Parlare per figure – di Nadia Agustoni

[ L’articolo è un estratto da un lavoro tuttora in corso su alcuni scrittori contemporanei. La rilettura di David Grossman riguarda la sua novella o romanzo breve Col corpo capisco edito da Mondadori nel 2003. N.d.A.] (1)

David Grossman è spesso riuscito a creare personaggi femminili molto belli. Valga per tutti la piccola suora ortodossa di Qualcuno con cui correre, uno dei suoi libri di più ampio respiro. Nel romanzo breve Col corpo capisco, Rotem torna dalla madre morente per assisterla e leggerle un racconto che ha scritto e con cui cerca di spiegarsi un fatto cruciale del loro passato che lei figlia ha vissuto come fatto imperdonabile. Rotem è lesbica e Melany l’amante londinese con cui vive lontano da Israele è stata prima ancora che un’amante la donna che l’ha salvata da un lento disfacimento morale e fisico. Il passato è un peso per Rotem. Le pesa il non amore o meglio l’amore imperfetto di Nili, madre tesa a cercare troppa salvezza e per troppe persone. Continua a leggere→

Daniele Picouly, Ed e Jones, una testa perduta, la traduzione e il nègre

di Renata Morresi

Tra “negro” e “moro” ce ne passa, mi diceva il traduttore, senza contare la differenza tra “la testa di” e la “testa di”, ch’è tutt’un’altra storia, convieni.

Io convengo, davvero, e m’interessano assai le dispute semantiche e lessicologiche, soprattutto in materia di “razza”. Tanto che a recensire il bel racconto di Daniel Picouly, Tête de nègre, da poco apparso in italiano per i tipi di Perrone, mi appassiono assai del rimuginio che ha lacerato il traduttore. Soprattutto quando lavora con una lingua che ha un’altra memoria della neritudine (senza g, già).

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La “Carboneria Letteraria” al “Panzini” di Senigallia (AN)

primo_incontro.jpgVenerdì 29 febbraio, alle ore 18, sempre nell’ambito della sesta edizione del progetto “Lo scrittore della porta accanto”, presso la sala incontri dell’istituto Panzini di Senigallia, verrano presentate le attività della Carboneria Letteraria, un laboratorio di scrittura creativa di cui fa parte Giuseppe D’Emilio, docente del Panzini. Interverranno Chiara Bertazzoni, Roberto Fogliardi, Fabrizio Marcantoni e Mauro Pierfederici, che leggerà alcuni racconti tratti dall’antologia Primo incontro, pubblicata dall’editore campano Centoautori.

Al termine dell’incontro si terrà una degustazione di vini dell’azienda agricola La Distesa di Cupramontana, guidate dai docenti Luigino Bruni e Massimo Castignani.

HITLER di Giuseppe Genna – Mondadori 2008

hitler di Genna

Recensione di Valter Binaghi
Pubblicata in forma ridotta sul Corriere Nazionale del 24-2-2008

Da un po’ ci si rende conto che il romanzo italiano è un oggetto mutante, e soprattutto che le categorie di genere che la critica tradizionale ha a disposizione sono consunte.
Quello che una volta si chiamava il romanzo “di formazione” è sempre più la biografia di un io-minimo: il diario tardo-adolescenziale del precario cronico o del bovarismo di sinistra, la cosmetica dell’anima new age, il “famolo strano” di scrittrici in guepière.
L’avventura, ma anche l’affresco sociale, sono catalizzati dal giallo e dal noir in cui invece sarebbe ingiusto non riconoscere, negli ultimi anni, scritture ben superiori alla tradizionale media del “genere”: esse si fanno carico non solo della rappresentazione dei caratteri della commedia umana, ma anche dell’indignazione sociale, e di quel tanto di politico che sempre contiene una rappresentazione del misfatto e dell’investigazione.
Poi c’è il romanzo che definirei tragico, quello che consapevolmente assume la “frattura ontologica”, la cronica insufficienza di un Senso puramente urbano alle vicende umane, e mette l’uomo in diretta comunicazione con le potenze del mito. Non sto parlando di un testo “superiore”, e nemmeno necessariamente “riuscito”, ma di una sorta di necessità che a un certo punto certi libri richiedono, forse anche certi scrittori. Genna è uno di questi. Lo si percepisce chiaramente con “Dies Irae”, e ancor più con questo ultimo “Hitler”, ma con esiti molto diversi. Continua a leggere→

