Ruggine, di Marilena Renda: una nota di Nadia Agustoni

cretto
Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 il Belice fu sconvolto da un terremoto che devastò alcuni paesi uccidendo 370 persone e lasciando dietro di sé 70.000 senzatetto. A quella notte e a tutto ciò che seguì Marilena Renda, poeta nata a Gibellina, uno dei paesi distrutti dal sisma, dedica un intenso poema, Ruggine (Le Voci della luna, 2011), con prefazione di Maria Grazia Calandrone, una nota molto significativa della stessa autrice, e una postfazione di Manuel Cohen. Ruggine è un libro su cui si torna sia perché rievoca fatti che inducono a una riflessione attenta, specie per chi ha assistito anche se in modo indiretto ad altre vicende di sisma che hanno colpito l’Italia, dal Friuli all’Irpinia dall’Abruzzo all’Emilia, sia perché una corrente forte attraversa le pagine del testo e lega la memoria della gente, raccolta in brevi interviste, ad un’epica dei paesi e degli oggetti che nella poesia dell’ultimo decennio ha un notevole spazio.

Rivisitazioni: Diego Valeri

(Diego Valeri, Piove di Sacco 1887 – Roma, 1976, ha pubblicato durante tutta la sua vita molte raccolte di versi, da Monodia d’amore del 1908 a Calle del Vento del 1975; invito qui a rileggere queste tre poesie tratte dalla raccolta Tempo che muore, del 1942: in rete esiste un sito a lui dedicato. a.s.)
 
COLLINA
 
Vedevamo gli ulivi
annuvolare d’un velo d’argento
l’oro disteso ai digradanti clivi;
piovere gli oleandri un scialbo rosa
dai vecchi muri oscuri
sul bianco della strada polverosa;
e la strada salire
lenta lunga al confine
del cielo alto, morire
nell’azzurro candore
senza più fine.
Dentro il tremante silenzio del cuore
udivamo parole
d’erbe di fiori di terra di sole. Continua a leggere→

IL TERZO SGUARDO n.47: L’inconscio della scrittura. Andrea Galgano – Irene Battaglini, “Frontiera di pagine”

Andrea Galgano – Irene Battaglini, Frontiera di pagine,L’inconscio della scrittura. Andrea Galgano – Irene Battaglini, Frontiera di pagine, Roma, Aracne, 2013

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di Giuseppe Panella*

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Fin dalle sue origini, la psicoanalisi si è cimentata con la letteratura e con l’arte, provandosi a dare una serie di risposte agli stessi interrogativi che la critica letteraria si pone da sempre.

Una lunga serie di analisi freudiane al riguardo costituiscono un corpus impressionante di tentativi di spiegare, attraverso l’interrogazione dell’inconscio, del perché un’opera d’arte sia nata così e abbia assunto proprio l’assetto formale che ad essa risulta necessario e consapevolmente più adeguato ad esprimere le esigenze dell’artista che l’ha realizzata.

Il caso rappresentato dal saggio di Freud sul Mosè di Michelangelo del 1914 (ma anonimo e poi riconosciuto solo nel 1924) è al riguardo esemplare: l’atteggiamento e la postura del profeta biblico sono la spia, la traccia manifesta della volontà di Michelangelo di spiegarne il comportamento successivo e l’atteggiamento umano di collera che lo contraddistinguono.

La raccolta degli scritti di Irene Battaglini e di Andrea Galgano, simbolicamente intitolata Frontiera di pagine, vuole disporsi teoricamente sul discrimine esistente tra critica d’arte ed esercizio psicoanalitico e cercare di utilizzare entrambe per raggiungere il risultato voluto: la ricostruzione del percorso di un’artista importante e significativo e lo svelamento del segreto contenuto nelle sue opere in modo tale da far esplodere tutta la potenza dell’inconscio che in esse si dispiega.

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Giornata dello scrittore in prigione

musine kokalari

Visibile

per Musine Kokalari (Albania, 1917-1983)

Corvi serali
consolarono le sue palpebre rotte
con lingue di fuoco

Lei si incendiò
e dalle sue ferite
uscì un grido

Una dopo l’altra
le parole le vennero strappate dalla gola,
i ceppi caddero a terra
sanguinanti

Laddove il suo sguardo si spezzò
laddove la punta dello stivale spinse la sua parola
nell’orrore,

non fiorisce più nulla,
sul pendio che oppone la schiena larga
alle stagioni prossime?

Là divenne visibile,
il suo nome sillabato,
ucciso e risuscitato,
trasformato

in tutti i nomi Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Neja

Neja cantante
Così, a bruciapelo chi è Neja?
Una cantautrice inquieta (restless), autoironica e sempre in ricerca…

Cosa mi dici del tuo nuovo cd Neja Vu?
È un disco raffinato, elegante, un po’ frizzante e un po’ intimo… erano anni che volevo lavorare con Nerio Poggi, dopo aver ascoltato i suoi progetti Papik ed Ely Bruna, sapevo che era il producer giusto per me. Continua a leggere→

“PERSONAGGI PRECARI”, DI VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

PersonaggiPrecari-300Definire “raccolta di aforismi” o magari di “epigrammi” i Personaggi precari di Vanni Santoni è una tentazione formale, visto che la forma, con accettabile approssimazione, è appunto questa.

