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Potresti dire ancora molto sul modo di pregare. Di notte, sul monte, passi ore in compagnia del Padre. Continua a leggere
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Potresti dire ancora molto sul modo di pregare. Di notte, sul monte, passi ore in compagnia del Padre. Continua a leggere
di Giovanni Agnoloni
Enrico Macioci, La dissoluzione familiare, Indiana Editore
Un’opera difficile da catalogare, questa di Enrico Macioci, ammesso che catalogare i libri sia un esercizio sano e corretto. Vicenda popolata da figure smisurate e paradossali (Don Sisma, Sylvanus, l’Onni…), quando non – altrettanto paradossalmente – piccole e indifese (un bambino appena nato, Poppy), si presta a diverse chiavi interpretative, che penetrano nei territori del sogno, della satira sociale e della commedia.
La vicenda trae origine da un terremoto, figlio diretto dell’esperienza vissuta dall’autore all’Aquila, la sua città, e procede in una sorta di danza cosmico-sincopata di figure che non esisterei a definire scalcinati ciclopi del nostro tempo, sullo sfondo inquietante di un panorama umano retto dalla televisione, che ha appiattito e omologato le menti. Continua a leggere
di Marino Magliani
Nell’arte di Jean Olivier Herón troviamo la molteplicità della genesi, cui seguono trasformazioni intermedie, e per ultimo un oggetto apparentemente finale. Tra la prima immagine e l’ultima ci sono sempre quattro o cinque passaggi, ma se ne potrebbero inventare venti. Sono quasi tutti quanti mondi anfibi, o marini, o aerei, ad esempio uccelli che si trasformano in esseri tra l’animale il minerale, fino a perdere l’animalità ma non l’essenza faunistica, per poi trasformarsi ancora, che ne so, nel ventre di una barca. Lettere dell’alfabeto che diventano un catamarano o un oggetto volante. Una farfalla, un cigno. Anche il capitano Benjamin Willard, durante il suo viaggio sul fiume Nung, viene trasportato in un luogo che in qualche modo assomiglia a un ventre, non il ventre del nemico, e si parla di appendice infettata, che va eliminata per non perdere di vista il nemico.
Man mano che il battello prosegue, il capitano legge il dossier sul colonnello Kurtz. Non so perché, mentre leggevo il romanzo di Claudio Sergio Perroni, Nel ventre (Bompiani 2013), ogni tanto mi tornava in mente questa cosa. Un’altra immagine parallela è stata quella del buio di una trincea, ma qui ci giocano le ultime mie letture, tra cui scene di battaglie della Grande Guerra sulle colline delle Ardenne. Nel ventre è effettivamente una storia procreatrice, come se da quel ventre fossero nati i dialoghi e le paure di ogni battaglia moderna e postmoderna. Continua a leggere

