Pishta

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=AdPhAKqZLqM]

da qui

Sai solo urlare – non è vero -,
se bastassero i soldi, nella vita,
da quando sei caduto sul lavoro,
la calce viva, colata sulla faccia,
perché sai, gli appuntamenti strani
non si trovano mai nell‘organizer
dei ricchi, ma i gitani, i barboni, gli alcolisti,
centrano sempre il giorno dell’incontro
fatale. Tu resisti, Pishta, io ci sarò,
anche se tutti ti daranno addosso,
quando si è fatto tardi e le finestre
si riempiono di luci artificiali,
tu solo stai seduto sotto il raggio
di un fato imponderabile
cui non mancano i giorni per tradirti.
Resisti, zingaro fratello,
pensa a tua figlia,
che scrive giorno e notte,
a tua moglie di cui non sai più il nome,
e il pianto di un bambino
nella casa di fronte ti ricorda
che il mondo ricomincia ogni momento,
lì vicino.

Destra e sinistra a confronto sulla mafia

Saranno il vicepresidente della Commissione antimafia, Fabio Granata, e l’ex presidente e attuale membro della stessa Commissione, Giuseppe Lumia, a confrontare due culture, quella di destra e quella di sinistra, sul tema della mafia e dell’antimafia.

L’occasione sarà la presentazione, organizzata dalla proloco di Ciampino nella sala convegni in via del lavoro 59 a Ciampino (Roma), alle 17.30 di martedì 31 maggio, del libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi. Continua a leggere→

27. Non est hic

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da qui

C’è una gran confusione di corpi arrampicati sulle scale, olio bollente gettato dalle mura, macchine da guerra, catapulte, eserciti che marciano a piedi e a cavallo con bandiere al vento, soldati stanchi e affamati con la croce sul petto, cartigli con dichiarazioni solenni degli imperatori, un uomo che arranca nel deserto, col bastone e il sole a picco sulle onde irregolari di pietra e sabbia, una mano che scrive, e ancora scudi, lance, balestre, guerrieri in tunica scura e copricapo bianco che cadono, colpiti, da cavallo, Continua a leggere→

Anniversari, i vent’anni di Kamen

Nell’ambito della rassegna internazionale “Traghetti di Poesia”

ideata e curata dal poeta Guido Oldani

Martedì 31 maggio 2011 – ore 18,00

verranno festeggiati i 20 ANNI della rivista internazionale di poesia e filosofia:
“KAMEN’ ”

Inoltre si presenterà la plaquette “CONTRAPUNCTUS” edita da LietoColle, opera di
AMEDEO ANELLI Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.74: Ansia esistenza sovrana. Giorgio Todde, “Dieci gocce”

Ansia esistenza sovrana. Giorgio Todde, Dieci gocce, Milano, Frassinelli, 2009

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di Giuseppe Panella*


Giorgio Todde è un medico (per la precisione un oculista) ma il suo non è un medical thriller. Dopo cinque romanzi noir dedicati al medico-imbalsamatore Efisio Marini (un personaggio realmente esistito), questa sua narrazione dedicata alla storia di un’angoscia durata tutta la vita è tutto fuorché una vicenda dal taglio diagnostico (e quindi consolatorio). Mario ha sempre sofferto di ansia, di svenimenti, di trasalimenti legati alla salute e alla necessità di vivere comunque una vita normale, come tutti fanno nel corso del tempo che passa. Archivista modello, creatore poetico di altrimenti gelide pratiche burocratiche che cerca di arricchire di umanità, Mario ha bisogno di una vita inquadrata entro perimetri ben definiti, quasi ferrei, per non stramazzare sotto il peso di essa. Sua madre, rimasta solo dopo la morte del padre ma ormai insofferente alla presenza costante del figlio in casa, vorrebbe che il suo unico e immobile rampollo si sistemasse e la lasciasse vivere fino in fondo la sua relazione con il pur anziano dottor Cosimo, da molto tempo medico di famiglia. E’ quest’ultimo a prescrivere a Mario le “dieci gocce” di tranquillanti che danno il titolo alla narrazione di Todde. Ma le gocce non sempre bastano e anche una vita che eviti ogni compromissione con il mondo esterno (esemplare è l’abitudine di Mario di andare al lavoro rigorosamente chiuso nella sua automobile con i finestrini praticamente sigillati) non è sufficiente a preservare dall’impatto spaventoso con una vita odiata e temuta. Un giorno, però, una ragazza dal “collo indifeso” e dalle belle ginocchia unite gli passa a fianco anch’essa difesa da un’automobile ben chiusa. Il collo e le ginocchia di quella donna lo attirano ma Mario cerca di evitare la tentazione. Aprirsi e proiettarsi all’esterno gli sembra troppo pericoloso:

