Archivi categoria: Scritture

I gialli e il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival di Paolo Roversi

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Paolo Roversi nato a Suzzara, vicino Mantova, nel 1975, è scrittore-giallista e saggista. Laureato in Storia Contemporanea e studioso di Charles Bukowski, ha dedicato a questo autore, tra l’altro, la sua prima biografia italiana, che ha realizzata con l’aiuto di Fernanda Pivano.
Ricordiamo i suoi romanzi noir, tre dei quali (La mano sinistra del diavolo, ed. Mursia – Premio Camaiore per la Letteratura Gialla nel 2007 –, Blue tango – noir metropolitano, ed. Stampa Alternativa, e Niente baci alla francese, ed. Mursia) hanno per protagonista Enrico Radeschi, un giornalista-hacker. Le sue storie hanno un’ambientazione padana (tra Milano e il Po), e sono considerate un evidente esempio di “noir metropolitano”, da cui appunto il titolo di uno dei suoi gialli. Continua a leggere

Io e Michele. Racconto di Giulio Mozzi

velo-donna1[Quarto appuntamento domenicale con Giulio Mozzi su La poesia e lo spirito. Il racconto Io e Michele uscì in un libro dell’Edizioni dell’Arco: L’Africa secondo noi.

Domenica 15 febbraio un nuovo racconto inedito dello scrittore padovano.  (f.s.)]

 

di Giulio Mozzi

 

Io e Michele siamo d’accordo su quasi tutto.

Lui non si chiama Michele, ha un nome che non è possibile dirlo, nella sua lingua, se non ci si è nati, perché è fatto di suoni stranissimi, come tutta la lingua sua, ma io lo chiamo Michele e a lui va bene, dice, perché Michele è un angelo nella mia religione – che non ci credo, ma ci tengo, perché è la nostra storia – e anche nella sua, come mi ha detto, che lui non ho capito se ci crede o no, ma sicuramente ci tiene, e anche più di me.

Michele si trova bene qui per via della religione, anche, dice, perché dalle sue parti la religione non era libera. Dalle sue parti volevano fare lo stato laico, dopo un millennio che non era così, che sarebbe andare contro la storia, e lui invece alla religione ci teneva, ma se portava la barba lunga o faceva portare il velo a sua moglie, che per loro sono cose della religione, rischiava di andare in galera come se fosse un estremista religioso terrorista. Qui invece, come dice, lui può fare quello che vuole, e infatti porta la barba lunga, e nessuno gli dice niente, io figurarsi, e la moglie non so, perché non l’ho mai vista, ma lui dice che porta il velo, quando esce di casa, che peraltro non esce tanto, e non le dice niente nessuno, al massimo si incuriosiscono, perché da noi non è una cosa abituale, ma poi non dà mica fastidio a nessuno, e quindi basta.

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“Libeccio” – Intervista a Folco Quilici

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Folco Quilici, giornalista, scrittore e regista, è il protagonista per eccellenza della storia del documentario di cultura e viaggio in Italia. In questa intervista cercheremo di scavare un po’ più a fondo nei “segreti” e nello spirito del suo affascinante lavoro, prendendo spunto dall’uscita del suo ultimo romanzo, “Libeccio” (ed. Mondadori, 2008). Continua a leggere

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne (a cura di Giuseppe Panella e Massimo Sestili) Altrimedia Edizioni, € 16,00

Un dramma in Livonia: un inedito di Jules Verne (Nantes, 1828- Amiens, 1905), l’autore de “Il giro del mondo in 80 giorni” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Un libro del 1904, che non conoscevamo e che ci può sorprendere. È edito da un piccolo editore, Altrimedia Edizioni, che balza all’attenzione generale con una pubblicazione di qualità. Il tutto a cura e per la traduzione di due professori e scrittori, Massimo Sestili (docente presso una Scuola Media Superiore di Roma) e il “nostro” Giuseppe Panella (che insegna alla Normale di Pisa).
Quale miglior occasione per una chiacchierata in compagnia, o se vogliamo un’“intervista di gruppo”, neanche fossimo in videoconferenza? Continua a leggere

