Frammenti di Cinema # 11

 

Nel cinema la meteorologia è importante e non è mai casuale. Emblematica è la pioggia continua e interminabile in Blade Runner  (1982) di Ridley Scott. Per un maestro del cinema come John Ford, invece, il cinema è il vento che soffia tra gli alberi. Di recente la neve è divenuta lo scenario suggestivo di molti film, legati tra loro da due fili, la memoria e il thriller.

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Dare

A volte i doni non arrivano: ci stupiamo che Gesù ci neghi l’attenzione, la cura che ci aveva così delicatamente dimostrato. È il momento in cui dobbiamo essere noi a donare: se l’usignolo smette di cantare, è perché sta a noi dedicare al Cristo un cantico di lode.

lettera di Daniel Pennac a Cesare Battisti

di Antonio Sparzani

Ho orrore della campagna d’odio scatenata da troppi dei nostri giornali contro Cesare Battisti, in puro stile “sbatti il mostro in prima pagine”. E questo naturalmente indipendentemente dalla colpevolezza o meno di Battisti, peraltro accusato, non dimentichiamo, dalla parola di un solo “collaboratore”.
Nel maggio 2004 è uscito in Francia un libro molto utile per capire i contorni del quadro Battisti, dal titolo La verité sur Cesare Battisti, pubblicato dalla nota scrittrice francese Fred Vargas, edito da “Viviane Hamy”. Si tratta quasi solo di una raccolta di documenti, testimonianze di giudici, avvocati, parenti a proposito della questione allora scottante: l’allora presidente francese Jacques Chirac stava venendo meno alla parola data dal suo predecessore François Mitterand di non estradare alcuno degli italiani inseguiti dalla giustizia italiana che si erano rifugiati in Francia. Continua a leggere→

L’unione delle anime

Gesù ama l’unione delle anime, che è una forma di carità. Quando gli affidiamo qualcuno, come potrebbe restare indifferente? È bello sapere che, almeno in parte, le anime non siano abbandonate anche per noi. Il Cristo non vede l’ora di venirci incontro, di esaudirci. È fatto così, anche se fatichiamo a rendercene conto.

Unici

Ognuno di noi può dare a Gesù un amore unico. Quando moriremo, nessuno lo amerà come lo hai amato tu, come l’ho amato io. Per questo è urgente dargli tutto, stare vicino a Lui, come il discepolo che amava nella Cena; non pensare soltanto ai nostri affari, di cui non resterà che polvere.

I pesci e i migranti liberi

I pesci sono migranti liberi, e non hanno nessun ingresso sbarrato. E fanno il pallone, e si inseguono come fossero i fiati dell’organetto, e si addormentano felici.

Io ho spesso avvicinato il mio palmo alle loro bocche, per cercare di raccoglierne l’eredità quando avevo paura del naufragio e di poter rimanere perduto come un oggetto. E mi giravano intorno, senza spostare polvere: come in guerra, sulla terra, mio Dio.

Sott’acqua il mare sembra sicuro, non è arricciato e non sente l’assalto dei motori; senza il contatto con le dita umane resta puro in ogni lato, come la fede o come dovrebbe l’amore fra i popoli. Continua a leggere→

Seguirlo

Capire Gesù dal Vangelo: seguirlo mentre spende la vita per noi, senza risparmiarsi, in ogni occasione; vederlo assediato dalla gente, o solo, sul monte, con le membra ghiacciate, sempre proteso verso il Padre, obbediente, senza mai pensare a proteggersi, a procacciare qualcosa per se stesso: questo è il criterio. Cercando la compagnia scomoda della Parola santa, potremo finalmente sentire la verità del Salmo: Proteggimi, o Dio, in Te mi rifugio.

Di me diranno, di Luca Benassi.

Il libretto di Luca Benassi, Di me diranno – Edizioni CFR, 2011 – fu, a suo tempo, una sorpresa natalizia bene annunciata nell’introduzione del compianto Gianmario Lucini, allora direttore della “Collana Turoldo di poesia dell’Essere”. L’incrocio tra fede e poesia, pace e solidarietà; la lontananza dalla storicità del Natale, innescata da secoli di iconografia edificante e astratta; la nostalgia dell’innocenza, contrapposta al realismo a volte crudo della vicenda autentica; e ancora: la fisicità, intrisa di dolore; Continua a leggere→

L’usignolo

Un usignolo ha fatto il nido vicino alla finestra di Gabrielle Bossis e lei s’incanta sentendo la sua voce. Gesù, che le aveva donato l’usignolo, le dice: cos’è questo, rispetto all’altra Voce, che parla nel profondo? E la invita a leggere e rileggere i loro colloqui, perché possano penetrare sempre più, e raggiungere più anime possibile.

Doni

Gesù ci fa molte sorprese: un’alba più bella, un usignolo che canta per noi, una parola gentile che arriva quando meno te l’aspetti. Siamo noi che non ce ne accorgiamo. Dobbiamo esercitarci: a indovinare. Gesù è dietro la porta, spia ogni nostra comprensione, tutti i nostri assensi, e ne è felice.

Sala d’attesa

Gesù è in sala di attesa. Aspetta che noi ci avviciniamo per distrarlo, per fargli capire che è importante, per noi, la sua presenza. Dice il Cristo alla Bossis: se chi attende, nella sala, fosse un artista, un poeta, un potente della terra, non lo approcceresti con premura e gioia moltiplicate? Ebbene, quello è il tuo Dio, l’Onnipotente, che cerca l’umanità su questa terra fin da Betlemme, con l’immensa pazienza, il suo amore di Creatore, di Padre in attesa del suo figlio.

Gioia

Gesù vuole la gioia, come tutti quelli che amano. Non è possibile desiderare altro, per chi amiamo. Per questo è necessario sentirla, coltivarla. Un modo semplice è fare le cose per Gesù: ciò gli dà gioia e, di conseguenza, la trasmette a noi. La vita è più semplice di quanto si creda. Ma bisogna farne l’esperienza.

Chiedere

Dobbiamo imparare a chiedere: chiedere molto di più di quanto facciamo. Perché mettere limiti alla prodigalità del Cristo? Lui è Dio! Vuole darci anime, e più gliene chiediamo, più ce ne dà. Dobbiamo credere al suo amore inconcepibile, potente, che può mostrarsi solo poco a poco perché, se lo rivelasse tutto in una volta, verremmo certamente meno.

Anime

Salvare anime: questo Gesù vuole fare, attraverso di noi. Raggiungere il cuore della gente, permettere che scocchi una scintilla, accendere un fuoco che arda per l’eternità. L’inferno è freddo, indifferente, non riesce a sorridere, se non per interesse, falsamente. Dio è caldo, autentico, amorevole. È il Dio dei vivi, come disse Gesù, quel giorno, ai sadducei. È a questo Dio che bisogna condurre più anime possibile.