“David Torrini: scorci di poesia tra Firenze e il mondo”

di Giovanni Agnoloni

Oggi vi propongo una mia conversazione con il giovane poeta fiorentino David Torrini, nato nel 1976 e autore della raccolta Cristalli (edita da EMF – Collane il Melograno), risalente al 1999. In seguito, David ha avuto riconoscimenti in diversi concorsi di poesia e prosa, tra cui il Premio speciale al concorso internazionale Versilia 2004, organizzato dall’ACSI, con la poesia Rincorrendoti (che qui segue), e il Premio speciale al concorso organizzato dal CONI “Racconta il tuo sport“, con un racconto intitolato L’Ultimo Tiro. Presto alcune sue poesie saranno pubblicate su Domist.net.

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IBN’ ARABI – L’INTERPRETE DELLE PASSIONI – URRA/APOGEO. 15 Euro

A cura di Roberto Rossi Testa e Gianni De Martino

ibn arabi

Recensito da Valter Binaghi

C’è un percorso esoterico nella nostra cultura che, per quanto oggi sembri trascurato, resta una delle vene sotterranee che ne sostengono la pienezza vitale, senza di che una cultura diviene puro archivio di significanti pastorizzati e di stereotipi nell’agire.
Sto parlando dell’erotica mistica, uno dei momenti in cui la carne appare una promessa pienamente realizzata, e l’istinto dà il suo fiore lungamente atteso nello Spirito.
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La mano sulla fronte. “Arte estrema” e poetiche “vomitanti” di Santi Barbagallo

di Santi Barbagallo

Una serie di fotografie in bianco e nero che il trascorrere degli anni ha lievemente ingiallito ritraggono una giovane donna nuda con un foglio di carta sul quale s’intravedono, scritti a mano, i versi di una poesia d’amore. Nella prima foto, la bella ragazza “di-corpo-vestita” (sic!) è in piedi, i capelli barboncinamente bioccoluti le nascondono il viso come nelle istantanee di una rivista di “cronaca amatoriale”, la mano sinistra è accostata cordialmente al pube mentre la destra mostra all’obiettivo la lettera d’amore con un bacio stampigliato sopra a mo’ di sensualissima firma.

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Amleto

amleto.jpg
traduzione di Massimo Sannelli

AMLETO, da AMLETO, III.1

Essere. O non essere. O l’uno. O l’altro.
Che cosa è meglio? Patire gli strali
e i colpi di balestra di una sorte
oltraggiosa? Aggredire con le armi
l’abisso degli affanni, e contrastarli,
fino in fondo? La morte. Solo il sonno,
nient’altro. Poi, convincersi che il sonno
sarà la fine delle fitte al cuore
e delle malattie che per natura
colpiscono la carne degli uomini. Continua a leggere→

LA NORMALITA’ DEL MALE

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di Alessandro Seri

– Quei due hanno qualcosa di sinistro – mi ripeto giornalmente e senza una motivazione precisa questa frase, ogni qual volta che appaiono in video i due esseri troppo umani facenti parte di quella coppia che a Erba sembra abbiano ammazzato un bambino di tre anni e altre tre persone. Ammetto che la regola e il politically correct prevede di non esprimere giudizio finché giudizio non è stato pronunciato in tutti i gradi possibili dai vari tribunali ma questa frase tarlo che mi si è insinuata mi mette un po’ a disagio.

