Archivi categoria: La poesia e lo spirito

Other Signs, Other Circles

di Gianmario Lucini


Annamaria Ferramosca, Other Signs, Other Circles, Chelsea Editions, New York

Annamaria Ferramosca si mostra particolarmente attenta ai lettori di lingua inglese, con una seconda pubblicazione bilingue dopo Porte/Doors, del 2002. In questa nuova raccolta, edita dalla casa Chelsea Edition di New York e soltanto con titolo in lingua inglese, Annamaria consegna all’editore americano che intende presentarla al suo pubblico, in tre sezioni le poesie più significative, rispetto ai temi da lei prediletti, delle raccolte edite negli anni scorsi (oltre a Porte/Doors: Curve di livello, del 2007 e Il versante vero, del 1999) e una ventina di testi inediti nella quarta sezione. Ovviamente si tratta di poesie con testo italiano e traduzione a fronte, e pertanto fruibili anche dal lettore italiano (a parte la nota critica e le note biblio-biografiche che sono soltanto in lingua inglese).
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Vacuità (riformismo?)

di Beppe Sebaste

“Oggi il fascismo significa, come ha scritto qualcuno, che alla fine vincono solo le parole. Parole orfane di fatti, svuotate di senso: basta pensare alla parola “libertà”, triturata nella casa, o nel polo, omonimo. Ma è il caso anche della parola “riformismo”, e degli aggettivi ad essa correlati, che riempie le bocche e i discorsi di Berlusconi e dei suoi portavoce: loro sono i riformisti; coloro che si oppongono sono i conservatori…” (mio articolo su l’Unità, 12 maggio 2002).
Leggo oggi su Repubblica che Ilvo Diamanti, nella sua rubrica “Bussole”, scrive che “riformismo” è una parola vecchia, anzi perduta. Io lo avevo scritto nel 2002, ecco, quanto sia e fosse vacua e priva di significato, cioè da buttare. E citando – questo lo avevo dimenticato – il “manifesto” politico – “comunista e consevatore” – del grande Antonio Delfini. Oggi, mi sembra vacuo perfino parlarne, di riformismo, nella voragine di senso che ogni giorno si allarga… (Partito dell’amore? Ci sarebbe da scendere in piazza solo per difendere questa parola).

pubblicato su Il Blog di Beppe Sebaste

Rossella Tempesta

Giri e giri di parole

giri intorno a noi stessi

alle nostre solitudini sodali

giri intorno al palo

a cercare il chiarore,

il bianco oscurato

dalla gran mareggiata di cose.

Più bianco, più luce, Amore mio.

E girare solo dentro al chiostro

dei tuoi denti, vorrei.

Perfezione del bianco.

Dicono che morendo

la si incontra, una larga

luce bianca. Continua a leggere

Claudio Damiani in Sognando Li Po

di Alessandra Palombo

Claudio Damiani ha definito, in una dedica autografa, “vagabondaggi virtuali” il suo viaggiare verso, con e in Li Po in Sognando Li Po (Marietti 2007), silloge nella quale il poeta canta la vita del grande poeta cinese, dialoga con lui e, talvolta, in lui ed in altri poeti cinesi, si immedesima.

Il titolo , tratto dal secondo testo della raccolta, a sua volta è ripreso da quello di due poesie che il poeta Tu Fu scrisse nel 758 quando Li Po era sulla via dell’esilio. 1Ed è proprio con l’Addio tra i Li Po e Tu Fu che Damiani inizia questo suo originale viaggio “ virtuale”: Continua a leggere

La morte più salubre arriva in primavera

di Fernando Coratelli

Entro in libreria in pausa pranzo. Ho le idee ben chiare, so cosa devo prendere, non cincischierò fra gli scaffali, anche perché devo mangiare – eh sì, pure io mi nutro di banali carboidrati e proteine.

Il banco delle novità non reca niente di nuovo, o perlomeno non riporta la novità che cerco io. Il marketing è una puttana che si dà ai soliti clienti. Continua a leggere

Cristi polverizzati

Presentiamo la prima pagina di Cristi polverizzati di Luigi Di Ruscio.

L’individuo è la forma assoluta, vale a dire è
la certezza immediata di se stesso ed è quindi,
se si preferisce questa espressione,
incondizionato essere.”