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 97

Sono invitato per la prima volta nella dimora di campagna di Elle e di Erre. Quando arrivo i miei due amici sono già ad aspettarmi sul cancello.
“Benvenuto! Prima di entrare non vuoi vedere gli animali?”
“Con piacere, ma non siete vegetariani?”
“E che c’entra? Si tratta di amici che ci onorano della loro compagnia.”
“Ah be’ in questo caso…” e li seguo in un’area parte coperta e parte scoperta dove mucche e galline, molte fra le quali con gli occhiali, passeggiano libere, a piccoli gruppi, con l’aria di conversare fra di loro.
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Il tredicesimo invitato – di Fernanda ROMAGNOLI

Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato (1980) Libri Scheiwiller, 2003 (I ediz., Milano, Garzanti, 1980).

Testi

Ritratto

Certo che lo conosco:
sul libro, in frontespizio, bianco-e-nero
viso tutto concesso all’allegria,
che in un’ombra comincia a intimorirsi
del suo solstizio. Continua a leggere

DISPERSIONE (1996). Racconto di Giulio Mozzi. Postfazione di Giuseppe Panella

fantascienza-racconto[Terzo racconto di Giulio Mozzi della serie “narrativa d’anticipazione” (cft. Posfazione). Dispersione è  un racconto inedito del 1996. Nella Postfazione il professor Giuseppe Panella ci fornisce alcune chiavi di lettura del racconto e una nota critica sulla Science FictionDomenica 8 febbraio un nuovo racconto di Giulio Mozzi. (f.s.)]

di Giulio Mozzi 

Sono Darlo Rame e sono l’ufficiale di turno della Darwi Odrade. Sono l’ufficiale di turno perché sono l’unico sveglio. Il servo di bordo mi ha svegliato sessantacinque ore fa. Ho fatto un po’ fatica a svegliarmi ma mi sento bene. Nelle prime ore avevo dei crampi ricorrenti, soprattutto al braccio sinistro; ora sono passati. Ho fatto tutti i controlli di routine e il servo di bordo ha detto che sto abbastanza bene. La cosa più difficile è stata fare i prelievi prima di mangiare, visto che stavo morendo di fame. Continua a leggere

(prova delle madri)

(Casalvecchio Siculo -ME – Chiesa di Sant’Onofrio, “Sacra Famiglia” di anonimo, 1618)

***

Io v’accompagno, madri, in Efeso.

Celebro mormorante da un’altura

di convegno d’ignote creature alate

nel turgore di petrose minne,

perforazioni del presente

schianto nel sonno inavvertito, voi

madri della certezza e del libro

sotto gli angeli barocchi,

madri della pazienza e della perdita

della memoria nel passo quotidiano,

madri dei figli, madri dai tanti figli

senza vostri figli, madri degli uomini

sotto lo stesso lenzuolo,

madri del racconto ripetuto e della predica,

madri nel giusto alzate, una preghiera

che da sola echeggia… Continua a leggere

Nelle parole l’anima, sulla carta la vita. Di Marino Magliani

Tanti anni che scrivo e sono ancora solo. Ricordo i miei primi racconti, i primi romanzi annegati nel Mar del Nord. Cose che, come diceva uno scrittore delle mie parti, non valevano l’acquavite per conservarli.

Forse era lì che dovevo imparare a salvare i personaggi, tenerli con me, come si conserva un’amicizia.

Niente, non ho portato con me nessuno, non ho salvato nessuno, non c’è un personaggio di un mio libro che sia riuscito, come fanno quei roditori che sembrano alati, a saltare da un albero all’altro. Invece, si sa, ci sono autori che riescono a far felici i propri lettori regalando loro ciclicamente lo stesso personaggio. Anch’io sono uno di quei lettori. Attendo di conoscere ad esempio altre storie dell’ ispettore Maria Dolores Vergani di Elisabetta Bucciarelli, (Mursia e Alberto Perdisa editore), e dell’ispettore Michele Ferraro di Gianni Biondillo, (Guanda), del detective Bacci Pagano inventato da Bruno Morchio ( Garzanti e Frilli ) e del commissario Scichilone di Roberto Negro (Frilli).

