L’amore folle di Françoise Hardy

Hardy COPERTINA

Il debutto narrativo della mitica cantante francese

di Guido Michelone

Françoise Hardy nel 1962, a soli diciott’anni, con la canzone Tous les garçons et les filles, è l’idolo dei giovani parigini : poi in breve tempo conquista le platee di tutto il mondo, diventando, lungo gli anni Sessanta, l’unica diva francese a contrastare il predominio angloamericano nel campo della musica leggera. Le canzoni di Françoise Hardy hanno successo perché affrontano temi generazionali dal punto di vista di una ragazzina che recita il ruolo della post-adolescente triste, delusa, vittima insomma dell’egoismo e dell’incomprensione dei maschi e degli adulti. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.42: Il perché è noto. Francesco Varano, “Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979”

Francesco Varano, Il Giardino MedievaleIl perché è noto. Francesco Varano, Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979, Firenze, Polistampa, 2012

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di Giuseppe Panella

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Nella sua intensa e non formale Introduzione al libro di Francesco Varano, Franco Manescalchi sembra non avere troppo dubbi riguardo al destino di quest’opera mista di poesie e di immagini:

«Il Giardino Medievale, composto tra il ’77 e gli inizi del ’79, ha il doppio senso di luogo della meditazione ma anche, nell’etimo dialettale della terra del poeta, terreno arido da abbandonare scegliendo l’emigrazione. E’ la prima di una ricerca coerente giunta fino ad oggi e attraverso la quale Varano impagina vasti palinsesti di storia in una grande allegoria, dialogando con i poeti che ama e scendendo alle radici del dolore di questo medioevo che ci riguarda. Continua a leggere→

Rocco Scotellaro, fragile messia

Scotellaro

di Augusto Benemeglio

1.O mio cuore antico
Rocco Scotellaro è morto sessant’anni fa, a Portici, il 15 dicembre 1953, di notte, con un turbine negli occhi, un temporale sulla fronte e uno schianto terribile nel cuore,un rantolo breve e definitivo su un letto non suo di camera in subaffitto, ha reclinato il capo come un toro mortalmente trafitto dall’ultima estocada con la spada piantata fino all’elsa e le banderillas all’infuori. Continua a leggere→

6. Anche se non vuoi

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da qui

L’avrebbero dovuto chiamare Zaccaria, Dio si ricorda. Erano sicuri, al momento della circoncisione: di quella sicurezza che culla la vita in una musica dolce, ogni volta che ti unisci al branco, che ti metti in fila per vedere lo spettacolo previsto, strappandoti all’angoscia e alla bellezza della libertà. Continua a leggere→

Nessuna fiducia: viviamo nella diffidenza assoluta, riparati dietro rifiuti preventivi – di Marco LODOLI

Osservo il mio vicino di casa che inchiavarda la porta con decine di mandate: prima sopra, poi sotto, poi ancora più sopra, e infine con un pulsante aziona l’allarme. Deve andare alle poste e poi al supermercato, starà fuori un paio d’ore, quindi è meglio che protegga la casa, i soldi, l’oro e qualunque cosa preziosa sia celata in fondo ai cassetti. “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, mi dice con un sorriso amaro. Sotto casa, alle undici di mattina, un tipo lega il suo motorino scassato a un palo della luce con un catenone incredibile. Una signora gli si avvicina per domandargli un’informazione e il tipo, sempre alle prese con i suoi lucchetti d’acciaio, scuote la testa: “Non lo so, non so niente, arrivederci” dice liquidando in fretta la sconosciuta. Prendo anch’io la mia Vespa e parto per il lavoro: mi colpisce vedere lungo la Salaria una coppia di ragazzi che fanno l’autostop, lei ha in mano un cartello con la scritta Firenze, lui guarda le macchine e i camion passare veloci. Nessuno si fermerà, temo, non è più tempo di fiducia nel prossimo, di curiosità aperte: in ogni autostoppista può celarsi un serial killer. Continua a leggere→

Premio Internazionale di Poesia “Don Luigi Di Liegro”

Premio Internazionale di Poesia

Don Luigi Di Liegro

VI Edizione

(Scadenza 30 settembre 2013)

(Premiazione gennaio 2014)

La Fondazione Internazionale “Don Luigi Di Liegro” in collaborazione col sito letterario La Bella Poesia indice la VI edizione del “Premio Internazionale di Poesia Don Luigi Di Liegro” per promuovere i valori di solidarietà e accoglienza che furono propri dell’opera di Don Luigi, nonché lo studio e la valorizzazione dell’arte letteraria quale strumento di emancipazione dello spirito e di affinamento della percezione della realtà, riservando una specifica attenzione allo sviluppo culturale e morale delle giovani generazioni.