G. W. F. Hegel, Prefazione
alla Fenomenologia dello spirito

Parto difficilissimo, spesso si nasce venendo stritolati, lo shock dell’aria freddissima rispetto al calore del ventre materno, la luce vivissima, i rumori assordanti, la poesia retrocede verso la prima angoscia, potevano immaginare che l’elettroshock rimettesse le cose al loro posto perché era come se lo shock iniziale si ripetesse, l’angoscia di rimanere rinchiusi in un ventre per sempre, l’essere che dilegua nel nulla è il passare e morte, il nulla che dilegua nell’essere è il sorgere e la nascita, la morte è un ritornare nella condizione prenatale, quando ero il niente che viveva il niente e di questa condizione mai nessuno si è lagnato. Continua a leggere

Metodo Wu Ming: Scriviamo in quattro come una band

di Michele Smargiassi

Tutto comincia sempre (e tutto sempre obbligatoriamente finisce) attorno a concretissimo, paleo-tecnologico tavolo ovale, un modesto Ikea comprato nel ‘ 99 coi soldi di Q, il primo folgorante romanzo della band letteraria che allora si chiamava ancora Luther Blissett. È l’ unica proprietà comune del collettivo di scrittura Wu Ming, ma è anche il suo oggetto sciamanico e rituale, come la tavola rotonda dei paladini. Ora si trova a casa di Wu Ming 1, ha cambiato indirizzo diverse volte, comunque è ancora in servizio creativo permanente effettivo. Lì attorno è stato concepito e poi partorito anche Altai, quinta recentissima opera dei quattro co-autori “senza nome”, e tutto è iniziato come le altre volte: un Wu Ming solfeggia un’ idea, un altro la riprende, uno la rilancia, il quarto l’ aggiusta… Facilea dirsi, menoa farsi, ancor meno a spiegarsi. Comodamente stesi sui divani lisi di una libreria alternativa bolognese, la richiesta di raccontare il laboratorio Wu Ming è accolta dai quattro cavalieri della tavola ovale con educato scetticismo. «Non c’ è un metodo». Continua a leggere

Quel qualcosa che non esiste, c’è.

di Barbara Gozzi

1.
C’è qualcosa.
Qualcosa di buono e confuso.
Mentre si stringono sul divano. Fuori fa freddo, in molti dormono. Molti che non sono loro.
C’è appena una lampada accesa, in un angolo.
Il ticchettio ovattato di un orologio che da un’altra stanza insiste.
Il calore tra loro potrebbe espandersi.
Ma non si muovono.
Nessuno dei due accenna, agisce su muscoli, ossa e dita.
Nessuno dei due si decide a mutare ciò che c’è tra loro, ciò che sono. Continua a leggere

Franz Krauspenhaar e l’inquietudine esistenziale

di Marilù Oliva

“L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009) si sostanzia di un surrealismo che mette insieme atmosfere alla Alberto Savinio con un sordo pessimismo di stampo bernhardiano, in una sintesi tutta personale che avvicina il grido disperato del romanzo di Krauspenhaar “Le cose come stanno” (2003) con l’analisi del rapporto padre-figlio di “Era mio padre” (2008) rovesciando il tutto specularmente, tentando così di andare all’osso di quel fenomeno di incubo illusionistico che è spesso la vita.

“L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009), due aggettivi che rimandano a due condizioni, l’inquietudine e la segretezza. Ti chiediamo di spiegarci in che senso il vivere è segreto, nell’esistenza fittizia dei protagonisti narrativi e in quella reale da cui la narrazione prende avvio. Continua a leggere

Il crocifisso e il risorto

di Tiziano Scarpa

E se si sostituisse il crocifisso con il risorto? E’ uno spunto che ricevo dal bellissimo libro della teologa Maria Caterina Jacobelli, Risus Paschalis (edito da Queriniana): Se i cristiani fossero coerenti con la loro fede, toglierebbero tutti i crocifissi dai muri delle loro case. E vi sostituirebbero un’immagine del Risorto. Sarebbe un gesto logico, se si riflette sulle parole di Paolo: “se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra fede” (1 Cor 15, 14). Nella storia dell’umanità sono stati in molti, uomini e donne, a dare la vita per un altro; e i giusti uccisi innocentemente sono stati e saranno sempre un numero tragicamente grande. Ma uno solo è il risorto. Continua a leggere

Religioni e non violenza

Sventare l’odio
sviluppo umano e diritti umani

Di Mara Macrì
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo – www.actapopuli.net

In un’epoca in cui la terra vacilla sull’orlo dell’annientamento nucleare e dei conflitti interni la questione di come trasformare l’odio in compassione, il sospetto in fiducia, la divisione in unità è di primaria importanza

Con la fine della divisione mondiale creata dalla guerra fredda ci stiamo ora confrontando con una realtà in cui nuovi conflitti e tensioni sembrano minacciare l’opera dell’essere umano. Gli odii di lunga data vengono alimentati in regioni in cui la precedente realpolitik della guerra fredda imponeva una scomoda tregua o una pace del tutto artificiale.
E dal momento in cui molteplici nuclei lottano per un cambiamento socio-economico, il più rapido possibile, non sorprende affatto che le società si rivolgano alle tradizioni culturali ed alla saggezza religiosa al fine di rafforzare la propria capacità di guardare al futuro con speranza. Tuttavia appare chiaro che tali tradizioni possono subire manipolazioni per giustificare ogni tipo di violenza, tra i quali il razzismo e la xenofobia, che negano l’integrità e l’umanità di chi è al di fuori di gruppi estremi di dubbie appartenenze. Continua a leggere