Però no. Questo accumulo lungo anni di piccoli scorci/squarci di vita, di cui in questo volumetto edito da Voland troviamo una selezione, è un realtà un insieme di micro-romanzi, perché in ciascuno di essi c’è tutta una vita, per rifarsi alla nota definizione del romanzo di Elsa Morante. Sono istantanee impietose, spesso caustiche e a volte comiche e paradossali, e in ogni caso assolutamente oneste. Mettono a nudo attimi privati – che spesso sono quelli dei quali più ci vergogniamo – destinando loro tutto lo spazio di una puntuale ed esaustiva attenzione.

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Hermann Hesse : Le metamorfosi di Piktor. Una fiaba d’amore

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Piktor era appena entrato in Paradiso, quando si trovò di fronte ad un albero, che era nel contempo uomo e donna. Piktor salutò l’albero con riverenza e gli chiese: “ Sei tu l’Albero della Vita?” Siccome, tuttavia, il serpente pretendeva di rispondergli al posto dell’albero, egli volse le spalle e se ne andò. Era tutto occhi, gli piaceva tutto così tanto. Percepiva chiaramente di trovarsi a casa sua, presso la sorgente della vita.
E di nuovo vide un albero, che era nel contempo sole e luna.
Piktor disse: “Sei tu l’albero della vita?”. Continua a leggere→

Leonardo Sciascia, Una storia semplice: ombre nella luce della verità

Leonardo Sciascia, Una storia sempliceLeonardo Sciascia, Una storia semplice: ombre nella luce della verità

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di Giovanni Inzerillo

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La assai ricca ed eterogenea produzione letteraria di Leonardo Sciascia si conclude col romanzo Una storia semplice pubblicato, per volere dello stesso autore, il giorno della sua morte, avvenuta il 20 novembre del 1989, e ispirato al furto del celebre dipinto di Caravaggio, Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, trafugato nell’ottobre del 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e da allora mai più recuperato.

Una sorta di testamento letterario, di epigrafe culturale, data l’essenzialità del romanzo, dove confluisce (e forse si comprende) l’intero e certamente complicato percorso narrativo di uno degli autori a furor di critica più rilevanti della seconda metà del ventesimo secolo. Nonostante la brevità che lo ha reso, al di là di qualsivoglia concettualizzazione culturale, uno dei testi più letti e conosciuti, specie tra i più giovani, dell’autore siciliano, Una storia semplice, come recita la quarta di copertina, è «una storia complicatissima». Un tipico giallo sciasciano che, tramite il rapidissimo susseguirsi di eventi e di colpi di scena, e la fugace apparizione di comparse (il prete, il professore, l’autista della Volvo, la moglie e il figlio della vittima), si risolve, come da protocollo, con la scoperta del colpevole dell’omicidio che apre la vicenda. Con una narrazione rapidissima e una prosa fluida e scorrevole Sciascia fissa, come a comporre disordinate tessere di un puzzle, piccole parti (i paragrafi in cui è diviso il testo) in un tutto ben definito ed omogeneo. È un racconto per immagini, non è un caso che la vicenda ruoti attorno a un misterioso dipinto scomparso (non citato sebbene se ne conosca l’ispirazione), che non lascia spazio a psicologie criminali o a complicate indagini investigative. Una storia semplice è, piuttosto, uno straordinario esercizio di bravura letteraria, una formula scientifica, un quesito aritmetico, un gioco di intelligenza che il lettore, ancor più che il brigadiere o il questore protagonisti delle vicenda, è chiamato a risolvere nel più breve lasso di tempo possibile. Recita ancora la quarta di copertina:

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Provocazione in forma d’apologo 255

Suona la campanella, è mezzogiorno: inizia l’ultima ora della vita lavorativa del bidello Antonio. Il cambio dell’ora avviene rapidamente, il bidello Antonio percorre per l’ultima volta i corridoi quasi deserti della scuola. Ma una porta si apre, un professore convocato d’urgenza dal preside lascia l’aula e subito nella classe si scatena la solita gazzarra.
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Vivalascuola. Una scuola dell’altro mondo

Vivalascuola propone un reportage di Matteo Telara sulla scuola in Nuova Zelanda, Paese che ha uno dei sistemi scolastici migliori al mondo. Un sistema capace di stupirci e un esempio di cosa può essere la scuola in un Paese da anni al primo posto nelle classifiche internazionali per assenza di corruzione, ai primi posti anche come nazione più pacifica del mondo (Global Peace Index) e per la qualità della vita. L’Italia invece continua a collocarsi tra i paesi più corrotti, mentre peggiora la qualità della vita. E nell’ultimo mese si registra ancora un record di scandali e inchieste. Date queste premesse, non stupisce che l’Italia sia agli ultimi posti anche per le spese per l’istruzione, per la qualità del suo sistema scolastico, per le competenze degli adulti. E’ proprio necessario avere “in cima alla propria agenda la trasformazione dello stato di cose esistente: senza questa trasformazione è illusorio sperare di cambiare la scuola”. (Girolamo De Michele) Continua a leggere→