A questi autori ho posto una domanda, la stessa per tutti, e gentilmente mi hanno risposto. Sei mai stato/a tentato/a qualche volta di mollare in una cunetta il tuo personaggio, di dire basta, voglio raccontare senza più Lui o Lei, senza più gabbie, più manette narrative? Continua a leggere

Il mercante di utopie, di Anna Sartorio

Recensione di Alberto Pezzini

Il mercante di utopie (La storia di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly) – Anna Sartorio – Sperling & Kupfer – pagg. 273 – euro 17,00

Questo è un libro scritto con dei sogni. Nel senso che Anna Sartorio ha usato qualcosa più simile ad una bacchetta magica che ad una penna. O ad un computer. Per i giri delle frasi, e per le parole che ci sono nelle pagine. Le parole, si sa, sono come pietre. Oppure rune dentro cui scavare e cercare un significato alternativo. Come guardarsi dentro un sogno, appunto. In un’altra dimensione. In uno specchio fatto di tradizione, colline, terra da mangiare quasi, e sogni. Oscar Farinetti non è persona normale. Nel senso che non è uomo di terra e basta. E’ uomo di nuvole, spiriti che arrivano da lontano, ed una dose enorme, ma enorme di fantasia. Accanto al fiuto terragno per gli affari c’è una zona molto profonda da cui Farinetti deve trarre le sue visioni. Nasce come elettrodomesticaro ma già con qualcosa che lo divora da dentro. Sartorio ci parla di una scimmietta che sta tutta una vita a cissare (in piemontese cissa chi ti tormenta) l’uomo, quasi fosse il suo daimon, un minuscolo spiritello capace di indirizzare Farinetti sempre verso nuovi lidi. E’ uno spirito inesausto il suo, che non si accontenta mai di dove è arrivato. Ricorre addirittura a dei binocoli ad infrarossi per cercare di bruciare la concorrenza. Continua a leggere

CONTENITORE A TEMPO ARRESTATO di Giulio Mozzi

viaggi_tempo_4 [ Pubblico qui il racconto Contenitore a tempo arrestato di Giulio Mozzi. Fu scritto su richiesta del “Corriere del Veneto”, dorso regionale del “Corriere della sera”. Ad alcuni narratori fu chiesto di immaginare il Veneto del Tremila.

Domenica primo febbraio pubblicheremo il terzo racconto di Giulio Mozzi. f.s.]

 

di Giulio Mozzi

 

“Ma è sicura?”, disse il professore.

L’uomo dei servizi si irrigidì.

“È sicura”, disse.

“Posso entrare?”, disse il professore.

“Prego”, disse l’uomo dei servizi.

Il professore entrò nella stanza. Era piccola. Quattro panche, un tavolo. Nessuna finestra. Nessuna grata per l’aerazione.

Respirò a fondo. L’aria sapeva di polvere e di chiuso.

“Ma non è che soffochiamo, poi, qui dentro?”, disse il professore”, voltandosi verso l’uomo dei servizi.

“Quanti sarete?”, disse l’uomo dei servizi.

“Undici”, disse il professore. “Me compreso”.

“Mm. Vi metto un aeratore”, disse l’uomo dei servizi.

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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 95

L’uomo giunse davanti alla nuova bancarella di frutta e si fermò. Una mela isolata e diversa da tutte le altre aveva attirato la sua attenzione.
“Per favore, mi dia quella mela.”
“Che occhio, signore! Si vede che lei se ne intende. Ecco a lei, sono dieci euro.”
“Dieci euro? Lei è una ladra, se la tenga pure.”
E l’uomo indignato passò oltre.
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DALLA PARTE – di Giulio Mozzi. Posfazione di Marino Magliani

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[Pubblico qui il racconto Dalla parte di Giulio Mozzibonus track dell’antologia Tutti giù all’inferno, curata da Monica Mazzitelli (Giulio Perrone editore, 2007). Qui è possibile scaricare il pdf dell’antologia. Una curiosità filologica: nel testo qui proposto, lo scrittore ha apportato varianti minime.  Infine, in coda al racconto, nota di lettura di Marino Magliani: Per Charlie. Domenica 25 gennaio pubblicheremo un secondo racconto di Mozzi. f.s. ]

 

di Giulio Mozzi

 

