Archivi categoria: Letture

Pound poeta, ma anche grande critico

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di Nicola Vacca

 

Ezra Pound resta un autore fondamentale. La sua opera  poetica ha ispirato gran parte della poesia del Novecento. Nei Cantos è riassunta la chiave della nostra modernità, la spiegazione dei feroci dilemmi della contemporaneità: in questi magnifici versi troviamo  la nostra storia, il retaggio culturale  di un’epoca, ma soprattutto troviamo la nostra realtà.

La figura di Pound spazia a trecentosessanta gradi: poeta, critico d’arte, pensatore  sociale, economico, politico, ma prima di tutto artefice del libero pensiero. Pochi scrittori hanno raggiunto  il grado di unità  tra arte e vita, pensiero e personalità, idea ed azione.

La critica letteraria era una delle passioni del grande poeta americano. I suoi scritti, precisi e argomentati, sono sorprendenti perché anticonvenzionali e antiaccademici Una parte rilevante della sua attività di saggista  la si può leggere in Ars Poetica che Nino Aragno ha ripubblicato nel 2009. Questo prezioso volume, da troppo tempo introvabile, raccoglie gli scritti più significativi di Pound sulla poesia e sull’arte di scrivere, sul rapporto tra parola e letteratura, sulla necessità di salvare la tradizione e l’opera dei suoi maestri.

Il libro ha la prefazione di Thomas S. Eliot, che aiutò  Pound nella scelta e nella raccolta dei saggi da pubblicare . Un’opera  che può essere considerata indispensabile per capire come una delle personalità affascinanti e controverse  intendesse il significato della poesia del proprio tempo.

Lo stesso Eliot, nella prefazione, raccomanda  il libro al lettore perché Pound ha detto molte cose sull’arte di scrivere, e in modo particolare su quella di scrivere versi, che hanno un valore e utilità perenni. Ma Eliot apprezza questi scritti anche per un altro motivo.In questo libro, tenendo fede alla sua particolare irriverenza nei confronti del canone, Pound ha imposto all’attenzione di chi legge non soltanto dei singoli autori, ma intere zone di poesia che nessuna critica può ignorare. Per esempio, le bellissime pagine sulla poesia provenzale, considerata da Pound il trionfo  autentico della parola che si fa messaggio di autenticità e trasparenza.

Il pezzo forte del corposo volume è il saggio di apertura “L’arte della poesia” .In cento pagine Pound espone la sua poetica e redige un inventario ragionato del suo modo di intendere la poesia. Pound crede in un ritmo assoluto che corrisponde esattamente all’emozione o alle sfumature dell’emozione da esprimere. Per scrivere bene il poeta deve scrivere esattamente ciò che intende, nel senso che non deve mai rinunciare alla chiarezza. La poesia, per Ezra Pound, deve essere la prova decisiva della sincerità di un uomo.  Quando si scrivono versi si deve credere nel ripudio di ogni convenzione che impedisca e ottenebri la determinazione della legge o il rendimento preciso dell’impulso. La poesia vera è quella dove l’emozione resiste, la tradizione è l’unica bellezza da conservare.

Pound è convinto che il vaglio supremo della poesia  è il sentimento, da parte del lettore, di un’intelligenza insolita che opera dietro le parole.

«Vanno a pezzi le cataste di poesia artefatta che ogni decennio e ogni scuola e ogni moda producono. Talvolta  è estremamente difficile trovare qualche altra ragione speciale per spiegare il fatto  che tale poesia  risulta così insoddisfacente. Ho scritto espressamente intelligenza, non intelletto. Non vi è intelligenza senza emozione. L’emozione, il sentimento non può essere anteriore o simultaneo. Vi può essere emozione senza troppa intelligenza, ma questo non ci riguarda». Per Pound  il poeta ha un  compito preciso:  scrivere sempre per riempire il caos, popolare  solitudini, moltiplicare immagini, segnare la via sterile del paradiso, riempire il vuoto cosmico con la bellezza di un cielo stellato. Infine fare di  ogni stella  un nido di voci nobili.

In queste riflessioni capitali sull’arte dello scrivere versi c’è la grandezza del pensiero poetante di Ezra Pound. La poesia vera diventa profezia, rivelazione di un discorso cosmico che si candida all’eternità, che trova nell’erudizione della morale della conoscenza,  nel viaggio nel delirio, e soprattutto nella tenerezza e nel sublime di una visionaria liricità, i fondamenti etici dai quali è impossibile prescindere  se si decide di esistere per conoscere.

