Senza limiti

È questo che fa male all’amore: la paura e la fuga, dice Gesù a Gabrielle. Non deve temere la sua miseria, che del resto mai conoscerà, mai conosceremo fino in fondo. Dobbiamo solo temere di non essere certi della Sua misericordia senza limiti.

Sergio Calzone. Racconto 2

Prima dei nomi

Una donna trebbiava a mano delle spighe raccolte nella campagna intorno. I chicchi cadevano in un canestro e lei, svelta, gettava lo stelo nudo alla sua sinistra, su un cumulo che, da piccolo che era, si spargeva prima all’intorno e poi cresceva, man mano che gli strati si sovrapponevano.

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Frammenti di Cinema # 31

Mi ha intrigato su un articolo de L’Espresso di qualche settimana fa leggere che la recente fortuna delle serie televisive sarebbe da attribuire alla riscoperta e di conseguenza ad una rinnovata ricerca di totalità, dopo il dominio post-moderno del frammento e del precario di fine Novecento. Ancora più suggestivo il richiamo ad uno dei tre racconti di Gustave Flaubert, Un cuore semplice. Devo dire, purtroppo aggiungo, che memoria e documenti smentiscono facilmente questa tesi, salvo chiosarla che, se fosse davvero così, questa hegeliana attrazione verso la storia dello spirito è sempre stata presente. Tutti quelli nati negli anni ’60-’70, per esempio, cresciuti a pane e televisione si ricorderanno le gesta di Kunta Kinte nella serie Radici trasmessa su Rai 2 il venerdì a partire dal 1978, che racconta l’epopea dolorosa degli schiavi dalla loro deportazione all’approdo alla colonia britannica del Maryland. Ed escludo telenovelas, sceneggiati televisivi e telefilm, che pure un legame stilistico indubbiamente hanno con le serie dei nostri tempi.

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CRESTOMAZIA: Elisa Biagini, “Da una Crepa”

Elisa Biagini, Da una Crepa, Einaudi, 2004

Selezione a cura di Francesco Sasso

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Mi si chiudono
le notti dentro
il palmo,
ti tocco
e sei d’inchiostro.

 

*
Le mie, le tue
labbra, sono
le feritoie
dove cadono
monete, chiavi
di porte che
si aprono altrove.

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La poesia della settimana. Valerio Magrelli

da Nature e venature

Passato qualche tempo tutto il latte

va a male, come se andasse verso

il male, la sua cattività,

si contrae, si rapprende,

abbandona il proprio stato liquido

e inizia a farsi forma.

La sostanza rafferma

prende corpo, resuscita

in una carne nuova e compatta, estratta

dalla bestia. E’ cacio, metamorfosi

del secreto animale, il frutto

morto di una pianta viva,

sazia creatura pallida e lunare.

da Poeti italiani del secondo Novecento, volume secondo , Milano Mondadori 1996, p. 949.

Vivalascuola. Che fatica la vita da ministra! E figuriamoci da governati (male)

Buon anno scolastico 2020-2021 a tutti! Siamo a una riapertura che si annuncia problematica. La pandemia aveva provocato buoni propositi: tutto sarebbe cambiato nella scuola e nella società. La realtà è un’altra. Mancano i docenti (200.000 cattedre vuote), mancano migliaia di locali, mancano più di due milioni dei famosi banchi monoposto. Soprattutto, manca criterio e metodo, come mostra la ricostruzione, fatta da Giovanna Lo Presti per vivalascuola, dell’operato del governo nell’ultimo anno scolastico. La scuola italiana è malata e soffre di patologie plurime. Anche noi pensiamo che la scuola debba avere priorità ma siamo convinti che essa debba essere emancipata dal ruolo ancillare di custodire i più giovani per una parte della giornata. La scuola va restituita al suo compito più alto, che è quello di educare e istruire. A noi non bastano le scuole aperte. Vogliamo scuole sicure e in cui si studi e si lavori in una condizione di benessere. Continua a leggere→

La poesia della settimana. Umberto Fiori

Tallone

Giorno e notte, qua sotto,

 partono e arrivano i vagoni. 

