Le voci del Pretorio. (Una storia incredibile). La prima lettera del romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

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Prima mossa

“Non dimenticare le lettere agli amici.” Ho trovato questo appunto su una agenda di tanti anni fa. Alla data del 18 gennaio del 1989. Non ricordo affatto quale smemoratezza l’avesse prodotto, né quale futuro preannunciasse allora. Proprio quel giorno. Oggi direi niente di importante. Eppure quell’invito rimasto appeso a quella data lontana, ha conservato fino ad oggi il calore di un precetto. Anzi, rende bene lo sforzo che ho fatto prima di riuscire a scriverti. Ormai mi sono disabituato a mettere sulla carta parole che siano state sentite e pensate, non in superficie, ma intimamente, che non siano l’automatico incatenamento di formulari, atti, avvisi, comunicazioni, diffide, ordinanze, missive, al massimo auguri di cerimonia. Devo confessarti però che c’è dell’altro. Ciò che è accaduto negli ultimi giorni mi ha turbato profondamente, mi ha disorientato. Tutto così in fretta, persino la partenza per Potenza. Non ci siamo neppure salutati. E’ stata dura raccogliere i cocci. Li sto ancora cercando.

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CRESTOMAZIA 2: Ivano Ferrari, “La morte moglie”

Ivano Ferrari, La morte moglie, Einaudi.

Sono bovini diversi
di pelo corto
folti ciuffi sulla fronte
e manti che tendono al chiaro,
il primo della fila
riceve un colpo secco,
una volta appeso lo si sgozza
e chi tra noi ha esperienza
prende un bicchiere di carta
e assaggia il sangue caldo,
jugoslavi, dice.

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GIACOMO SARTORI, “ROGO”. INTERVISTA DI MARINO MAGLIANI

Intervista di Marino Magliani

(Articolo già uscito su Mente Locale)

rogoMarino Magliani – Nel tuo nuovo romanzo Rogo si alternano tre vicende di figlicidi, che poi si rivelano essere legate tra loro. Come ti è venuta l’idea di abbordare questo tema, non certo facile?

Giacomo Sartori – Come per gli altri miei romanzi non c’è dietro una decisione razionale, sono partito da fatti di cronaca che mi hanno colpito, e che hanno creato in me la voglia di affrontarli con i miei mezzi, che sono quelli del narratore. Poi mi sono documentato, ma all’origine c’è questa attrazione istintiva. Una madre che uccide il suo bambino è l’atto più inumano che possiamo immaginare, in un certo modo è al di là della nostra comprensione. E non a caso spesso i media si scatenano contro le protagoniste di queste vicende, come è successo anche recentemente per il caso in Sicilia. E invece gli specialisti e gli addetti al mestiere ci spiegano che la maternità è un passaggio terribilmente difficile e delicato, e che i problemi sono frequenti. Moltissime mamme lo sanno molto bene, perché lo hanno vissuto sulla loro pelle. Quindi è la nostra visione che è facilona, e ci serve per rassicurarci, per non porci troppi interrogativi. Col risultato che quando le complicazioni arrivano molte mamme sono completamente impreparate. Continua a leggere→

La vita ha sempre ragione. A proposito di Youth di Paolo Sorrentino

maradona
di Stefanie Golisch

Chi parla del vincere? Resistere è tutto.

R.M.Rilke

Premetto che questa recensione sarà un elogio incondizionato.
L’unica pecca del film (se non è ironico e quindi voluto!) è il suo titolo che ha portato fuori strada quasi tutta la critica cinematografica. Il tema di Youth non è la giovinezza o la vecchiaia, ma la mediocrità, l’inguaribile dilettantismo del vivere che purtroppo non ha né età, né paese.
Infatti, sulla montagna magica contemporanea, addobbata abbondantemente di mucche e montagne svizzere, non si salva proprio nessuno, giovane, mezzano o vecchio che sia. Continua a leggere→

Vivalascuola. L’ABC dell’anno della “Buona Scuola”