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26. Scrivere

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da qui

C’è un bel panorama da quassù: gli ulivi e i cipressi formano una specie di corona, un canale di rumori e odori che ridanno vita, accarezzano le pareti delle case, la facciata della chiesa, il recinto in pietra e ferro dei reperti archeologici; i palazzi alti e squadrati vorrebbero dominare la valle che s’infrange sulle colline di vitigni, i sentieri polverosi incidono i rilievi verdi come crepe, o righe di una pagina illeggibile. Continua a leggere→

Droga, l’età della ragione

Pubblichiamo questo appello, particolarmente importante per l’Italia, dove sul “problema droga” domina un proibizionismo demagogico e violento.

di Alice Jay

Nel giro di pochi giorni potremmo finalmente assistere all’avvio della fine della “guerra alle droghe”. Questa costosissima guerra contro la piaga della dipendenza dalle droghe ha fallito miseramente, mentre ha lasciato sul campo numerose vite umane, ha devastato intere comunità, e ha versato miliardi di euro nelle casse di violente organizzazioni criminali.
Gli esperti sono d’accordo nel sostenere che la politica più efficace sia la regolamentazione, ma i politici hanno paura di toccare l’argomento. Fra qualche giorno una commissione globale, cui parteciperanno fra gli altri i Capi di stato e i responsabili degli affari esteri di ONU, UE, USA, Brasile, Messico e molti altri, romperà il tabù e chiederà pubblicamente un nuovo approccio, che comprenda la depenalizzazione e la regolamentazione delle droghe.
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Tutti fottuti frutti

di Alessandro Ansuini

Le ragazze avevano preso familiarità con le sostanze nel senso
Che continuavano a infilare le mani dentro le ciotole e poi
Si leccavano le dita oppure due avamposti in là si mangiavano un’unghia e
Bisognava cominciare a rincorrerne una che fuggiva a piedi scalzi
Rincorsa dai ragni per fortuna non avevamo più sette anni quindi
Dopo un po’ si stancavano e crollavano addormentate dentro vaste
Porzioni di moquette oppure in alcuni vasi lungo la strada perché
Questa città sembra non dormire mai “per il mio compleanno
Voglio un biglietto di ritorno per la pancia di mia madre” disse
Dolcezza che invece proprio non dormiva mai e non aveva nemmeno
Sette anni “adattamento” continuava a ripetere “è che io
non mi spreco quando voi vi annoiate e scialo
Quando sono in vantaggio” diceva “ma in vantaggio su chi?”
Chiedevo io ma lei aveva cose più importanti delle risposte
Lei aveva le labbra e quelle dita bellissime e mordicchiava tutte le
Cose colorate di giallo o meglio lei asseriva di mordere direttamente
Il giallo, all’infinito, e poi c’era una sala buia o qualcuno andava a pisciare dietro una
Colonna e sparivamo, sparivamo e riapparivamo qualche tempo dopo su
Un altro divanetto, con le gambe sotto a qualche altro tavolo e l’unica
Cosa che confutava la nostra esistenza con sprezzante regolarità erano tutte
Quelle foto, e i disegni, e le cose che si incastravano ad altre cose
Che a volte eravamo noi.

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25. Per quel grido

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da qui

Sono alle porte di Betania, un villaggio di case in pietra grezza, una chiesa in primo piano e mura basse che scendono appaiate a una strada bianca e polverosa. Si siedono ai piedi di un ulivo contorto, piegato verso terra, oppresso da un peso invisibile. Anche Eleazar è gravato da un fardello che non riesce a sopportare. Continua a leggere→

Sto provando a pensare

Squilla il telefono ed è mio padre. “Mauro” dice, “ho ucciso mamma”.
Io ho appena finito di legare i pomodori alle canne che stamani sono andato a prendere dai lungo-fossi fuori città. Ho ancora in testa l’istante in cui mi dannavo l’anima a spezzarle, le canne, tra gli arbusti ai lati della superstrada, maledicendomi per non avere con me un pennato o un coltello, quando avevo sentito una voce alle mi spalle dire “ma cosa sta facendo?”
Era un tizio con la barba rasata, i ray-ban scuri, l’uniforme fresca di lavanderia.
E io che mi sentivo bagnato fin dentro le mutande, avevo le maniche della camicia arrotolate sopra la giacca e i calzoni appiccicati alle cosce. Non ero neppure passato da casa a cambiarmi d’abito dopo l’udienza in tribunale.
“Prendo Continua a leggere→

24. Vino

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da qui

La sala è grande e addobbata: festoni colorati calano dai muri come stelle comete, fili guarniti di fiori di cartone corrono da una parte all’altra tracciando ponti di allegria. La gente mangia, parla, infila stuzzicadenti nella bocca, alza la voce, mormora pettegolezzi, qualcuno si alza per tornare a riempire il piatto di contorni. Lo sposo e la sposa si guardano incantati: lui ha dentoni da coniglio e capelli spettinati, lei una testa piena di fiori variopinti, come un vaso da terrazzo. Continua a leggere→

FIRENZE, giovedì 26 maggio: Presentazione “Jean-Jacques Rousseau e la Società dello Spettacolo” di Giuseppe Panella

