Archivi categoria: Scritture

UNITA’ DI LUOGO, di Carlos Vitale

(Testi di Carlos Vitale, tradotti dallo spagnolo da Marino Magliani)

I

Nozioni di realtà
Occorrono troppe vite per farne una.
Eugenio Montale

Il cacciatore si apposta
Misura tempo e distanza
Il bersaglio succede alla morte
ed è la morte Continua a leggere

Purgatoriale – di Maria Pia QUINTAVALLA

         Purgatoriale

     Stamane, mi sono svegliata già stanca e un po’ agitata come da un sonno duro e senza pace, e avrei voluto parlare con te, madre: mi sento così strana senza il nostro telefono senza fili che quei fili ho cercato amorosi nel buio, per un po’ senza trovarli.  
Intanto risentivo la tua bella voce sensuosa avvolgermi, un po’ solare, ma l’aria pareva potesse smarrire quei tesori se non li afferravo presto, come quel tuo ondeggiare lieve.
Eravamo sole, e questa immagine mi ha dato la carica nervosa, senza parole ancora, che per giorni mi avrebbe lasciata in tormento.
Allora ho sentito che non ci sarebbe stata un’altra possibilità, se non ti avessi presa così di forza, e con la mia attenzione costretta a sedere qui, a portata di orecchio.

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Diario: le parole

parole-dadi

di Davide Bregola

Le parole

Per capire le cose, e in generale quelle della vita, basta pensare alle parole che si pronunciano per comprenderne il significato, non alle loro definizioni, ma proprio all’unità “parola”. Se noi pensassimo le parole che diciamo avremmo una capacità di capire le cose molto più alta di quella concessa dalle definizioni di comodo. Pensare alle parole è una delle verità che ci aiuta a capire il mondo. Uno scrittore che pensa alle parole, un poeta, un artista, se ci pensa realmente e fermanete, compie un’operazione di rispetto imprescindibile e senza la quale non può definirsi artista. Non mi riferisco tanto alle frasi, alla sintassi, o almeno non faccio riferimento solo a quello perché più in particolare penso alle parole. Una ad una. Una davanti all’altra, prese singolarmente. In questi giorni le parole che ho usato e delle quali ho prestato più attenzione sono: Inizio, Luce, Ombra, Vento, Emozione, Acqua, Cielo, Calore, Uomo, Fine.  Diventeranno  capitoli di una storia.

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Come cristallo, di Lucia Saetta

( Lessi queste prose nelle Edizioni Feaci, mi parvero calme, con quella luce che fa l’acqua dei torrenti, luce di cielo. Alcune erano proprio prose siderali, raccontavano di stelle e di spazi, di polvere cosmica. Grazie dunque all’autrice, Lucia Saetta, e a Giovanni Monasteri, editore di Feaci.
Marino Magliani. )

Da Come cristallo, di Lucia Saetta

(Scritto) nel nome

È stato facile: ho detto che volevo prendere una boccata d’aria fresca, ne ho diritto anch’io, e me la sono svignata. Continua a leggere

Lo scelbino (di Alberto Alberti)

A quel tempo si moriva a Roma, la domenica all’alba. Schiere di giovani e meno giovani che erano stati dietro una scrivania o un banco di vendita sei o otto ore al giorno per sei giorni (allora il sabato non era vacanza, neanche mezza), approfittando che le strade a quell’ora erano deserte, si fiondavano con le loro auto nuove nuove per via Nazionale o per via dei Fori imperiali, come sulla Salaria o sull’Appia, per provare il brivido della corsa. Con gli occhi di oggi, quei “bolidi” erano poca cosa. Cinquecento, seicento, millecento, tutt’al più, rara, qualche alfetta. Ma i cento, centodieci all’ora facevano paura, perché nessuno ci era abituato, e i guidatori meno di tutti. Le macchine sbandavano spesso, le frenate erano improbabili, gli scontri continui. I pochi passanti rischiavano grosso, anche quando avevano l’accortezza di stare al riparo, rasentando i muri, sui marciapiedi. Nessuno poteva prevedere dove andava a finire un mezzo fuori controllo, lanciato al limite delle sue potenzialità. Continua a leggere

Pausa al bordo della strada

di Alessandro Ansuini

Trasportato da una notte terrestre dalla brezza ispirata di un sogno, trovata e spaurita che rimase una pausa al bordo di una strada, contenente di tutto anche me sotto la radura, cielo senza intermittenza e dorato di un paese montagnoso straordinario. Persino senza osservare potrei percepire il bagliore, gli angoli e le facciate dei colossal da sciogliere, i chaos di abbigliamento e la luce vivida riflettente di molte piogge, che si trovano in qualche luogo sotto o dietro di me. La mia anima è stata assorbita da una sensazione di iridescenza, della libertà e delle altezze divine, ed ho levato i piedi all’infuori come una fiamma di piercing. E quanto gelosamente, senso di custodia da sottoscala contro l’alito della bellezza gigantesca che mi aveva circondato, quella, quella fiamma di sofferenza, era il centro esatto del paese della mia nascita. Continua a leggere

(adieu) etc.