La “Buona Scuola” spiegata a Renzi: così si potrebbe intitolare – anche – questa puntata di vivalascuola, e per questo Tullio Carapella ha scelto la formula dell’abbecedario per compilare il consueto bilancio di fine anno scolastico. Il Presidente del Consiglio infatti continua a ripetere che i professori non hanno capito o non hanno letto il progetto di riforma del suo Governo. In realtà non esiste disegno di legge che sia stato tanto letto e analizzato come questo, dalla bozza di settembre a quella di giugno. E’ vero l’opposto: Renzi e il suo entourage non sanno le conseguenze distruttive che il DdL provocherebbe nella scuola perché non conoscono la scuola – e questo è inammissibile in chi governa. C’è un’altra possibilità, ampiamente contemplata dagli osservatori: che sappiano e perseguano premeditatamente l’obiettivo della distruzione della scuola pubblica e della possibilità di istruzione e formazione per tutti. In un caso o nell’altro, la condanna è ugualmente senza appello. Ma questo lungo anno scolastico non si chiude con la chiusura delle scuole, non si sa ancora che ne sarà del DdL e dell’inizio del prossimo anno scolastico, situazione non nuova per la scuola italiana. Interverremo ancora nel caso fosse necessario qualche aggiornamento, per intanto grazie a collaboratori e lettori, e buona estate a tutti.
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Sostituire il vuoto: su “Il canale bracco” di Marino Magliani

di Ade Zeno

Marino Magliani, Il canale bracco, ed. Fusta

(recensione originariamente pubblicata su Atti impuri)

MarinoHo incontrato di persona Marino Magliani in tre o quattro occasioni, quasi sempre di sfuggita, un abbraccio al volo e via, in ogni gesto la promessa di rivedersi prima o poi, unita al rimpianto di non essere riusciti, ancora una volta, a condividere qualche ora insieme in santa solitudine lasciando che le nostre voci e i nostri sguardi si affratellassero quel tanto che basta per suggellare definitivamente quell’istintivo senso di amicizia già collaudato grazie ai molto meno sporadici scambi a distanza. Di lui, in realtà, so poco, e il poco che so affiora dalla lettura dei suoi libri, dalle lettere che ci siamo scambiati e sopratutto dal ricordo nitido che conservo delle sue iridi acquose, quasi trasparenti. Ecco, credo che basterebbe intercettare gli occhi di Marino anche solo qualche secondo per capire che tutte le sue storie stanziano esattamente lì, aggrovigliate e fluide sotto quelle palpebre spalancate, sempre pronte a captare qualcosa di prossimo all’infinito. E credo anche che il segreto ultimo della sua letteratura tanto appartata e misteriosa si riveli nella condizione di esule in moto perenne fra i cui confini ha scelto di vivere. Continua a leggere→

“Il racconto dei racconti”: Garrone iperrealista.

il racconto dei racconti

In questo periodo ho chiuso un cortometraggio e sto finendo di montare un documentario: ciò si traduce in 12-14 ore al giorno di lavoro festivi compresi: realisticamente, non riuscirò mai a trovare il tempo per scrivere una delle mie ragionate recensioni sul suo ultimo splendido film. A malincuore, perché so già che anche qui avrei bisogno di toccare mille aspetti, dagli impianti mitologici antichi e la tragedia greca con i suoi archetipi, fino alla tradizione recente della fiaba, per concludere con le religioni: non solo il panteismo olimpico e la ybris umana dell’imitarlo, ma le molte declinazioni dei Sette Vizi Capitali. Continua a leggere→

Il “Binda” di Rosso

BINDA copertina
Dibattito virtuale attorno al romanzo di Edoardo Rosso Binda. L’invincibile
a cura di Guido Michelone
con Tonino Repetto e Giorgio Simonelli

La recente pubblicazione del romanzo biografico Binda. L’invincibile, del ventottenne Edoardo Rosso per Italica Edizioni (dedite non a caso ad argomenti sportivi), porta due intellettuali come Giorgio Simonelli (docente di Storia dei Mass Media all’Università Cattolica) e Tonino Repetto (poeta e italianista) a confrontarsi sul libro, evidenziando le diverse chiavi di lettura e di interpretazione. Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. 5.