A tal fine una sezione speciale avente per tema “il bene comune” è riservata ai giovani di età non superiore ai diciotto anni e una sezione, dedicata alla saggistica propone il tema drammatico della condizione carceraria in Italia; inoltre all’usuale momento di selezione e premiazione, verrà affiancata un’attività collaterale di informazione e confronto sulle pagine Facebook de “La Bella Poesia” e del Premio, nonché sui siti www.labellapoesia.blogspot.it e premiopoesiadiliegro.blogspot.it dove verranno pubblicati i testi delle poesie vincitrici e sarà consentito il dibattito tra i partecipanti. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 245

Un occhio liquido senza palpebre e cigli perennemente puntato verso la luna madre.
Ce lo ricordiamo perfettamente entrambi, ormai vent’anni fa, il figlio della padrona con quel suo pozzo stretto e profondo dalle pareti di eternit, nel quale aveva messo delle carpe che indossata la maschera si tuffava a recuperare per levarle al cielo in una specie di sacrificio alimentare, fanciullo invecchiato in solitaria farandola su di un greto miserrimo.
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Vivalascuola. A.s. 2012-2013: l’anno del gioco delle tre carte

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2012-2013, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno che contiene anche una sintesi dei provvedimenti per la scuola da Gelmini a Profumo. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti.

Anno scolastico 2012-2013: l’anno del gioco delle tre carte
di Tullio Carapella

Domani, quando mi sembrerà di svegliarmi, che dirò di questa giornata? Che col mio amico Estragone, in questo luogo, fino al cader della notte, ho aspettato Godot? (Samuel Beckett, Aspettando Godot)

Innanzitutto: grazie Bologna! Un grazie di cuore a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno creduto fortemente nella possibilità di combattere vincere un fronte ampio ed economicamente attrezzatissimo Continua a leggere→

E’ la scrittura, bellezza!

E' la scrittura, bellezza!

di Barbara Pesaresi

Mi è rimasta un’illusione: compilare un manuale di scrittura creativa, che nel mio caso sarebbe alla rovescia, alternativo ai tanti che ho sfogliato con tedio e insofferenza. La scrittura è tra le cose da prendere di petto, come gli orchi delle storie o i mostri che appaiono nei sogni. Prima o poi lo scriverò. (da Non superare le dosi consigliate)
E poiché Fabrizio Centofanti è uno che mantiene le promesse, ecco il saggio/romanzo È la scrittura, bellezza!, l’antimanuale di scrittura creativa. Continua a leggere→

L’inverno d’estate

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Da qui

Il fatto che ci sia l’inverno a giugno dipende da tanti fattori che sarebbe improvvido affrontare in questa sede. Ciò che importa, qui, è un più generale clima di transizione e spaesamento. Sappiamo molte più cose di una volta, grazie ai mezzi approntati dalle tecnologie avanzate; conosciamo a menadito diritti e facoltà e la coscienza sociale si è affinata al punto che ciascuno di noi potrebbe redigere un programma politico o economico da proporre al resto del paese; passeggiamo indossando gli occhiali col computer incorporato, che rivela dettagli di passanti sconosciuti, permettendo di riprenderli senza che nessuno se ne accorga; abbiamo strumenti adatti per decifrare i giorni che viviamo, criteri validi per ogni segmento dello spazio-tempo, a livello locale e planetario, grimaldelli efficaci per ogni coordinata e per tutte le stagioni. Il problema è che sono le stagioni a essere cambiate. Per questo facciamo tanta confusione. Per questo non capiamo quasi nulla.

4. La notizia

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da qui

Il primo giorno di lezioni alla Pontificia Università Gregoriana circolavano aneddoti curiosi, come quello sull’Annunciazione: turbata dall’apparizione, la Vergine si sente replicare dall’arcangelo: non temere, Maria, sono solo un genere letterario. Continua a leggere→

A Sud del Sud dei Santi

Zizzi

A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” (LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi

Si tratta di lavoro massivo, che ha coinvolto una decina di critici e che gode della cura di Michelangelo Zizzi. L’opera, voluta da LietoColle Libri, rappresenta il più completo organo di classificazione e conoscenza critica della poesia pugliese, che – per quanto obliata, spesso, dalla grande editoria italiana – ha costruito il midollo spinale delle cosiddette linee orfiche o borboniche contro le cosiddette lombarde o fiorentine. Continua a leggere→

Angelo Gaccione, Ostaggi a teatro 1985-2007

Esce Ostaggi a teatro 1985-2007, che raccoglie in un unico volume nella Collana Hybris dell’Editore Ferrari tutta la produzione teatrale di Angelo Gaccione. Per gentile concessione dell’Editore, che ringraziamo, ne proponiamo un atto unico.

