Archivi categoria: Letture

Sciascia: la letteratura contro il potere

Leonardo-Sciascia

di Nicola Vacca

Leonardo Sciascia, scomparso nell’autunno del 1989, è stato un intellettuale puro che credeva nell’eresia e scriveva le sue opere con il convincimento di dare fastidio.

Ogni suo libro è diventato un caso. Nelle sue invettive colpiva sempre nel segno, perché lo scrittore siciliano non è stato mai disponibile al compromesso e all’opportunismo.

Matteo Collura ha  giustamente osservato che Sciascia scrittore è un eretico con il culto dell’opposizione, un anticonformista delle idee sempre pronto a dare battaglia, instancabile  combattente  in un Paese  di trasformisti  in cui tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore.

Leonardo Sciascia i suoi libri li scriveva d’estate, in campagna: tre – quattro cartelle ogni mattina, direttamente con la mitica Olivetti Lettera 22. Continua a leggere

La vita senza consapevolezza.

Due cose realizzano la vita: la consapevolezza e la pienezza. 
Si possono vivere grandi emozioni, grandi sensazioni (ancora più epidermiche), ma se non si è consapevoli di ciò che (si) vive, tutto scorre senza lasciare traccia, tutt’al più pallidi ricordi. 
Ciò avviene perfino per le sofferenze.  Nella nostra vita ce ne sono di molte inautentiche. Crediamo di star male per quel motivo, molto spesso banale. Invece l’origine del malessere è di tutt’altra natura.  Le sofferenze inautentiche infatti, sono definite da Carl Gustav Jung, come nevrosi. 
Anche discernere una vera sofferenza, dunque, si può fare soltanto se si è consapevoli di essa.  Di cosa è che la fa scaturire, di cosa e perché (ci) provoca quella reazione.

Continua a leggere

LUCA ORLANDINI, “VELLEITÀ DELLA MATERIA”

Conversazione tra Giovanni Agnoloni e Luca Orlandini

OrlandinivelleitaVelleità della materia (Aragno, Torino, 2016, pp. 190, Euro 15) è un testo di Luca Orlandini composto da pensieri brevi, introdotto da due paradossali citazioni d’eccezione; una lunga, pressoché sconosciuta al grande pubblico, di Giorgio Manganelli, nella quarta di copertina:

«Bisogna arrivare a parlare di cultura come si parla della figa: diciamolo chiaro, se la cultura, se il pensare, non è vitale, se non impegna proprio le viscere (e non metaforicamente, perché il pensare è cosa totale come il morire, è un ‘fatto’, un vero e tangibile oggetto), se non ha anche addosso qualcosa di sporco, di fastidioso, di disgustoso, come è di tutto ciò che appartiene ai visceri, se non è tutto questo, non è che vizio, o malattia, o addobbo: cose di cui è bene o anche necessario ed onesto liberarsi (spogliarsi). … I libri non esistono: ma esiste il nostro fare carne di loro. E sono anni che mi affatico a cercare il come, e tra i miei libri me ne sto goffo e prepotente come un orso, e sostanzialmente impotente. Sono afflitto da una vera, continua, maligna impotenza, che riconosco affatto estranea al mio carattere, ma che c’è, come un porro sul naso, o un odore fastidioso di vivande di terz’ordine. È la mia volgarità, una sorta di fisiologicità intellettuale: una cosa vergognosa

E una di Giacomo Leopardi (Zib., 1252):

«Nessuno è meno filosofo di chi vorrebbe tutto il mondo filosofo, e filosofica tutta la vita umana, che è quanto dire, che non vi fosse più vita al mondo. E pur questo è il desiderio ec. de’ filosofastri, anzi della maggior parte de’ filosofi presenti e passati.» Continua a leggere

FRANZ KRAUSPENHAAR, “GRANDI MOMENTI”

