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La malattia è il centro del mondo. Ti costruisci un presente, nonostante le difficoltà, lotti con tenacia per edificare con materiali affidabili, poi arriva il responso e ti smentisce senza appello. La ribellione è inevitabile. Chi parla della fede non può dimenticare Giobbe o Qoelet, il quale dichiara senza mezzi termini: “Odio la vita”, e alla fine della lettura proclamiamo: “Parola di Dio”. La Scrittura conosce lo sprofondare nell’abisso, la bestemmia violenta. Guai a coloro che vivono o annunciano una fede sempre uguale, un cammino senza scosse: non hanno a che vedere con la storia del popolo di Dio. La verità è nel combattimento logorante, quello che Giacobbe sostenne una notte intera sulle rive dello Jabbok. La sorpresa è che l’angelo ti lascia vincere: per questo non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele. Allora, al centro del mondo, non ci sarà più il male, ma la strana e geniale musica di Dio.


