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I LIBRI DEGLI ALTRI n.47: Il segreto mortale dei sentimenti. Francesca Petrizzo, “Il rovescio del buio”

Francesca Petrizzo, Il rovescio del buioIl segreto mortale dei sentimenti. Francesca Petrizzo, Il rovescio del buio, Milano, Frassinelli, 2011

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di Giuseppe Panella

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Il secondo romanzo di Francesca Petrizzo, a differenza del precedente racconto “storico” Memorie di una cagna (Milano, Sperling & Kupfer, 2010) dedicata alla rivalutazione di Elena di Troia, è una lunga narrazione (dolorosa, angosciata, tormentata con radi e rari sprazzi di felicità) di quella che si può definire di “formazione dell’anima”. La protagonista ne esce, alla fine, completamente sconvolta ma apprende una dura lezione sulla vita, sulla sua fragilità, sulla sua impossibile realtà.

Le sue vicende sono quelle quotidiane di una studentessa alla soglia dell’esame di maturità ma quello che deve superare è qualcosa che va molto al di là di esso: deve confrontarsi compiutamente con la morte e con l’esistenza come un lungo tunnel da attraversare. Percorso buio e pieno di sofferenza ma, in conclusione, necessitato dalla prepotenza della vita e della sue svolte repentine e piene di amare sorprese. La protagonista del romanzo, Marta Deangelis, infatti, non dovrebbe avere altri problemi che quelli relativi alla scuola e ai suoi sentimenti (fino ad allora piuttosto confusi) riguardo all’amore futuro e ai possibili rapporti di coppia.

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MARINO MAGLIANI, GIACOMO SARTORI: “ZOO A DUE”

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

da valentinamente.wordpress.com

da valentinamente.wordpress.com

Marino Magliani e  Giacomo Sartori sono gli autori di Zoo a due, raccolta di racconti edita da Perdisa Pop, che in realtà non è una semplice serie di storie brevi. È un percorso a più voci, un coro polifonico narrativo. Protagonisti, gli animali, tanti, diversi e spiazzanti.

Una struttura originale, con brevi – ma non brevissime, e soprattutto dense – pillole di Giacomo Sartori, seguite da due componimenti lunghi di Marino Magliani, legati tra loro per i personaggi e l’ambientazione (la Liguria).

Le storie di Sartori, invece, ruotano intorno a figure sempre differenti e si svolgono in luoghi indeterminati, nella miglior tradizione fabulistica, da Esopo e Fedro in poi. A volte scendono addirittura nell’infinitamente piccolo, con i “tormenti” di un organismo monocellulare, o comunque nel piccolo, con – tra le altre cose – le vicissitudini di una laboriosa formica, desiderosa di uscire dagli schemi. Ma troviamo anche un canarino preoccupato dalle conseguenze della sbadataggine dei suoi proprietari, o le vicende di una simpatica cagnetta alle prime esperienze d’amore. Sono pillole, appunto, sorprendenti per la capacità del narratore di calarci in un punto di vista “non umano”, sia pur “antropomorfizzato”. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.46: Francesco Troccoli, “Ferro Sette” & “Domani forse mai. Racconti fantastici”

Francesco Troccoli, Ferro SetteFrancesco Troccoli, Domani forse mai. Racconti fantastici

Francesco Troccoli, Ferro Sette, Roma, Armando Curcio Editore, 2012; Francesco Troccoli, Domani forse mai. Racconti fantastici, Roma, Edizioni RiLL – Riflessi di Luce Lunare, 2012

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di Giuseppe Panella

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Tobruk Ramarren ha una missione importante da svolgere sul pianeta Harris IV: deve stanare un gruppo di minatori in rivolta che si sono rifugiati nelle sue cavità più profonde e porre fine all’attività di David Vinicious Pereira Hobbes, un suo ex-commilitone con il quale ha perso i contatti e con il quale è stato inviato a trattare la resa di Ferro Sette. E’ ovviamente una trappola ma Tobruk non lo sa ancora.