Franz Krauspenhaar, Grandi momenti, NEO Edizioni, 2016

Grandi momentiFranz Krauspenhaar è uno dei pochi, sulla scena letteraria italiana, che fa veramente sul serio. Che si misura col limite estremo senza chiudere gli occhi, ma anzi li tiene ben aperti, perfino sbarrati. È uno scrittore viscerale, un autentico artista. Grandi momenti lo dimostra, e non solo perché nasce dalla sua esperienza di vita, l’infarto subito e superato. Altrimenti si ridurrebbe a un romanzo autobiografico, o comunque auto-ispirato. Ma non è così, come non era nel suo pure eccellente romanzo del 2008 Era mio padre (Fazi Editore). Anzi, il valore più autentico di questo suo nuovo cimento letterario sta nell’essere una trasfigurazione del suo vissuto. Krauspenhaar riscrive, variati e potenziati, i contorni della sua stessa esistenza, quasi come il da lui amato pittore irlandese Francis Bacon faceva con i volti che raffigurava. E, così facendo, traccia l’itinerario di un delirio. Continua a leggere

Il libro proibito di Céline

b

 

di Nicola Vacca

 

Riprovevole, infrequentabile, osceno, oltraggioso, infame, abietto e pornografo: sono solo alcuni degli aggettivi affibbiati al personaggio Céline.  L. F. Céline è lo scrittore perfetto, grande penna, maestro di stile e autore di capolavori. Ha attraversato la storia della letteratura francese e non solo creando con i suoi libri casi letterari. E a  più 50 anni dalla morte la sua scrittura  suscita ancora scomuniche e censure. Ancora oggi  i  suoi pamphlet danno enormemente fastidio. Continua a leggere

“MIRACOLO A PIOMBINO”, DI GORDIANO LUPI

Recensione di Marino Magliani

PiombinoOgni anno, a fine maggio, quando torno in Italia e rientro nella mia vallata, dopo aver scorrazzato un po’ in giro, alla fiera del libro di Imperia trovo Gordiano Lupi con la sua casa editrice, Il Foglio Letterario, di Piombino. Un miracolo: il libro che Gordiano ha pubblicato quest’anno (perché l’editore è anche autore, per la sua casa e per altre, ed è saggista e traduttore) si intitola proprio Miracolo a Piombino. Ma non lo pubblica il Foglio, bensì Historica. È un libro di circa 180 pagine e contiene alcune foto molto belle. Foto di paesaggi marini, di fauna, di cieli, edifici, spiagge, porti. Miracolo a Piombino potrebbe essere proprio Il Foglio Letterario, dunque. Una piccola casa, dinamica, che ha pubblicato e scoperto parecchi talenti. Che ha scritto pagine importanti sulla Cuba che lui, Lupi, conosce molto bene, avendo tradotto grandi cubani, o giovani dissidenti ed esordienti. Continua a leggere

La filosofia “ignota” di Ceronetti

guido-ceronetti.jpg

 

di Nicola Vacca

Il Filosofo Ignoto non rinuncia alla libertà di pungere. Sa che il suo filosofare è necessariamente fuori dalle rotte della filosofia a binari fissi. Per questo si affida alla scrittura folgorante per frammenti, di cui l’aforisma è lo straordinario strumento che fulmina.

Il Filosofo Ignoto, in arte Guido Ceronetti,  si avvale della facoltà di essere irriverente.  Con le sue pugnalate di pensiero specula sulle cose della vita senza mai perdere di vista il sentimento del tragico  e la stanchezza della specie. Continua a leggere

Il genio di Carmelo Bene

c

di Nicola Vacca

 

Carmelo Bene è stato un grande genio del nostro Novecento. La sua figura irriverente e anticonformista e la sua opera di rottura  meritano oggi una più alta considerazione .

Ma si sa che gli irregolari nel provincialismo e nel conformismo dilagante di questo sciagurato paese non hanno mai avuto  vita facile.