papa Giovanni
Luther
B) In Nessuno è più importante di te (2012), si intrecciano due voci, quelle di papa Giovanni XXIII e di Martin Luther King. Il romanzo nasce dalle biografie di questi due grandi uomini che tu racconti in prima persona, dall’interno, attraverso un processo di immedesimazione. Verità storica e finzione letteraria si mescolano e fluiscono continuamente l’una nell’altra. E anche la voce dell’autore si confonde e si fonde con le voci dei due principali protagonisti. Continua a leggere→

Thomas Piketty, “Il capitale nel XXI secolo”

Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secoloThomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, Bompiani, pp. 946, euro 22,00.

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di Andrea B. Nardi

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Thomas Piketty è l’accademico francese cui vanno almeno due mirabili meriti: il primo, ovviamente, scientifico, per il colossale studio sul ruolo del capitale finanziario dall’Ottocento ai giorni nostri; il secondo, invece, editoriale. Egli infatti ha inconsapevolmente scardinato, direi: terremotato, le abitudini commerciali dei nostri pessimi editori. Per la prima volta da decenni, viene proposto al grande pubblico – benché dubito fortemente che tutti i suoi commentatori giornalistici lo abbiano letto per intero (esperienza, vi assicuro, non lieve) – un testo dal più profondo rigore storico, sociale, economico, in luogo di tutti gli pseudo saggi di sedicenti esperti, che ingombrano gli scaffali dei librai con argomenti, teorie e conclusioni totalmente campate in aria, senza alcuna referenza verificata, senza nessuna prova a latere, privi d’ogni elementare sostegno documentale.

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CRESTOMAZIA 1: Giuliano Mesa (da “Quattro quaderni”)

Giuliano Mesa (da Quattro quaderni, 1999)

questa sorda sirena,
e finalmente il suono della fine

(è già finita,
non resta che finire)

questa sera serena,
che mente fino all’ultimo sospiro

(è già spirata,
basta respirarla)

[questa selva silente,
che finalmente è solo una maceria

(che non riguarda,
se non si guarda più)]

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Vivalascuola. L’università contro la scuola di Renzi

Vivalascuola presenta 100 voci di docenti universitari a cui abbiamo chiesto 5 righe sul DDL sulla scuola in discussione al Senato, accompagnate da una riflessione di Giovanna Lo Presti. Una raccolta di dichiarazioni in cui emerge la pluralità e varietà delle voci, ognuna con un proprio timbro e con lo spessore di una storia e una cultura, eppure tutte convergenti non tanto nella contrarietà alla “Buona Scuola” di Matteo Renzi, quanto nella difesa dei valori dell’istruzione e della formazione. Così, mentre la “renzianissima” delle riforme non supera l’esame di costituzionalità in Senato, il Presidente del Consiglio, dopo aver unito il fronte sindacale, riesce anche nell’impresa di colmare il tradizionale scollamento tra scuola e università. In pochi giorni tanti docenti hanno risposto al nostro appello che lamentava la scarsa presenza dell’università nel dibattito sulla “riforma“. E il giudizio è pressoché unanime: questo DDL vuole riportare quella che è stata una delle scuole migliori al mondo alle vergogne del Ventennio: gerarchia e autoritarismo. Continua a leggere→

SUL TAMBURO 1

Francesco Recami, Piccola enciclopedia delle ossessioniFrancesco Recami, Piccola enciclopedia delle ossessioni, Palermo, Sellerio, 2015

