Archivi categoria: Poesia

Stelvio di Spigno – Inediti

schiele  kind

Catamumba

Piove e ripiove a Catamumba
l’odore è proprio di pioggia clinica a Catamumba,
lampi elettrici, spigoli palmari, ventricoli di cielo – ora
e nel tempo ci chiudiamo
qui dentro, in quello che non viene, mi passa
nell’occhio di vetro l’anima di Murat

in quel lontano 1815 ancora avevo desideri,
un modo umano per farmi inconsistente
nel cadavere di quell’ancora-poco – stelle mie
vi dirò come fare per il cuore centrare – Continua a leggere→

The Unwritten Sequence

Poor-Children

E. V. Ramakrishnan (India, 1950)

Reader, this is the story of a sequence
I very much wanted to write:

An unwed mother
gives birth to twins:
a precocious child
who grows up to be a leader of people
and a mentally retarded one given to wandering naked.
The mother grieves for
the gifted and cares for the dimwitted.
Her agony is great but the whole village stands by her.
The weaver, the farmer,
the healer, the barber, the mason
and the carpenter were to be portrayed in detail.
There is also a policeman
who goes in search of the absconding
leader and returns with his missing brother.
Finally, and this was to be the climax,
the leader is killed in what looks like
a fake encounter.
At the burial,
the dimwitted brother wears a shirt
for the first time in his life. Continua a leggere→

Io e te sulla rupe

Io e te sulla rupe

la rupe è l’ultima vertebra
della terra
poi comincia la testa
le nuvole
il cielo.
lì sopra io e te
coi corpi appoggiati
in disordine
un po’ sulla carne
un po’ sull’erba
un po’ muti
un po’ mossi dalla parola,
così fino a vedere
il cuore che mentre batte
vola.

“Intervista a Franco Loi, in assenza di Franco Loi” di Flora RESTIVO

franco loi

Sembra un gioco di parole, non troppo originale né tanto intelligente, in realtà si tratta semplicemente di un ritratto del tutto personale del grande poeta che io farò, senza certezza di ottenere il suo consenso, ma speranzosa di ottenerlo.
Sarà, comunque, una vera intervista, pertanto le risposte che verranno date alle mie domande saranno tutte assolutamente, parola per parola, di Franco Loi. Continua a leggere→

Andante dei frammenti perduti, G. G. Mastropasqua

mastropasqua_andante

di Pasquale Vitagliano

Gianpaolo G. Mastropasqua, Andante dei frammenti perduti , Lietocolle, 2008

Questa piccolo raccolta di versi di Mastropasqua ha una caratteristica testuale unica. Le poesie in essa raccolte starebbero per intero dentro lo spazio di una cartella, rendendo inutile – almeno sotto il profilo della conoscenza della poesia di questo giovane autore – qualsiasi recensione o lettura critica. Non si tratta tuttavia di poesia tascabile. Al contrario, questi frammenti non sono bigliettini da portare e perdere distrattamente, hanno la forza permanente dei graffiti, di segni indelebili di mondi vissuti, forse scomparsi, ma non dimenticati, non sprofondati nell’oblio. Continua a leggere→

Adieu I di Gaston Burssens ( Belgio 1896-1965)

albanien

ADIEU I

To myself

This is, so be it, the last note
that I shall,
will,
can
play
in the last life that I live,
on the last keys of my body.
An instrument hard as a safe
from which I have squandered the craziest pennies,
from which I have pulverised the most expensive spider webs.
The dust has stuck to my bones.
It will be buried with me.
The worms will not eat it,
the poison is only intended for me.
I can, I could know
that each beautiful song decorates itself with a conclusion,
as each conclusion decorates itself with a prayer after eating,
and that this end, now or never,
must be called beginning.  Continua a leggere→

Segnacoli di mendicità di Marina Pizzi

16.

cantuccio di elemosina la sposa

guardata a vista dall’eremo

del rantolo. dove domani il refrigerio

è favola. qui nel patibolo che ruba

le elemosine il silenzio del pargolo

corrotto. accosto accosto le sfingi

delle guance queste vedette tenui

di vento e le restie comunque. ora

ti chiamo adito alla sera per fingere

di nascere. le tue macule si curvano

turbate dal branco della bara. Continua a leggere→

Uomo è chi è ospite – Edmond Jabès.