Mai come in questo momento è utile tornare a leggere Carmelo Bene.C’è  bisogno di antagonismo puro in questo tempo di servi sciocchi e omologati da social network. Continua a leggere

I NOMI CHE DIAMO ALLE COSE di Beatrice Masini

di Massimo Maugeri

Beatrice Masini è un’artista poliedrica della parola scritta: svolge il ruolo di editor, fa la traduttrice (ha tradotto, tra gli altri, i romanzi della saga di Harry Potter), è scrittrice per bambini, ragazzi e adulti (tradotta, a sua volta, in una ventina di Paesi). Nell’ambito della narrativa per adulti da qualche settimana è giunto in libreria “I nomi che diamo alle cose” (Bompiani, € 17, p. 224): romanzo coinvolgente e caratterizzato da una scrittura raffinata e mai banale. Sono tanti i temi affrontati nel libro: la ricerca del proprio posto nel mondo, la possibilità di dare spazio alle aspirazioni personali facendole confluire in ambito lavorativo, la difficoltà a instaurare rapporti sentimentali equilibrati, il rapporto tra adulti e bambini. Continua a leggere

5 COSE DA EVITARE NEL MONDO DELLA POESIA

toto_truffa_62_4

di Max Ponte

In seguito al mio post su FB, che ha aperto un ampio dibattito, ripropongo il testo con alcune integrazioni. Nella foto sopra, per addolcire la pillola, un fotogramma da “Totò truffa” dove il nostro Totò vende la fontana di Trevi. Anticipo che quanto segue è frutto di osservazioni e di errori anche da parte del sottoscritto e che non è esaustivo. Si tratta di un promemoria, spero utile e di buon auspicio per tutti noi.

5 COSE DA EVITARE NEL MONDO DELLA POESIA

1) INIZIATIVE A PAGAMENTO: LE CASE EDITRICI DI POESIA A PAGAMENTO che fanno le splendide pur rimanendo a PAGAMENTO, ormai possiamo stamparci i libri in mille modi perché regalare denari a questi qui? Si va da qualche centinaia di euro a qualche migliaia, vi consiglio una vacanza e di stamparvi i libri col “printing on demand” o andando in una copisteria. Tanto i libri di poesia alla fine si portano a mano. Sempre nella categoria includerei tutti I CONCORSI A PAGAMENTO che prevedono una “tassa” che viene spacciata come di “segreteria”. Inutile dirvi che sono tutte forme per lucrare sul povero autore che non portano da nessuna parte. Continua a leggere

La necessità della poesia

pubblico

di Max Ponte

Il poetry slam è una gara poetica che unisce il singolo e la comunità, la conosciamo ormai da quando è arrivata in Italia e abbiamo investito tantissimo per renderla quello che dovrebbe essere. Durante il poetry slam brevi brani poetici di tre minuti di tempo massimo (senza accompagnamento musicale) vengono presentati al pubblico. Continua a leggere

I vacillamenti di Cioran

12647667_10208178907901326_1638613817_n.jpg

di Nicola Vacca

 

Nessuno come E.M.Cioran, scrittore e pensatore dal fascino contagioso, ha pugnalato con la scrittura l’essenza tragica dell’esistenza. Nessuno come lui, nel secolo scorso, si è servito del frammento per riassumere in un unico grande aforisma tutto il divenire che nelle cose mostra la sua spregiudicata metafisica. Chi è stato in compagnia di Cioran racconta che era impossibile uscire delusi da un incontro con lui.

Continua a leggere

Lettera a un’agente editoriale

di
Roberto Plevano

Caro Luca P.,
… il libro è il grande investimento di tempo ed energia dell’autore… non ne farà altri per chissà quanto…
… I lavoratori della filiera del libro, invece, sono dentro il meccanismo del mercato (ahimè, ci devono vivere) che richiede novità continue, e hanno sempre meno tempo…
… Giornate intere davanti al PC a sbrigare corrispondenza…
… non mollare la scuola! Più produttiva e incisiva di un libro…

