; di libri sui Beatles ce ne sono per tutti i gusti, i colori formati, da leggere o da sfogliare, da studiare o da giocare; ne segnalo sette, tra i più recenti, per il taglio originale che viene fornito sull’argomento medesimo. Continua a leggere
Un omaggio a Pino Daniele
La morte di Pino Daniele ha sorpreso un po’ tutti noi che, la notte di San Silvestro appena trascorsa, l’avevamo visto e sentito in televisione a festeggiare il Capodanno in ottima forma artistica; si augurava, serenamente, nell’intervista poco prima dell’esibizione, un buon 2015 che per lui avrebbe anche significato un nuovo album, dopo la trionfale tournée dell’estate 2014 a riproporre Nero a metà, un long playing di trentacinque anni fa, ma che da tempo è da annoverare tra i ‘classici moderni’ della musica popolare italiana. Continua a leggere
E’ triste, papa. Ma è bellissimo.
Alle volte ci sono storie e autori senza i quali la nostra vita perderebbe una parte importante di quel senso che tanto a fatica siamo riusciti negli anni a scovare, proteggere e nutrire.
Spesso la maniera in cui queste storie ci raggiungono ha a che vedere col caso: la copertina di un libro su cui il nostro sguardo si è impigliato mentre camminavamo in una libreria, o un programma televisivo che non avevamo intenzione di guardare, o, infine, (è raro che accada ma alle volte può accadere) la combinazione di queste cose unite a un’infinità d’altre simili, appena differenti o distantissime.
L’autore è, in questo caso, Continua a leggere