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Guida pratica all’eternità

Guida pratica all'eternità

di Barbara Pesaresi

C’era una volta, in campagna, il raccontatore di storie. Era un personaggio strano, ricco di inventiva, batteva le campagne offrendo in cambio di un bicchiere di vino, ma anche più di uno, una mercanzia molto particolare: storie. I contadini lo invitavano spesso a rallegrare le lunghe veglie invernali. Le vicende narrate, alla fine, erano sempre le stesse, ma grazie a deviazioni imprevedibili e all’aggiunta di particolari inediti, di volta in volta la narrazione si arricchiva. Tutto ciò poteva accadere nell’arco di una stessa serata se il vino era abbondante e di costituzione robusta e generosa. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.45: Tutta la vita davanti. Ivo Morini, “Dentro la vita. Viaggio nell’aldiquà”

libri senza copertina 2Tutta la vita davanti. Ivo Morini, Dentro la vita. Viaggio nell’aldiquà, presentazione di Alberto Asor Rosa, Firenze, Polistampa, 2013

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di Giuseppe Panella

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Da molto tempo, con qualificata continuità e intelligenza linguistica, Ivo Morini prosegue, infaticabile, un proprio discorso lirico-narrativo, spesso di minoranza nel panorama poetico italiano ma, non per questo motivo, di poco spessore ai fini del suo rinnovamento storico-tematico. Come scrive Asor Rosa nella sua Presentazione, si tratta di “una sorta di saga favolistica, senza fine ricca di echi e reminiscenze lontane”.

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Il nuovo romanzo di Paola Ronco: La luce che illumina il mondo

la luce che illuminaOppure, piuttosto, quella che non ci riesce: né il mondo, né i suoi abitanti. Perché il cielo è coperto da nuvole di pioggia instancabile, pioggia che diventa fango e sembra anzi colare già in questa forma vischiosa e inarginabile, maligna, priva di speranze.
Un set abbastanza filmico per questa ucronia di Paola Ronco, alla sua seconda prova su carta dopo il suo romanzo di esordio, “Corpi estranei” uscito con Perdisa, che avevo recensito nel 2009; per “La luce che illumina il mondo” l’editore è Indiana, e troviamo una Ronco più cupa e no-future, con un respiro e uno sguardo ampi su un mondo che conosciamo fin troppo bene. Un’Italia squallida e penosa, di cui non ci vengono risparmiati i particolari, dove ogni parte fa il suo gioco, a tratti disumanizzandosi. Continua a leggere

Best American Short Stories 2012

Unknown “This year was the strongest for the short story since I began reading for this series six years ago”. Heidi Pitlor comincia così la sua Prefazione a “The Best American Short Stories 2012” e questa volta, anche per i lettori più critici, risulta difficile darle torto. Le venti storie scelte insieme al guest editor di turno Tom Perrotta hanno in sé, più di quanto sia avvenuto nel recente passato (recensisco questa serie oramai da tempo), quella grande varietà di temi, quelle ingegnose e sempre differenti maniere di trattare problematiche insieme eterne ed attuali, quell’uso sapiente e diversificato delle parole, del ritmo e della capacità di rendere il tempo parte integrante di una storia (“good-timing” dice Perrotta, con quella caratteristica che l’inglese ha di concentrare in due parole ciò che in altre lingue necessita di frasi intere) che fanno di ogni racconto una storia che vale la pena leggere, pubblicare, comprare, consigliare e recensire: la crisi economica, le guerre, la sub-cultura dei videogame, i pericoli del consumismo, la diversità, l’emotività dei singloli e delle moltitudini, lo scontro generazionale e quella fascinazione tutta particolare dell’America verso ogni cosa giovane, piena di vita e in lotta per non decadere. A questo proposito, pur nelle dovute differenze, Prefazione e Introduzione (l’una scritta dalla Pitlor e l’altra da Perrotta) sembrano convergere su alcuni semplici ma fondamentali punti: da una parte la difesa

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.44: Sotto mentite spoglie. Rosalba De Filippis, “Danielle. L’ultima foglia è sempre la più alta”

