Archivio mensile:Dicembre 2008

Sinistra rancorosa, perché te la prendi con Roberto Saviano?

di Girolamo De Michele

«Non sono affatto un eroe. Non basta esser minacciati per esserlo. Chi vive qui, a sud, nella provincia d’Italia fa semplicemente una scelta. Io ho fatto la mia (23 marzo 2004)» . Quando scrive queste parole sul lit-blog Nazione Indiana, Roberto Saviano non è ancora l’autore di Gomorra, ma ha già ricevuto avvertimenti, minacce: due pagine pubblicate su Diario hanno suscitato l’attenzione della camorra. Non per la risonanza che l’articolo può avere, ma per aver nominato Casal di Principe. Come accadde per Pippo Fava, colpevole di aver nominato Nitto Santapaola. A Saviano si dice già che non vale «cinquemila», il vecchio prezzo in lire di tre cartucce di fucile: un modo per far sapere che invece le tre cartucce prima o poi arriveranno. Il tenente dei carabinieri che lo convoca in caserma, nel marzo 2005, non ha «mai visto un intellettuale conoscere tante “schifezze”». «Lei sa più dei miei ufficiali», dice con fare rabbioso. In una lettera agli amici di Nazione Indiana lo scrittore rivendica il senso della propria scrittura: descrivere «l’intero meccanismo e non la singola questione non la singola questione. Continua a leggere→

Un ligure dell’entroterra in Piemonte

Racconto a quattro mani di Marino Magliani e Mario Bianco

Era il Piemonte uno dei primi nomi di posti che un bambino ligure imparava.

Forse ora no, il Piemonte per un bambino ligure non esiste, ma negli anni sessanta il piemonte era il luogo di provenienza delle raccoglitrici che scendevano per olive in Liguria . Non si sarebbe mai parlato di Piemonte in Liguria, se non fossero scese le raccoglitrici. Una decina di donne per azienda, restavano in Liguria l’intera stagione della raccolta, parlavano quei dialetti molli, ma erano donne dure, dai ginocchi potenti e le mani svelte.

Le guardavo raccogliere perché seguivo mia madre, che era a sua volta raccoglitrice. Continua a leggere→

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 89

Raggiunto il suo culmine di colpo la tempesta cessò. Onde compiacenti sospinsero Erre su di un’isola dotata di tutte le comodità e fecero incagliare la sua piccola imbarcazione da navigatore solitario, carica di ogni ben di Dio, a poche bracciate dalla spiaggia.
Erre pertanto non se la passava affatto male, peccato solo che l’urto avesse messo tutti gli apparati di comunicazione della sua barca fuori uso; di modo che ben presto l’isolamento incominciò a pesargli.
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Matteo Codignola, Un tentativo di balena.

Matteo Codignola, Un tentativo di balena

con disegni di Roberto Abbiati

pp. 156, Adelphi, euro 13

Alla stregua di una malattia virale e degenerativa, l’ossessione per l’epica teratomorfa balena melvilliana ha saputo contagiare, lungo gli ormai centocinquantasette anni che ci separano dalla pubblicazione di Moby Dick, un tanto ricco quanto bizzarro catalogo di menti creative tutte frizionate dalla stessa magnetica spinta verso visite personali, riletture, reinterpretazioni più o meno celebri di un mostro letterario senza tempo. Dal grande illustratore Rockwell Kent, che intorno agli anni Trenta lo “tradusse” sotto forma di quasi trecento lunari disegni, allo sfortunato regista John Huston, che lo trasformò in una pellicola colossal pseudo-fallimentare, all’eterno giocoliere Orson Wells, che lo inserì senza esitare nella perennemente gravida famiglia dei suoi progetti dispersi, il “tarlo” del capodoglio albino è riuscito, con impressionante costanza, a generare altri mostri dando vita a tanti nuovi Achab votati, proprio come il torbido capitano del Pequod, a consumare considerevoli pezzi della propria esistenza nella conduzione di una chimerica abissalissima battaglia. Continua a leggere→

Intorno alla tua bocca

intorno alla tua bocca
a un certo punto
arrivano le mie mani
la mia lingua i tuoi capelli
e vedo gli occhi
che si aprono in grandi sorrisi
luminosi
e l’anima che danza intorno
alle narici,
tutto quello che c’è sulla tua faccia
andrebbe regalato
ai poveri di spirito,
le tue labbra da dare
a chi esce dai cinema
o dalle chiese
e anche a chi sta a casa
mezzo addormentato sui divani,
la tua faccia in cui compare
qualcosa che solleva la terra verso il cielo
qualcosa che abbassa il cielo
verso la terra.

Avola, 2 dicembre 1968

Rrèpitu per il 2 dicembre
Memoria breve in cinque tempi
di Sebastiano Burgaretta
(edito nella sezione Le piume da Libreria Editrice Urso, Avola 2008)

A quarant’anni dal 2 dicembre 1968 la verità dei tragici fatti di Avola continua a rimanere occultata tra le millanta carte della Res publica nata dalla Resistenza.