Ci sono libri che ti seguono, nella vita, come cani al guinzaglio. Ed altri, che ti passano vicino e sfuggono come lepri. Ce ne sono altri che sentono il tuo odore, e lo riconoscono e vogliono rimanere con te, farti visita, tornare a trovarti sempre, divenire compagni di viaggio, e non smettono nemmeno se tu li scacci, o se fuori c’è il temporale.

Uno di questi libri è per me Il Libro dell’Ospitalità di Edmond Jàbes.

Il motivo per il quale queste poesie continuano a visitarmi, a chiedermi conto, a tornare, è per me ignoto. Continua a leggere→

FRUSCIO D’ASSENZA. HAIKU di Francesco De Girolamo

giardino-zen-milano

                                                                                                                  (Giardino Zen)

 

da “Fruscio d’assenza”
(Haiku della quinta stagione)
di
Francesco De Girolamo
– Edizioni Gazebo, 2009–

 

Tolgo le scarpe
sulla soglia dell’uscio
come un viandante.

*

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La farfalla e il carro armato

Che strana materia è un corpo

e che strani noi che ci stiamo chiusi dentro

murati, o appesi a un filo, poco importa.

Che piacere denso e sofferto

stare con te sotto un albero

e vedere che da zone lontane del mio corpo

tornavano a casa i pensieri perduti

in questi mesi di troppi commerci

con gli umani.

Che strano il resto della giornata

con l’emozione che mi girava dentro

come una farfalla

o come un carro armato.

Questo è quanto ho visto nel mio campo,

il campo avverso.

Non so cosa sia accaduto nel tuo campo,

non so com’era l’emozione

ma spero che sia stata

cauta, incauta, verticale

libera dal bene e ancor più dal male.

Dove sorge e dove tramonta il sole

milosz

di Carmine Vitale

D’improvviso non si vedono più le nuvole. Sembra che l’orizzonte nasconda un altro cielo, al di là del confine del mare. Seduto sulla riva ascolto questo grande rumore del mondo e penso alle parole del libro che stringo nelle mani. Ci sono dei libri che ti vengono a cercare, si spostano dalle mensole di uno scaffale impolverato fanno capolino fin dentro di noi implorano formano anse rifugi aprono frontiere danno profondità alla luce. Questo libro è uno di quei libri. Il titolo è semplice impercettibile: Poesie.

Quelle che formano il corpus di questa raccolta di Czeslaw Milosz sono indiscutibilmente tra le più alte del novecento come afferma Iosif Brodskij nella presentazione scritta in occasione della consegna del Neustatdt Prize for Literature nel lontano 1978. Continua a leggere→

Qui, che ridiventa il NIDO

di Maria Pia Quintavalla

Se mi mettessi fuori a testimone,
del tempo e del mercato
che la stessa scena ogni giorno
r i c o n c r e a,
ma per meglio cogliere
nel flusso che si libera,
io lenta navigante che non sporge
più non rema a braccia a nuoto
nuove luci arricchiscono disegnano
i suoi i fianchi flessi come l’iride.

Se testimone fossi dell’intero,
nel verso io potrei smorta,
sì che lo posso, carpire un suono
matido che chiede afferra,
piega a lato in frescura
la bocca benedice non sente più
pianti nolenti
ma bambini lesti nel correre
che ricambiano il suo volo.

II

Rivivi la tua infanzia,
mentre ricrei a Itaca col padre
nel nome tuo famiglia nova che
come l’altra, drammatica insoluta
perché per crescere occorreva
essere amati, io adulta genitrice
della vita che si fa futura,
non méntore soltanto
di occasione-infanzia che si genera
rifà mi pianta intorno a un’ostrica
mi incolla alla matrice unita
al male con il bene un arco soddisfatto,
in sincronia f u t u r a.