Patrocinio quartiere 1 – comune di firenze

PIANETA POESIA 2011
***

PALAZZO VIVARELLI COLONNA

(Sala degli Specchi)

Via Ghibellina 30 Firenze

Giovedì 26 maggio ore 16

Presentazione del libro di Giuseppe Panella

Jean-Jacques Rousseau e la Società dello Spettacolo,

Pagnini editore, Firenze, 2011

Intervengono Tommaso Cavallo e Silverio Zanobetti

Saranno presenti l’autore e Stefano Berni, direttore della collana di filosofia e scienze sociali edita da Pagnini

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.12: Dentro e contro la realtà. A cura di Giuseppe Panella

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2cbCseZFv2s&w]

Per una visione migliore, cliccare sul video

Le lezioni di teoria della letteratura sono a cura di Giuseppe Panella

Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti

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[Qui tutte le VIDEORECENSIONI ]

Non mi sono rassegnato all’orrore della stupidità e del potere

Intervista a Michele Lupo
di Lucia Tosi

Michele Lupo, hai scritto un romanzo, L’onda sulla pellicola, pubblicato nel 2004, dei racconti, I fuoriusciti, 2010, a breve uscirà un secondo romanzo: qual è la forma attualmente più consona a Michele Lupo e quale quella ai lettori d’oggi, ai quali si voglia dare delle storie che si facciano leggere e dei contenuti etici? Per esempio, Giulio Ferroni invita gli scrittori a cimentarsi con il racconto ritenendolo la forma più adatta, oggi, a confrontarsi “con la complessa contradditorietà del presente“.

Mah, a me queste proposizioni lapidarie su quello che “oggi sarebbe” etc mi hanno sempre fatto un po’ ridere. Continua a leggere→

23. Parabole

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0EbcIkqNawY]

da qui

E’ una galleria gremita di negozi, stracolmi, a loro volta, di oggetti di ogni tipo: icone, tappeti, vasellame in ceramica, acciaio e terracotta, cuscini, abiti, arazzi. I gruppi di turisti si riconoscono dai cappelli colorati, le borse a tracolla, le Nikon pronte per essere impugnate; stridono col paesaggio fatto di cose genuine – alberi, pietre, cipressi – che richiedono uno sguardo lungo e sognante capace di far gustare il sapore della storia, l’odore del tempo che si accumula tra foglia e foglia, mattonella e mattonella. Continua a leggere→

Vivalascuola. Annuncio. Il Mito del Mammut IV atto

Centro territoriale Mammut
26 maggio 2011
Piazza Giovanni Paolo II di Scampia
Il Mito del Mammut IV atto
Primo Microfestival dello spazio pubblico

Strade, piazze, vicoli sono stati per lungo tempo il luogo dell’incontro, dello scontro, dell’imprevisto, della relazione. A Napoli, forse questo più che altrove. Poi le macchine, il cemento e le isterie collettive della demonizzazione del “non-privato” e di tutto ciò che non è sicuro, controllabile e prevedibile, e la deriva dello spazio pubblico visto come luogo del pericolo, da cui recuperare ragazzi e bambini. Continua a leggere→

La luna a strisce

Giovedì 26 maggio 2011 alle ore 18 nella sala conferenze della Libreria Croce

Rosanna Salzano Trezza presenta il romanzo

La luna a strisce
Guida Editori

di Lucia Amendola Ranesi

Margherita De Donato legge alcuni brani del libro. Interviene l’autrice.

Antica Libreria Croce
Corso Vittorio Emanuele II, 156
00186 Roma

“Dal cassetto dei ricordi dell’autrice emerge, alla morte di sua madre, la biografia dell’amore dei suoi genitori (un’insegnante di matematica e un suo allievo) e…non solo. La piccola storia si incrocia con la grande Storia e riporta alla ribalta aneddoti ed eventi inediti di grandi maestri del mondo scientifico: Puccianti, Cantone, Majorana, Caccioppoli seguendo – dal 1928 al 1945 – il filo rosso delle vicende di una famiglia che attraversa con i suoi disagi e le sue perdite la dittatura fascista e la guerra.
La narrazione procede con agile, vivace e avvincente freschezza attraverso la felice trasposizione del vissuto, dei ricordi e dei racconti ascoltati. Viene ricostruita nella prima parte la magica atmosfera di un mondo perduto, mentre in quelle successive l’orizzonte si allarga fino a ricostruire la rapida trasformazione di una societa’ che vede crollare tutte le sue certezze, di cui e’ testimonianza e metafora nel 1945 “il matto che suonava sotto le bombe”.
Un romanzo che affascina e cattura.
(Rossana Salsano Trezza)

Provocazione in forma d’apologo 198

Da ragazzo conoscevo un colonnello in pensione. Allora non sapevo che cosa significasse per un colonnello in s.p.e non ricevere all’atto del congedo il grado di generale. Ciò che sapevo era che il Colonnello era stato un capo partigiano, fatto che costituiva il baricentro della sua esistenza e il tema principale, se non l’unico, delle nostre conversazioni.
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