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di Giuseppe Panella

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Dopo tante avventure più o meno divertenti e sicuramente ben congegnate degli inquilini che popolano avventurosamente la sua “casa di ringhiera”, specchio vivente e un po’ contrastato di un microcosmo che il macrocosmo dell’Italia di oggi, Recami ritorna alla sua attitudine più convinta e convincente: quella della “critica di costume” (per dirla poi, con un’espressione più colta, alla Kulturkritik). A farne le spese sono molti italiani e i loro tic, le loro convinzioni superficiali e/o profonde, il loro modo di atteggiarsi di fronte al mondo, le loro diete e i loro tempi di vita, la loro prosopopea e le loro mode culturali, il loro salutismo (la loro “ortoressia” fasulla e facilona) e il loro gusto dei paradossi. Ne viene fuori un ritratto agrodolce dell’Italia di oggi, fatto di piccoli gesti, di lunghe osservazioni, di errori ed omissioni, di cibo più esibito che mangiato e di una ricerca spasmodica di una vita lunga e goduta più nella fantasia che nella realtà quotidiana.

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Fabrizio Lorusso, NarcoGuerra

E’ appena uscito un prezioso libro di giornalismo narrativo, NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga di Fabrizio Lorusso (Ed. Odoya, 2015): reportage, interviste, cronache e analisi con una visione critica di quanto vissuto negli ultimi anni in Messico e in altri paesi latinoamericani. Per gentile concessione dell’editore, ne presentiamo un estratto. Qui si può leggere l’introduzione, qui il risvolto di copertina con una sintesi e la nota biografica dell’autore, qui l’indice e il Prologo di Pino Cacucci, qui il calendario delle presentazioni in Italia.

Narco-Business e NarcoGuerra: mercati e dinamiche globali della droga
di Fabrizio Lorusso

Al contadino colombiano medio un ettaro piantato a coca rende fino a 15 volte di più rispetto a uno a caffè, mentre, risalendo la filiera, i rendimenti schizzano verso l’alto, arricchendo gli operatori delle fasi terminali. Le politiche aperturiste applicate dagli anni Ottanta e Novanta in poi in America Latina, in particolare i trattati di libero commercio siglati con gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Cina in condizioni di asimmetria, hanno favorito solo alcuni settori dell’economia Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. 4.

Caravaggio Matteo
B) In Non superare le dosi consigliate affronti una riflessione sull’esistenza attraverso le opere di Caravaggio. Perché Caravaggio?

F) È di gran lunga il mio pittore preferito: forse perché intreccia l’arte e la vita in quel modo inestricabile di cui parlavo sopra. Il suo realismo è al tempo stesso il timbro utopico di chi aspira a fare una cosa sola di forma e contenuto. Continua a leggere→

Etica della Comunicazione. Sara Rocutto intervista Guido Michelone

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Nel solco di padre Luigi Bini

L’uscita del nuovo libro curato da Guido Michelone dal titolo Etica della comunicazione, uscito presso Educatt dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, offre lo spunto per porre all’insigne docente, nonché collaboratore de ‘La poesia e lo spirito’, alcune domande di scottante attualità in riferimento ai temi svolti nel libro medesimo. Continua a leggere→

Le voci del Pretorio. (Una storia incredibile). Il romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

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Antefatto

Quando siamo stati ragazzi noi non esistevano pc, né telefonini. Non è stato tantissimo tempo fa. Noi siamo stati ragazzi negli anni ’80. Mi sembrano ancora così vicini. Come sarebbe stata la nostra vita da adulti senza questa tecnologia? Ci hai mai pensato? Continua a leggere→

GENERATION 80. Giornate di studio, 11/12 giugno, a Parigi

immagineDue giornate di studio a cura di Maddalena Bergamin e Gianpaolo Furgiuele affrontano la poesia dei poeti nati negli anni ’80 in Italia e Francia. Succederà a Parigi, l’11 e il 12 giugno 2015 grazie al lavoro di alcuni ricercatori che si riuniranno alla Sorbona. Le giornate finiranno con una performance dei poeti invitati presso La Libreria, libreria italiana e francese (rue du Faubourg Poissonière 89).

Il tema della poesia dei poeti nati negli anni ’80, per la parte italiana, è stato recentemente al centro di un documentario televisivo prodotto da Rai 5 “Generazione Y – poesia italiana ultima” che ha ripreso le performance tenutesi al Maxxi, il 7 dicembre 2014, un progetto a cura di Ivan Schiavone.

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