“EPISTOLA I”, DI MARTHA E. ELIAS

Martha E. Elias è una linguista danese che vive a Copenaghen. Dal 2001, lavora a progetti di carattere multilinguistico, nel settore delle lingue, dell’arte e della comunicazione, che coinvolgono otto lingue europee. Attualmente sta preparando un progetto interdisciplinare che coinvolge le espressioni lirico-poetica, dell’arte visiva e della musica. Il suo rapporto con la parola scritta si basa su un approccio trans-estetico e sull’impiego versatile delle lingue danese, inglese, spagnola, italiana e francese.

Questa è una sua intensa lirica. Continua a leggere

Re-visioni. Werner Herzog, Cave Of Forgotten Dreams

di
Roberto Plevano

“Dapprima, la grotta non pareva contenere nulla di speciale, ma era molto bella. Ma poi, in profondità, trovarono questo.”

Werner Herzog conduce la sua piccola troupe attraverso lo stretto cunicolo d’entrata della grotta di Pont d’Arc, conosciuta come grotta di Chauvet dal nome dello speleologo che la scoprì presso le gole del fiume Ardèche e vi entrò per primo nel 1994, e non trova parole per nominare quello che appare ai suoi occhi. La grotta contiene dipinti parietali tra i più antichi mai ritrovati, vecchi almeno 30000-32000 anni. Tuttavia sembrano cosa di ieri, perché l’ingresso della grotta fu ostruito e sigillato da una frana circa 22000 anni fa. È una straordinaria circostanza che le più remote raffigurazioni mai ritrovate siano così anche le meglio conservate.
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Rosa Matteucci: Costellazione familiare

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“Mia madre si era fatta un taglio profondo sul ginocchio da cui sgocciolava sangue; il cane, vicino ai cassonetti dell’immondizia, l’aveva fatta cadere su un collo di bottiglia. Raffaella si medicò sommariamente, giusto una sciacquata con la spugnetta da cucina, bendò il ginocchio tumefatto con un mocicchino di batista e, come se nulla fosse, prese a sorseggiare champagne sul divano mentre il cane, con la maestria di un tagliatore di diamanti, leccava ieratico ogni traccia di perdita ematica”. Continua a leggere

Primavera

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Sembra un dovere che torni a sollevarci
dall’umida tristezza dell’inverno.
Ma niente è scontato in questo punto azzurro
in cui affogano il dolore in lunghe suppliche.
Il giorno è una sfida lacerante
tra l’essere e il non essere,
tra il gelo dell’amore assente
e il fiore che trapela, nonostante.

Marino Magliani, Carlos Paz e altre mitologie private

di Roberto Plevano

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Aggiungo anch’io alcune note su Carlos Paz e altre mitologie private, una raccolta di quindici racconti in cui Marino Magliani torna a parlare dei temi (dei “miti”) che muovono la sua ispirazione. Il libro viene da Amos Edizioni, vivace e raffinata impresa editoriale veneta, che già aveva pubblicato Soggiorno a Zeewijk.

Ora, so benissimo che Marino, a sentire la parola “ispirazione”, alzerebbe i suoi ironici occhi al cielo, perché questa parola ha cittadinanza in un mondo in cui artisti e letterati esercitano il loro diritto speciale – appunto di cittadinanza – di dire cose attraverso un artificio, e con Magliani invece l’artificio non ha luogo: Marino scrive nel modo in cui un contadino sarchia il terreno, pota i rami, così come i vecchi hanno fatto. Si travaglia per sopravvivere, quando va bene per avere appena un poco più di vita, che rimane comunque nuda, mica per comunicare o esprimere qualcosa di speciale: uno ha la schiena curva sulla zolla, un altro aggiusta i vecchi muri, e alla fine della fatica di ogni giorno si tira il fiato, si beve un bicchiere. Pensa al da farsi, e alle cose che non sono andate giù. È tutto. Soltanto chi ha tempo da perdere va a caccia di significati, li tira fuori, pensa tanto di sé da credere che lui soltanto sia capace di farlo.
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NON SCRIVERE DI ME

di Massimo Maugeri

Pochi conoscono Philip Roth come Livia Manera Sambuy. Dice di lei Dave Eggers: “Livia Manera Sambuy ci consegna un ritratto di Philip Roth tra i migliori che abbia mai letto – scritto splendidamente, personale, intimo eppure rispettoso. I suoi ritratti sono di una dignità e di un rigore straordinari, e la sua conoscenza della letteratura contemporanea resta senza pari.” Livia è una giornalista letteraria che scrive sul “Corriere della Sera” (ha vissuto tra Milano e New York; ora vive tra Parigi e la Toscana). Al suo attivo ha, tra le altre cose, la realizzazione di due film documentari su Philip Roth. E il titolo del suo libro più recente, “Non scrivere di me” (Feltrinelli), ha a che fare – per l’appunto – con lo strettissimo rapporto intrattenuto con il celebre scrittore americano che, a un certo punto, le intimò di non scrivere più di lui. In alcuni casi, però, un divieto equivale a un invito. Continua a leggere

