Archivio mensile:Giugno 2009

La Punta della Lingua 2009

Ancona  4 giugno – 14 giugno 2009

Poetry Slam – Facebook Poetry – Carlo Mazzacurati – Andrea Zanzotto – Barbara Coacci – Andrea Inglese – Mario Benedetti – Jolanda Insana – Paolo Bragaglia – Tonino Guerra – Alessandro Bergonzoni

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Frammento di video-intervista su “Nel fuoco della scrittura” di Biagio Cepollaro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=XLUxM47Km58&hl=it&fs=1]

Il video sopra è riduzione per youtube.

Per vedere il video integrale clicca [QUI]

Dialogo tra il poeta Biagio Cepollaro, Rosanna Guida (Accademia delle Belle Arti di Brera) e Giorgio Mascitelli.

Riprese e montaggio di Sergio La Chiusa, 2009

STORIA CONTEMPORANEA n.11: Nella terra delle storie del passato. “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri

Elio Lanteri- La ballata della piccola piazzaNegli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

di Giuseppe Panella

11. Nella terra delle storie del passato. Elio Lanteri, La ballata della piccola piazza, con una Prefazione di Marino Magliani, Massa, Transeuropa Edizioni, 2009

Della “piccola piazza” del titolo l’autore rende ragione nell’esergo del libro. Si tratta di un verso di Federico Garcia Lorca (di cui Lanteri è grande estimatore) che si intitola, appunto, Balada de la placeta (è del 1919) e che recita così:

«Perché ti allontani / dalla piccola piazza ?… / Ed io andrò molto lontano, / oltre i monti, vicino alle stelle, / con il mio cuore antico di bambino, / maturo di leggende, / con il berretto di piume / e la sciabola di legno» (p. 9). Continua a leggere

Stelvio di Spigno – Inediti

schiele  kind

Catamumba

Piove e ripiove a Catamumba
l’odore è proprio di pioggia clinica a Catamumba,
lampi elettrici, spigoli palmari, ventricoli di cielo – ora
e nel tempo ci chiudiamo
qui dentro, in quello che non viene, mi passa
nell’occhio di vetro l’anima di Murat

in quel lontano 1815 ancora avevo desideri,
un modo umano per farmi inconsistente
nel cadavere di quell’ancora-poco – stelle mie
vi dirò come fare per il cuore centrare – Continua a leggere

AUTO-CENSIMENTO ANTIRAZZISTA.

razzismo0ec
(girotondo)
Autocensimento anti-razzista. Ecco tutti gli indirizzi.
Da  www.carta.org
di Gianluca Carmosino

Ci sono momenti nei quali l’utilità di un piccolo strumento di comunicazione sociale come Carta sembra più evidente: l’autocensimento antirazzista pubblicato sull’Almanacco Clandestino [http://www.carta.org/rivista/settimanale/2009/13] e qui di seguito – con ulteriori aggiornamenti -, non sarà certa esaustivo rispetto a ciò che si muove nella società italiana a proposito di antirazzismo, ma dimostra l’esistenza di una vasta rete di associazioni, gruppi di migranti, reti, cooperative, circoli Arci e molto altro.
Inviate altre segnalazioni [scrivendo il nome dell’organizzazione sociale, l’attività principale – sintetizzabile in poche parole, ad esempio «corsi di italiano», «supporto legale»… – e l’indirizzo civico e web] a [email protected]. Continua a leggere

L’ultimo Mozart ai confini dell’Adda tra il milanese e la bassa bergamasca

coro

di Achille Maccapani

La pratica della musica nella provincia italiana va male. Anzi, peggio. Gli scenari raccontati da Riccardo Muti, intervistato dal Venerdì di Repubblica del 29 maggio 2009, non sono apocalittici. Peggio. Nelle chiese, l’accompagnamento musicale si è ridotto ad una stonatura corale con chitarre. E nel contempo, il rimpianto per quelle messe nelle chiese austriache in cui il senso della partecipazione spirituale alla liturgia è profondamente sentito. Continua a leggere

