“O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!”
O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!
Tardi quando l’aurora della sera
fiammeggiò feralmente in cinque spiriti.
Vedovanza senza pane né untume, che termina in orrendi metalloidi
ed in cellule orali si conclude.
Oh, sempre, mai imbattersi nel mai di tanto sempre!
O miei buoni amici, esca crudele,
parziale, penetetrante al nostro mutilo,
capriccioso, volatile sconforto!
Sublime, bassa perfezione del porco,
palpa la mia generale malinconia!
Suola sonante in sogno,
suola
rozza, inferiore, venduta, ladra, lecita,
scende e palpa ciò che eran le mie idee!
Tu e lui e loro e tutti,
nondimeno,
entrarono in mazzo nella mia camicia,
sulle spalle legno, tra i femori stecchini;
tu particolarmente
che mi hai influenzato;
lui, futile, sanguigno, con denaro,
e loro, fuchi dall’ala d’altro peso.
O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!
(da “Poemas umanos”, traduzione di Roberto Paoli,
ne “Tutte le poesie – vol.II” – Edizioni Accademia, MI, 1976))