È il quindici marzo, mercoledì. Mercoledì è il giorno che mi fermo a Milano. Dormo all’Hotel Charly di via Settala, vicino alla Stazione Centrale. È un alberghetto pulito, tranquillo ed economico (ma il caffè è micidiale). Ora è notte, sono le undici e un quarto, e da piazza Missori scendo nella metropolitana. Quattro stazioni (Duomo, Montenapoleone, Turati, Repubblica), due passi a piedi, e sarò a casa. Per me a Milano il Charly è “casa”, perché sono cinque anni che ci dormo praticamente tutti i mercoledì sera. La stanza undici al secondo piano, senza bagno ma con lavandino e bidè (e il bagno sul pianerottolo: da condividere, certo, ma tanto la mattina mi sveglio presto, e sono sempre il primo).

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Poesie inedite di Michele ORTORE

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(Ellen Burgin, Marking time)

 

                         E il motivo

                         E’ nella rigidità flessibile
                         della foglia di eucalipto,
                         è nella pesca a strascico del vento
                         sui rami

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Il primo bacio, un’altra cicca


Questo testo, già apparso con qualche variante come racconto nell’antologia Hai da accendere?, Giulio Perrone Editore, 2008, è tratto dal romanzo 100 miglia (0111 Edizioni, 2009).
(N.B. L’autore non intende promuovere o incoraggiare in alcun modo il tabagismo)

Era come guardare i due all’interno della stanza dal buco di una serratura, dietro la porta chiusa. Esserne costretto per necessità di testimonianza, per poter dire: ecco, io c’ero, io ho visto, io so, quello che affermo non potrà essere negato. Non potrà essere deriso. Due personaggi, seduti uno di fronte all’altro ai lati di una piccola scrivania in legno chiaro con il piano ingombro di libri, annotazioni, e una scatola di latta piena di mozziconi di sigarette a far da fermacarte, ben chiusa per buona sorte. La settimana di una fumatrice, e infatti la stanza ha visto molto fumo, fumo nervoso, fumo di giovani che non fanno caso all’inalazione, continuano a parlare e muoversi e far schemi e guardarsi. Gli adulti, quelli per cui l’età comincia a essere una domanda, prendono tempo e sospendono alcune attività, ogni boccata è una pausa rubata, al lavoro, agli impegni, alle preoccupazioni, anche agli affetti. Ma questa non è una vicenda di adulti: due personaggi, un uomo e una donna giovani, soli nella stanza. È scontata la disposizione ad amoreggiare. Continua a leggere

Viola Amarelli – Note su “A ogni cosa il suo nome” di Francesco Tomada

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               Viola Amarelli – Note su A ogni cosa il suo nome di Francesco Tomada

     “Le Voci della Luna” confermano una attenta linea editoriale pubblicando “A ogni cosa il suo nome”, secondo libro di Francesco Tomada, autori tra i più interessanti degli ultimi anni.
     I testi di questa raccolta palesano, con una accresciuta consapevolezza, ragioni e spazi della scrittura di Tomada già presenti nel precedente, felice esordio de “L’infanzia vista da qui”. Continua a leggere

da “INTRODUZIONE AI COMPORTAMENTI VILI”: uno (nel quale si parla di Mario) di Giulio Mozzi

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[Pubblico qui il capitolo primo del romanzo mai terminato INTRODUZIONE AI COMPORTAMENTI VILI (1999) di Giulio Mozzi. L’intero pdf è disponibile qui. Vi propongo una bella pagina di letteratura. Inoltre trovo interessante il discorso che il protagonista fa sui poeti maggiori e minori, nonché il discorso sulla felicità. f.s. ]

di Giulio Mozzi

uno (nel quale si parla di Mario)

 

Ora Mario è solo nello scompartimento. I quattro spagnoli rumorosi (due spagnoli e due spagnole) sono scesi a Bologna, diretti a Rimini. Hanno scaricato bagagli enormi senza alcun rispetto, un borsone è piombato improvvisamente sulle gambe di Mario e non c’è stata una parola di scusa, neanche un gesto. Ora che è solo Mario tira fuori il cd-walkman dallo zaino, ci mette dentro On land di Brian Eno, infila gli auricolari e ricomincia a leggere il suo libro.

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