Lo sbaglio
di Angelo Gaccione

Due intervistatori
Una donna

Ufficio di un’agenzia che esegue interviste per conto di una nota Organizzazione non Governativa. Dietro il tavolo due uomini vestiti casual. Alle pareti manifesti di organismi umanitari. Dalla sala d’attesa viene introdotta una graziosa giovane vestita in maniera molto elegante.
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Axis Mundi. Racconti della Brianza

hippy-bus

Attica 73

di Gianni Fumagalli

Ma potrebbe anche titolarsi il viaggio dell’incoscienza. Eravamo giovani,spensierati e un po’ immaturi, almeno nel ristretto spazio dell’otium vacui della vacanza, ma godevamo della spontanea protezione del Nume Tutelare degli irresponsabili – rigorosamente in buona fede.
Ci sono vacanze che restano nella memoria dei protagonisti per svariate ragioni: incantevole bellezza del luogo, particolari amicizie o galanti avventure nate in quel momento speciale, imprevisti e contrattempi rovinosi, esilaranti coincidenze. Le ferie del 73 hanno contenuto queste e numerose altre esperienze al punto da renderle, per tutti noi, la “Vacanza”. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.41: Un campo di battaglia. Antonio Ferrero, “Classe terminale”

Antonio Ferrero, Classe terminaleUn campo di battaglia. Antonio Ferrero, Classe terminale, Marina di Massa (MS), Edizioni Clandestine, 2011

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di Giuseppe Panella

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Scrivere libri sulla scuola è ormai diventata una delle attività predilette degli insegnanti più validi e meno demotivati tra i tanti (troppi!) che rischiano di diventarlo nel caso il declino e la caduta della scuola pubblica non si arresti e si ritorni a quella qualità di un tempo da tutti nostalgicamente evocata (anche se forse anche all’epoca non erano certo mancati dubbi e lamentazioni sul loro stato mediocre e periclitante). In sostanza, sulla scuola esiste una vera e propria “letteratura di genere” che vanta veri e propri piccoli gioielli (i primi romanzi di Domenico Starnone, ad esempio, prima della sua attuale deriva cinematografico-mainstream) o una robusta quanto ben consolidata mediatà stilistica (Un paradiso triste di Francesco Paolo Tanzj, ad esempio).

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Caso Ilva, Riva non è l’eccezione – di Guido VIALE (il manifesto)

Per capire di che cosa parliamo quando parliamo di privatizzazioni guardiamo l’Ilva. Riva ha comprato l’Italsider di Taranto (un «ferrovecchio», secondo lui che lo ha comprato; un gioiello, secondo Prodi che ne ha predisposto la vendita) una ventina di anni fa per una manciata di miliardi (di lire: cioè di milioni di euro). Da allora, ha instaurato in fabbrica un regime dispotico, che gli è valso due condanne per discriminazione (ma ne avrebbe meritate decine), ma che è costato agli operai centinaia di morti sul lavoro.  Ha appestato la città con emissioni, reflui e rifiuti nocivi che hanno provocato migliaia di malattie e centinaia di morti. Ha macinato profitti per miliardi di lire, ma poi anche di euro, e ne ha imboscati molti in paradisi fiscali, rimpatriandone una parte esentasse grazie allo scudo fiscale di Tremonti. Ha sfruttato gli impianti senza investire se non lo stretto necessario per tenerli in funzione, mettendo in conto di abbandonarli, insieme a operai e città inquinata, quando non sarebbero più stati redditizi. Continua a leggere→

Maddalena Capalbi, Nessuno sa quando il lupo sbrana

Maddalena Capalbi, Nessuno sa quando il lupo sbrana
di Nadia Agustoni

Una raccolta di poesie, questa di Maddalena Capalbi il cui titolo Nessuno sa quando il lupo sbrana, La Vita Felice Milano 2011, evoca scene d’infanzia e ricordi di storie con un sottofondo di paure. Continua a leggere→