Poesie sono anche doni…

terezinnulla è dato
dove la pupilla
incontra solo il vuoto
e riveste la notte
di viaggi silenziosi, di mappe
scolorite d’abbandono: –

così la vita si arresta
tra le pietre sulla soglia
e ignora il nevaio che brilla
nella sete di una rosa –
è una pausa tra le ore
terezin
da cui si leva
la lingua profonda dei morti,
lo stelo solitario
che cresce senza nascere
e fiorire –
è questo vento, ancora,
dove trascorre ignorata
una commossa estasi
di grano – il pane oscuro
che guida i giorni
alla terra dell’esilio

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L’ubicazione del bene

Giorgio Falco, L’ubicazione del bene, pp.150, Einaudi Stile Libero € 16,

Quando, nel 2004, venne pubblicato Pausa Caffè, titolo che segnò l’esordio di Giorgio Falco, furono in molti a salutarlo con l’entusiasmo della sorpresa e con la meraviglia che si prova al cospetto di una scoperta felice. Ebbe particolare eco, allora, una favorevolissima recensione firmata Aldo Nove che dalle colonne di Tuttolibri parlò di «nuovo poeta epico del mondo del lavoro precario», intendendo così sottolineare il potere evocativo di una scrittura capace di partire dalle zone marginali di una realtà vicina per approdare a nuove forme, altri simboli, zigzaganti e instabili, ma universali. Marginalità, spazi a latere, luoghi angusti e miserrimi che nel caso di Falco erano attinti dal mondo del lavoro di oggi, un mondo popolato da personaggi completamente arresi al potere spersonificante della propria professionalità labile e precaria, e contro le cui aberrazioni si faceva strada l’impossibilità di opporre vere alternative esistenziali. Continua a leggere

L’OPERAIA. Un racconto di Gabriella Maleti.

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(auto d’epoca)

di Gabriella Maleti

La donna beveva dalla tazza il caffè e sentiva quel caldo farle bene. Lo sorseggiò lentamente, come stesse regalandosi una tregua. Ormai la tazza era vuota e l’ultimo sorso era andato giù di corsa, simile alla coda di un topo che sparisce in un buco. Seduta accanto alla finestra di cucina la donna guardava la pioggia che fluiva dietro ai vetri. Pioveva da ore, e le gocce sul davanzale risuonavano ormai monotone. Accese poi una sigaretta e per un momento le volute di fumo coprirono il vetro. Le parve di guardare da una palude fumigante. E via due, tre, cinque, sette boccate. La finì subito. Schiacciò il mozzicone e ne accese una seconda, rimettendosi alla finestra. I piccoli quadri ad olio nel salotto stavano nella penombra, come certi sassi piatti erano stipati in ciotole, mentre le conchiglie, rinserrate nelle proprie gobbe, formavano macchie chiare, oltre la porta della cucina. Continua a leggere

Vivalascuola. Per una scuola della Repubblica

Buona Festa della Repubblica!

Testo integrale del discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950.

Cari colleghi,
noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Continua a leggere

The Unwritten Sequence

Poor-Children

E. V. Ramakrishnan (India, 1950)

Reader, this is the story of a sequence
I very much wanted to write:

An unwed mother
gives birth to twins:
a precocious child
who grows up to be a leader of people
and a mentally retarded one given to wandering naked.
The mother grieves for
the gifted and cares for the dimwitted.
Her agony is great but the whole village stands by her.
The weaver, the farmer,
the healer, the barber, the mason
and the carpenter were to be portrayed in detail.
There is also a policeman
who goes in search of the absconding
leader and returns with his missing brother.
Finally, and this was to be the climax,
the leader is killed in what looks like
a fake encounter.
At the burial,
the dimwitted brother wears a shirt
for the first time in his life. Continua a leggere