Axis mundi. Storie della Brianza: Bar Jolly

di Gianni Fumagalli

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Lo squarcio della claire del bar Jolly, in un fresco mattino d‘inizio estate, interruppe per un istante il gioioso vociare degli uccelli; i primi a impossessarsi del silenzio residuo della notte per poi cederlo agli aggressivi rumori del paese. Il gesto di Peppino, deciso ma stanco, diceva che le ore di sonno non erano state sufficienti. Un’altra lunga giornata stava per cominciare con la prospettiva, come tutte le altre in quella stagione, che durasse fino a notte fonda. I primi avventori arrivavano frettolosi per un caffè, davano un rapido sguardo al giornale sportivo e tra un commento acido e un saluto confidenziale uscivano frettolosi per recarsi al lavoro. Continua a leggere

METTE NORRIE: “L’OMBRA DEL LUNEDÌ”

Testo introduttivo e traduzione di Giovanni Agnoloni

Mette Norrie è un’artista visuale e una scrittrice residente a Copenhagen, che opera negli ambiti della poesia, delle illustrazioni e dell’arte sequenziale. Attualmente sta lavorando a una raccolta di racconti grafici. Il suo sito è www.mettenorrie.com.

Ho tradotto dall’inglese alcuni suoi micro-racconti, il primo dei quali reca, come l’illustrazione che lo accompagna, il titolo L’ombra del lunedì, mentre gli altri sono intitolati Luoghi destinati a sparire a settembre. Ciascuno di essi fotografa un momento di vita interiore calato nel mondo.

"The Shadow of Monday", di Mette Norrie

“The Shadow of Monday”, di Mette Norrie

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Kent Haruf: l’indispensabile vita della contea di Holt

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Ringrazio la sorte per aver messo sulla mia strada di lettore il Canto della pianura di Kent Haruf (pp. 303, euro 18). Ce l’ha in catalogo – un catalogo ancora minuto, ma tanto intenso da far pensare a larghi orizzonti – il quasi neonato NN Editore. Si tratta del secondo tomo di una splendida trilogia – La trilogia della pianura, appunto – il cui primo tassello, Benedizione, è comparso sugli scaffali delle librerie la scorsa primavera. Aspettando, speriamo molto a breve, il terzo capitolo, Crepuscolo, ci godiamo ora la prosa necessaria di questo romanzo che fluisce come il sangue – sarà anche merito della lucente traduzione di Fabio Cremonesi – e che come il sangue non smette di vorticare tra vene e arterie neppure quando l’ultimo foglio viene richiuso dietro la quarta di copertina. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Sodoma e Gomorra

In Italia ogni questione di principio è solo un’occasione per scontrarsi su interessi che di ideale possiedono davvero poco. E’ il caso della battaglia campale sulle “unioni civili”. La legge che le disciplina è passata, ma a spese della “stepchild adoption” e della rimozione dell’obbligo di fedeltà. In realtà, questa legge dice troppo per i cattolici e troppo poco per i laici. E’ il caso appunto dell’ “adozione del figliastro” che interessa le coppie omosessuali ma anche quelle etero. E non c’entra nulla con l’ “utero in affitto”.

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Donne da comprare

utero affitto 01

[Doverosa premessa: Fabrizio Centofanti ha una pazienza infinita nei miei confronti. Ci mancava solo che andassi a toccare un tema come questo per La poesia e lo spirito. Ma anche questa volta mi ha stupita, accettando di ospitare questo personale punto di vista. Un’onestà intellettuale rara, e coraggiosa, che gli voglio e gli devo pienamente riconoscere.]

Riflessioni profonde sulla questione della genitorialità surrogata mi accompagnano ininterrottamente da qualche anno, ovvero da quando un mio amico e il suo compagno hanno avuto due gemelli attraverso la gestazione su compenso da parte di una donna. Tutto questo è avvenuto in un paese estero dove loro vivono da molti anni. È l’unico caso che conosco direttamente, e ne potrei riferire solo riscontri positivi, anche molto toccanti.
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TRAVERSATE CORSARE, ROMA 5 MARZO

BATTELLO PASOLINI

Il 5 marzo per festeggiare la nascita di Pier Paolo Pasolini un gruppo di artisti e poeti romani, coordinati da Simone Bellanca, ha organizzato una gita sul Tevere con performance collettiva da viale Marconi a Ostia Idroscalo. Una celebrazione di vita nel luogo della morte del poeta, parco ora gestito e riqualificato dai volontari della Lipu dove sarà possibile visitare l’opera restaurata di Mario Rosati nell’Oasi faunistica.