Al vento nero delle gallerie 

sbattono giacche e giornali.

Si aprono le porte, si chiudono.

Facce, sedili, borse:

nasconde tutto, l’illuminazione.

Ma basta che sulle scale del mezzanino 

spunti in mezzo alle scarpe un piede nudo

– un alluce, un tallone stretto in un sandalo –

e tu risenti addosso, come l’evaso 

il faro che lo stana, la luce del mondo.

da Poeti italiani del secondo Novecento, volume secondo, Milano, Mondadori, 1996, p. 1029.

Chiedere

Gesù dice a Gabrielle che non otteniamo tante grazie perché non le domandiamo. Perché chiedere è difficile? Perché siamo orgogliosi? Pigri? Pessimisti? Qui ognuno può dire la sua. L’importante è risolvere il problema, compiere quell’atto che apre le porte dell’eterno: chiedere.

Alessandro Ramberti, Faglia

di Elena Varriale

L’ultima opera del poeta Alessandro Ramberti, Faglia-Faulto (Fara 2020) si divide in due parti: la prima è poetica, mentre l’altra è un vero e proprio Avviamento alla lingua internazionale esperanto. Dunque, l’autore ci propone poesia e lingua e non poteva essere diversamente. Lo studio delle lingue, infatti, lo contraddistingue da sempre (nel 1988 ha conseguito a Los Angeles il Master in linguistica e nel 1993 il dottorato in linguistica presso l’Università Roma Tre), così come la passione e l’amore per la poesia, documentati dalle sue numerose pubblicazioni, dagli importanti premi conseguiti e dall’ottima produzione culturale della sua casa editrice.

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L’inconoscibile

Gesù ricorda a Gabrielle il passaggio dell’angelo sulla piscina, l’agitarsi dell’acqua che arrecava guarigione: è così che bisogna aspettare il passaggio improvviso dello Spirito, con la medesima trepidazione. Anche se ritardasse, l’attesa è sempre dolce: è un nascere a Dio, un conoscere un poco di più l’inconoscibile.

Poesia italiana del XXI secolo

Pina Ciancio di origine lucana è nata in Svizzera nel 1965 e dopo aver vissuto tanti anni in Basilicata, si è è trasferita da circa due anni nella zona dei Castelli Romani. Viaggia fin da quand’era giovanissima alla scoperta dei luoghi interiori e dell’appartenenza, quelli solitamente trascurati dai grandi flussi turistici di massa, in un percorso di riappropriazione della propria identità e delle proprie radici. Ha pubblicato testi che spaziano dalla poesia, alla narrativa, alla saggistica. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo La ragazza con la valigia (Ed. LietoColle, 2008), Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro (Fara Editore 2009), Assolo per mia madre (Edizioni L’Arca Felice, 2014). E’ presidente dell’Associazione Culturale LucaniaArt.

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Agire e tacere

Agire e tacere, raccomanda il Cristo alla Bossis. Le ricorda quale grande e buona influenza avesse la Santa Famiglia sui vicini, con questo atteggiamento. Se tutti amassero Dio e facessero la Sua volontà, il mondo sarebbe un paradiso. Tutto tornerebbe alle origini, alla fonte. 

Sergio Calzone. Racconto 1

Lo scarto

È per loro che scrivo. Quelle vite così brevi, così facili da dimenticare. Sono l’unico essere nell’universo che ancora se li ricorda, a parte Dio.

J. M. Coetzee, Mattatoio di vetro

Finalmente sembra che rannuvoli: c’è del nero dietro i pioppi del canale e può essere che oggi butti giù un po’ d’acqua. La terra è una crosta sempre più dura, tanto che da giorni non mi riesce più di cavarne un lombrico e mi riduco a semi, a erbe e a qualche cavalletta presa appena dopo l’alba, quando non saltano ancora.

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