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Trapezio e traversa

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Il trapezio, aiutati col trapezio, sposta la coperta, tirami su, bene, adesso abbassiamo il letto, aggrappati al trapezio, piega le gambe, e uno e due tre, suuu!, ora rialziamo il letto, ti sistemo il cuscino, poi guardiamo la flebo, il vicino cosa dice?, parla con la donna che gli passa la notte, che ore sono? Continua a leggere→

Parole. Tre poesie di Volker Sielaff

giacometti_237_260.jpgVolker Sielaff ( Germania, 1966)
Nachmittagsmond
Er lag über uns, und sie zeigte
mit dem Finger drauf. Da, sagte sie.
Er hob sich kaum ab von dem grauen
Nachmittagshimmel. Es war der erste Tag
des Winterschlußverkaufs, die Leute
liefen in die Kaufhäuser
oder stritten sich heftig
um eine Parklücke.
Sie hatten viel zu tragen
weil es einfach alles
zu reduzierten Preisen gab.
Da, sagte die Kleine. Continua a leggere→

Diamole del tè: un'”inutile” chiacchierata con Laila Wadia al Café Au Livre di Padova

locandina1.jpgSabato 23 febbraio inutile. opuscolo letterario è lieto di invitarti allo splendido Cafè au livre in via degli Zabarella 23 (Padova), per un incontro-chiacchierata con Laila Wadia. Dalle 16.30 un’ora di letteratura, migrazione, letteratura delle migrazioni, e tanto altro.

Laila Wadia è nata a Bombay nel 1966 da genitori indiani di origine persiana, vive a Trieste e lavora come collaboratrice linguistica all’università. A prima vista potresti scambiarla per siciliana o calabrese. Appena arrivata a Trieste la chiamavano «cabibba» (terrona). Perfettamente mimetizzata, fa il tifo per l’Inter. Ha scritto la raccolta di racconti Il burattinaio (Cosmo Iannone) e il romanzo Amiche per la pelle (Edizioni E/O).

inutile è disponibile su .pdf alla metà di ogni mese, e tutte le settimane al sito www.rivistainutile.it

Bestemmia in forma di rosa – di Cristiano Armati

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Mio nonno ha stirato le zampe dietro a un paravento bianco. Era tutto nudo sul letto, sembrava che dormiva, invece era quasi morto. Non era solo, c’era un sacco di gente: a cominciare dalla signora seduta su una sedia di ferro, china sul capezzale accanto a quello di mio nonno.
Si guardava il marito, la signora. Era la terza volta che lo operavano di tumore: ormai era ridotto a un cencio. Senza denti, senza pezzi interi di polmoni, eppure campava. Cioè, respirava. E la moglie stava là, divorata dai capelli bianchi, sotto una tinta fatta male che le aveva sporcato di nero la fronte. Figuriamoci se faceva caso a mio nonno. Continua a leggere→

Falsi montaliani, di Alessandro Romeo*

monalisa.jpg[*Alessandro Romeo nasce a Venezia nel 1985. Sta per laurearsi in Lettere all’università di Venezia ma, soprattutto, è tra i fondatori di inutile.]

Tremavi asciugandoti i sontuosi
capelli e, nonostante il gelo,
ridevi. Mentre io, appeso sugli anelli,
ti presentavo le terzine addominali.

Ti alzasti, segreta. E mi dicesti
“Unno!” e con le forbici arrotate
tagliasti i tuoi capelli.
Due ciocche tra le mani mi mostravi
e belle, “Questa e quella ciocca”,
mi dicesti “siamo noi:
tu che mi discosti, io che t’amo”.
Discesi dagli anelli, ti risposi:
“Ciocche non siamo, ciocche non vogliamo”

[E. Montale, Conviventia, app. sparsi, Enna 14 Agosto 1974] Continua a leggere→

Come nasce un libro

Dal tam tam sotterraneo della rete rilancio questo annuncio:

Come nasce un libro


Dall’idea al comodino.
Domenica 24 febbraio alle ore 17,00 alla Libreria degli Elfi di ANGUILLARA SABAZIA
(Via del Forno 1 – centro storico)

clicca su “Come nasce un libro” per scaricare la locandina (file .doc)