Rosalba De Filippis, DanielleSotto mentite spoglie. Rosalba De Filippis, Danielle. L’ultima foglia è sempre la più alta, prefazione di Stefano Lanuzza, Pasian di Prato (Udine), Campanotto Editore, 2013

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di Giuseppe Panella

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Rosalba De Filippis, poetessa molisana da moltissimi anni trapiantata a Firenze, ha dedicato da anni la sua devozione lirica all’esplorazione di un mondo che si situa, autorevolmente ma con continui e necessari aggiustamenti, tra realtà vissuta del quotidiano e finzione di sogno. Non è un caso che il suo primo libro si intitoli Sotto nevi di carta (Campanotto, 2007) e l’immediato precedente di questa sua ultima fatica, invece, sia La luce sugli spigoli. Canti di Monteloro (Stampa Alternativa, 2011). Tra l’aspirazione a una poeticità forte e vissuta come esperienza di vita e il sogno di un nuovo orizzonte da raggiungere attraverso lo scarto prodotto dalla scrittura lirica, si colloca quest’ultimo omaggio-confronto con un personaggio inesistente, Danielle Sarréra, creatura immaginata e trasformata in opera letteraria da Frédérick Tristan, espressione di una volontà rigorosamente camaleontica di essere altri pur rimanendo, in fondo, sempre se stesso. Personaggio poco noto in Italia, Tristan ha dato vita a una sorta di parto poetico dando vita all’opera postuma di una fanciulla diciassettenne morta suicida, Danielle Sarréra per l’appunto, di cui avrebbe pubblicato un diario e i versi redatti durante la sua breve ma intensa e desolata esistenza.

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Kenneth White, “La strada blu” e “I signi selvatici”

di Giovanni Agnoloni

la strada bluI viaggi in Canada e in Giappone di Kenneth White, in questi due bei volumi di Amos Edizioni, La strada blu I cigni selvatici, ci pongono davanti a una scrittura che è la fedele traduzione narrativa dell’approccio geopoetico al mondo propugnato dall’autore scozzese (ma francese di adozione).

Convinto come sono, e in perfetto accordo con l’editore Michele Toniolo, che un libro non sia soltanto il “testo”, ma la persona che c’è dietro, trovo infatti che non sia solo il viaggiatore White a imbeversi osmoticamente delle atmosfere – in questo caso canadesi e giapponesi –, ma la sua stessa narrativa ad adeguarsi alla “forma dei luoghi”, comportandosi come l’acqua – tanto per citare una battuta di Sergio Rubini a Christopher Lambert nel Nirvana di Salvatores –, che fluisce attraverso quella singolare “realtà virtuale” (in quanto di volta in volta diversa dalle nostre aspettative) che è il mondo reale. Continua a leggere

Appunti su “Nevicata” di Francesco Scarabicchi

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L’impermanenza felice della neve.
Nevicata di Francesco Scarabicchi, con i paesaggi incisi di Nicola Montanari, ed. Liberilibri, Macerata 2013, €18.

di Anna Elisa De Gregorio

E’ appena arrivato in libreria (sui magri scaffali dedicati alla poesia o su quelli dedicati alle arti figurative, a discrezione del libraio) un volumetto dal formato inconsueto (50×50) tipico dei “libri d’arte”, che non devono necessariamente stare in ordine come gli altri. Si tratta in effetti di un perfetto “ibrido” dove la poesia scritta da Francesco Scarabicchi e i paesaggi incisi da Nicola Montanari (ventisei per l’esattezza) si incontrano, loro stessi emozionati, in bellezza e in assoluto sun pathos per raccontarci una storia. Continua a leggere

A ritroso, di Danilo Mandolini

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Appunti su A ritroso di Danilo Mandolini, edizioni L’obliquo, Brescia 2013

di Anna Elisa De Gregorio

Quando un autore decide di riproporre in un unico volume la sua produzione, avverte che è arrivato ad un giro di boa, a un redde rationem: un farsi domande sul proprio lavoro di scrittura, un guardarsi indietro… Ogni giorno si è diversi dal giorno avanti e questo continuo divenire può portare a una “crisi”, ad una necessità di aggiornamento della propria opera poetica. Continua a leggere