Anna G.
Agente editoriale in Milano

Sabato è stato giorno di ricreazione, mi do al passatempo preferito. Verso sera scambio due parole con il mitico campione italiano – siamo pochetti, alcune scarse migliaia, ci si conosce un po’ tutti. Gli chiedo se dopo tanti anni – siamo sullo stagionato, il suo record è del 2001 – si diverte ancora a venire sui monti, a passarci tanto tempo, a curare l’attrezzatura, a pianificare, ecc. ecc. Al che mi ha guardato un po’ stupito, ha alzato la testa – secondo abitudine, non distoglierebbe gli occhi da quello che ha per le mani. Non è il genere di domande che si sente fare, di solito si sta più sul tecnico.
Continua a leggere

GLI EVENTI MITOMODERNISTI capitanati da Tomaso Kemeny

Dal comunicato del Direttivo del Grand Tour Poetico

tomaso

RECENTI E FUTURI EVENTI MITOMODERNISTI
CONTRO LA BARBARIE DEL BRUTTO

Il giorno 20 aprile al Teatro Filodrammatici a Milano, dalle ore 17.30 fino alle 24.00, Tomaso Kemeny e Giuseppe Conte propongono un incontro mitomodernista dal tema “Contro la pulsione di morte – Bellezza & Mito, Poetiche e Politiche del Desiderio”, in cui interverranno personalità della poesia e della cultura italiana. Continua a leggere

Luciano Funetta o del discorso occulto della pornografia

dalle rovine

A volte si dice di un romanzo che è potente. Poi lo leggi e non ti ha neppure graffiato.

Adesso prendi in mano Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunué, pp. 184, euro 9,90) e vedi che almeno un pugno ben vibrato ti arriva. Anzi due: uno in faccia, per stordirti, un secondo nello stomaco, per soffocarti. C’è un giovane uomo, un padre, un marito. Il suo nome è Rivera, abita una città immaginaria – a tratti futuristica – che porta il nome di Fortezza. La vita di quest’uomo si affaccia sul fallimento dell’istituto del matrimonio: è padre e marito, ma egli ha abbandonato moglie e figlio, li ha preferiti alla propria collezione di serpenti velenosi. Ha perso anche il lavoro (non si sa come, “il lavoro al giornale era soltanto un ricordo”) e un posto nella società. Vive relegato nel proprio appartamento, piccola fortezza al centro dell’immensa Fortezza. Continua a leggere

ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI – intervista a Elvira Seminara

di Massimo Maugeri

Atlante degli abiti smessiElvira Seminara, giornalista e pop artist, vive ad Aci Castello: una bella località sul litorale catanese. Ha pubblicato ottimi libri tradotti in diversi paesi. Tra gli altri segnalo: per Mondadori, L’indecenza (2008); per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di Catania.
Per Einaudi ha pubblicato, di recente, il bellissimo Atlante degli abiti smessi: uno dei romanzi più originali pubblicati negli ultimi anni.

Elvira Seminara ha nel suo dna l’attitudine specialissima di riutilizzare in chiave artistica “cose” giù usate, che vengono dunque “ri-create”, “ri-generate”: caratteristica peculiare che trova riscontro anche nelle parole.

Ho avuto il piacere di incontrare Elvira per questa chiacchierata…

– Cara Elvira, partiamo dal titolo di questo nuovo romanzo che è molto suggestivo: “Atlante degli abiti smessi”. In che modo gli abiti che non si utilizzano più possono tracciare una sorta di mappa? E in che modo questa mappa può trasformarsi in narrazione? Continua a leggere

La sostanza sottile di Cordelli

Cordelli
di Maurizio Soldini

Il romanzo si snoda per 81 capitoli, – sarà un caso che c’è una stretta corrispondenza con gli 80 + 1 capitoli del Libro della sapienza di Lao-tze? – e la trama è piuttosto snella: un padre e una figlia vanno in vacanza nell’amata Provenza perché il padre racconti le vicissitudini del recente ricovero per embolia polmonare, che lo aveva ridotto in fin di vita. Continua a leggere