L’ESTATE DI SGT. PEPPER

L'ESTATE DI SGT. PEPPERdi Massimo Maugeri

Qual è l’album più importante della storia della musica pop/rock? Quello che è stato capace di tracciare una netta linea di demarcazione tra «un prima» e «un dopo» come nessun altro LP è mai più riuscito a fare? Sono domande ricorrenti, tra gli appassionati di musica. La risposta non è difficile e attraversa ogni singola pagina di “L’estate di Sgt. Pepper” di George Martin (La Lepre edizioni, p. 252, € 14,90). Per capire di cosa stiamo parlando è sufficiente riportare il sottotitolo del libro: “Come i Beatles e George Martin crearono «Sgt. Pepper’s lonely hearts club band»”. Sir George Martin, (Londra, 1926) è una delle personalità più poliedriche del mondo artistico contemporaneo. Oltre a essere musicista di formazione classico/barocca, è stato anche compositore, arrangiatore, produttore discografico, attore, sceneggiatore e scrittore; ma nel mondo è famoso per il contributo determinante che diede alla musica del più celebre quartetto rock di tutti i tempi (soprattutto in termini di arrangiamenti orchestrali) e che gli valse l’appellativo di «quinto Beatle». Stiamo parlando dell’uomo che – come manager della EMI – mise sotto contratto i quattro ragazzi di Liverpool che avevano appena incassato un rifiuto dalla Decca. Nel libro (arricchito da una bella prefazione di Stefano Bollani e ben tradotto da Paolo Somigli, direttore del mensile “Chitarre”) George Martin racconta la storia dei Beatles concentrandosi soprattutto in quella estate (siamo nel 1967) che diede la luce a “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”: un album che avrebbe venduto più di 32 milioni di copie, travolgendo e scompaginando il concetto stesso di realizzazione artistica nell’industria musicale. Continua a leggere→

Tre testi da I cani dello Chott-el-Jarid, di Andrea Raos

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[…] Anima sola, lasciarmi,
ti chiedo e ti dico: non torna.
Passando, passavi, sarà.

Breve e compatto poemetto, I cani dello Chott-el-Jerid (Arcipelago 2010) di Andrea Raos, mette in scena quest’area del deserto tunisino, un lago salato, con temperature fino a 60 gradi. Luogo difficile per la situazione climatica, appare nei versi di Raos a bilanciare o forse specchiare una crudeltà che riguarda il genere umano ed è ben più forte e meno spiegabile dell’aridità di un’area depressa. Continua a leggere→

« . . . tutte seppelliscono i loro morti . . . »

di Antonio Sparzani

Dresda distrutta

Dresda distrutta

Dal dì che nozze e tribunali ed are
dier alle umane belve esser pietose
di sé stesse e d’altrui, toglieano i vivi
all’etere maligno ed alle fere
i miserandi avanzi che Natura
con veci eterne e sensi altri destina.

(Ugo Foscolo, I Sepolcri, vv. 91-96)

Comincerò col dire che questa cosa degli scoop giornalistici su notizie supposte clamorose, e spesso invece insignificanti, o comunque da dimenticare, mi sembra un segno ? tra gli altri ? di notevole degrado. Mi riferisco in questo caso alla notizia data con grande risalto dal direttore di Repubblica in persona, dell’avvenuta sepoltura di Erich Priebke in luogo mantenuto rigorosamente segreto.
Tutti ricorderanno che questo solerte capitano, nel 1944 trentunenne, delle SS tedesche eseguì con germanica solerzia e inesausto rigore gli ordini ricevuti di uccidere dieci civili italiani per ogni militare tedesco ucciso, totale 330 persone, alle Fosse Ardeatine.
Una volta sgombrato il campo dai tentativi giustificazionisti in nome dell’obbedienza agli ordini ricevuti e del regime di guerra allora vigente (la tesi della difesa, sostenuta dal solito ineffabile avvocato Taormina), tentativi a mio parere del tutto privi di qualsiasi umano fondamento, e una volta quindi chiarito ? senza se e senza ma ? che giusta e sacrosanta fu la condanna all’ergastolo definitivamente confermata dalla Corte di Cassazione il 17 novembre 1998, trasformata poi in arresti domiciliari per l’età avanzata del soggetto, allora ottantacinquenne, Continua a leggere→

Roberto Carnero su “Salva L’Anima”

Salva
Si potrebbe forse dire che per Fabrizio Centofanti, prete della diocesi di Roma dal 1996, la letteratura sia un po’ “l’altra vocazione”, sia come studioso di poesia e narrativa del Novecento (ha pubblicato un volume su Clemente Rebora e un altro su Italo Calvino) sia come narratore in proprio. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Ennio Rega

Rega
Il premio George Brassens del Festival di Poesia Civile va quest’anno al cantautore e scrittore Ennio Rega, sessant’anni, da Roccadaspide, autore di quattro dischi – Due passi nell’anima del sorcio (1994), Concerie (2004), Lo scatto tattile (2007), Arrivederci Italia (2011) – tra musica e letteratura. Continua a leggere→