L’evento sarà così articolato: Continua a leggere

Siamo i rom che si credono qualcuno

16-02 rom borasÈ evidentemente troppo tardi per una segnalazione della mostra Vi är romer [Siamo rom] ché ? oltre a essere in chiusura ? è allestita nella Kulturhuset [Casa della Cultura] di Borås, una cittadina della Svezia centro-occidentale in cui è assai dubbio che qualcuno possa mai capitare, a Febbraio; peccato, perché la città offre molto sotto il profilo artistico-culturale. Ma lo faccio comunque, non solo perché è la più avvincente mostra non artistica che abbia mai visto (e infatti ha vinto dei premi) ma soprattutto perché ciò che ne resterà, dopo il 29 febbraio, è un valore non legato al tempo; e di questo bisogna parlare.
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I CANALI DELLA POESIA – 5 MARZO a Milano

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I CANALI DELLA POESIA è un progetto di Max Ponte che vuole promuovere la conoscenza della poesia contemporanea. I poeti invitati saranno poeti noti ed emergenti, un dialogo finalizzato alla crescita comune dell’esperienza letteraria. In particolar modo I CANALI DELLA POESIA vuole indagare le principali espressioni della poesia contemporanea italiana, dalla poesia più vicina ai classici a forme di poesia “totale”. Il nome del progetto nasce osservando i Navigli di Milano, l’immagine riporta un’imbarcazione carica di sale. Che cos’è la poesia se non il sale della letteratura e dell’esistenza? Continua a leggere

Teatro: “Ghertuda la mamma di A.” – Brescia

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Debutta lunedì 22 febbraio 2016, in prima nazionale, alle ore 20.30 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri di Brescia “Ghertuda la mamma di A. la donna che volle esser regina nella terra di Amleto”, un progetto di Davide Rondoni e Laura Piazza, testo di Davide Rondoni, diretto da Filippo Renda ed interpretato da Laura Piazza. Uno spettacolo prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano. Continua a leggere

Per un catalogo di gesti

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Pubblicato per la prima volta qui: https://giacomoverri.wordpress.com/2016/02/16/per-un-catalogo-di-gesti/

A volte è sufficiente un gesto a far grande una pagina di narrativa.
Si tratta perlopiù di immagini semplici ma incisive, un modo di atteggiare le mani o una postura, una mossa, un tic, un’andatura. Basta poco, una manciata di parole, per rendere incancellabile una figura, il profilo di un personaggio.
Abbiamo allora a che fare con apparizioni che non si cancelleranno mai dalla nostra mente e ci ricorderanno per anni il personaggio di un romanzo, donne e uomini colti in una splendida e croccante unicità di tratti. Continua a leggere

Quando Umberto Eco s’era tolta la barba

Umberto Eco è morto. Per me è stato un maestro, un idolo. L’ho letto, l’ho amato, l’ho studiato. Ci ho scritto la mia tesi di laurea: Oltre la teoria: la narrativa di Umberto Eco.

Per il suo ottantesimo compleanno ne avevo scritto un elogio intitolato A Umberto Eco, scienziato della verità, principe della menzogna (http://librisenzacarta.it/2012/01/17/a-umberto-eco-scienziato-della-verita-principe-della-menzogna/).

Ha costruito personaggi e luoghi dell’immaginazione che non dimenticheremo mai.

Io lo vedo passegghiare, ora, di nuovo con la sua leggendaria barba, a fianco di Guglielmo da Baskerville, da qualche parte, in un colorato medioevo.

Ripropongo qui sotto quell’articolo scritto quattro anni fa, in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Italian writer Umberto Eco listens to a question during the presentation of his latest novel "The Cemetery of Prague" in Madrid

Lo scorso 5 gennaio il semiologo alessandrino ha compiuto ottant’anni. Continua a leggere

Suzanne Dracius: scrittura meticcia dalla Martinica

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di Max Ponte

Nel corso del mio ultimo viaggio a Parigi ho avuto modo di intervistare Suzanne Dracius, una delle voci più interessanti delle Antille francesi. Suzanne Dracius vive fra la Martinica e Parigi ed è narratrice e poetessa. Nella sua scrittura e nella sua attività culturale, c’è la sua terra e il suo passato, la memoria dello schiavismo e la condizione della donna.
Suzanne Dracius rivendica il suo essere al cento per cento meticcia, non si direbbe, essendo un raro caso di donna bionda, ma a ben vedere è così. La Dracius si autodefinisce con orgoglio “calazaza”, termine che in Martinica distingue una donna dai capelli e gli occhi chiari ma dalla carnagione mulatta. Continua a leggere