Archivi categoria: Poesia

La poesia di Rudy De Cadaval

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di Max Ponte

Rudy De Cadaval stupisce per la vita irrequieta e per gli incontri con personaggi del mondo dello spettacolo, fra cui numerosi flirt con dive degli anni ’60 e ’70. Una biografia dove non mancano colpi di scena, riconoscimenti e intuizioni anche di carattere tecnologico (mi racconta al telefono di aver lanciato l’uso del cd-rom per i contenuti enciclopedici).
La sua poesia non è estroversa come le vicende personali, si confronta spesso con questioni esistenziali e contiene passi di grande intensità in grado di sostenere la sua opera. Il confronto col dolore corrisponde, dal canto suo, ad una scrittura che si scontra con la gravità. E qui lo stile risente di più di un’insidia lessicale.
Mi pare nel suo complesso una poesia autentica, come il tono della voce dell’autore attraverso l’apparecchio, cioè De Cadaval non è un poeta che si nasconde dietro a costruzioni retoriche, e questa è la principale garanzia per chi legge. Forse anche per questo ha meritato l’attenzione di poeti illustri come Ungaretti che devono aver trovato in lui i segni di un vero talento. Ritengo sia necessario leggere tutta l’opera di De Cadaval per elaborare un’analisi critica esaustiva, mi stupisce che non sia ancora stato fatto visti tutti i riconoscimenti da lui ricevuti (meritatamente o meno, sono in ogni caso eventi che devono spingerci ad un’analisi). Fra le poesie che trovate sul suo sito la mia attenzione è caduta su questa.

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Ballate di Lagosta, di Christian Sinicco

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Poesia ad un tempo periferica ed europea, se ne è possibile una, questa delle sue ultime ballate si estende da Trieste alle terre slave, per consolidarsi attorno al topos prediletto del mare. La riempie, la motiva e soprattutto la muove un istinto forte delle sovrapposizioni e delle metamorfosi, grazie a un principio irresistibilmente dinamico, musicale, in non pochi passaggi narrativo, che affonda radici nella propensione per così dire naturale della Mitteleuropa al concerto babelico delle voci e dei suoni, delle lingue e delle storie, tra i microcosmi del suo inesausto destino migratorio.
(Dalla nota di Alberto Bertoni)

Christian Sinicco è nato a Trieste nel 1975. Nel 1999 organizza una serie di letture nella sua città assieme a molti poeti della sua generazione Continua a leggere→

ne vale la pena

SABATO
Quando vedo, il sabato,
le donne di una certa età
che escono dalla parrucchiera
con la messinpiega
e il viso arrossato,
per andare a custodire
uomini, figli, vicini, vecchi,
e negli occhi
la stanchezza;
o le straniere
che camminano dietro ai mariti
a testa bassa
e a testa bassa anche da sole,
mi prende a volte una tenerezza
e una voglia di piangere e di gridare
per tutte le carezze, gli abbracci, i baci
che non abbiamo avuto o potuto chiedere,
per la bellezza lasciata nei fossi
come fiori selvatici
appassiti,
sotto il sole che ci ha cresciute
e che ci voleva a testa alta
e ad occhi aperti.

una di quelle poesie che poi ….

Una lunghissima rincorsa

di Jacopo Ramonda

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CLOE (cut-up n. 43)

Noi siamo sempre stati quelli apparentemente sani. Quando avevo quindici o sedici anni, gli scaffali della libreria di casa nostra si erano incurvati sotto il peso dei saggi di pedagogia di mia madre, volumi in edizione economica con titoli come Lettera a un adolescente, Perché ti dice di no, L’età incerta. Poco lontano, appese su chiodi malfermi, le foto inquadrate della nostra famiglia implosa. Noi non siamo mai stati quelli che esplodono. Non eravamo pugili domestici, molestatori casalinghi, piccoli ricettatori di periferia. Non finivamo al telegiornale. A parte qualche urlo sporadico, le nostre trascurabili vicende non hanno mai oltrepassato i muri di casa, come sempre imbiancati di fresco. Noi non facevamo notizia, noi siamo sempre stati quelli di buona famiglia. Noi implodevamo. Andavamo in pezzi, ma senza far rumore. Non eravamo la televisione che viene lanciata dalla finestra del quarto piano, le litigate che si sentono a isolati di distanza. Noi cadevamo a pezzi, precipitavamo con distacco come la neve; eravamo una bomba in fondo al mare e i pesci morti che vengono a galla senza far rumore.