(adieu)

E’ disincanto del rintocco, campanario

squarta l’asciutto espianto della lingua –

dentro un paesaggio che lo pasce e nega.

Il debito che non s’estingue, la pingue

larva della catena – una coperta

che la terra tesse.

***

(l’ordine)

“degli anni e dei mondi” – per una convenzione

fissi al tempo, ad un’ostensione della macchia,

sia fuoco d’artificio castellario e, dietro, notte

vuoto  mestiere e mistero dell’inganno,

ché sia la detta materia della fuga.

Li ho visti

Questo breve racconto (il mio primo tentativo narrativo messo in pubblico senza ricorrere a un nick, arrivato tardi, con i capelli grigi) è “uscito” sul sito Doctor Blue and Sister Robinia circa un anno fa. Una bizzarra circostanza lo ha visto apparire qualche giorno dopo su un giornale locale, Il Giornale di Vicenza. Come se questa sovraesposizione (parzialmente pseudoepigrafica, come si vedrà) non fosse stata sufficiente, lo si ripropone qui, come un addobbo natalizio riciclato. Continua a leggere

Grandi esploratori: intervista a Mirella Tenderini

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Mirella Tenderini è una scrittrice-viaggiatrice che viaggia attraverso i viaggi.
Sembra un gioco di parole, ma è solo un modo per rendere la ricchezza e la complessità dei suoi interessi e delle sue opere. È infatti autrice di numerose biografie sulla vita di famosi esploratori del passato, oltre che curatrice della collana di narrativa di viaggio “Le Tracce” della Casa Editrice CDA&Vivalda (ora diventata Vivalda) e traduttrice di numerose opere. Continua a leggere

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 89

Raggiunto il suo culmine di colpo la tempesta cessò. Onde compiacenti sospinsero Erre su di un’isola dotata di tutte le comodità e fecero incagliare la sua piccola imbarcazione da navigatore solitario, carica di ogni ben di Dio, a poche bracciate dalla spiaggia.
Erre pertanto non se la passava affatto male, peccato solo che l’urto avesse messo tutti gli apparati di comunicazione della sua barca fuori uso; di modo che ben presto l’isolamento incominciò a pesargli.
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NO AL PIZZO di Antonio Moresco

[Un affettuoso ringraziamento da parte di tutta la redazione de La poesia e lo spirito ad Antonio Moresco per averci concesso di pubblicare l’articolo che segue].

Cari amici di La poesia e lo spirito, vi ringrazio per avere dato spazio a Lettere a nessuno e per la discussione appassionata e seria che ne è seguita. Vi mando questo piccolo scritto il cui capoverso iniziale è apparso sabato 29 novembre su “Tuttolibri” e che pubblicherò anche sul “Primo amore”.
Un caro saluto e un abbraccio fraterno,
Antonio Moresco. Continua a leggere

Nel folto di silenzi senza occhi

federico-federici-lattimo-del-paesaggio
(Federico Federici, L’attimo del paesaggio, 2007)

         Da un’eternità passeggera (IV) – Nel folto di silenzi senza occhi

gravida di polvere
e stupori, monotona
corolla
verdemare,
divampa sul ciglio
levigato della sera –
segreto dispiegarsi
di calici ricolmi
di muschiose piogge
o intrico declinante
d’agavi protese
in bianchi spasmi: –

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Riflessioni di Marco Grassano sul tema dell’ambiente e del paesaggio

Introduzione di Giovanni Agnoloni

Interviene oggi sul tema dell’ambiente Marco Grassano, già da me intervistato in passato per LPELS (v. https://www.lapoesiaelospirito.it/2007/12/03/un-contributo-letterario-tra-alessandria-e-il-mediterraneo) e intervenuto sul tema del viaggio alla manifestazione LA PENNA DEL MAGNIFICO (allego video) [youtube=http://it.youtube.com/watch?v=_-czyba2nsw]. Continua a leggere

(digressione sulle torri joniche) xi -xii

ioniche

xi.

Sì, d’una qualche si pasce vampa
da vino amarenato, empito
del sollazzo del ciliegio, durezza
da bastone che solca la selvatica
invasione delle siepi, dei rovi
augurali delle more. In un’elevazione
dalla caccia all’uomo, bandito e forestiera
bevono, amanti, le stagioni del fogliame:
si recano a una sorte segnata di visione
all’altura della Rocca Castello.
E’ pura roccia, calcare
nei calcagni gementi tra poco, nelle storie.

xii.

Siamo di nuovo ad una costretta
luce dell’avvistamento, innalziamo
salendo nuova torre al Sant’Elia,
verso il Kalfa ferroso delle madri.
Spezziamo il legno, mormoriamo
nell’ascesa della morente luce
delle costellazioni, celebriamo
l’alba del villaggio innocente.
Vaniloquenti pratiche anacoretiche
nel procedere insano degli oranti,
un’eco d’ossa ripercuote, giace.