Il primo libro della serie che vede come protagonista Guido Cravat, un poliziotto in pensione che per sbarcare il lunario decide di fare l’investigatore privato, si finisce in un fiato. L’autore è Franz Krauspenahaar, che non avevo mai letto in veste di autore di genere noir, filone che, premetto, non è prettamente nelle mie corde. Continua a leggere
Ogni anno è diverso dall’altro, ma ce ne sono alcuni – di anni – che entrano nell’immaginario collettivo e che già, di per sé, sono dotati di una potenza evocativa intrinseca, a prescindere da qualunque evento possa capitare nel corso del loro svolgimento. Uno di questi è il 1999: l’anno che chiude le porte del secolo breve e funge da viatico al 2000; l’anno della «paura atavica», quello che segna il passaggio dal primo al secondo millennio. Non è un caso che l’anno in questione abbia ispirato “Spazio 1999”: la famosa serie televisiva serie televisiva di fantascienza ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson e incentrata su un evento apocalittico di fine millennio. E come non ricordarsi del cosiddetto Millennium bug (baco del millennio): nome attribuito a un potenziale difetto informatico che avrebbe potuto manifestarsi al cambio di data, dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1º gennaio 2000, nei sistemi di elaborazione dati di tutto il pianeta.
Premesse le suddette considerazioni, un’opera letteraria come la nuova di Domenico Trischitta (già autore del romanzo “Una raggiante Catania”, Excelsior 1881), intitolata per l’appunto “1999” e giunta di recente in libreria per i tipi di un nuovo marchio editoriale (Il Garufi, pagg. 114, € 12), non può non destare la nostra attenzione e curiosità. Si tratta di una raccolta di quarantaquattro racconti brevi, collegati tra loro, impreziosita dalla presentazione di Giuseppe Manfridi e dalla postfazione di Manlio Sgalambro e dotata di una struttura narrativa ben congegnata, suddivisa nelle seguenti parti: Viaggi, Città, Speranze, Illusioni, Certezze e (naturalmente) Fine del Millennio. Sei categorie che fanno da sfondo alle rapide pennellate letterarie dello scrittore e drammaturgo catanese; sei aspetti della vita capaci di influenzare le nostre scelte e da cui – a volte – può dipendere il nostro destino. Continua a leggere
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Come spiegare che la preghiera conta più di tutto? La considerano una perdita di tempo, l’abitudine oziosa di gente che non deve dannarsi per guadagnarsi il pane. Continua a leggere
«O tu, vento selvaggio dell’Ovest, / tu, respiro dell’autunno, / tu, dalla cui invisibile presenza / le foglie morte vengono sospinte / come spettri messi in fuga da un mago incantatore, / gialle, pallide, nere, rosso acceso, / quasi tutte colpite da una pestilenza ! / Tu che trasporti come su un carro nel cielo al loro letto invernale/ i semi alati che giacciono freddi, / ciascuno come salma nella tomba, / fin quando la tua azzurra sorella, in primavera, / non suonerà sulla terra che sogna / la sua tromba, colmando con colori / vividi e con dolci profumi, il colle e il piano, / mentre spinge nell’aria dolci germogli simili a batuffoli / Spirito Selvaggio che ti sposti ovunque / – che distruggi e che preservi – ascolta, ascolta ! »_____________________________
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NOTIZIE DALLA CASA DEL VENTO. La poesia come narrazione spirituale in Giusi Verbaro
1. Una narrazione ininterrotta
“Il vento soffia dove vuole” – lo sostiene autorevolmente il Vangelo di Giovanni (3, 8), “ne puoi udire la voce, ma non sai né da dove viene né dove va”. Sono parole rivolte da Gesù al fariseo Nicodemo che vorrebbe capire la natura del messaggio, per lui troppo oscuro, del Messia (anche se, alla fine, non ci riuscirà).
Nel suo soffiare incontrastato e continuo, il vento raggiunge i luoghi più impervi, più difficili, più nascosti. La sua forza travolge ogni ostacolo e rende possibile ciò che apparentemente non sembrerebbe esserlo. Anche la sua origine resta oscura se non si sa come ascoltarne il messaggio e comprenderne il flusso di desiderio che da esso si sprigiona.
Il 6 novembre a Milano
NAVIGLI POETRY SLAM: LA SFIDA POETICA
12 poeti italiani e stranieri sul palco di Le Trottoir, vota il pubblico
Il 6 novembre alle 21.30 si terrà presso Le Trottoir, data d’esordio della scena del Navigli Poetry Slam, gara poetica secondo le regole del poetry slam. Il poetry slam nasce negli anni ’80 negli Usa ad opera di Marc Smith e si afferma in Italia grazie a Lello Voce nel 2001. Continua a leggere

“Anche in tempi di crisi, si può fare “buona scuola”. Noi nonni, acciacchi permettendo, siamo pronti a offrire il nostro contributo culturale ed educativo, a incontrare tutti i nostri nipoti di sangue o non di sangue, da qualsiasi luogo provengano, per esplorare insieme i mondi passati, scoprire le radici del presente e mettere i germogli di un futuro, lo speriamo per loro, felice e meno opprimente. Tutto bene allora? Sì, se il contributo che si chiede alle famiglie è questo. Se, invece, si chiede loro di mettere mano obbligatoriamente al portafoglio e di contribuire economicamente al funzionamento della scuola perché questa coi tagli che subisce non riesce a garantire più neanche la famosa carta igienica, il discorso si fa diverso. Le famiglie non possono supplire ai doveri dello Stato di finanziamento della scuola pubblica. Le tasse già le pagano a monte, come suol dirsi”. (Donato Salzarulo). Di nonni a scuola parlano, in questa puntata di vivalascuola, Donata Castiello, Gianpiero Cattaneo, Donato Salzarulo. Continua a leggere