Massimo Maugeri, Trinacria Park

Trinacria Park: il sogno è qui!
di Giorgio Morale

Un giallo, un noir, un romanzo realistico, un romanzo psicologico con sfumature horror: questo e altro è Trinacria Park di Massimo Maugeri, un pastiche di generi che compongono una sorta di roman philosophique capace di svolgere un approfondito discorso cum figuris sul nostro tempo. Continua a leggere

Sorrentino omaggia Fellini, ma spreca bellezza

la grande bellezza

Preferisco non recensire cose che non apprezzo. Sono sensitiva e naif, penso sia meglio non immettere negatività nel cosmo, e la critica scatena energie da evitare: per me è un piacere gratuito di condivisione, non un mestiere. Ma farò un’eccezione per La grande bellezza di Paolo Sorrentino perché Sorrentino ha un grandissimo talento, che da solo merita menzione e attenzione. Se fossi la sua zia acida, gli direi di smettere di scrivere i soggetti delle storie che gira, e di cercare piuttosto belle sceneggiature scritte da altri. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.43: Mi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, “La valle delle visioni”

Sauro Albisani, La valle delle visioniMi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, La valle delle visioni, Firenze, Passigli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Sauro Albisani, discepolo spirituale di Carlo Betocchi e conosciuto anche come autore teatrale, non ha certo bisogno di lunghe presentazioni delle sue opere.

Alcune delle sue opere (Campo del sangue, il dramma del 1987 edito da Vallecchi e Terra e cenere, Il Labirinto, del 2002) sono conosciute al pubblico dei lettori di poesia italiana contemporanea. Apparso diciannove anni dopo All’uomo nuovo e dieci dopo Terra e cenere, l’ultima fatica lirica di Albisani si presenta come il poema di una vita, soprattutto familiare, ma soprattutto il bilancio di una solitudine incardinata in una scrittura che alla dimensione colloquiale di alcuni momenti alterna il tono alto della confessione (ma di ascendenza romantica – caratteristica della prosa autobiografica da Rousseau e Tolstoj in poi – piuttosto che di quella teologico-religiosa tipica di Sant’Agostino). Il poeta qui si mette a nudo e si conforta trovandosi carente e umiliandosi, cercando una spiegazione al suo disagio e una verifica del suo passato nel bene e nel male.

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“SINISTRE PRESENZE”, L’HORROR “POLITICO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Sinistre presenzeInconscio individuale o collettivo? Perché “scegliere”? Sono entrambi presenti nella nostra natura intima, come ci insegna Carl Gustav Jung. E si nutrono reciprocamente, legati in un rapporto osmotico. È questa, a mio avviso, la chiave di lettura di Sinistre presenze (Bietti Editore), antologia horror sui generis, a cura di Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano. Ed è in questa zona “di confine” tra l’individualità e la collettività dell’esperienza psicologica “d’Ombra” che si colloca lo specialissimo carattere “politico” di una raccolta di racconti così originale.

Il titolo allude alla “sinistra”, e questo sorprende, in un genere per tradizione incentrato sui tormenti dell’Io (e perciò stesso considerato politicamente poco “impegnato”). Però questo libro fa delle dinamiche intime della natura umana una finestra aperta su una molteplicità di eventi perturbanti che toccano l’intera collettività, dalla follia di un’infermiera assassina (penso al racconto di Gian Filippo Pizzo) alla crudeltà di chi abbandona gli animali (ed ecco il contributo di Dario Tonani), passando per le vicissitudini politiche di un piccolo centro di provincia (Francesco Troccoli). E altro ancora. Continua a leggere