Quel 2 dicembre
Quel 2 dicembre fu di lunedì.
Bloccata la vita tutta nel paese.
Gelo nella decima notte vuota
e ancora al fuoco caldo dei falò
pane tostato e olive per operai,
braccianti e poliziotti amici. Continua a leggere→

METROMORFOSI 19

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www.metromorfosi.com

E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, mensile di infocritica a distribuzione gratuita.

Pane :: Bill T. Jones :: Dianne Reeves :: Garbo :: Guillermo Arriaga :: Antonio Rezza :: Gadda vs Genet :: Giacomo Manzù :: Bill Viola :: Louise Robinson :: Nadia Agustoni

Il giorno che le cose mutarono, di Andrea Sartori

 

Molto tempo fa – il Paese era ancora una nazione – il capo del governo italiano s’ammalò gravemente di nervi. Poche persone del gabinetto vennero messe a conoscenza delle sue reali condizioni di salute, e ben presto si creò un cordone mediatico, intorno a Palazzo Chigi, con lo scopo di mettere il primo ministro al riparo dalle indiscrezioni, e di preservare l’apparenza delle sue capacità decisionali. Ragioni connesse all’animosità della coalizione di maggioranza, e alla delicata situazione internazionale – l’Italia svolgeva compiti di rilievo nella gestione diplomatica delle guerre dichiarate dagli USA – impedivano all’intero consiglio dei ministri di dire la verità. I parlamentari e i sottosegretari dell’opposizione, naturalmente, erano a conoscenza dei fatti ed assecondavano la menzogna, sperando di ricavare, da un probabile passo falso, un tornaconto che avrebbe loro garantito il potere politico per parecchi decenni a venire. Continua a leggere→

NO AL PIZZO di Antonio Moresco

[Un affettuoso ringraziamento da parte di tutta la redazione de La poesia e lo spirito ad Antonio Moresco per averci concesso di pubblicare l’articolo che segue].

Cari amici di La poesia e lo spirito, vi ringrazio per avere dato spazio a Lettere a nessuno e per la discussione appassionata e seria che ne è seguita. Vi mando questo piccolo scritto il cui capoverso iniziale è apparso sabato 29 novembre su “Tuttolibri” e che pubblicherò anche sul “Primo amore”.
Un caro saluto e un abbraccio fraterno,
Antonio Moresco. Continua a leggere→

Auguri di Natale con Bookcrossing e Tarocchi

Cari amici,
l’associazione Le Belle Bandiere vi invita mercoledì 17 dicembre, alle ore 21.30 a Villa Pallavicini (Via Meucci 3, Milano). Festeggeremo l’arrivo del Natale e del prossimo anno nuovo con spumante e panettone a volontà.
Chiunque può partecipare, ma ad una condizione: dovrà portare un libro in regalo, rigorosamente usato, scelto tra i preferiti della propria libreria e ben incartato, in modo che non si possa riconoscere.
Tutti i libri incartati saranno progressivamente numerati e per ognuno di essi, quella sera stessa, la sorte sceglierà il destinatario.
Oltre ad un libro potrete portare in regalo un’opera realizzata da voi, di qualsiasi tipo e in qualunque materiale: date sfogo alla vostra creatività!
Durante la serata le Belle Bandiere Antonella Di Cicco e Francesca Genti leggeranno i tarocchi a chi lo vorrà e proveranno ad interpretare l’anno che verrà.
In occasione della serata distribuiremo le tessere associative 2009.
Vi aspettiamo numerosi.
Non mancate!

Viva la scuola. Il precariato non è un’emergenza, è un’idea di scuola e di società

Precarietà delle strutture, precarietà dei fondi, precarietà dei lavoratori… di precarietà si muore (qui e qui). La legge Finanziaria per il 2009 approvata alla Camera e al Senato conferma i tagli per la scuola. E taglia anche il Ministro. Mentre piovono denaro pubblico sulle scuole private e “sussidi” alle famiglie benestanti. Questa è la foto dell’emergenza, e questa…

Precario e mazziato
di Francesco Accattoli

Sin dai tempi della specializzazione all’insegnamento non mi aveva mai spaventato l’idea che dovessi farmi quei quattro o cinque anni di gavetta, di apprendistato, di anticamera. Continua a leggere→

Abdelmalek Smari: L’occidentalista

“L’occidentalista” dell’algerino Smari ci presenta una Milano un po’ meno
conosciuta, ma pur sempre molto riconoscibile nei luoghi e nelle
ambientazioni, dalla scuola al centro culturale, ai giardini, ai dintorni
della stazione centrale, alla frequentatissima Brera, ai salotti.
Una Milano già percorsa con tono un po’ diverso, ma sempre con accenti
poetici, nel suo primo romanzo “Fiamme in paradiso”.
I personaggi che la animano, oltre a Samir il protagonista (ed anche
Spettro) ed Adra, la ragazza che lo attende in Algeria, sono vari ed
emblematici di situazioni esistenziali che sembrano costruite per non
comprendersi. Continua a leggere→