Bisogna guardarle le nuvole sullo Stretto. Non in autunno o d’inverno quando scaricano sulla terra una collera accumulata nel resto dell’anno, sobillando le fiumare sulle due coste. In estate. Continua a leggere
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Sono molto interessati all’avvento del regno, i farisei. Hanno letto, nelle loro Scritture, della venuta del Messia, e azzardano calcoli, ipotesi, una ridda di scenari che lascia senza fiato. Continua a leggere
La poesia è desiderio e, come il desiderio, nasce dalla mancanza.
La poesia introduce nelle parole ciò che da esse rimarrebbe altrimenti escluso, la musica, l’immagine “presente e viva”, la passione ardente, la disarmonia.
Dalle riflessioni borgesiane sull’enigma, alla poesia come passione amorosa, al mal di vivere, per approdare alle forme non canoniche, ma canore, del fare poesia, per ascoltare insieme il respiro del Novecento.
Un viaggio poetico in cinque tappe
1. Venerdì 8 novembre h 18
POESIA E DESIDERIO NEL NOVECENTO: tra presente e nostalgia
Interviene Giuseppe Panella

Alessandro Barbaglia è un giovane scrittore novarese, che a trentatré anni pubblica ora la sesta edizione del suo secondo libro dal titolo provocatorio (Testicoli) con una nuova casa editrice (la prestigiosa Mercurio, che ha stampato un altro Alessandro, quasi omonimo, il prof. Alessandro Barbero di Torino che, da storico medievista, ha antologizzato alcune divertenti storielle boccaccesche. Il libretto di Barbaglia, ascrivibile al genere ‘poesia comica’ o anche ‘diario autoironico in forma di versi’ è andato a ruba in Piemonte al punto da raggiungere, con Mercurio, la sesta edizione.

Così, a bruciapelo chi è Alessandro Barbaglia?
A Bruciapelo? Così a bruciapelo direi che sono uno sta cercando un cerotto e che sente una gran puzza di pollo scottato. Continua a leggere

Non leggo mai le mail di sconosciuti. So che potrebbero essere spam o virus. Ma quella, non so perchè, la lessi.
Da: nessuno. Oggetto: nessuno.
C’era scritto questo:
’11 maggio. Come una tempesta. Così sarà il tuo incontro con Stefano. Stai solo attenta alla famosa -quiete dopo la tempesta-, potresti non saperne uscire’.
Fissai per un po’ quelle parole che suonavano sibilline, ma poi riflettei che per prima cosa io non credo nemmeno agli oroscopi, figuriamoci ad una mail anonima, e poi che, al momento, non c’era nessuno Stefano all’orizzonte nella mia vita, quindi cliccai sul tasto ‘Elimina’ e via. ‘Sei proprio sicuro di voler eliminare questo messaggio?’ Lo chiede sempre il computer prima di eliminarne uno completamente, perchè mai stavolta me ne stavo lì a temporeggiare? Continua a leggere
Qui dove manco l’odore del mare
ci viene a consolare,
qua in mezzo a questa mondezza
che puzza come puzza l’omicidio
gira il fantasma del grande poeta,
spettro incapace di pace, che gira
e gira il mondo dei vivi perché vi appartiene ancora,
perché in quel mondo non ha ancora terminato
il suo mandato. Continua a leggere
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Non sappiamo quasi niente della tua vita privata, dai Vangeli. Continua a leggere

quando conosci l’uso della mano
violenta, quando non hai la reazione
dei piccoli, una giusta, sentirai:
ti piace, se si muore? non si nega
a nessun vivo un figlio, il padre è niente
e senza arte, e il maestro divinissimo
non si conosce ancora: hai dieci anni,
il danno è doloroso, è un fatto. qui ricevi.
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C’è una cosa che proprio non ti piace di questa umanità: la pretesa puntuale di una ricompensa; come se ogni cosa avesse un prezzo, andasse pesata in base a perdite e profitti. Continua a leggere
di: Guido Tedoldi
Recensione a «Dreadlock», romanzo di Jacopo Nacci, 2011, Editrice Zona, pp. 70, scaricabile gratuitamente in forma digitale dal sito web dell’autore http://www.Yattaran.com
Di questo romanzo scrivo oggi, fine 2013, anche se è stato fissato dall’autore e dall’editore nel 2011. Ma il fatto che sia anche un file scaricabile non lo fa invecchiare. Si può recuperare in ogni momento, senza richiederlo a qualche libraio che lo deve richiedere alla casa editrice che deve vedere se ce l’ha in magazzino oppure decidere che le valga la pena ristamparlo… Bisognerà abituarsi a situazioni di questo genere. Recensioni di libri usciti più di 2 giorni fa, e però ancora perfettamente rintracciabili. È l’editoria ai tempi di internet («bellezza. E tu non puoi farci niente», direbbe Humphrey Bogart).