CON LA CULTURA SI MANGIA

di Massimo Maugeri

In occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013 il “forum del libro” (www.forumdellibro.org) aveva proposto l’iniziativa “E/leggiamo” basata, tra l’altro, sull’invio di una lettera aperta ai candidati al Parlamento. Nella premessa del testo si evidenziava che «dove la lettura è abitudine più diffusa, in molti casi è anche più alto il reddito, è migliore la qualità della vita, la società è più coesa, sono maggiori la capacità di innovazione e la propensione alla crescita». Oggi il principale referente di quella iniziativa è l’attuale ministro per i Beni e le Attività Culturali (persona degna, preparata e rispettabile), il quale – peraltro – dovrà tener conto degli esiti del più recente report dell’Istat. In Italia, anche chi legge, legge poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i “lettori forti”, con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale. Dati poco confortanti, come sempre. E come sempre può sembrare vano ribadire la necessità di incrementare gli incentivi alla lettura e gli investimenti in cultura. Eppure bisogna continuare a farlo, come fanno benissimo Bruno Arpaia e Pietro Greco nel loro pamphlet “La cultura si mangia” (Guanda, € 12, p. 174). Il titolo del volume fa il verso all’infelice frase dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti pronunciata il 14 ottobre 2010: «con la cultura non si mangia. Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia». Arpaia e Greco, dati alla mano, dimostrano invece che la cultura non è un bene di lusso. Continua a leggere

Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati di Nunzio Festa

basilicata_PRIMA_golenaAssociazione culturale Golena – 2013

Nota di lettura di Rosa Salvia

In questo saggio così dettagliato e preciso sulla propria terra, La Lucania: terra dei boschi bruciati, a causa del problema dei numerosi incendi boschivi provocati ogni estate, più che da piromani occasionali, soprattutto dalla piaga “di una pastorizia anti-sociale,” Nunzio Festa palesa quell’amore che ciascun lucano ha inciso nel proprio silenzio, come su pietra, e che nessuna mano, neppure quella del Tempo, può raschiare. Continua a leggere

L’amore folle di Françoise Hardy

Hardy COPERTINA

Il debutto narrativo della mitica cantante francese

di Guido Michelone

Françoise Hardy nel 1962, a soli diciott’anni, con la canzone Tous les garçons et les filles, è l’idolo dei giovani parigini : poi in breve tempo conquista le platee di tutto il mondo, diventando, lungo gli anni Sessanta, l’unica diva francese a contrastare il predominio angloamericano nel campo della musica leggera. Le canzoni di Françoise Hardy hanno successo perché affrontano temi generazionali dal punto di vista di una ragazzina che recita il ruolo della post-adolescente triste, delusa, vittima insomma dell’egoismo e dell’incomprensione dei maschi e degli adulti. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.42: Il perché è noto. Francesco Varano, “Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979”

Francesco Varano, Il Giardino MedievaleIl perché è noto. Francesco Varano, Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979, Firenze, Polistampa, 2012

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di Giuseppe Panella

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Nella sua intensa e non formale Introduzione al libro di Francesco Varano, Franco Manescalchi sembra non avere troppo dubbi riguardo al destino di quest’opera mista di poesie e di immagini:

«Il Giardino Medievale, composto tra il ’77 e gli inizi del ’79, ha il doppio senso di luogo della meditazione ma anche, nell’etimo dialettale della terra del poeta, terreno arido da abbandonare scegliendo l’emigrazione. E’ la prima di una ricerca coerente giunta fino ad oggi e attraverso la quale Varano impagina vasti palinsesti di storia in una grande allegoria, dialogando con i poeti che ama e scendendo alle radici del dolore di questo medioevo che ci riguarda. Continua a leggere

E’ la scrittura, bellezza!

E' la scrittura, bellezza!

di Barbara Pesaresi

Mi è rimasta un’illusione: compilare un manuale di scrittura creativa, che nel mio caso sarebbe alla rovescia, alternativo ai tanti che ho sfogliato con tedio e insofferenza. La scrittura è tra le cose da prendere di petto, come gli orchi delle storie o i mostri che appaiono nei sogni. Prima o poi lo scriverò. (da Non superare le dosi consigliate)
E poiché Fabrizio Centofanti è uno che mantiene le promesse, ecco il saggio/romanzo È la scrittura, bellezza!, l’antimanuale di scrittura creativa. Continua a leggere