Post-noir ? “Un romanzo è una storia inventata, dunque deve essere fasulla.”

di Riccardo Ferrazzi

Per chi vede la faccenda in questo modo, non c’è altro da dire. Eppure è un fatto che, periodicamente, gli scrittori si sentono soffocare in una camicia di forza e, di solito, la identificano nel genere letterario imperante. È così che sono nati il romanzo senza trama, il romanzo-saggio, il romanzo-in-cui-non-succede-niente, ecc. ecc. Ma è stato come fuggire da Scilla e andare a sbattere in Cariddi: cambiare genere significa evitare le caratteristiche formali di un cliché. Se però la sostanza è la stessa, a che serve vestirla di nero, di giallo o di rosa?

Uno scrittore che riflette su ciò che scrive vorrebbe raccontare storie che, invece di stare in piedi a base di metafore, siano esse stesse grandi metafore inspiegabili, come è senza spiegazioni la vita. Ma un romanzo non nasce da una scelta razionale: chi ha una storia in testa deve buttarla giù e finché non lo fa non può pensare ad altro. Solo più tardi, quando si rilegge, capisce di aver applicato questo o quello schema, e allora si guarda allo specchio e si domanda: sono contento di aver scritto un giallo (o un noir, un rosa, un romanzo storico, una tragedia borghese, un vaudeville…)? È davvero questo ciò che volevo scrivere? Continua a leggere

L’ispirazione ormai fa paura: così la letteratura diventa finta

Parazzoli: conta il marchio, non il valore dell’opera

di Paolo Di Stefano

Inventare un mondo, inventare l’altro mon­do, che è quello della letteratura. In realtà, il titolo del nuovo libro di Ferruccio Paraz­zoli è Inventare il mondo (Garzanti, pp. 135, e 14). Un saggio a suo modo — con il sottoti­tolo «Teoria e pratica del racconto» — che non parla solo di tecniche narrative ma che è un per­corso dentro le passioni di lettura di uno scritto­re più che di uno studioso. Quindi, saggio a suo modo, testimonianza, racconto, a sua volta, di tanti incontri immaginari con i grandi autori: Dostoevskij, Flaubert, Tolstoj, Proust, Kafka, Céline, Beckett, Joyce, Hemingway, Ingeborg Ba­chmann, Kawabata e tanti altri. Non tutti ovvi, come sarebbe in un qualunque manuale di scrit­tura: qui ci sono anche Fruttero & Lucentini, Pontiggia, Moresco, Pincio, Saviano e persino Moccia e Melissa P. Senza puzze sotto il naso da accademici. «Perché — dice Parazzoli, seduto sul divano della sua casa milanese, che guarda dall’alto piazzale Loreto — la ripercussione, dai narratori che hanno fatto scuola, arriva fino a og­gi ».
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L’inchiesta: Islam, tracce d’Oriente in Occidente

Di Mara Macrì

Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo – www.actapopuli.net

I Paesi islamici vanno dal Marocco alla Malesya. In India i musulmani hanno raggiunto l’11% della popolazione e l’islamismo è presente in ben 163 paesi nel mondo. E’ dopo il cattolicesimo la religione più diffusa. Presenze significative anche negli Stati Uniti e in Europa soprattutto in Italia.

Parlando di Islam

La tematica islamica. E’ stata fino a un paio di anni fa una realtà lontana ed estranea a molti ma dopo i fatti dell’11 settembre non c’è stato ambiente sociale dove questa presenza non sia stata almeno una volta richiamata. Nel mondo dell’informazione e negli ambienti accademici i dibattiti teorici sull’Islam si sono intensificati e autorevoli studiosi ne hanno riscritto, in un certo senso, la storia. La complessità consiste nel fare un quadro completo ed obiettivo di un argomento tanto vasto, plurale e discusso poiché, sembra, che nel vecchio continente i musulmani di seconda generazione si trovino, attualmente, di fronte ad un bivio. Continua a leggere

Augusto Benemeglio: la verità del ritratto*

di Antonio Imbò

Ringrazio l’amico Elio Scarciglia che ha voluto che io partecipassi alla presentazione di questo libro di Augusto Benemeglio. Al volume, edito dall’Associazione Culturale “Terra d’ulivi”, è stato dato il nome Ritratti e ha per oggetto un “affresco delle persone più diverse”, com’è stato definito da Ugo Apollonio nella sua breve ma puntualissima prefazione.
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Disordinati rigurgiti d’anima

di Nicoletta Solinas

Nota di Franz Krauspenhaar.