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“La bambina pugile” a Palermo

Ricordo per gli amici siciliani che sabato 21 giugno, alle ore 18, “Nuvole Galleria” (Palermo, vicolo Ragusi 35 – angolo via del Celso 14) ospita la presentazione de La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore. Ne parlano con l’autrice Francesco Balsamo e Giampaolo De Pietro.

Segnalo su Nazione Indiana un mio articolo su questo libro e i testi di Sebastiano Aglieco, Franca Mancinelli, Nadia Agustoni, Alessandro Canzian, Andrea Cirolla. Continua a leggere→

“Compitu re vivi” miglior opera 2014 di poesia edita in uno dei dialetti d’Italia

Sono felice di annunciare che a Compitu re vivi di Sebastiano Aglieco è stato assegnato il Premio Salvo Basso 2014 “quale miglior opera di poesia edita scritta in uno dei dialetti d’Italia” e il Premio Luciana Notari.

Queste le motivazioni dell’assegnazione del Premio Luciana Notari: Continua a leggere→

“Sulla scrittura di Max Ponte” di Lucia Dell’Aia

testi

Pubblico questa nota inviatami da Lucia Dell’Aia sulla mia scrittura. Il lavoro è ancora molto da fare e tanti i limiti da infrangere. Accolgo queste parole come una manifestazione di fiducia, la fiducia che fonda il patto fra chi scrive e chi legge e che muove a nuove creazioni. M.P.

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Il pharmacon della poesia contro l’inciviltà. L’impegno di Giamario Lucini

Gianmario Lucini

Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera. Continua a leggere→

Portrait of an old lady

old lady

Stefanie Golisch

Portrait of an old lady

Era indecisa se schierarsi
dalla parte delle idee o degli uomini.
A una certa età,
spiegava pazientemente a una amica
che per comodità considerava la migliore,
bisognava liberarsi man mano
del peso della realtà
e alzare lo sguardo verso le stelle.
Da giovane avrebbe voluto studiare filosofia,
ma le interessavano anche i bei vestiti, il sesso
e il genere umano in quei momenti nei quali
i filosofi di solito distoglievano lo sguardo.
Da quando aveva letto in un romanzo
che dalla contraddittorietà del vivere
in nessun caso si sarebbe usciti vivi,
il problema della coerenza
si era risolto una volta per tutte.
Le piacevano gli aneddoti e le buone barzellette
e di tanto in tanto si concedeva di diventare lei stessa
l’ipotesi di un pettegolezzo.
Nei giorni non filosofici
si stava volentieri con lei
davanti a un bicchiere di sherry
di qualsiasi qualità

LE NOSTRE DIMISSIONI DALLA “LIPS” PER RILANCIARE IL POETRY SLAM

ioslam

Vi ripropongo dopo le polemiche sorte, e dopo aver raccolto alcuni pareri (anche di natura legale), il mio articolo con alcune piccole modifiche che non ne mutano la sostanza. Certamente i toni non sono quelli di una educanda, ma non intendo offendere nessuno da un lato e dall’altro non posso rinunciare certo alla mia libertà di espressione. Esiste per fortuna in Italia la possibilità di esprimersi e criticare, voler bloccare tutto questo non è degno di una comunità di intellettuali. E come scrivevo ieri se siamo finiti nell’ex-DDR vi prego datemi una Trabant. Ognuno elaborerà la sua opinione su quanto ho scritto e certamente gli interessati hanno modo di replicare in questa e in altre sedi della rete se lo desiderano. Per me questo articolo è il resoconto necessario di una esperienza che si chiude e non il desiderio di contribuire nuovamente a questo dibattito.