Questa composizione a “stazioni” della genovese Nicoletta Solinas è un tentativo di mettere insieme, in un linguaggio anarchico che sta tra la poesia “beat” e il linguaggio della canzone, specie quella rock, un’espressività diversa, diretta e allo stesso tempo camuffata. La Solinas, sorta di “strega cittadina” (è nata e vive a Genova, la città dei cantautori italiani più profondi e incisivi) grida le sue invocazioni meticciate: spesso si tratta di considerazioni fatte a voce alterata di una condizione di difficoltà, spesso si tratta di urli fatti contro la luna, simbolo di vitalità nel dolore e nella protesta. Questi “rigurgiti” sono solo apparentemente disordinati: in realtà la composizione ha una sua unità di intenti, una specie di testimonianza, originale e a tratti dirompente. Continua a leggere

Dio un’assenza che si fa musica

di Adelio Valsecchi

Milano ha accolto sui lidi dei Navigli tanti poeti che della città meneghina hanno fatto la loro dimora. Fra le donne che rappresentano la poesia al femminile possiamo menzionare Alda Merini, Vivian Lamarque, Donatella Bisutti, Gabriella Fantato, Maria Pia Quintavalla, Patrizia Valduga, Daria Menicanti.
Nell’ambito delle promesse emergenti, una in particolare ha convinto la critica, ma ancor più gli amanti della poesia che scuote e lascia riverberi e risonanze interiori: Adele Desideri.
Il suo carisma, esce dai paradigmi usuali del “far poesia”. Il ritmo dei versi, lo stile, le rappresentazioni autobiografiche, i volti, i gesti di chi condivide con lei la vita e le emozioni, non si possono avvicinare a modelli che abbiamo ereditato dal passato. Continua a leggere

Signore Allah Padre Dio Adonai

di Mauro Pesce

Signore Allah Padre Dio Adonai

Zeus Elohim nulla silenzioso.

Non tu, ma il Salmo ventidue riposo

diede al perché della morte che grida.

Il tuo stupendo meccanismo guida

con razionalità imperfetta il cosmo

disordinato e ogni tua creatura

tragicamente può disfarsi a caso.

Ingegnoso e fragile universo

tiene il tuo vento in bilico sul vuoto.

Le nostre vite di fronte all’ autentico

di Vito Mancuso

 

 

Anticipiamo una parte del libro di Vito Mancuso, La vita Autentica, Raffaello Cortina Editore, in uscita in questi giorni.

***

Che cos’ è il mondo, e che cosa sono gli altri, per ognuno di noi? Il mondo è uno scenario dove l’ Io, già costituito, si esibisce cercando la più ampia affermazione possibile, oppure è costitutivo dell’ Io il quale viene all’ esistenza solo come il risultato di una serie di relazioni? Si tratta di stabilire che ruolo giochi il mondo per l’ Io, per poi capire come l’ Io si debba comportare verso il mondo e verso gli altri che ne fanno parte. La mia tesi è che la relazione col mondo è costitutiva per l’ Io, il quale esiste in quanto frutto delle sue relazioni. Ovvero: Io = relazione .Dalla nostra stessa natura emerge che il modo più adeguato di vivere è quello a favore dei cosiddetti valori, ovvero di quegli stili di vita che incrementano l’ armonia e l’ ordine delle relazioni, e non il modo contrario del conflitto e del disordine. A sostegno della mia tesi presento i seguenti argomenti: – la struttura dell’ essere; – la struttura dell’ Io; – la struttura della convivenza sociale. a) La fisica insegna che l’ essere è energia. Non c’ è nulla di statico, di consistente in sé e per sé, non ci sono sostanze prime, ci sono solo aggregati, insondabili nella loro natura peculiare perché si ignora se le particelle subatomiche siano in sé corpuscoli oppure onde. Continua a leggere

nel respiro – di Paolo Fichera

di Viola Amarelli

nel respiro (L’arcolaio, 2009) di Paolo Fichera è un libro che si fonda con lucida consapevolezza sul rigore e la coesione. Gli eserghi – che testimoniano con gli autori citati, da Holan a Giacometti, la scelta di una posizione appartata e trasversale, ai bordi del mondo – e la suite conclusiva delineano, infatti, chiaramente i binari di un poemetto ontologico. Il fluire incessante della materia umana, il ciclo alfa-omega di nascita e morte viene infatti incisi – chirurgicamente – non tanto per trovarne senso e ragioni quanto per ripercorrerne la nuda *erosione*, per diventarne, per quanto possibile, esperienza *materica* nella parola. Continua a leggere