***

La LIPS è l’associazione che alcuni poeti hanno fondato per unire il poetry slam italiano. La proposta di federazione viene da me lanciata o rilanciata con successo proprio da questo blog in un articolo del 27 novembre 2012. In seguito assieme a Christian Sinicco e Dome Bulfaro il primo nucleo del progetto viene alla luce. Continua a leggere→

FRANCESCA MATTEONI, “NEL SONNO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Nel sonno (F. Matteoni)Nel sonno, raccolta poetica di Francesca Matteoni (ed. Zona) è un concentrato di sollecitazioni percettive ed emotive di fortissima risonanza. Profondamente significativo già il titolo, che allude a un flusso onirico di immagini e significati non mediati da uno stretto canone razionale. Si potrà dire che la poesia, e in particolare quella lirica, è sempre così. Bene, ma quella di Francesca Matteoni interpreta questo tratto in modo particolarmente intenso e viscerale. Vive di cuspidi percettive, emersioni improvvise, punture di immagini che toccano vividamente la sfera sensoriale, proprio come fanno i simboli che popolano i sogni, da cui non ci si può difendere ricorrendo alle maschere che utilizziamo da svegli, proprio perché il sogno è per definizione territorio del subconscio. In questo senso, i versi di questo poeta ci entrano dentro con particolare insistenza, attingendo a livelli emozionali che abitano in tutti noi, in quanto condividiamo lo stesso inconscio collettivo.

Francesca Matteoni è capace di ottenere un simile effetto mediante il ricorso alla parola precisa, ovvero capace di evocare esattamente determinati stati emotivi, con una carica visionaria e una “spiritualità delle cose concrete” che mi viene da accostare ad Andrea Zanzotto. La parola, in questo senso, si fa “mito”, nel senso etimologico della parola greca ?????, che prima di tutto significa appunto “parola” in senso pregnante, ovvero “parola che si fa racconto”, e dunque suggestione, immagine, simbolo, con tutta la carica archetipica che soprattutto quest’ultimo termine porta con sé. Continua a leggere→

“Maledetti Poeti” di Esther Messina

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Maledetti Poeti è il canale You Tube di Esther Messina che vuole proporsi come spazio e progetto per la poesia. Facciamo seguire una autopresentazione dell’autrice e link al canale. Cosa ne pensate?

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Maledettipoeti è un canale Youtube nuovo di zecca in cui Esther Messina presenta dei video girati in modo del tutto informale dallo studio di casa sua dove scrive legge e sperimenta parole ed emozioni Continua a leggere→

Manuel José Arce Leal (Guatemala, 1935-1985) Un cráneo en la sombra

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¿Dónde poner la cabeza?
Me dijeron:
-los pies sobre la tierra.
las alas en el viento
y las manos arriba!
¿Y la cabeza?
Se ha tejido teorías, se ha fabricado hipótesis:
-la cabeza debajo del sombrero
encima de los hombros;
al final del cogote;
detrás del mecapal;
bajo el cuchillo de la guillotina;
al encuentro de un tiro de pistola;
en medio de laureles;
bajo la lupa de un sicoanalista.
¡pero nunca en tus manos,
nunca en tu regazo,
nunca en la almohada, al lado de la tuya!
Y de no ser así
¿cómo justificarla?
ya no es bastante sólo decir:
gracias a ella existen las industria
de peines, de analgésicos, de anteojos,
libros y barberías,
los dentistas, los oculistas y los narizólogos
¡tanta gente viviendo de este redondo y complicado fruto!
Pero al final de cuentas
yo sólo estoy aquí preguntando una cosa:
si no es entre tus manos, si no es en tu regazo,
si no es sobre tu almohada, al lado de la tuya
¿dónde poner, entonces, la cabeza? Continua a leggere→